Agatha Christie in lingua originale

Assassinio sul Nilo (Death on the Nile)Chiunque abbia studiato sia pure affrettatamente, a scuola o per conto proprio, una qualsiasi Grammatica elementare della lingua inglese, è già in saldo possesso d’un certo numero di “parole basiche” come le seguenti:

The aunt = la zia; the garden = il giardino; the table = il tavolo; the cupboard = l’armadio; the penknife = il temperino; the straw hat = il cappello di paglia.

Ma bastano dei sostantivi di questo genere – con l’aggiunta degli aggettivi e dei verbi più usitati – ad affrontare la lettura di romanzi inglesi nella versione originale?

Bastano e avanzano se i romanzi sono quelli di Agatha Mary Clarissa Christie (1891-1976), perché questa scrittrice senza eguali parte sempre da situazioni semplicissime, della vita di tutti i giorni, quali per l’appunto: “Il temperino è sul tavolo. La zia è in giardino. Il suo cappello di paglia è nell’armadio”.

Poi subentrano enigmatiche complicazioni, ma il linguaggio resta chiaro, fattuale, preciso. “La zia e il temperino sono nell’armadio”, veniamo per esempio a sapere più avanti.

O magari abbiamo capito male? Forse vittime di un qualche tranello dell’inglese? No, nessun tranello. La zia si trova effettivamente nell’armadio e col temperino (del robusto tipo svizzero, con lama affilatissima) fermamente piantato tra le costole. Ce ne dà conferma nelle pagine seguenti l’ispettore Dobson, della polizia di Chelmsford (Essex), chiamato dalla domestica Gladys che ha rinvenuto il cadavere.

Solo che in casi del genere, com’è noto, questi ispettori inglesi di provincia tirano a invocare le cause accidentali pur di lavarsene le mani. Per cui secondo Dobson (a quanto con un po’ di pazienza e buona volontà finiamo per appurare) la zia era venuta a prendere il temperino sul tavolo e l’aveva aperto per servirsene in giardino, ma addentrandosi poi nell’armadio per cercarvi il cappello era caduta, trafiggendosi accidentalmente da sé.

Resterebbe l’ipotesi del suicidio, che però i familiari – e in particolare la nipote Janet – escludono tassativamente. Ed eccoci pertanto all’arrivo di Poirot, chiamato dalla suddetta nipote. Che cosa ne pensa, che cosa ne dice, il supremo detective?

L’attesa è spasmodica sia tra i familiari che tra gli inglesisti principianti, cui il silenzio prolungato e l’espressione impenetrabile dell’indagatore fanno temere una dichiarazione troppo difficile da capire in versione originale.

Gli elefanti hanno buona memoria (Elephants can remember)Ma la Christie non tradisce mai i suoi fedeli. E terminato il paragrafo, andando a capo, una sola riga le basta per illuminarci tutti.

“Murder!” said Poirot.

Dopodiché, soltanto un vile potrebbe tirarsi indietro e ricorrere a una traduzione per andare avanti. Gli altri, di pagina in pagina, impareranno invece a districarsi sempre meglio fino alla scoperta del vero assassino (che non era il nipote Jeremy) e alla chiusa sacramentale THE END = (la) FINE.

Buon proseguimento!

Il presente articolo è tratto dalla prefazione, a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, al catalogo della mostra Una sola parola: Murder! Il “giallo” in lingua inglese al Gabinetto Vieusseux, Firenze, Tipografia editrice POLISTAMPA, 1996.

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