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La morte nel villaggio (The Murder at the Vicarage)

Sintesi: Il parroco di St. Mary Mead, Leonard Clement, racconta al lettore la sua vita nel villaggio, il suo rapporto con la moglie Griselda, di vent’anni più giovane, e l’omicidio di cui si rende testimone: quello dell’odiato colonnello Lucius Protheroe il cui cadavere viene da lui stesso rinvenuto nel suo studio. Grazie all’aiuto dell’arzilla Miss Marple, che tutti gli abitanti del villaggio considerano una vecchietta incartapecorita con scarsa conoscenza del mondo e della natura umana, la verità verrà scoperta.

The Murder at the VicarageCuriosità:
1)
Il personaggio di Leonard Clement è presente anche nel romanzo C’è un cadavere in biblioteca ma, in quel caso, non è più il narratore della storia.
2) Il libro è dedicato alla figlia Rosalind che all’epoca era ancora una ragazzina.
3) Nel 1949 ne fu tratta una pièce in due atti, per l’adattamento di Barbara Toy e Moie Charles, interamente ambientata nello studio di Leonard Clement e con un finale diverso dal romanzo anche se il colpevole resta il medesimo. L’ambientazione non è più negli anni Trenta ma negli anni Quaranta.
4) È uno di quei romanzi di cui Agatha Christie non ricorda i dettagli di realizzazione:

La morte nel villaggio fu pubblicato nel 1930, ma della sua stesura non ricordo assolutamente niente, né dove, come, quando o perché io sia arrivata a scriverlo. Non ricordo nemmeno chi mi abbia suggerito di affidare il ruolo dell’investigatore all’inconsueta figura di Miss Marple. Allora non sapevo che anche lei, come Poirot, mi sarebbe rimasta appiccicata per tutta la vita.
(Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, p. 508)

Il testo suscita un certo interesse dal punto di vista narrativo. Come afferma la studiosa Kathy Mezei in Spinsters, Surveillance, and Speech: The Case of Miss Marple, Miss Mole, and Miss Jekyll, pubblicato in Journal of Modern Literature, Vol. 30, No. 2 (Winter, 2007), pp. 103-120, ancora una volta, esattamente come accadde in L’assassinio di Roger Ackroyd, Agatha Christie gioca con i lettori e cerca di sviare la loro attenzione dall’elemento veramente importante.
La scelta di affidare la narrazione a Leonard Clement, anziché a Miss Marple stessa, fa sì che il lettore venga indotto a credere che la visione del parrocco sia più affidabile di quella della vecchina, mentre in realtà è esattamente il contrario. Inoltre, i numerosi appellattivi, ben poco lusinghieri, riferiti a Miss Marple – “vecchia strega”, “vecchia zitella”, “vecchio rudere” – contribuiscono a insinuare nella mente del lettore l’idea di trovarsi di fronte alla classica donna in età avanzata, pettegola e impicciona, destinata a veder smentite tutte le sue teorie.
L’ambientazione della storia permette inoltre di immergersi in un’atmosfera in cui tutti spiano tutti e finiscono per esprimere giudizi sugli altri basandosi esclusivamente sulle apparenze e sui pettegolezzi. Anche Miss Marple ammette candidamente di impicciarsi degli affari altrui mentre si occupa del giardino:

“Vivendo così soli, in una parte del mondo quasi remota, è necessario avere un passatempo. Ci si può occupare naturalmente dei lavori a maglia, delle ragazze esploratrici, delle opere di assistenza, come ci si può divertire a dipingere dei bozzetti, ma il mio passatempo è sempre stato la Natura Umana. Così varia e così… affascinante! E naturalmente in un piccolo villaggio, senza altre distrazioni, non manca il modo di approfondire questo studio. Si finisce per classificare le persone proprio come se fossero uccelli, fiori: gruppo così e così, genere tale, specie talaltra. Qualche volta capita, naturalmente, di sbagliare, ma col passare del tempo gli errori sono sempre meno frequenti”.
(La morte nel villaggio, traduzione di Giuseppina Taddei per Mondarori, 1934, p. 249)

Riferimenti intertestuali:

The Murder at the Vicarage1) Riferimento allo scrittore inglese G.K. Chesterton (1874-1936) e allo stile dei suoi romanzi:
“Però non ho verificato la mia ipotesi”, proseguì Lawrence, “perché mi è venuto in mente di andare prima da Miss Marple ad assicurarmi che nessuno era passato dal viottolo ieri sera, mentre noi eravamo nello studio”.
Scossi la testa.
“Ha già affermato che non è passato nessuno”.
“Nessuno che lei chiami qualcuno. Sembra un gioco di parole, ma lei capisce quello che voglio dire. Potrebbe aver visto passare, che so, il portalettere, il lattaio, il ragazzo del macellaio… qualcuno la cui presenza fosse tanto naturale da non farle pensare che fosse necessario riferirla”.
“Lei ha letto G.K. Chesterton”, dissi io, e Lawrence non lo negò.
(La morte nel villaggio, traduzione di Giuseppina Taddei per Mondarori, 1934, p. 155)

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La parola alla difesa (Sad Cypress)

Sintesi: Elinor Carlisle si trova in tribunale con l’accusa di aver assassinato Mary Gerrard, protetta di sua zia Laura Welman. Tutto è iniziato con una lettera anonima attraverso la quale Elinor veniva informata del fatto che Mary si stava approfittando di sua zia per spillarle quattrini. Poiché Elinor, pur professandosi innocente, sembra comunque provare un profondo senso di colpa che rischia di farla condannare, Peter Lord, profondamente legato a lei, decide di rivolgersi a Poirot per trovare le prove che anche altri avevano interesse nell’assassinare Mary Gerrard. L’astuto investigatore non solo troverà le prove ma riuscirà a dimostrare che tutti, all’interno del tribunale, hanno un’ottima ragione per mentire.

Curiosità:
1) Il titolo originale è tratto dalla canzone del Clown presente ne La dodicesima notte di William Shakespeare, atto secondo, scena quarta: Come away, come away, death, / And in sad cypress let me be laid; / Fly away, fly away, breath; / I am slain by a fair cruel maid. / My shroud of white, stuck all with yew, / O! prepare it. / My part of death, no one so true / Did share it. (Or vieni, morte, or vieni, e fa che sotto un triste cipresso io sia disteso. Una fanciulla crudele e bella mi ha ucciso. Il mio sudario bianco di tasso guarnito, oh, preparate! Alla morte nessun amante di me più fedele si è accostato. Traduzione di Agostino Lombardo per Feltrinelli)
2) Il libro è suddiviso in un prologo e ventisei capitoli; la struttura della storia è la seguente: Prologo, in cui la protagonista si trova già in tribunale ed esprime le sensazioni che prova; sette capitoli in cui si spiega come si è arrivati a quella situazione e perché proprio lei è stata imputata di omicidio; tredici capitoli in cui Poirot viene informato del caso e inizia le indagini; quattro capitoli di dibattimenti in tribunale; due capitoli conclusivi.

Il libro uscì per la prima volta nel 1933, poco dopo che Agatha Christie aveva iniziato una nuova vita, dopo il fallimento del primo matrimonio, e rispecchia un po’ il dolore da lei provato per la separazione dal marito. Nel riserbo di Elinor e nella sua incapacità di parlare o di mostrare l’amore che prova per Roddy, c’è molto di Agatha Christie. […] Nella decisione di Elinor di sbrogliare la situazione personalmente dopo la morte della zia c’è un’eco del ritorno della stessa Agatha alla sua casa nel Devon, dopo la morte della madre adorata, un ritorno che la portò quasi alla follia.
Tutto ciò aggiunge incisività e profondità a questo romanzo.
(Julian Symons nella prefazione a La parola alla difesa, traduzione di Lidia Lax)

La parola alla difesa (Sad Cypress)Riferimenti intertestuali:

1) Riferimento alla figura della Princesse lointaine, tipico personaggio della letteratura medievale nonché protagonista di un dramma in quattro atti di Edmond Rostand composto nel 1895:
“Perché tu mi ami, vero, Elinor?”.
“Sì”. Lo disse con freddezza, quasi con sussiego.
“Sì”, le fece il verso Roddy. “Sei adorabile, Elinor. Questa tua aria così speciale… distante… al di sopra di tutto… la Princesse lointaine. Credo che sia proprio per questa tua caratteristica che ti amo”.
(pag. 17, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

2) Riferimento implicito al racconto Il sogno, della stessa Agatha Christie, pubblicato, tra le altre, nella raccolta Il caso del dolce di Natale e altre storie in cui compare proprio il personaggio di Benedict Farley:
“Monsieur Poirot” disse “siete l’unico uomo al mondo che può aiutarmi. Ho sentito Stillingfleet parlare di voi; mi ha descritto tutto quello che avete fatto nel caso di Benedict Farley. E cioè come tutti, proprio tutti, fossero convinti che si trattava di un caso di suicidio mentre voi siete riuscito a dimostrare che era un assassinio”.
(pag. 111, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

3) Riferimento alla leggenda che vede protagoniste Eleonora d’Aquitania e Rosamund Clifford, secondo la quale Eleonora, sposata con Enrico II d’Inghilterra, decise di avvelenare Rosamund perché era l’amante del marito (N.B. Lo stesso identico riferimento compare anche nel romanzo Giorno dei morti dove si parla sempre di morte per avvelenamento):
Gli occhi azzurri di Elinor ebbero un lampo improvviso.
“Ho pensato alla mia omonima, Eleonora di Aquitania”.
“Capisco perfettamente”, disse Poirot.
“Capite davvero?”.
“Oh, sì. È una storia che conosco Ha offerto alla bella Rosamund, non è vero?, la scelta fra un pugnale o una coppa di veleno. E Rosamund ha scelto il veleno”.
(pag. 194, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

La parola alla difesa (Sad Cypress)4) Riferimento ai Dolori del giovane Werther (1774) di Johann Wolfgang Goethe e, in particolare, alla travagliata storia d’amore tra Werther e Charlotte:
Peter Lord arrossì. “Mi sono comportato come un perfetto idiota. Ecco… avevo sentito dire che era tornata. Così sono andato fino alla casa nella speranza di vederla. Ma non avevo intenzione di parlarle. Volevo… volevo semplicemente… vederla”. […]
“Carlotta e il poeta Werther! Continuate, amico mio”.
“Oh, non c’è altro da dire. Sono sgusciato in mezzo agli arbusti e sono rimasto lì a guardarla fino a quando lei è andata via”.
(pag. 272, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

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Un messaggio dagli spiriti (The Sittaford Mystery)

Sintesi: A Sittaford House, durante una seduta spiritica organizzata per gioco, uno “spirito” informa i partecipanti che il Capitano Trevelyan, proprietario della dimora, è appena stato assassinato. Il Maggiore Burnaby, amico del Capitano, temendo per l’incolumità dell’uomo, decide di recarsi nella sua attuale residenza, poco distante da lì, per verificare che sia ancora vivo. Al suo arrivo, scopre che l’uomo è stato assassinato proprio come diceva lo “spirito”. Poiché nel testamento l’uomo lasciava tutto in eredità alla sorella e ai nipoti, e solo uno dei nipoti, James Pearson, si trovava sul posto al momento del crimine, la polizia arresta immediatamente quest’ultimo. La sua fidanzata, Emily Trefusis, decisa a dimostrarne l’innocenza, si mette a indagare.

Un messaggio dagli spiritiCuriosità:
1) È il primo romanzo di Agatha Christie a occuparsi di eventi apparentemente sovrannaturali. A esso farà seguito la serie di racconti del 1933 Il segugio della morte in cui, a parte in Testimone d’accusa, l’autrice si divertirà ad approfondire ulteriormente la tematica con storie incentrate su chiaroveggenza, premonizione, possessione, precognizione, fantasmi, psicofonia, pseudoinfestazione e viaggi in astrale. La stregoneria farà, invece, capolino nei romanzi È troppo facile, del 1939, e Un cavallo per la strega, del 1961.
2) L’opera presenta una struttura che, per ambientazione e personaggi, sembra in parte ricordare Il mastino dei Baskerville (1902) di Sir Arthur Conan Doyle.
3) Il romanzo è narrato in terza persona. I primi dieci capitoli sono incentrati soprattutto sulle indagini dell’ispettore Narracott, mentre dal capitolo undici in poi è quasi sempre Emily Trefusis a indagare coadiuvata da Charles Enderby. Emily e Charles sono anche gli unici personaggi di cui, a volte, è possibile udire i pensieri.
4) Quando nel dicembre 1926 la scrittrice scomparve, fu proprio Sir Arthur Conan Doyle a portare uno dei suoi guanti da una medium nella speranza che potesse fornire informazioni in merito. Poiché Un messaggio dagli spiriti è del 1931, è probabile che l’episodio ne abbia in qualche modo influenzato la stesura.

Per approfondire il rapporto di Agatha Christie con il paranormale può essere interessante leggere il volume Testimoni del mistero, di Pier Carpi, pubblicato da Rusconi nel 1979.

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento a Sir Oliver Lodge (1851-1940), esperto conoscitore delle onde elettromagnetiche e parapsicologo, e a Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), noto anche per la sua passione per lo spiritismo:
“Anche la faccenda della seduta spiritica è strana”, aggiunse poi. “Stavo pensando di scrivere qualcosa a questo proposito per il giornale. Per esempio potrei sentire cosa ne pensano Sir Oliver Lodge e Sir Arthur Conan Doyle o magari qualche attrice o qualche altra persona”.
(pag. 83, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

2) Riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carroll (1832-1898) e nello specifico ai personaggi dei gemelli Tweedledum e Tweedledee che in realtà compaiono in Alice attraverso lo specchio (1871):
Completati i preparativi del proprio abbigliamento, che lo faceva assomigliare stranamente a uno dei due tondi e paffuti gemelli di Alice nel paese delle meraviglie, uscì di nascosto dalla villetta.
(pag. 168, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

Un messaggio dagli spiriti3) Riferimento al dramma musicale Tristano e Isotta (1865) di Richard Wagner (1813-1883):
Robert Gardner era sdraiato su un divano vicino alla finestra in una grande stanza del primo piano. Era un uomo alto e robusto, con gli occhi azzurri e i capelli biondi.
A Emily sembrò che somigliasse a Tristano, come si presenta nel terzo atto del Tristano e Isotta ma… certo che nessun tenore wagneriano aveva mai avuto un aspetto così bello!
(pag. 193, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

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Non c’è più scampo (Murder in Mesopotamia)

Sintesi: In Iraq, l’infermiera Amy Leatheran (io narrante del libro) viene assunta dall’archeologo Eric Leidner per occuparsi della moglie Louise. Poco tempo dopo, la moglie di Leidner viene trovata morta in seguito a un colpo alla testa. Il Capitano Maitland, coadiuvato dal Dottor Reilly, cerca di capire come può essere stato perpetrato l’omicidio e arriva alla conclusione che il responsabile dev’essere qualcuno all’interno della casa perché la finestra era chiusa; tuttavia, poiché Hercule Poirot, amico di Reilly, si trova in Iraq, quest’ultimo decide di chiedere il suo intervento. Si viene così a sapere che la signora Leidner aveva contratto un primo matrimonio con un uomo che era stato una spia tedesca e che tutti davano per morto dopo un incidente ferroviario. La certezza della sua morte, però, non è mai stata appurata. Partendo da questo, Poirot arriverà alla soluzione.

Curiosità:
1) Alla fine del romanzo, Poirot lascia la Mesopotamia giusto in tempo per trovarsi implicato in Assassinio sull’Orient Express. Anche se Non c’è più scampo è successivo, infatti, gli eventi in esso narrati sono precedenti a quell’avventura.
2) Poiché Agatha Christie era una grande appassionata di delitti in stanze chiuse, questo romanzo replica in parte la struttura del Mistero della camera gialla (1907) di Gaston Leroux. Lo stesso testo è stato fonte di ispirazione anche per il romanzo Aiuto, Poirot! (1923) (vedesi, a questo proposito, Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, pag. 330).
3) Il titolo italiano si riferisce a una frase contenuta nelle lettere minatorie ricevute dalla Signora Leidner prima di essere assassinata.

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes creato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). In questo caso, Agatha Christie coglie l’occasione per un paragone, ben poco lusinghiero, tra lui e Hercule Poirot:
Non so come me lo fossi immaginato… qualcosa sul tipo di Sherlock Holmes, credo; alto, snello, con la faccia acuta e intelligente. Invece! Quando me lo sono trovato davanti per poco non scoppiavo a ridergli in faccia. Sembrava una macchietta. Alto poco più di un metro e mezzo, grassoccio, anziano, con un enorme paio di baffi e una testa d’uovo! Un parrucchiere da farsa, ecco!
(pag. 76, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

2) Riferimento a una serie di opere letterarie reali (Agatha Christie ama molto citare titoli di libri all’interno dei suoi romanzi o racconti e, spesso, inventarseli di sana pianta. Cosa che in questo caso non avviene). Who Were the Greeks? (1930) è un testo dell’archeologo britannico Sir John Linton Myres; Life of Lady Hester Stanhope si riferisce all’opera The life and letters of Lady Hester Stanhope pubblicata nel 1914 e composta da Catherine Lucy Wilhelmina Powlett Cleveland; Back to Methuselah è un testo scritto dal drammaturgo George Bernard Shaw tra il 1918 e il 1920 e composto da una prefazione e cinque pièces; Linda Condon è un romanzo dell’americano Joseph Hergesheimer risalente al 1919; Crewe Train è un romanzo del 1926 di Rose Macaulay. Da notare che tutte queste opere hanno a che fare con l’archeologia o con eroine atipiche, esattamente come il personaggio di Louise Leidner protagonista del romanzo della Christie:
Rimise a posto il ritratto e osservò il servizio da toeletta, semplice ma bello, in tartaruga. Poi guardò una fila di volumi fra due reggilibri, e ne lesse forte i titoli: Chi erano i greci?, Introduzione al relativismo, Vita di Lady Hester Stanhope, Torniamo a Matusalemme, Linda Condon, Il convoglio.
(pag. 107, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)3) Riferimento al personaggio di Jago dell’Otello di William Shakespeare:
“Per questo la odio: perché lei si divertiva ad aizzare la gente, a suscitare passioni e liti ma senza mai esservi coinvolta. Una specie di Jago femmina, una maligna spettatrice. Capite quel che voglio dire?”.
(pag. 117, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

4) Riferimento alla ballata di John Keats La Belle Dame sans Merci (1819):
“Naturalmente le seccava che una donna, anziana secondo il suo punto di vista e che già aveva pescato due mariti, venisse a cacciare nella sua riserva. Sheila è una ragazza attraente e piena di salute, ma la signora Leidner era qualcosa fuori dell’ordinario, aveva un fascino un po’ misterioso… una specie di Belle dame sans merci!
(pag. 121, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

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Tragedia in tre atti (Three Act Tragedy)

Sintesi: Il celebre attore Charles Cartwright organizza un party, nella sua casa in Cornovaglia, durante il quale il reverendo Babbington muore collassando a terra. Il caso, tuttavia, viene archiviato come morte naturale. Qualche tempo dopo, il Dottor Bartholomew Strange, che aveva partecipato anche al party precedente, organizza a sua volta una festa per poi collassare a terra come il reverendo Babbington. Il caso precedente viene riaperto e si scopre che la causa di entrambi i decessi è avvelenamento da nicotina. Hercule Poirot, coadiuvato dall’amico Charles Cartwright, scoprirà il vero responsabile di quegli omicidi e anche di un terzo che avverrà poco dopo.

Curiosità:
1) Il personaggio di Charles Cartwright si ispira all’attore Gerald du Maurier (1873-1934) – padre di Daphne du Maurier, autrice di Rebecca, la prima moglie, la cui fama sarà poi legata alla trasposizione cinematografica che ne fece Alfred Hitchcock – noto soprattutto per aver ricoperto, a teatro, il doppio ruolo di George Darling e Capitan Uncino in Peter Pan di J.M. Barrie nel 1904.
2) In origine, il romanzo Three Act Tragedy presentava una struttura che riproduceva quella di un programma di sala teatrale ed era organizzato nel modo seguente: First Act: Suspicion, Second Act: Certainty, Third Act: Discovery. L’elenco dei personaggi era così presentato: Directed by: Sir Charles Cartwright, Assistant Directors: Mr. Satterthwaite, Miss Hermione Lytton Gore, Clothes by: Ambrosine Ltd, Illumination by: Hercule Poirot (vedesi, a questo riguardo, il volume The Gentle Art of Murder: The Detective Fiction of Agatha Christie, di Earl F. Bargainnier, Bowling Green University Popular Press, Ohio 1980, p. 170).
3) Il personaggio di Mr. Satterthwaite è il protagonista della serie di racconti, sempre di Agatha Christie, Il misterioso Signor Quin (1930), in cui si trova a interagire con un personaggio insolito che richiama la figura di Arlecchino della Commedia dell’Arte. Mr. Satterthwaite compare anche nel racconto Lo specchio del morto contenuto nella raccolta Quattro casi per Hercule Poirot (1937).

Tragedia in tre atti (Three Act Tragedy)Riferimenti intertestuali:

1) Nel capitolo cinque dell’atto terzo, intitolato Divisione del lavoro, Mr. Satterthwaite chiede a Poirot se gli è mai capitato di “prendere un granchio secco”. Hercule Poirot risponde in modo vago facendo un implicito riferimento al caso della Scatola di cioccolatini, presente nella raccolta I primi casi di Hercule Poirot, in cui racconta a Hastings proprio un episodio del genere:
“Qualche volta mi è accaduto di non cogliere subito nel segno”, ammise Poirot, “mi sono lasciato ingannare dalle apparenze, e questo ha ritardato la soluzione”.
“E ciò che si chiama un granchio secco, non l’avete mai preso?”.
“Una volta… molti e molti anni fa. Ero ancora in Belgio, allora. Ma non è il caso di parlarne”.
(pag. 87, traduzione di Tito N. Sarego per Mondadori, 1937)

2) Nel capitolo uno dell’atto secondo, Hercule Poirot narra a Mr. Satterthwaite la vicenda di cui si è reso protagonista in Poirot a Styles Court:
“Quando sopraggiunse la guerra fui costretto a fuggire all’estero. Stanco, ferito, demoralizzato mi rifugiai in Inghilterra, dove una vecchia signora mi offrì ospitalità. Poi lei morì… fu uccisa. Allora chiamai a raccolta le mie energie, feci funzionare di nuovo le cellule della mia materia grigia e riuscii a scoprire l’assassino. Compresi che non ero ancora un uomo finito e che le mie facoltà investigative erano più sviluppate di prima”.
(pag. 30, traduzione di Tito N. Sarego per Mondadori, 1937)

Tragedia in tre atti (Three Act Tragedy)3) Riferimento al poema Lancelot and Elaine, di Lord Alfred Tennyson (1809-1892), in cui si narra la storia di Elaine morta di dolore per il suo amore non corrisposto nei confronti di Lancillotto:
Satter ripensò a Eliana di Tennyson, morta per amore, e si disse ancora una volta che le ragazze moderne seguivano ben altri sistemi, meno poetici forse, ma indubbiamente assai più pratici e sicuri.
(pag. 23, traduzione di Tito N. Sarego per Mondadori, 1937)

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Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)

Sintesi: Nel collegio di Meadowbank, frequentato da ragazze appartenenti all’alta borghesia inglese e non solo, l’anno scolastico procede nel migliore dei modi finché non viene rinvenuto il cadavere di un’insegnante di sport. A questo omicidio ne segue ben presto un altro, riguardante una seconda insegnante, mentre una delle ragazze viene misteriosamente rapita. Julia Upjohn, allieva della scuola, decide di recarsi da Poirot per spiegargli l’accaduto e per mostrargli anche le pietre preziose che ha rinvenuto in una racchetta. L’investigatore, incuriosito dal caso e piacevolmente sorpreso dall’intraprendenza della ragazzina, aiuterà l’ispettore Kelsey a individuare il responsabile.

Curiosità:
1) Il titolo originale si riferisce alla locuzione idiomatica inglese to throw/to set/to put a cat among the pigeons, ovvero scatenare un putiferio come quello che si crea quando si mette un gatto in una colombaia.
2) L’immaginario collegio di Meadowbank richiama il collegio Caledonia a Bexhill-on-Sea, a suo tempo frequentato dalla figlia di Agatha Christie, Rosalind.
3) Il libro presenta la classica struttura con narratore onnisciente in terza persona eccezion fatta per il capitolo 5 che assume la forma del romanzo epistolare.
4) Nel capitolo 13 del romanzo originale, durante uno scambio di battute tra le protagoniste, viene citata l’attrice inglese Joyce Grenfell nota per aver interpretato la serie di film ambientata nella scuola di St Trinian (The Belles of St Trinian’s (1954), Blue Murder at St Trinian’s (1957), The Pure Hell of St Trinian’s (1960)) a cui Agatha Christie si sarebbe in parte ispirata. Nella traduzione italiana, le battute, che riporto qui di seguito, vengono completamente omesse.

‘Look at Vansittart doing her stuff.’
‘Terribly gracious, isn’t she?’ said Jennifer.
‘I don’t know why,’ said Julia, ‘but somehow it makes me want to laugh. It’s a sort of copy of Miss Bulstrode, isn’t it? Quite a good copy, but it’s rather like Joyce Grenfell or someone doing an imitation.’
‘There’s Pam’s mother,’ said Jennifer. ‘She’s brought the little boys. How they can all get into that tiny Morris Minor I don’t know.’
‘They’re going to have a picnic,’ said Julia. ‘Look at all the baskets.’

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)Riferimenti intertestuali:
1)
Riferimento ai personaggi di Giulietta e di Desdemona di Romeo e Giulietta e Otello di Shakespeare:
“Può una buona qualità essere portata all’eccesso?”. Io non sapevo cosa dire. Il tema della prossima settimana sarà: “Fate un paragone tra il carattere di Giulietta e quello di Desdemona”. Anche questo mi sembra sciocco.
(pag. 58, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

2) Riferimento al Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij:
L’ho chiesto alla signorina Chadwick (non avrei mai osato chiederlo alla signorina Bulstrode!) e lei mi ha risposto con molta durezza. Mi ha detto che non era affatto vero e che non dovevo dare retta ai pettegolezzi.
Siamo state al balletto, martedì, Il lago dei cigni. Un sogno indescrivibile!
(pag. 59, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

3) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Fermate il boia (1952) attraverso il personaggio di Maureen Summerhayes che qui risulta essere una cara amica della madre della giovane che chiede aiuto a Poirot:
“Piacere, Signor Poirot, sono Julia Upjohn. Credo che conosciate una grande amica della mia mamma: la Signora Summerhayes. Siamo state da lei l’estate scorsa e ci ha parlato molto di voi”.
“La Signora Summerhayes…”. La mente di Poirot riandò a una casetta arrampicata sulla sommità di una collina, a un simpatico viso lentigginoso, a un divano con le molle rotte, a una quantità di cani e a molte altre cose piacevoli e spiacevoli.
(pag. 154, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)4) Riferimento alla Bibbia (Proverbi 31:10): Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore (la traduzione italiana parla, appunto, di perle e non di rubini):
“Ma, vedete, lui e io… lui era musulmano, eppure ogni tanto mi chiedeva di leggergli qualche brano della Bibbia. E leggemmo quel punto in cui si parla di una donna che valeva di più di qualsiasi rubino. E perciò… non terrò nessun gioiello. Preferisco di no”.
(pag. 216, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

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Assassinio sull’Orient-Express di Kenneth Branagh: a chi è piaciuto e a chi no (in Italia e nel mondo)

Assassinio sull'Orient-Express (2017)I baffi di Kenneth Branagh assomigliano a una scopa e sono giganteschi, mentre il suo accento è una via di mezzo tra quello di David Suchet e quello di Peter Ustinov, ma non ricorda per niente quello di Albert Finney; nessun attore che si cimenti nel ruolo di Poirot riesce ad assumere un vero accento belga – fa parte del divertimento! – (provate a leggere un qualsiasi romanzo di Agatha Christie e contate quanti punti esclamativi trovate su una singola pagina). Nel suo ruolo di regista, Branagh adotta appieno l’abitudine, quasi farsesca, dell’autrice inglese di collocare nelle sue opere personaggi archetipici sull’orlo di una crisi di nervi. […] In più di un’occasione, il Poirot di Branagh emette una sonora risata mentre sfoglia un romanzo della Christie, come a sottolineare che il regista si è ben guardato dal realizzare un reboot crudamente realistico, e ringraziamo Dio per questo. Le ultime cose che vorrei dall’adattamento di un romanzo di Agatha Christie creato a scopo di evasione sono il sangue e i conflitti.
(April Wolfe, New York, The Village Voice, 09 novembre 2017, traduzione mia)

Gli adattamenti dei romanzi di Agatha Christie sono tornati di moda. Le recenti versioni televisive di Dieci piccoli indiani e Testimone d’accusa erano emozionanti e vivaci, con le storie ben inquadrate nelle loro epoche, moderni movimenti di camera, un’ottima qualità estetica e attori che pronunciavano dialoghi ampollosi come Dio comanda. Sfortunatamente il regista Kenneth Branagh, con il suo Assassinio sull’Orient-Express, è andato nella direzione opposta producendo una pellicola soporifera eccessivamente pomposa, eccessivamente scenografica e recitata molto sopra le righe che in qualche modo riesce persino a risultare più antiquata della versione del 1974.
(C.J. Johnson, Sydney, Radio ABC, 16 novembre 2017, traduzione mia)

Tutti i membri del cast danno prova di un enorme talento, ma nessuno brilla abbastanza. L’interazione si riduce quasi a una serie di conversazioni con Poirot, anche se in realtà una pellicola in cui l’azione si svolge nello stesso luogo comporta molti limiti. Il problema fondamentale, legato al fatto che il protagonista principale è il detective, è che tutto si riduce alla sua intelligenza e alle sue straordinarie doti. Ne consegue che i brevi istanti in cui sono presenti gli altri membri del cast dipendono da ciò che lui dice o fa.
(Carlos Díaz Reyes, Messico, Vanguardia, 16 novembre 2017, traduzione mia)

Kenneth Branagh

E la prossima volta cosa ci aspetta? Il ritorno di Charlie Chan? Assassinio sull’Orient-Express manca di orrore, perfidia e durezza. Branagh si perde in chiacchiere.
Non posso fare un paragone tra questa pellicola e quella del 1974 tratta dal celebre romanzo di Agatha Christie.
Abbiamo davvero bisogno di un franchise costituito da Kenneth Branagh nel ruolo di Poirot? Pensavo che dopo aver diretto e interpretato come non protagonista Jack Ryan – L’iniziazione (2014) non ci sarebbe stato un altro trampolino di lancio per Branagh nel doppio ruolo regista/attore. E invece, l’ultima immagine di Assassinio sull’Orient-Express ci mostra Poirot in partenza per l’Egitto perché c’è stato un… Assassinio sul Nilo.
(Victoria Alexander, Las Vegas, Las Vegas Informer, 19 novembre 2017, traduzione mia)

Il remake di Assassinio sull’Orient-Express, per la regia di Kenneth Branagh, è vittima dell’illusione secondo la quale la qualità cinematografica è aritmetica: Judi Dench e Penélope Cruz sono di nuovo insieme, come lo sono Branagh, Michelle Pfeiffer, Johnny Depp, Daisy Ridley, Josh Gad, Derek Jacobi e Dio solo sa quanti altri che mi stanno saltando in mente. Se un film fosse davvero pura e semplice matematica, questo sarebbe un capolavoro. Ma un film non è fatto di matematica, e quindi questo non lo è.
La nuova versione di Kenneth Branagh di uno dei classici di Agatha Christie è visivamente sontuosa eppure inerte ed è formata da una serie di quelli che si potrebbero definire cammei da parte di attori fin troppo talentuosi per sprecare il loro tempo così. Dovrebbero proporre una legge che impedisca di ingaggiare Judi Dench per un film in cui poi non le viene dato praticamente nulla da fare.
(Christopher Orr, Washington D.C., The Atlantic, 19 novembre 2017, traduzione mia)

Johnny Depp

L’attore-regista Kenneth Branagh mantiene il tono leggero e il ritmo veloce e, esattamente come in Cenerentola del 2015, da lui diretta ma non interpretata, presta la massima attenzione nell’evitare ogni forma di astuzia – il cast e il copione si mantengono fedeli all’originale con impassibile schiettezza – .
Rispetto al romanzo, ci sono un paio di minime modifiche che apportano un tocco più moderno: il personaggio del Colonnello Arbuthnot è interpretato dall’attore di colore Leslie Odom Jr. e quindi vengono brevemente affrontati i comportamenti razzisti degli anni Trenta del Novecento.
La sceneggiatura di Michael Green (Blade Runner 2049, Logan – The Wolverine) accentua i tic ossessivi-compulsivi di Hercule Poirot ed è un peccato, perché la televisione è già strapiena di detective e dottori le cui disabilità si convertono in superpoteri.
(John Lui, Singapore, The Straits Times, 29 novembre 2017, traduzione mia)

Quanto a Branagh, si diverte a impaginare l’avventura in un misto di teatralità e gusto hollywoodiano-retrò, ritagliando un Poirot dai vistosi baffi austroungarici che, pur caratteristicamente compulsivo-ossessivo, esplicita una più palpabile umanità. D’altronde questo è un caso che mette in crisi il suo profondo senso etico, in quanto verità e giustizia per una volta non sembrano coincidere. Molto branaghiana, e al contempo in sintonia con la visione della Christie, questa sottolineatura dell’aspetto morale dà una piccola marcia in più a quello che di base non pretende di essere altro che un godibile spettacolo di intrattenimento.
(Alessandra Levantesi Kezich, Italia, La Stampa, 30 novembre 2017)

Assassinio sull'Orient-Express (2017)Quanta bella e ricca gente nelle eleganti carrozze e che folta schiera di prestigiosi divi chiamati a impersonarli. Da Michelle Pfeiffer a Willem Dafoe, da Judi Dench a Penélope Cruz (nel ruolo, forzatamente spagnolo, che era stato della Bergman). Lo stesso Branagh, con clamorosi baffi posticci, succede ad Albert Finney come Hercule Poirot, il celebre, imbattibile investigatore belga, mentre al sussiegoso Johnny Depp toccano le coltellate mortali che nel ’74 si beccava Richard Widmark. […]
Chi ce l’aveva con quel losco figuro? Molti, anzi troppi, pensa e rivela Poirot, arrivando alla soluzione. Un bel thriller, fatto con il rimpianto, aristocratico vecchio stile, molto ben recitato, che piacerà anche a chi ricorda il sorprendente finale.
(Massimo Bertarelli, Italia, Il Giornale, 01 dicembre 2017)

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Delitto in cielo (Death in the Clouds)

Sintesi: A bordo dell’aereo di linea Prometheus, sul quale viaggia anche Hercule Poirot, madame Giselle, nota usuraia, viene ritrovata morta con un segno di puntura sul collo. Data la presenza di una vespa, tutti, in un primo momento, pensano che la signora sia morta per choc anafilattico. Tuttavia, il ritrovamento, da parte di Poirot, di quello che sembra essere un dardo avvelenato, apre nuove prospettive sul caso, anche se non è detto che vadano nella direzione giusta.

Delitto in cielo (Death in the Clouds)Curiosità:
1) Nel capitolo tredici, viene descritto un episodio che Agatha Christie, nel suo ruolo di moglie, si trovò a vivere in prima persona: “Ecco, immaginate un po’. In un alberghetto della Siria c’era un inglese, e sua moglie si è ammalata. Lui doveva essere in una determinata località dell’Iraq per una data prestabilita. Eh bien, ci credereste? Ha piantato lì la moglie ed è partito in modo da poter “prendere servizio” come doveva, senza ritardi. Non solo, ma sia lui che la moglie hanno considerato tutto ciò assolutamente naturale; lo giudicavano un uomo generoso, pieno di nobili sentimenti. Invece il medico, che non era inglese, lo ha giudicato un barbaro. Una moglie, un essere umano… ecco la cosa che dovrebbe venire prima di tutto il resto”.

2) Nell’episodio sette della quarta stagione della serie televisiva Doctor Who, Un caso per Agatha Christie (in originale The Unicorn and the Wasp), compare una copia del libro e la vespa in esso citata ha un ruolo fondamentale. L’episodio contiene anche molti altri riferimenti ai romanzi o ai racconti dell’autrice (qui di seguito riportati in lingua originale con accanto il titolo italiano a cui si fa riferimento):
– “Hold on, the body in the library?” (C’è un cadavere in biblioteca);
– “Next thing you know, you’ll be telling me it’s like Murder On The Orient Express, and they all did it” (Assassinio sull’Orient-Express);
– “No alibis for any of them. The secret adversary remains hidden” (Avversario segreto);
– “What’s the first letter? N or M?” (Quinta colonna);
– “A murder? That’s put cat among the pigeons and no mistake” (Macabro quiz);
– “A dead man’s folly, nothing more” (La sagra del delitto);
– “It’s a trick. They do it with mirrors” (Giochi di prestigio);
– “She never found me. She had an appointment with death instead” (La domatrice);
– “Heavens’ sake, cards on the table, woman” (Carte in tavola);
– “It’s cyanide, sparkling cyanide” (Giorno dei morti);
– “I’ve called you here on this endless night, because we have a murderer in our midst” (Nella mia fine è il mio principio e Murder in our midst (titolo inglese di una raccolta che comprende i primi tre romanzi con protagonista Miss Marple);
– “This is a crooked house, a house of secrets” (È un problema);
– “The river Jumna rose up and broke its banks. He was taken at the flood” (Alla deriva);
– “The moving finger points at you, Lady Eddison” (Il terrore viene per posta);
– “Death comes as the end, and justice is served” (C’era una volta);
– “It’s unbelievable, but why they didn’t ask Heavens?” (Perché non l’hanno chiesto a Evans?);
– “Murder at the vicar’s rage. Needs a bit of work” (La morte nel villaggio).

Un caso per Agatha Christie (Doctor Who)

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Tragedia in tre atti (1935):
“Supponiamo che”, disse Fournier, “mentre viaggiate in treno vi capiti di passare davanti a una casa in fiamme. Gli occhi di tutti i presenti si rivolgeranno subito al finestrino. L’attenzione di tutti verrà attirata da un determinato elemento. In un momento del genere, chiunque potrebbe estrarre un pugnale e uccidere un uomo, e nessuno lo noterebbe mentre compie quel gesto”.
“È vero”, disse Poirot. “Ricordo un caso nel quale mi sono trovato coinvolto… un caso di avvelenamento, in cui è stato proprio sollevato questo punto. C’era, allora, quello che voi chiamate “momento psicologico”…”.
(pag. 84, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1935)

2) Riferimento alle attrici Greta Garbo (1905-1990) e Katharine Hepburn (1907-2003):
Adoravano i cani e non sopportavano i gatti. Sia l’uno sia l’altra detestavano le ostriche e avevano un debole per il salmone affumicato. Greta Garbo piaceva a entrambi, mentre Katharine Hepburn era odiosa a tutti e due.
(pag. 153, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1935)

Delitto in cielo (Death in the Clouds)3) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Assassinio sull’Orient Express (1935):
“Ho interrogato anche i passeggeri. Non è possibile che raccontino frottole dal primo all’ultimo!”.
“C’è stato un caso di cui mi sono occupato nel quale è successo proprio questo!”.
(pag. 217, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1935)

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È un problema (The Crooked House)

Sintesi: Charles Hayward e Sophia Leonides sono innamorati. Un giorno, Charles legge sul giornale della morte del nonno di Sophia, Aristide Leonides, e viene in seguito a sapere che l’uomo è stato avvelenato tramite un’iniezione. Poiché Sophia si rifiuta di sposare Charles finché il colpevole non sarà trovato, il giovane, il cui padre lavora per Scotland Yard, si fa ospitare nella dimora della famiglia Leonides nella speranza di riuscire a carpire qualche segreto.

ATTENZIONE, IL POST CONTIENE UNO SPOILER SUL FINALE DEL LIBRO.

Curiosità: 1) Il titolo originale si riferisce alla nursery rhyme There Was a Crooked Man: There was a crooked man, and he walked a crooked mile. / He found a crooked sixpence upon a crooked stile. / He bought a crooked cat, which caught a crooked mouse, / And they all lived together in a little crooked house (C’era un uomo sbilenco che percorse un miglio sbilenco,/Trovò una moneta sbilenca da sei pence su una scaletta sbilenca./Comprò un gatto sbilenco che catturò un topo sbilenco./E vissero tutti insieme in una piccola casa sbilenca). In questo contesto il suo significato è che i parenti di Aristide Leonides non hanno mai imparato a essere indipendenti da lui e a vivere la loro vita.
2) È un problema è il romanzo poliziesco che, assieme alle Due verità, Agatha Christie dichiarò di apprezzare di più (vedesi Agatha Christie, La mia vita, Arnoldo Mondadori Editore, Segrate 1978, pag. 610, traduzione di Maria Giulia Castagnone).
3) Se nell’Assassinio di Roger Ackroyd Agatha Christie crea un finale spiazzante, in È un problema l’autrice opta per una conclusione abbastanza intuibile ma sconvolgente. Per questa ragione, nel 1949, prima dell’uscita del libro, l’editore le chiese di modificare il finale. Agatha Christie rifiutò sostenendo di non voler tradire la fiducia che i lettori riponevano in lei (vedesi Matthew Bunson, The Complete Christie, An Agatha Christie Encyclopedia, Pocket Books, New York 2000, p. 42).
In effetti, l’idea di attribuire la serie di omicidi a una dodicenne psicopatica e megalomane, che alla fine comunque viene uccisa in un incidente stradale provocato dalla zia che non ci tiene affatto a veder crescere un simile mostro, è insolita per l’epoca e non facile da accettare per gli editori della Christie che cercavano sempre di mantenere un certo buonismo nei confronti dei lettori. L’obiettivo dell’autrice è dimostrare che, purtroppo, il male può nascondersi ovunque, anche nel volto apparentemente angelico di una ragazzina.
4) Di recente, ne è stato tratto il film Mistero a Crooked House (con Terence Stamp nel ruolo dell’Ispettore Taverner e Glenn Close in quello della zia dell’assassina. Attualmente la pellicola è in post-produzione e dovrebbe uscire nel 2018).

È un problema (The Crooked House)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio biblico di Gezabele la cui storia è narrata nel primo e nel secondo Libro dei Re. In quest’ultimo, 9:30-37, è descritta anche la sua morte atroce e il successivo spregio del suo corpo da parte dei cani:

“[…] Gezabele non era cattiva come nella Bibbia. Era diventata un personaggio patriottico e gentile. Insomma, una noia mortale. Il finale, però, non era male. La buttavano dalla finestra. Ma non veniva sbranata dai cani. Un vero peccato, non credi? La parte in cui i cani la sbranano è la mia preferita. Mamma dice che non si possono portare i cani in scena, ma io non vedo perché. Si potrebbero usare dei cani ammaestrati”. Citò con enfasi: “E la divorarono tutta, eccetto i palmi delle mani”.
(pag. 87, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

2) Riferimento all’opera teatrale Voysey Inheritance (1905) del commediografo britannico Harley Granville-Barker (1877-1946):
“Era la fine di novembre, ti ricordi Philip? Una sera papà ci riunì tutti e ci lesse il testamento”.
Taverner si rivolse a Philip Leonides.
“Conferma, signore?”.
“Sì”.
“Proprio come nell’Eredità dei Voysey”, sospirò platealmente Magda, “C’è sempre qualcosa di così drammatico nei testamenti”.
(pag. 93, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

3) Riferimento alla figura di Lady Macbeth del Macbeth di William Shakespeare:
“Anche Pritchard era un tipo molto socievole” gli ricordò il Vecchio.
“Diciamo allora che hanno agito in complicità”.
“Con Lady Macbeth nel ruolo decisivo” disse mio padre quando Taverner se ne fu andato. “Non credi, Charles?”.
Ricordai la figura snella ed elegante, in piedi vicino alla finestra di quella stanza così austera.
“Non lo so” ammisi. “Lady Macbeth era una donna essenzialmente avida. Non mi sembra che Clemency Leonides lo sia, e non mi sembra particolarmente interessata ai beni materiali”.
(pagg. 102-103, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

Mistero a Crooked House4) Riferimento al testo teatrale Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesselring (1902-1967). Da notare che Vavasour Jones è il nome del protagonista dell’atto unico Welsh Honeymoon (1917) dell’autrice americana Jeannette Augustus Marks (1875-1964):
“[…] Sta leggendo l’ultima opera di Vavasour Jones, si intitola Ci pensa la donna ed è una divertente commedia gialla la cui protagonista è una sorta di Barbablù in gonnella. Secondo me è copiata di sana pianta da Arsenico e vecchi merletti, ma ha una bella parte femminile, una donna con la mania di rimanere vedova”.
(pag. 229, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

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Assassinio allo specchio (The Mirror Crack’d from Side to Side)

Sintesi: A St Mary Mead, l’attrice Marina Gregg compra la residenza di Gossington Hall e vi si trasferisce con il marito. Durante una festa di beneficenza a favore dell’Ospedale St John, Heather Badcock, donna alquanto egocentrica, muore dopo aver sorbito un cocktail. La signora Dolly Bantry, cara amica di Jane Marple e vedova del Colonnello Bantry, discute della faccenda con lei e la vecchina decide così di intraprendere un’indagine in parallelo con quella dell’Ispettore Capo Craddock.

Curiosità:
1)
Il titolo originale è tratto da un verso del poemetto romantico di Lord Alfred Tennyson (1809-1892) The Lady of Shalott: The mirror crack’d from side to side; / “The curse is come upon me,” cried / The Lady of Shalott (Lo specchio si incrinò da parte a parte; / “Il fato ha già deciso la mia sorte”, / Di Shalott la Signora singhiozzò (traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)). Alla fine del romanzo, il personaggio di Miss Marple ne cita proprio il verso finale: But Lancelot mused a little space; / He said, “She has a lovely face; / God in his mercy lend her grace. / The Lady of Shalott. (Ser Lancillotto la rimira e tace, / E meditabondo pensa: È bella ancora / Che accolga Iddio di Shalott la Signora / Le sue colpe perdoni e le dia pace)
2) Il romanzo è dedicato all’attrice Margaret Rutherford per la quale Agatha Christie nutriva grande ammirazione benché non la trovasse molto adatta per il ruolo di Miss Marple. Allo stesso modo, Margaret Rutherford non si sentiva affatto a suo agio nei panni di un’investigatrice dilettante. I film che la videro protagonista sono quelli che più si allontanano dai romanzi originali della Christie.
3) La storia dell’attrice Marina Gregg, protagonista del romanzo, riprende la storia vera di Gene Tierney (1920-1991), la cui figlia Daria nacque con un grave ritardo mentale e con pesanti disabilità fisiche a causa della rosolia contratta dalla madre in gravidanza e trasmessale da una fan che non aveva rispettato la quarantena durante la malattia. L’episodio è narrato nei dettagli nell’autobiografia dell’attrice, Self-Portrait, pubblicata nel 1979.

Assassinio allo specchioRiferimenti intertestuali:
1) Riferimento al romanzo, avente sempre per protagonista Miss Marple, C’è un cadavere in biblioteca (1942):
Miss Marple spiegò modestamente che si era occupata di cose del genere una volta o due.
“Ho sentito dire che ci sono stati dei delitti proprio qui, in questo villaggio. Ne parlavamo l’altra sera al Bingo Club. Uno fu commesso a Gossington Hall. Io non comprerei mai una casa in cui è stato commesso un assassinio. Sono certa che sarebbe abitata dagli spettri”.
“Il delitto non fu commesso a Gossington Hall. Vi fu soltanto portato un cadavere”.
(pag. 19, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

2) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes, ideato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) e molto apprezzato da Agatha Christie:
Il dottor Haydock si alzò. “Ora devo andare. Quello che ci vorrebbe per lei, adesso, è un bel delitto, con tante complicazioni e misteri da risolvere”.
“Questa è un’offesa!”.
“Davvero? Eppure l’ho sempre considerata alla stregua di Sherlock Holmes. Forse è un po’ superato al giorno d’oggi. Ma non sarà mai dimenticato”.
(pag. 28, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

3) Riferimento alla raccolta di racconti Miss Marple e i tredici problemi (1932) in cui Miss Marple conosce Sir Henry Clithering:
“Dev’essere una di queste persone”, sentenziò. “Mio nonno, Sir Henry Clithering, mi disse che una volta, qui, avevate un circolo. Lo chiamavate il “Circolo del martedì sera”. Pranzavate insieme, a turno, a casa dei vari membri e poi qualcuno raccontava una storia di vita vissuta che terminava con un mistero. Solo la persona che l’aveva raccontata sapeva l’esatta soluzione e ogni volta, così mi disse mio nonno, lei indovinava. Perciò ho pensato di venire qui, stamattina, per vedere se riusciva a darmi una mano a indovinare”.
(pag. 119, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

Assassinio allo specchio4) Riferimento al pittore italiano Jacopo Bellini e a una delle Madonne con bambino da lui dipinte:
Osservò il manto azzurro della Madonna, una Madonna che sorrideva felice al Bambino che teneva sollevato tra le braccia. “La Madonna sorridente di Jacopo Bellini. È un’immagine sacra, ma è anche l’immagine di una madre felice con il suo bambino. Non è così, Signor Rudd?”.
(pag. 223, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

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