Articoli con tag: Agatha Christie racconti

Sintesi dei racconti di Agatha Christie (I)

Inizio a riportare qui di seguito le sintesi dei racconti di Agatha Christie. Poiché i testi sono numerosi, ho deciso di suddividere le sintesi per volume (quindi pubblicando un post per ognuno di essi) in modo da facilitare la lettura. Una volta completate tutte le sintesi, le riunirò come avvenuto per le sintesi delle opere.

Hercule Poirot indaga (Poirot investigates, 1925), contiene i seguenti undici racconti:

 

Il caso della stella d'occidenteIl caso della Stella d’Occidente (The Adventure of The Western Star):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Mary Marvell, Gregory Rolf, Lord e Lady Yardly. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: La signora Marvell riceve una serie di lettere in cui le si intima di restituire il diamante Stella d’Occidente, regalatole anni prima dal marito, Gregory Rolf, e, a quanto sembra, appartenente a un idolo di cui costituiva l’occhio sinistro. Intenzionata a non cedere al ricatto, la signora Marvell si reca da Poirot. Anche Lady Yardly, però, che in passato sembra aver avuto una relazione col marito della signora Marvell, possiede un diamante simile, la Stella d’Oriente, proveniente dall’occhio destro dell’idolo di cui sopra. Su suggerimento di Mary Cavendish, già vista nel romanzo Poirot a Styles Court, Lady Yardly si reca da Poirot, ma trova Hastings che finisce per credere che anche lei stia subendo un ricatto. Poirot riuscirà così a capire l’imbroglio alla base del mistero. Frase memorabile: “Permettete, madame?”. Prese il gioiello in una mano e lo esaminò attentamente, poi glielo restituì con un lieve inchino. “Una magnifica pietra… senza il minimo difetto. Ah, cent tonnerres! E ve lo portate in giro comme ça!”.

La tragedia di Marsdon Manor (The Tragedy at Marsdon Manor):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Il signor Maltravers, il Capitano Blake. Tipo di crimine: Omicidio compiuto facendo credere che la vittima sia morta di ulcera gastrica con conseguente emorragia interna. In realtà l’arma è un fucile utilizzato normalmente per sparare alle cornacchie. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Il direttore di una compagnia assicurativa, amico di Poirot, chiede all’investigatore belga di indagare sulla morte del signor Maltravers, deceduto poco tempo dopo aver stipulato un’assicurazione sulla vita per una forte somma. Poirot e Hastings si recano quindi in Essex, a Marsdon Manor, dove è morto l’uomo, e cercano di capire se si tratta di una disgrazia o di un omicidio. Curiosità: Come nei romanzi Un messaggio dagli spiriti o Un cavallo per la strega, Agatha Christie ricorre all’utilizzo di elementi soprannaturali che alla fine trovano spiegazioni logiche. Frase memorabile: “Anche se so che le convenzioni prevedono che una donna debba manifestare il proprio dolore per la morte del marito, non mi sono piaciute per niente quelle palpebre così eccessivamente arrossate. Non le avete notate, Hastings? No? Ve lo dico sempre, voi non vedete mai nulla!”.

Un appartamento a buon mercatoUn appartamento a buon mercato (The Adventure of the Cheap Flat):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, i signori Robinson, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Furto con conseguente omicidio. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Durante una festa, in cui si parla di case e appartamenti, Hastings conosce i signori Robinson e scopre che hanno acquistato un appartamento a Knightsbridge per un prezzo incredibile. Una volta rientrato, narra la vicenda a Poirot che, incuriosito, decide di indagare. I due si recano all’indirizzo dove si trova l’appartamento e il portiere gli comunica che i Robinson vivono là da sei mesi e non da qualche giorno, come asseriva la signora Robinson. Poirot intuisce che c’è qualcosa che non va e, con uno stratagemma, trova il modo di introdursi nell’appartamento a piacimento. Nel frattempo, l’ispettore Japp informa l’investigatore del furto di una serie di importanti piani navali da parte di alcune spie. Ben presto, Poirot si accorgerà che le due vicende sono collegate. Frase memorabile: Tirò con decisione la fune del montacarichi. “Scenderemo con i bidoni della spazzatura. Nessuno ci noterà. Il concerto della domenica, la passeggiata al parco della domenica o il pisolino della domenica dopo l’abituale pranzo inglese della domenica a base di rosbif, tutto questo distrarrà l’attenzione da ciò che farà Hercule Poirot. Andiamo, amico mio”.

Il mistero di Hunter’s Lodge (The Mystery of Hunter’s Lodge):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Roger Havering, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Omicidio a scopo economico. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Mentre Poirot è a letto con l’influenza, lui e Hastings ricevono la visita di Roger Havering a cui è stato comunicato che lo zio, Harrington Pace, è stato assassinato. Per risolvere il mistero, l’uomo ha bisogno di un detective, ma siccome Poirot è allettato è Hastings a recarsi sul posto. Si scopre così che Harrington Pace è stato ucciso da un colpo di pistola. Hastings, che nel frattempo ha incontrato l’Ispettore Japp, inizia a interrogare la moglie di Havering, presente sulla scena, e la domestica e poi ritorna, con le informazioni, da Poirot. Quest’ultimo si fa descrivere nei dettagli le due donne e arriva alla conclusione che si tratti di un imbroglio orchestrato per impossessarsi dell’eredità di Harrington Pace. Le prove, tuttavia, non sono sufficienti e i colpevoli sembrano farla franca, salvo poi venire colpiti dalla giustizia divina. Frase memorabile: “Dopotutto”, mormorò Poirot, “è possibile che stavolta io non muoia”. Poiché venivano da un malato di influenza, ormai convalescente, accolsi quelle parole come rivelatrici di un benefico ottimismo.

Un furto da un milione di dollari in obbligazioniUn furto da un milione di dollari in obbligazioni (The Million Dollar Bond Robbery):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Esmée Farquhar, Philip Ridgeway, il signor Vavasour. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Un milione di dollari in obbligazioni, trasportate a bordo del transatlantico Olympia e destinate a New York, sono state rubate. Hercule Poirot riceve la visita di Esmée Farquhar, fidanzata di Philip Ridgeway, incaricato del trasporto delle obbligazioni, che gli chiede di aiutarla a dimostrare l’assoluta mancanza di responsabilità del giovane nel furto appena avvenuto. Le obbligazioni erano state contate, in presenza di Ridgeway, e poi sistemate in un contenitore sigillato, a sua volta rinchiuso all’interno di un baule, da cui poi sono state sottratte. Poirot riuscirà a dimostrare che le cose non stanno come sembrano. Frase memorabile: “Il caso è perfettamente chiaro all’intelligenza di Hercule Poirot. Ma, a beneficio di quelli che non sono stati molto dotati dal buon Dio – per esempio l’ispettore McNeil – sarebbe forse meglio fare alcune indagini per stabilire i fatti. Bisogna avere un po’ di considerazione per le persone meno dotate”.

La maledizione della tomba egizia (The Adventure of the Egyptian Tomb):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Lady Willard, Tipo di crimine: Omicidio per avvelenamento. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Poco dopo la scoperta e l’apertura della tomba di Men-her-Ra, sir John Willard e il signor Bleibner, responsabili del rinvenimento, muoiono in circostanze misteriose: il primo per attacco cardiaco e il secondo per avvelenamento del sangue. Alle due morti segue il suicidio del nipote di Bleibner che si spara un colpo di pistola. Tutti pensano che si tratti della maledizione della tomba. Lady Willard, il cui figlio è partito per l’Egitto per continuare l’opera del padre, teme per la sorte del giovane e contatta Poirot. Poirot e Hastings, dopo aver raccolto informazioni sul suicidio del nipote di Bleidner, partono per l’Egitto e si uniscono alla spedizione. Qui, vengono a sapere del decesso di un’altra persona: un americano che ha contratto il tetano. Il buonsenso di Poirot, tuttavia, aiuterà l’investigatore belga a capire che la maledizione non esiste. Frase memorabile: Sorvolo sullo spettacolo di Poirot sul cammello. Cominciò gemendo e lamentandosi e finì urlando, gesticolando e invocando la Vergine Maria e ogni santo del calendario. Alla fine smontò ignominiosamente e concluse il viaggio su un piccolo mulo. Devo ammettere che un cammello al trotto non è uno scherzo per un dilettante.

Il furto di gioielli al Grand MetropolitanIl furto di gioielli al Grand Metropolitan (The Jewel Robbery at the Grand Metropolitan):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, il signore e la signora Opalsen. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Hastings riesce a convincere Poirot a prendersi un periodo di riposo e a recarsi con lui a Brighton, al Grand Metropolitan Hotel. Qui conoscono i signori Opalsen. Il signor Opalsen è un agente di Borsa che ha approfittato del boom petrolifero per arricchirsi; la moglie, invece, spende il denaro del marito in gioielli da collezione. La donna racconta a Poirot di possedere delle magnifiche perle, perfettamente identiche, che desidera mostrargli. Pochi istanti dopo, però, si scopre che sono state rubate. Ben presto, l’investigatore belga si accorgerà di avere a che fare con due ladri professionisti. Frase memorabile: “Un buon cuore vale tanto quanto tutte le piccole cellule grigie”.

Il rapimento del Primo Ministro (The Kidnapped Prime Minister):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Lord Estair, Bernard Dodge, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Rapimento. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Hercule Poirot viene ingaggiato per risolvere una grave crisi di governo: il primo ministro, diretto a una segreta conferenza di pace organizzata per il giorno seguente a Versailles, è stato rapito. Il segretario del ministro viene in seguito ritrovato stordito dal cloroformio e imbavagliato. Poirot scopre che, prima del rapimento, il ministro era stato aggredito da uomini mascherati che lo avevano ferito, ma qualcosa non lo convince e, durante le indagini, anziché unirsi al gruppo di ricerca si chiude in albergo. Ne uscirà ore dopo pienamente consapevole del luogo in cui si trova l’uomo. Frase memorabile: “Dovete telegrafare subito in Francia, se ci andrete di persona arriverete troppo tardi”. “Purtroppo, amico mio, ci sono cose che non possono essere spedite per telegramma”.

La sparizione del signor DavenheimLa sparizione del signor Davenheim (The Disappearance of Mr. Davenheim):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, la signora Davenheim, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Rapimento simulato e scambio di identità. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: L’ispettore Japp si reca da Poirot e gli parla della scomparsa del Signor Davenheim, socio anziano di una famosa banca d’affari. Poirot scommette con l’ispettore di essere in grado di risolvere il caso in una settimana senza muoversi dalla sedia. Japp si reca quindi ogni giorno da lui per aggiornarlo sui fatti scoperti dalla polizia e per vedere a quali conclusioni arriva l’investigatore belga. Alla fine, Poirot capirà che l’uomo che tutti stavano cercando era già nelle mani della polizia. Frase memorabile: “Le categorie di scomparsa sono tre: la prima, la più comune, è la scomparsa volontaria; la seconda è il caso, di cui si fa molto abuso, della “perdita di memoria”, che qualche volta, anche se raramente, è autentica; la terza è l’omicidio con eliminazione, più o meno riuscita, del cadavere”. Curiosità: Anche nel romanzo Sfida a Poirot (The Clocks, 1963) l’investigatore belga risolve un caso senza muoversi dalla poltrona.

La disavventura di un nobile italiano (The Adventure of the Italian Nobleman):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Dottor Hawker, la signorina Rider, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Poirot e Hastings ricevono, di tanto in tanto, la visita del Dottor Hawker, loro vicino, e conversano amabilmente con lui. Una sera, durante una di queste visite, nella stanza irrompe la governante del dottore, la signorina Rider, che asserisce di aver ricevuto una telefonata durante la quale un uomo, il conte Foscatini, affermava di essere stato ucciso. Poirot, Hastings e il dottore si recano subito a casa del conte e lo trovano morto, ucciso da un colpo sferrato con una statuetta di marmo. Esaminando i resti della cena, servita per tre persone, Poirot riuscirà a trovare la chiave dell’enigma. Frase memorabile: Quando una persona ha particolarmente fretta, i taxi non si trovano mai.

Il caso del testamento mancanteIl caso del testamento mancante (The Case of the Missing Will):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Violet Marsh, i signori Baker. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: La signorina Violet March, orfana, si reca da Poirot per proporgli un caso interessante: suo zio, da cui lei è stata cresciuta dopo la morte dei genitori, è morto da poco lasciando un testamento in cui mette chiaramente alla prova le sue doti: se entro un anno l’intelligenza della giovane non si sarà rivelata migliore di quella dello zio, tutto il patrimonio sarà devoluto in beneficienza. Molto tempo prima, la ragazza aveva avuto una discussione con il parente riguardo alla sua educazione: lei voleva studiare e lui asseriva l’assoluta inutilità, per una donna, di intraprendere un simile percorso. Violet si era poi laureata e lo zio, pur volendole bene, le aveva lasciato intuire che, prima o poi, l’avrebbe costretta a dimostrare le doti intellettive che asseriva di possedere. Poirot, intrigato dalla faccenda, accetta volentieri di aiutare la giovane a svelare il mistero. Frase memorabile: “Pur concedendo a vostro zio grandi capacità, le sue cellule grigie non possono aver avuto la qualità di quelle di Hercule Poirot!”.

Curiosità: Il volume fu pubblicato in America l’anno seguente. Il libro, però, conteneva altri tre racconti, La scatola di cioccolatini, La dama velata e La miniera perduta, che in seguito sarebbero stati inseriti nella raccolta I primi casi di Poirot (Poirot’s Early Cases, 1974).

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Parker Pyne indaga (Parker Pyne investigates)

Vede, per trentacinque anni della mia vita ho compilato statistiche in un ufficio statale. Adesso sono andato in pensione e mi è venuto in mente di sfruttare l’esperienza acquisita in un modo completamente nuovo. È tutto talmente semplice! L’infelicità può essere classificata sotto cinque voci diverse… non di più, glielo assicuro. E una volta che si conosce la causa della malattia, il rimedio non dovrebbe essere impossibile.
(Parker Pyne indaga, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1982, p. 14)

Parker Pyne è uno dei personaggi meno noti, eppure più originali, di Agatha Christie. Nato dalla penna della scrittrice britannica nel 1932, e protagonista di una serie di dodici racconti, i primi sei ambientati a Londra e gli altri aventi come scenario il Medio Oriente, egli non è il classico detective privato ma piuttosto un investigatore della psiche che, con arguzia, umorismo e abilità, cerca di restituire la felicità ai propri clienti.

Parker Pyne

Nelle sue avventure si percepisce già la presenza di situazioni e personaggi che, in seguito, troveranno una loro collocazione all’interno della produzione letteraria della scrittrice: c’è la signorina Lemon, destinata a diventare la segretaria di Hercule Poirot (“Una cartelletta per lo schedario, signorina Lemon. E per favore, dica a Claude che molto probabilmente dovrò vederlo fra poco”. (p. 17)); c’è Ariadne Oliver, l’autrice di romanzi gialli personificazione di Agatha Christie, che in seguito prenderà parte a più di un’indagine del succitato Poirot (“Freda Clegg, Sì, credo che Freda Clegg andrà a meraviglia. Sarà meglio che ne parli con la signora Oliver”. (p. 31)); c’è l’Orient-Express che nel racconto Hai tutto quello che ti occorre? sembra anticipare quell’atmosfera cosmopolita che caratterizzerà il romanzo Assassinio sull’Orient-Express del 1934; ci sono le Porte di Damasco che ispireranno il romanzo omonimo, in inglese Postern of Fate, i cui protagonisti saranno Tommy e Tuppence Beresford (“La città di Damasco ha quattro grandi porte…”, il signor Parker Pyne si ripeté sottovoce le parole di Flecker, “La porta del Destino, il Cancello del Deserto, la Caverna della Calamità, il Forte della Paura. La Porta di Baghdad son io, l’Ingresso di Diarbekir”. […] “Non passarci sotto, Carovana, oppure se devi passarci, non cantare. Hai udito quel silenzio in cui gli uccelli sono morti eppure qualcosa cinguettava come un uccello? Passaci sotto, o Carovana, Carovana del Funesto Destino, Carovana della Morte!”. (p. 125)).

Parker PyneIl paragone potrà risultare azzardato, anche se non vuole essere in alcun modo negativo, ma la struttura dei primi sei racconti sembra l’antesignana delle storie narrate nella serie tv Fantasilandia (1978). Nella suddetta serie, Ricardo Montalbán, supportato dal nano Tatoo, si adopera in tutti i modi per soddisfare i desideri di felicità dei turisti sbarcati nella sua isola; in Parker Pyne indaga, il protagonista si avvale di numerosi collaboratori, e di qualche astuto stratagemma, per risolvere i problemi personali che tormentano i suoi clienti e far loro vivere situazioni paradossali in grado di renderli nuovamente fiduciosi.

Malgrado un’ironica misoginia di fondo (vedesi l’affermazione: “Le afflizioni dell’umanità possono venir facilmente classificate sotto pochissime voci principali. C’è la cattiva salute. C’è la noia. Ci sono le mogli che creano guai ai mariti. Ci sono i mariti che sono nei guai a causa delle mogli”. (p. 61)), Agatha Christie si diverte a creare un contesto in cui si muovono personaggi secondari che, a volte, assurgono al ruolo di coprotagonisti e portano scompiglio nel ben orchestrato piano del loro capo che non può far altro che adeguarsi. Nel Caso del marito scontento, ad esempio, la “donna fatale” Madeleine de Sara, assunta da Parker Pyne per far ingelosire la moglie del cliente, si rende involontariamente responsabile della rottura definitiva tra i due perché il cliente si innamora davvero di lei mandando a monte i buoni propositi del protagonista e determinando delle conseguenze a dir poco esilaranti.

Questa raccolta di racconti dimostra ancora una volta che Agatha Christie, oltre all’innegabile talento letterario, possedeva anche un notevole senso dell’umorismo e un ottimo spirito di osservazione per quanto riguarda la natura umana e le sue numerose sfaccettature.

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Agatha Christie e Il villino degli usignoli: un esempio di omicidio per suggestione

Philomel CottageTra i racconti brevi di Agatha Christie, Il villino degli usignoli (Philomel Cottage) merita una menzione particolare. Pubblicato per la prima volta nel 1934, nel Regno Unito, all’interno della raccolta Il mistero di Lord Listerdale e altre storie, di cui faceva parte anche il racconto La disgrazia (The Accident), viene poi ripubblicato, negli Stati Uniti, assieme a quest’ultimo, nel volume Testimone d’accusa e altre storie (1948) che ripropone i testi già presentati ne Il segugio della morte (1933). La conseguenza diretta di questa scelta è che, in Italia, i lettori che volessero leggerlo lo troveranno solo in Testimone d’accusa e altre storie, a differenza degli inglesi che lo leggono da anni all’interno di The Listerdale Mystery. A parte le “vicissitudini” di pubblicazione di cui sopra, un’altra peculiarità de Il villino degli usignoli è insita nella sua trama; si tratta, infatti, dell’unico racconto di Agatha Christie a esporre un caso di omicidio per suggestione.

I protagonisti della narrazione, Alix King e Gerald Martin, richiamano un po’ quelli che diventeranno i personaggi principali del romanzo Nella mia fine è il mio principio (Endless Night, 1967), ovvero il seduttore pericoloso che mira al costante miglioramento della sua posizione sociale, e la sedotta ingenua che si illude di aver trovato la tanto agognata serenità. Tuttavia, se Nella mia fine è il mio principio il lettore si ritrova a vivere le esperienze di un narratore onnisciente in prima persona psicologicamente instabile, ne Il villino degli usignoli ci si confronta con un narratore in terza persona che, pur descrivendo la situazione nei minimi dettagli, mantiene un certo distacco rispetto ai due protagonisti.

La trama non presenta intrecci complicati od oscuri segreti difficili da intuire, ma segue il normale evolversi di una qualsiasi storia gialla già nota. Eppure, è proprio nella sua semplicità che si nasconde il divertissement e un certo gusto per il macabro in grado di risvegliare la curiosità del lettore. Alix Martin è lo stereotipo perfetto della donna non più giovanissima che, dopo aver sacrificato buona parte della sua vita per accudire la madre malata, si ritrova di colpo sola, senza alcun affetto a cui aggrapparsi. Come spesso accade, la sua fragile condizione emotiva la induce a cedere facilmente alla corte di Gerald Martin che, guarda caso, inizia a mostrare un crescente interesse nei suoi confronti proprio poco tempo dopo che la donna ha incassato un’ingente eredità da una lontana cugina. Non credo di rovinare il piacere della lettura se dico che lo scopo del nuovo spasimante, e ben presto marito, è quello di eliminare la moglie e intascare i soldi. Tuttavia, Agatha Christie va oltre l’ovvietà e crea la suspense sfruttando uno dei migliori riferimenti intertestuali della sua letteratura:

Pensi che sia saggia, Alix… questa curiosità da camera di Barbablù? Ci sono state altre donne nella mia vita, sì. Non lo nego. Non mi crederesti, se lo negassi. Però ti posso giurare in tutta sincerità che nessuna di loro, mai, ha avuto un grande significato per me.
(Il villino degli usignoli, in Testimone d’accusa e altre storie, traduzione di Hilia Brinis, Grazia Maria Griffini e Giuseppe Lippi, Mondadori 1981, p. 145)

Citando la fiaba Barbablù, e in particolare la stanza dove egli uccideva le donne con cui aveva contratto matrimonio in precedenza, l’autrice inglese strizza l’occhio al lettore e gli fa capire la gravità della situazione in cui si trova la protagonista dando, però, contemporaneamente a quest’ultima la consapevolezza di cui aveva bisogno per cercare di sfuggire al suo aguzzino. Ed è proprio lo stratagemma che ella escogita per salvarsi a costituire la vera originalità della storia e a farne uno dei racconti migliori di Agatha Christie. SPOILER. Un altro dei riferimenti intertestuali utili a cogliere l’atmosfera della narrazione è il titolo originale del testo: Philomel Cottage. Il mito di Filomela, infatti, è uno dei più cruenti della storia della mitologia: dopo aver subito violenza ed essere stata mutilata della lingua dal cognato, Filomela riesce, con un ricamo, a informare dell’accaduto la sorella che si vendica dando in pasto al marito il proprio figlio. Per punizione la sorella viene trasformata in rondine, Filomela in usignolo e il cognato in sparviero; anche se secondo Dante (vedesi Purgatorio XVII 19-20: De l’empiezza di lei che mutò forma/ne l’uccel ch’a cantar più si diletta,/ne l’imagine mia apparve l’orma;) fu la sorella a essere trasformata in usignolo.

Love from a StrangerNel 1936, Frank Vosper ne trasse la pièce teatrale Love from a Stranger, rappresentata per la prima volta al New Theatre, ora noto come Noël Coward Theatre, il 31 marzo dello stesso anno. All’epoca lo Scotsman recensì così il testo: “Assistere alla rappresentazione di Love from a Stranger al New Theatre è come prendere parte a un ingegnoso gioco di prestigio. Lo spettatore è pienamente consapevole che quanto sembra accadere è quasi impossibile, eppure non può fare a meno di provare un fremito”. Nel 1937, il regista Rowland W. Lee ne trasse a sua volta un film dal medesimo titolo, noto negli Stati Uniti come A Night of Terror e in Italia come L’ora del supplizio (mentre nel 1947 l’americano Richard Whorf ne realizzerà una nuova versione chiamata L’affascinante straniero). La pellicola, tuttavia, presenta alcune notevoli variazioni rispetto al racconto di Agatha Christie. La protagonista, infatti, non eredita il denaro da una lontana cugina ma lo vince alla lotteria e inoltre il numero di personaggi che interagiscono con i due principali aumenta notevolmente. Ciononostante, rimane un film che merita di essere visto per la crescente tensione, le implicazioni psicologiche e il talento recitativo degli attori:

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