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È un problema (The Crooked House)

Sintesi: Charles Hayward e Sophia Leonides sono innamorati. Un giorno, Charles legge sul giornale della morte del nonno di Sophia, Aristide Leonides, e viene in seguito a sapere che l’uomo è stato avvelenato tramite un’iniezione. Poiché Sophia si rifiuta di sposare Charles finché il colpevole non sarà trovato, il giovane, il cui padre lavora per Scotland Yard, si fa ospitare nella dimora della famiglia Leonides nella speranza di riuscire a carpire qualche segreto.

ATTENZIONE, IL POST CONTIENE UNO SPOILER SUL FINALE DEL LIBRO.

Curiosità: 1) Il titolo originale si riferisce alla nursery rhyme There Was a Crooked Man: There was a crooked man, and he walked a crooked mile. / He found a crooked sixpence upon a crooked stile. / He bought a crooked cat, which caught a crooked mouse, / And they all lived together in a little crooked house (C’era un uomo sbilenco che percorse un miglio sbilenco,/Trovò una moneta sbilenca da sei pence su una scaletta sbilenca./Comprò un gatto sbilenco che catturò un topo sbilenco./E vissero tutti insieme in una piccola casa sbilenca). In questo contesto il suo significato è che i parenti di Aristide Leonides non hanno mai imparato a essere indipendenti da lui e a vivere la loro vita.
2) È un problema è il romanzo poliziesco che, assieme alle Due verità, Agatha Christie dichiarò di apprezzare di più (vedesi Agatha Christie, La mia vita, Arnoldo Mondadori Editore, Segrate 1978, pag. 610, traduzione di Maria Giulia Castagnone).
3) Se nell’Assassinio di Roger Ackroyd Agatha Christie crea un finale spiazzante, in È un problema l’autrice opta per una conclusione abbastanza intuibile ma sconvolgente. Per questa ragione, nel 1949, prima dell’uscita del libro, l’editore le chiese di modificare il finale. Agatha Christie rifiutò sostenendo di non voler tradire la fiducia che i lettori riponevano in lei (vedesi Matthew Bunson, The Complete Christie, An Agatha Christie Encyclopedia, Pocket Books, New York 2000, p. 42).
In effetti, l’idea di attribuire la serie di omicidi a una dodicenne psicopatica e megalomane, che alla fine comunque viene uccisa in un incidente stradale provocato dalla zia che non ci tiene affatto a veder crescere un simile mostro, è insolita per l’epoca e non facile da accettare per gli editori della Christie che cercavano sempre di mantenere un certo buonismo nei confronti dei lettori. L’obiettivo dell’autrice è dimostrare che, purtroppo, il male può nascondersi ovunque, anche nel volto apparentemente angelico di una ragazzina.
4) Di recente, ne è stato tratto il film Mistero a Crooked House (con Terence Stamp nel ruolo dell’Ispettore Taverner e Glenn Close in quello della zia dell’assassina. Attualmente la pellicola è in post-produzione e dovrebbe uscire nel 2018).

È un problema (The Crooked House)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio biblico di Gezabele la cui storia è narrata nel primo e nel secondo Libro dei Re. In quest’ultimo, 9:30-37, è descritta anche la sua morte atroce e il successivo spregio del suo corpo da parte dei cani:

“[…] Gezabele non era cattiva come nella Bibbia. Era diventata un personaggio patriottico e gentile. Insomma, una noia mortale. Il finale, però, non era male. La buttavano dalla finestra. Ma non veniva sbranata dai cani. Un vero peccato, non credi? La parte in cui i cani la sbranano è la mia preferita. Mamma dice che non si possono portare i cani in scena, ma io non vedo perché. Si potrebbero usare dei cani ammaestrati”. Citò con enfasi: “E la divorarono tutta, eccetto i palmi delle mani”.
(pag. 87, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

2) Riferimento all’opera teatrale Voysey Inheritance (1905) del commediografo britannico Harley Granville-Barker (1877-1946):
“Era la fine di novembre, ti ricordi Philip? Una sera papà ci riunì tutti e ci lesse il testamento”.
Taverner si rivolse a Philip Leonides.
“Conferma, signore?”.
“Sì”.
“Proprio come nell’Eredità dei Voysey”, sospirò platealmente Magda, “C’è sempre qualcosa di così drammatico nei testamenti”.
(pag. 93, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

3) Riferimento alla figura di Lady Macbeth del Macbeth di William Shakespeare:
“Anche Pritchard era un tipo molto socievole” gli ricordò il Vecchio.
“Diciamo allora che hanno agito in complicità”.
“Con Lady Macbeth nel ruolo decisivo” disse mio padre quando Taverner se ne fu andato. “Non credi, Charles?”.
Ricordai la figura snella ed elegante, in piedi vicino alla finestra di quella stanza così austera.
“Non lo so” ammisi. “Lady Macbeth era una donna essenzialmente avida. Non mi sembra che Clemency Leonides lo sia, e non mi sembra particolarmente interessata ai beni materiali”.
(pagg. 102-103, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

Mistero a Crooked House4) Riferimento al testo teatrale Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesselring (1902-1967). Da notare che Vavasour Jones è il nome del protagonista dell’atto unico Welsh Honeymoon (1917) dell’autrice americana Jeannette Augustus Marks (1875-1964):
“[…] Sta leggendo l’ultima opera di Vavasour Jones, si intitola Ci pensa la donna ed è una divertente commedia gialla la cui protagonista è una sorta di Barbablù in gonnella. Secondo me è copiata di sana pianta da Arsenico e vecchi merletti, ma ha una bella parte femminile, una donna con la mania di rimanere vedova”.
(pag. 229, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

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Assassinio allo specchio (The Mirror Crack’d from Side to Side)

Sintesi: A St Mary Mead, l’attrice Marina Gregg compra la residenza di Gossington Hall e vi si trasferisce con il marito. Durante una festa di beneficenza a favore dell’Ospedale St John, Heather Badcock, donna alquanto egocentrica, muore dopo aver sorbito un cocktail. La signora Dolly Bantry, cara amica di Jane Marple e vedova del Colonnello Bantry, discute della faccenda con lei e la vecchina decide così di intraprendere un’indagine in parallelo con quella dell’Ispettore Capo Craddock.

Curiosità:
1)
Il titolo originale è tratto da un verso del poemetto romantico di Lord Alfred Tennyson (1809-1892) The Lady of Shalott: The mirror crack’d from side to side; / “The curse is come upon me,” cried / The Lady of Shalott (Lo specchio si incrinò da parte a parte; / “Il fato ha già deciso la mia sorte”, / Di Shalott la Signora singhiozzò (traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)). Alla fine del romanzo, il personaggio di Miss Marple ne cita proprio il verso finale: But Lancelot mused a little space; / He said, “She has a lovely face; / God in his mercy lend her grace. / The Lady of Shalott. (Ser Lancillotto la rimira e tace, / E meditabondo pensa: È bella ancora / Che accolga Iddio di Shalott la Signora / Le sue colpe perdoni e le dia pace)
2) Il romanzo è dedicato all’attrice Margaret Rutherford per la quale Agatha Christie nutriva grande ammirazione benché non la trovasse molto adatta per il ruolo di Miss Marple. Allo stesso modo, Margaret Rutherford non si sentiva affatto a suo agio nei panni di un’investigatrice dilettante. I film che la videro protagonista sono quelli che più si allontanano dai romanzi originali della Christie.
3) La storia dell’attrice Marina Gregg, protagonista del romanzo, riprende la storia vera di Gene Tierney (1920-1991), la cui figlia Daria nacque con un grave ritardo mentale e con pesanti disabilità fisiche a causa della rosolia contratta dalla madre in gravidanza e trasmessale da una fan che non aveva rispettato la quarantena durante la malattia. L’episodio è narrato nei dettagli nell’autobiografia dell’attrice, Self-Portrait, pubblicata nel 1979.

Assassinio allo specchioRiferimenti intertestuali:
1) Riferimento al romanzo, avente sempre per protagonista Miss Marple, C’è un cadavere in biblioteca (1942):
Miss Marple spiegò modestamente che si era occupata di cose del genere una volta o due.
“Ho sentito dire che ci sono stati dei delitti proprio qui, in questo villaggio. Ne parlavamo l’altra sera al Bingo Club. Uno fu commesso a Gossington Hall. Io non comprerei mai una casa in cui è stato commesso un assassinio. Sono certa che sarebbe abitata dagli spettri”.
“Il delitto non fu commesso a Gossington Hall. Vi fu soltanto portato un cadavere”.
(pag. 19, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

2) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes, ideato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) e molto apprezzato da Agatha Christie:
Il dottor Haydock si alzò. “Ora devo andare. Quello che ci vorrebbe per lei, adesso, è un bel delitto, con tante complicazioni e misteri da risolvere”.
“Questa è un’offesa!”.
“Davvero? Eppure l’ho sempre considerata alla stregua di Sherlock Holmes. Forse è un po’ superato al giorno d’oggi. Ma non sarà mai dimenticato”.
(pag. 28, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

3) Riferimento alla raccolta di racconti Miss Marple e i tredici problemi (1932) in cui Miss Marple conosce Sir Henry Clithering:
“Dev’essere una di queste persone”, sentenziò. “Mio nonno, Sir Henry Clithering, mi disse che una volta, qui, avevate un circolo. Lo chiamavate il “Circolo del martedì sera”. Pranzavate insieme, a turno, a casa dei vari membri e poi qualcuno raccontava una storia di vita vissuta che terminava con un mistero. Solo la persona che l’aveva raccontata sapeva l’esatta soluzione e ogni volta, così mi disse mio nonno, lei indovinava. Perciò ho pensato di venire qui, stamattina, per vedere se riusciva a darmi una mano a indovinare”.
(pag. 119, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

Assassinio allo specchio4) Riferimento al pittore italiano Jacopo Bellini e a una delle Madonne con bambino da lui dipinte:
Osservò il manto azzurro della Madonna, una Madonna che sorrideva felice al Bambino che teneva sollevato tra le braccia. “La Madonna sorridente di Jacopo Bellini. È un’immagine sacra, ma è anche l’immagine di una madre felice con il suo bambino. Non è così, Signor Rudd?”.
(pag. 223, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

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Dopo le esequie (After the Funeral)

Sintesi: L’anziano Richard Abernethie, di salute precaria, muore improvvisamente. Subito dopo i funerali, durante la lettura del testamento, la sorella Cora dice ai familiari che, secondo lei, hanno fatto bene a mettere tutto a tacere visto che il vecchio è stato ucciso. L’avvocato Entwhistle, stupito dalla sua affermazione, inizia a rifletterci su quando riceve una telefonata che gli comunica che la donna è stata assassinata a colpi di accetta. Subito dopo i funerali, la dama di compagnia di Cora rischia di morire avvelenata ma riesce a salvarsi all’ultimo momento. L’ispettore Morton inizia le indagini coadiuvato da Poirot che si intrufolerà tra i membri della famiglia spacciandosi inizialmente per Monsieur Pontalier.

Assassinio al galoppatoioCuriosità:
1)
Dopo la morte di Cora a colpi di accetta, l’avvocato Entwhistle cita una sadica nursery rhyme che narra la storia di Lizzie Borden (1860-1927), nota per aver assassinato con l’accetta il padre e la matrigna: Lizzie Borden took an axe / And gave her mother forty whacks. / When she saw what she had done, / She gave her father forty-one.
Il romanzo è molto pessimista riguardo alle conseguenze che la guerra ha avuto sulla vita degli esseri umani e sui rapporti sociali.
2) Nel 1963, in contemporanea con l’uscita nelle sale del film Assassinio al galoppatoio, il romanzo fu riedito in Inghilterra con il medesimo titolo. Nella pellicola, però, non compare Hercule Poirot bensì Miss Marple impersonata da Margaret Rutherford.

Il secondo episodio della nuova serie, che girammo nel 2005, fu Dopo le esequie, pubblicato in Inghilterra nel 1953, anno dell’incoronazione della Regina Elisabetta II, e negli Stati Uniti l’anno successivo con il titolo Funerals Are Fatal. In questo romanzo, Agatha Christie traccia il ritratto di una famiglia disfunzionale, dove tutti si comportano come cani e gatti. Tuttavia, i rapporti tra i vari membri della famiglia sono così complessi che l’autrice ritenne opportuno inserire un albero genealogico per aiutare il lettore a capire esattamente chi è chi. […]
Nel romanzo originale, Agatha Christie fornisce ulteriori dettagli sulla complessa personalità di Poirot, in particolare quando gli fa dire: “Le donne non sono mai gentili, anche se a volte sanno essere amorevoli”. Questa non è l’osservazione di un misogino, ma il punto di vista di un uomo che non ha mai provato attrazione sessuale per una donna. Secondo me, Poirot non ha mai manifestato il benché minimo interesse per il sesso, anche se è perfettamente in grado di riconoscere negli altri i sintomi del desiderio.
(David Suchet, Poirot and Me, Headline Publishing Group, London 2013, pp. 265-266, traduzione mia)

Dopo le esequieRiferimenti intertestuali:
1) Riferimento al romanzo, sempre di Agatha Christie, pubblicato nel 1933, Se morisse mio marito (Lord Edgware dies):
“Cosa si può fare con una donna simile?” […] “Nulla”, convenne Poirot pieno di comprensione, “Lo so benissimo. Non dimenticherò mai l’assassinio di Lord Edgware. Quasi ne uscivo sconfitto, da un cervellino di attrice. Le menti molto semplici hanno sovente il genio di commettere un crimine semplice e poi cavarsela. Speriamo che il nostro assassino, se di un caso di assassinio si tratta, sia intelligente, superiore, vanitoso e incapace di resistere alla tentazione di mettersi in mostra”.
(pag. 128, traduzione di Lia Volpatti, Mondadori, 1983)

2) Riferimento al personaggio di Ofelia dell’Amleto di Shakespeare, al Mercante di Venezia e alla frase pronunciata dal personaggio di Jessica nell’atto quinto, scena prima: I am never merry when I hear sweet music.
Poirot trovò Rosamund seduta su una panchina sulle rive di un torrentello che precipitava in una breve cascata e poi riprendeva a fluire tra i rododendri.
“Non vorrei disturbare Ofelia”, esordì Poirot, mettendosi a sedere accanto a lei. “State studiando la parte?”.
“Non ho mai recitato Shakespeare”, rispose Rosamund. “Soltanto una volta ho fatto Jessica nel Mercante di Venezia. Una parte noiosa”.
“Sì, ma non priva di pathos. Non sono mai felice quando ascolto una dolce musica. Che peso doveva sopportare, povera Jessica, la figlia dell’odiato e disprezzato ebreo”.
(pag. 220, traduzione di Lia Volpatti, Mondadori, 1983)

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Sintesi dei racconti di Agatha Christie (I)

Inizio a riportare qui di seguito le sintesi dei racconti di Agatha Christie. Poiché i testi sono numerosi, ho deciso di suddividere le sintesi per volume (quindi pubblicando un post per ognuno di essi) in modo da facilitare la lettura. Una volta completate tutte le sintesi, le riunirò come avvenuto per le sintesi delle opere.

Hercule Poirot indaga (Poirot investigates, 1925), contiene i seguenti undici racconti:

 

Il caso della stella d'occidenteIl caso della Stella d’Occidente (The Adventure of The Western Star):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Mary Marvell, Gregory Rolf, Lord e Lady Yardly. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: La signora Marvell riceve una serie di lettere in cui le si intima di restituire il diamante Stella d’Occidente, regalatole anni prima dal marito, Gregory Rolf, e, a quanto sembra, appartenente a un idolo di cui costituiva l’occhio sinistro. Intenzionata a non cedere al ricatto, la signora Marvell si reca da Poirot. Anche Lady Yardly, però, che in passato sembra aver avuto una relazione col marito della signora Marvell, possiede un diamante simile, la Stella d’Oriente, proveniente dall’occhio destro dell’idolo di cui sopra. Su suggerimento di Mary Cavendish, già vista nel romanzo Poirot a Styles Court, Lady Yardly si reca da Poirot, ma trova Hastings che finisce per credere che anche lei stia subendo un ricatto. Poirot riuscirà così a capire l’imbroglio alla base del mistero. Frase memorabile: “Permettete, madame?”. Prese il gioiello in una mano e lo esaminò attentamente, poi glielo restituì con un lieve inchino. “Una magnifica pietra… senza il minimo difetto. Ah, cent tonnerres! E ve lo portate in giro comme ça!”.

La tragedia di Marsdon Manor (The Tragedy at Marsdon Manor):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Il signor Maltravers, il Capitano Blake. Tipo di crimine: Omicidio compiuto facendo credere che la vittima sia morta di ulcera gastrica con conseguente emorragia interna. In realtà l’arma è un fucile utilizzato normalmente per sparare alle cornacchie. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Il direttore di una compagnia assicurativa, amico di Poirot, chiede all’investigatore belga di indagare sulla morte del signor Maltravers, deceduto poco tempo dopo aver stipulato un’assicurazione sulla vita per una forte somma. Poirot e Hastings si recano quindi in Essex, a Marsdon Manor, dove è morto l’uomo, e cercano di capire se si tratta di una disgrazia o di un omicidio. Curiosità: Come nei romanzi Un messaggio dagli spiriti o Un cavallo per la strega, Agatha Christie ricorre all’utilizzo di elementi soprannaturali che alla fine trovano spiegazioni logiche. Frase memorabile: “Anche se so che le convenzioni prevedono che una donna debba manifestare il proprio dolore per la morte del marito, non mi sono piaciute per niente quelle palpebre così eccessivamente arrossate. Non le avete notate, Hastings? No? Ve lo dico sempre, voi non vedete mai nulla!”.

Un appartamento a buon mercatoUn appartamento a buon mercato (The Adventure of the Cheap Flat):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, i signori Robinson, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Furto con conseguente omicidio. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Durante una festa, in cui si parla di case e appartamenti, Hastings conosce i signori Robinson e scopre che hanno acquistato un appartamento a Knightsbridge per un prezzo incredibile. Una volta rientrato, narra la vicenda a Poirot che, incuriosito, decide di indagare. I due si recano all’indirizzo dove si trova l’appartamento e il portiere gli comunica che i Robinson vivono là da sei mesi e non da qualche giorno, come asseriva la signora Robinson. Poirot intuisce che c’è qualcosa che non va e, con uno stratagemma, trova il modo di introdursi nell’appartamento a piacimento. Nel frattempo, l’ispettore Japp informa l’investigatore del furto di una serie di importanti piani navali da parte di alcune spie. Ben presto, Poirot si accorgerà che le due vicende sono collegate. Frase memorabile: Tirò con decisione la fune del montacarichi. “Scenderemo con i bidoni della spazzatura. Nessuno ci noterà. Il concerto della domenica, la passeggiata al parco della domenica o il pisolino della domenica dopo l’abituale pranzo inglese della domenica a base di rosbif, tutto questo distrarrà l’attenzione da ciò che farà Hercule Poirot. Andiamo, amico mio”.

Il mistero di Hunter’s Lodge (The Mystery of Hunter’s Lodge):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Roger Havering, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Omicidio a scopo economico. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Mentre Poirot è a letto con l’influenza, lui e Hastings ricevono la visita di Roger Havering a cui è stato comunicato che lo zio, Harrington Pace, è stato assassinato. Per risolvere il mistero, l’uomo ha bisogno di un detective, ma siccome Poirot è allettato è Hastings a recarsi sul posto. Si scopre così che Harrington Pace è stato ucciso da un colpo di pistola. Hastings, che nel frattempo ha incontrato l’Ispettore Japp, inizia a interrogare la moglie di Havering, presente sulla scena, e la domestica e poi ritorna, con le informazioni, da Poirot. Quest’ultimo si fa descrivere nei dettagli le due donne e arriva alla conclusione che si tratti di un imbroglio orchestrato per impossessarsi dell’eredità di Harrington Pace. Le prove, tuttavia, non sono sufficienti e i colpevoli sembrano farla franca, salvo poi venire colpiti dalla giustizia divina. Frase memorabile: “Dopotutto”, mormorò Poirot, “è possibile che stavolta io non muoia”. Poiché venivano da un malato di influenza, ormai convalescente, accolsi quelle parole come rivelatrici di un benefico ottimismo.

Un furto da un milione di dollari in obbligazioniUn furto da un milione di dollari in obbligazioni (The Million Dollar Bond Robbery):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Esmée Farquhar, Philip Ridgeway, il signor Vavasour. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Un milione di dollari in obbligazioni, trasportate a bordo del transatlantico Olympia e destinate a New York, sono state rubate. Hercule Poirot riceve la visita di Esmée Farquhar, fidanzata di Philip Ridgeway, incaricato del trasporto delle obbligazioni, che gli chiede di aiutarla a dimostrare l’assoluta mancanza di responsabilità del giovane nel furto appena avvenuto. Le obbligazioni erano state contate, in presenza di Ridgeway, e poi sistemate in un contenitore sigillato, a sua volta rinchiuso all’interno di un baule, da cui poi sono state sottratte. Poirot riuscirà a dimostrare che le cose non stanno come sembrano. Frase memorabile: “Il caso è perfettamente chiaro all’intelligenza di Hercule Poirot. Ma, a beneficio di quelli che non sono stati molto dotati dal buon Dio – per esempio l’ispettore McNeil – sarebbe forse meglio fare alcune indagini per stabilire i fatti. Bisogna avere un po’ di considerazione per le persone meno dotate”.

La maledizione della tomba egizia (The Adventure of the Egyptian Tomb):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Lady Willard, Tipo di crimine: Omicidio per avvelenamento. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Poco dopo la scoperta e l’apertura della tomba di Men-her-Ra, sir John Willard e il signor Bleibner, responsabili del rinvenimento, muoiono in circostanze misteriose: il primo per attacco cardiaco e il secondo per avvelenamento del sangue. Alle due morti segue il suicidio del nipote di Bleibner che si spara un colpo di pistola. Tutti pensano che si tratti della maledizione della tomba. Lady Willard, il cui figlio è partito per l’Egitto per continuare l’opera del padre, teme per la sorte del giovane e contatta Poirot. Poirot e Hastings, dopo aver raccolto informazioni sul suicidio del nipote di Bleidner, partono per l’Egitto e si uniscono alla spedizione. Qui, vengono a sapere del decesso di un’altra persona: un americano che ha contratto il tetano. Il buonsenso di Poirot, tuttavia, aiuterà l’investigatore belga a capire che la maledizione non esiste. Frase memorabile: Sorvolo sullo spettacolo di Poirot sul cammello. Cominciò gemendo e lamentandosi e finì urlando, gesticolando e invocando la Vergine Maria e ogni santo del calendario. Alla fine smontò ignominiosamente e concluse il viaggio su un piccolo mulo. Devo ammettere che un cammello al trotto non è uno scherzo per un dilettante.

Il furto di gioielli al Grand MetropolitanIl furto di gioielli al Grand Metropolitan (The Jewel Robbery at the Grand Metropolitan):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, il signore e la signora Opalsen. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Hastings riesce a convincere Poirot a prendersi un periodo di riposo e a recarsi con lui a Brighton, al Grand Metropolitan Hotel. Qui conoscono i signori Opalsen. Il signor Opalsen è un agente di Borsa che ha approfittato del boom petrolifero per arricchirsi; la moglie, invece, spende il denaro del marito in gioielli da collezione. La donna racconta a Poirot di possedere delle magnifiche perle, perfettamente identiche, che desidera mostrargli. Pochi istanti dopo, però, si scopre che sono state rubate. Ben presto, l’investigatore belga si accorgerà di avere a che fare con due ladri professionisti. Frase memorabile: “Un buon cuore vale tanto quanto tutte le piccole cellule grigie”.

Il rapimento del Primo Ministro (The Kidnapped Prime Minister):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Lord Estair, Bernard Dodge, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Rapimento. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Hercule Poirot viene ingaggiato per risolvere una grave crisi di governo: il primo ministro, diretto a una segreta conferenza di pace organizzata per il giorno seguente a Versailles, è stato rapito. Il segretario del ministro viene in seguito ritrovato stordito dal cloroformio e imbavagliato. Poirot scopre che, prima del rapimento, il ministro era stato aggredito da uomini mascherati che lo avevano ferito, ma qualcosa non lo convince e, durante le indagini, anziché unirsi al gruppo di ricerca si chiude in albergo. Ne uscirà ore dopo pienamente consapevole del luogo in cui si trova l’uomo. Frase memorabile: “Dovete telegrafare subito in Francia, se ci andrete di persona arriverete troppo tardi”. “Purtroppo, amico mio, ci sono cose che non possono essere spedite per telegramma”.

La sparizione del signor DavenheimLa sparizione del signor Davenheim (The Disappearance of Mr. Davenheim):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, la signora Davenheim, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Rapimento simulato e scambio di identità. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: L’ispettore Japp si reca da Poirot e gli parla della scomparsa del Signor Davenheim, socio anziano di una famosa banca d’affari. Poirot scommette con l’ispettore di essere in grado di risolvere il caso in una settimana senza muoversi dalla sedia. Japp si reca quindi ogni giorno da lui per aggiornarlo sui fatti scoperti dalla polizia e per vedere a quali conclusioni arriva l’investigatore belga. Alla fine, Poirot capirà che l’uomo che tutti stavano cercando era già nelle mani della polizia. Frase memorabile: “Le categorie di scomparsa sono tre: la prima, la più comune, è la scomparsa volontaria; la seconda è il caso, di cui si fa molto abuso, della “perdita di memoria”, che qualche volta, anche se raramente, è autentica; la terza è l’omicidio con eliminazione, più o meno riuscita, del cadavere”. Curiosità: Anche nel romanzo Sfida a Poirot (The Clocks, 1963) l’investigatore belga risolve un caso senza muoversi dalla poltrona.

La disavventura di un nobile italiano (The Adventure of the Italian Nobleman):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Dottor Hawker, la signorina Rider, l’ispettore Japp. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: Poirot e Hastings ricevono, di tanto in tanto, la visita del Dottor Hawker, loro vicino, e conversano amabilmente con lui. Una sera, durante una di queste visite, nella stanza irrompe la governante del dottore, la signorina Rider, che asserisce di aver ricevuto una telefonata durante la quale un uomo, il conte Foscatini, affermava di essere stato ucciso. Poirot, Hastings e il dottore si recano subito a casa del conte e lo trovano morto, ucciso da un colpo sferrato con una statuetta di marmo. Esaminando i resti della cena, servita per tre persone, Poirot riuscirà a trovare la chiave dell’enigma. Frase memorabile: Quando una persona ha particolarmente fretta, i taxi non si trovano mai.

Il caso del testamento mancanteIl caso del testamento mancante (The Case of the Missing Will):
Protagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings, Violet Marsh, i signori Baker. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Arthur Hastings in prima persona. Trama: La signorina Violet March, orfana, si reca da Poirot per proporgli un caso interessante: suo zio, da cui lei è stata cresciuta dopo la morte dei genitori, è morto da poco lasciando un testamento in cui mette chiaramente alla prova le sue doti: se entro un anno l’intelligenza della giovane non si sarà rivelata migliore di quella dello zio, tutto il patrimonio sarà devoluto in beneficienza. Molto tempo prima, la ragazza aveva avuto una discussione con il parente riguardo alla sua educazione: lei voleva studiare e lui asseriva l’assoluta inutilità, per una donna, di intraprendere un simile percorso. Violet si era poi laureata e lo zio, pur volendole bene, le aveva lasciato intuire che, prima o poi, l’avrebbe costretta a dimostrare le doti intellettive che asseriva di possedere. Poirot, intrigato dalla faccenda, accetta volentieri di aiutare la giovane a svelare il mistero. Frase memorabile: “Pur concedendo a vostro zio grandi capacità, le sue cellule grigie non possono aver avuto la qualità di quelle di Hercule Poirot!”.

Curiosità: Il volume fu pubblicato in America l’anno seguente. Il libro, però, conteneva altri tre racconti, La scatola di cioccolatini, La dama velata e La miniera perduta, che in seguito sarebbero stati inseriti nella raccolta I primi casi di Poirot (Poirot’s Early Cases, 1974).

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Nella mia fine è il mio principio (Endless Night)

Sintesi: Michael Rogers racconta la sua storia d’amore con la giovane ereditiera Ellie Guteman e il suo rapporto con tutti coloro che, per interesse o affetto, fanno parte della sua cerchia di conoscenze. Quello che sembra il diario di un giovane innamorato si converte ben presto nella confessione di uno psicopatico.
Insolito e ricco di colpi di scena.

Curiosità: 1) Il romanzo presenta una struttura molto simile a quella de L’assassinio di Roger Ackroyd in quanto l’io narrante è menzognero. Tuttavia, Michael Rogers è molto più perverso e imprevedibile del Dottor Sheppard del romanzo succitato e questo spiazza ulteriormente il lettore.
2) La trama è stata ripresa, quasi identica, nel racconto, pubblicato nel 1979 nella raccolta Il caso della domestica perfetta e altre storie, Le maledizioni della strega (The case of the Caretaker) in cui Miss Marple, costretta a letto da un’influenza, risolve un caso di omicidio che sembra un incidente.
3) Il romanzo è dedicato a Nora Prichard, la nonna paterna del nipote di Agatha Christie, Mathew, che raccontò per la prima volta ad Agatha Christie la leggenda di Campo degli Zingari.
4)
Da questo romanzo, nel 1972, è stato tratto il film Champagne per due dopo il funerale.

Riferimenti intertestuali:
Nella mia fine è il mio principio (Endless Night)1) Il titolo originale è tratto da un verso della poesia di William Blake Auguries of Innocence (Every Night and Every Morn / Some to Misery are Born /
Every Morn and Every Night / Some are Born to sweet delight / Some are Born to sweet delight /Some are Born to Endless Night): Ogni giorno, a tutte l’ore / nasce un uomo che al dolore, / al dolore è destinato. / Ogni giorno, a tutte l’ore / nasce un uomo che al fulgore / della gioia è destinato. / Nasce un uomo a tutte l’ore / per la gioia o il dolore (traduzione di Laura Grimaldi per Mondadori).
Il titolo italiano è invece tratto dalla poesia di Thomas S. Eliot East Coker, citata nel primo capoverso del libro, che inizia con In My Beginning Is My End e si conclude con In My End Is My Beginning.

2) Riferimento al poema di William Blake The Fly (Little Fly / Thy summer’s play, / My thoughtless hand / Has brush’d away. / Am not I / A fly like thee? / Or art not thou / A man like me? / For I dance / And drink and sing / Till some blind hand / Shall brush my wing. / If thought is life / And strength and breath; / And the want / Of thought is death; / Then am I / A happy fly, / If I live, / Or if I die.) in seguito musicato, nel 1965, da Benjamin Britten e inserito nella raccolta Songs and Proverbs of William Blake: Uccellino melodioso / Mentre stavi appollaiato / Su quell’albero frondoso / A cantare a perdifiato / È arrivato un cacciatore / Ed il cuor ti ha trapassato. / Anch’io canto, danzo e rido / Senza un minimo di affanno / Nella sorte mia confido / Danzo e rido tutto l’anno, / Finché un giorno non lontano / Il mio cuore spaccheranno. / Uccellino melodioso / Ci convien quindi cantare / Perché in fondo solo morte / Ci è assegnata come sorte… (traduzione di Laura Grimaldi per Mondadori).

Rassegna stampa:
Nella mia fine è il mio principio (Endless Night)
“La vecchia maestrina (o qualunque sia il femminile di “maestro”) della crime-novel ha estratto dalla sua inesauribile borsa un altro romanzo dal titolo Nella mia fine è il mio principio. Si tratta di un’opera molto diversa da quelle a cui ci ha abituati. È impossibile fornire dettagli sulla trama senza svelare segreti fondamentali; i lettori che credono di trovarsi di fronte a una storia romantica, sono avvisati: si stanno sbagliando di grosso. L’impattante, per non dire terribile, suspense che avvolge il finale è forse la più sconvolgente mai concepita da un’autrice così sorprendente”.
(Francis Iles, The Guardian, 10 novembre 1967)

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C’è un cadavere in biblioteca (The Body in the Library)

Sintesi: Il colonnello Bantry e sua moglie Dolly, residenti a Gossington Hall, nel villaggio di St. Mary Mead, una mattina vengono informati dalla domestica che c’è un cadavere nella loro biblioteca. Inizialmente increduli, scoprono che in effetti, proprio in quella stanza, giace il corpo di una giovane bionda, che nessuno conosce, morta strangolata. La moglie del colonnello non esita a informare subito Miss Marple che si metterà all’opera per scoprire come sono andate le cose.

C'è un cadavere in bibliotecaCuriosità:
1)
Agatha Christie riteneva che il cliché più classico della detective story fosse proprio quello del cadavere in biblioteca. Lo credeva a tal punto che, nelle prime pagine del romanzo, inserisce un dialogo metaletterario incentrato su questo: “Ma davvero, Dolly, stavi sognando, ecco tutto. È per via di quel giallo che stavi leggendo… The Clue of the Broken Match… Lord Edgbaston trova una splendida bionda morta sul tappeto della biblioteca. Nei libri, i cadaveri si rinvengono sempre nelle biblioteche. Nella vita di tutti i giorni non mi risulta che sia mai successo” (C’è un cadavere in biblioteca, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori Editore, 1948, p. 9).

2) In alcuni suoi romanzi, Agatha Christie era solita inserire elenchi di autori, od opere letterarie, di origine fittizia. Sir Arthur Conan Doyle è uno dei pochi autori il cui nome, grazie all’ammirazione nutrita dall’autrice per il suo Sherlock Holmes, è tratto dalla vita reale. In C’è un cadavere in biblioteca, Agatha Christie non solo cita gli autori che hanno maggiormente influenzato la letteratura gialla inglese, ma nomina anche se stessa: “Vi piacciono i racconti polizieschi? A me sì. Li leggo tutti e mi sono fatto fare l’autografo da Dorothy Sayers, Agatha Christie, John Dickson Carr e H. C. Bailey” (C’è un cadavere in biblioteca, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori Editore, 1948, p. 66).

3) Nel romanzo Carte in tavola, pubblicato nel 1936 e avente per protagonista Hercule Poirot, il personaggio di Anne Meredith dichiara di conoscere Ariadne Oliver, amica di Poirot e personificazione di Agatha Christie, in quanto autrice del romanzo The Body in the Library.

Il frammento qui di seguito riportato è tratto dal saggio breve Gender and Detective Literature: The Role of Miss Marple in Agatha Christie’s The Body in the Library, di Berna Köseoğlu, pubblicato sull’International Journal of Applied Linguistics & English Literature, Australian International Academic Centre, Australia, Vol. 4 No. 3; May 2015, pp. 132-133. La traduzione è mia.

Agatha Christie: An English MisteryNel romanzo C’è un cadavere in biblioteca, Miss Marple, nel suo essere una donna anziana, risolve il mistero e individua i colpevoli avvalendosi di stratagemmi che differiscono molto da quelli classici dei detective uomini. Il personaggio, infatti, dà la priorità alle banalità della vita quotidiana nel villaggio, e ai dettagli che determinano l’apparenza fisica delle persone focalizzandosi sulle caratteristiche dominanti della natura umana; inoltre, Miss Marple è molto brava nello scoprire il mondo nascosto di uomini e donne grazie al suo notevole spirito di osservazione, alla capacità investigativa e all’occhio attento del detective privato, il che le permette di distinguere i colpevoli dagli innocenti. Come sottolineano le studiose Marion Shaw e Sabine Vanacker nell’opera del 1991 Reflecting on Miss Marple: “I romanzi di Miss Marple suggeriscono che esiste una logica strutturata che ruota attorno a quelle minuzie della vita che, inesorabilmente, vanno a scavare nelle profondità della società e della psiche umana. Queste minuzie indicano che le donne – in particolare le donne anziane in quanto abituate alle banalità – sono dotate di capacità logiche che le rendono arbitri di giustizia ideali”.
A questo proposito, il modo in cui la protagonista analizza le caratteristiche principali e gli aspetti banali della società in cui vive, e gli importanti indizi di psicologia umana, le consente di eliminare il caos sociale, ripristinare l’ordine e svelare il mistero dietro ai fatti delittuosi. È bene sottolineare come il suo appartenere alla società descritta da Agatha Christie nei suoi romanzi sia di fondamentale importanza e rafforzi le sue capacità di individuare i colpevoli. Infatti, poiché Miss Marple vive in un villaggio, e quindi conosce bene il contesto in cui avviene il delitto, è in grado di cogliere il mondo interiore delle persone comuni, il loro stile di vita e i tratti caratteristici. Inoltre, va detto che: “Agatha Christie voleva condurre una vita normale. […] La apprezzava molto ed era fondamentale per la sua attività letteraria; era, in un certo senso, la sua droga […]” (Laura Thompson, Agatha Christie: An English Mistery, Headline, London 2007), ragion per cui, Miss Marple, la sua investigatrice amatoriale, riesce a intuire la realtà che si nasconde dietro ai delitti concentrandosi sugli atteggiamenti, sulla gestualità e le espressioni facciali delle persone all’interno della società.

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Alla deriva (Taken at the Flood)

Sintesi: Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel villaggio di Warmsley Vale, Gordon Cloade, ricco scapolo, mantiene l’intera famiglia grazie al suo patrimonio. I parenti sono in trepidante attesa della sua morte nella speranza di ereditare tutto, quando, all’improvviso, l’uomo decide di sposarsi con tale Rosaleen mandando a monte i loro piani. Quando Gordon muore durante un’esplosione, ma Rosaleen no, i familiari si trovano costretti a dover periodicamente elemosinare qualche spicciolo dalla ricca ereditiera. Nel frattempo, arriva un uomo chiamato Enoch Arden che afferma di sapere dove si trova il primo marito di Rosaleen. Quando l’uomo viene trovato con la testa fracassata, uno dei membri della famiglia Cloade contatta Hercule Poirot nel tentativo di sbrogliare la matassa.

Taken at the FloodCuriosità e riferimenti:
1) Enoch Arden è il titolo di un poema in prosa, del 1864, di Lord Alfred Tennyson, che narra la storia di un marinaio che naufraga su un’isola deserta e vi resta per dieci anni (similmente a Robinson Crusoe).

2) Il titolo originale, Taken at the Flood, deriva da un’affermazione di Bruto nel Giulio Cesare di William Shakespeare, atto quarto, scena terza: There is a tide in the affairs of men, / Which, taken at the flood, leads on to fortune; / Omitted, all the voyage of their life / Is bound in shallows and in miseries. / On such a full sea are we now afloat, / And we must take the current when it serves, / Or lose our ventures (Nelle cose umane si risentono, come negli oceani, gli effetti della marea, che se noi la cogliamo al flusso, può portare al successo, e che se invece viene trascurata, il viaggio della vita si arena tra banchi di sabbia e miserie. Noi siamo ora su questo libero mare e dobbiamo seguirne la corrente per quant’essa è propizia, o rassegnarci a perdere tutto il nostro carico (la traduzione è riportata nella versione di Gabriele Baldini, curatore e traduttore delle opere di Shakespeare).

3) Nel romanzo, Mrs. Cloade afferma che durante una seduta spiritica le è stato comunicato che il primo marito di Rosaleen, morto in Africa, è ancora vivo. Per arrivare a questa conclusione, si avvale delle strofe di una celebre nursery rhyme, Little Boy Blue, e in particolare del verso Under the haystack che ricorda da vicino il cognome del defunto, Underhay: Little Boy Blue, / Come blow your horn, / The sheep’s in the meadow, / The cow’s in the corn; / Where is that boy / Who looks after the sheep? / Under the haystack / Fast asleep. / Will you wake him? / Oh no, not I, / For if I do / He will surely cry.
Si pensa, ma non è assodato, che questa filastrocca sia nata come propaganda contro il cardinale Thomas Wolsey (1475-1530).

4) L’altro romanzo di Agatha Christie in cui una seduta spiritica svolge un ruolo fondamentale nella risoluzione di un caso è Un messaggio dagli spiriti (The Sittaford Mystery), 1931.

5) Il libro è suddiviso in tre parti: prologo, libro primo e libro secondo. Hercule Poirot compare nel capitolo due del prologo per poi lasciare spazio alle vicende della famiglia Cloade nel libro primo e ricomparire infine nel libro secondo per dare il contributo decisivo alle indagini.

Taken at the Flood

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Il narratore menzognero ne L’assassinio di Roger Ackroyd

Il presente frammento è tratto da Relying on the unreliable. Narrative Strategies in Crime Literature. Agatha Christie’s The Murder of Roger Ackroyd. Tesi di laurea di Andrea Ramírez Ortega, Universidad de la Rioja, 2013-2014, pp. 30-31. La traduzione è mia.

Hugh Fraser nel ruolo di HastingsIn The Gentle Art of Murder, il professore americano Earl F. Bargainnier propone un interessante confronto tra il Capitano Arthur Hastings e il Dottor James Sheppard (protagonista de L’assassinio di Roger Ackroyd).
Dal suo punto di vista, Agatha Christie iniziò la sua attività di scrittrice seguendo lo schema di Sir Arthur Conan Doyle e affiancando al suo Hercule Poirot / Sherlock Holmes la figura di Arthur Hastings / Watson. In quanto voce narrante ottusa, Arthur Hastings è affidabile solo per quanto riguarda i fatti – ciò che risulta evidente e quanto Hercule Poirot stesso gli racconta – , ma per quanto riguarda l’interpretazione dei suddetti fatti è un personaggio inattendibile. Il Dottor Sheppard, ne L’assassinio di Roger Ackroyd, è inaffidabile quanto Hastings poiché accompagna l’investigatore belga nelle sue indagini, ne trascrive ogni mossa e ne descrive i progressi dal suo punto di vista. Il ruolo del Dottor Sheppard in quanto assistente di Poirot, e il suo apparente desiderio di risolvere il mistero e di scoprire gli indizi senza cercare in alcun modo di deviarci da essi, rappresentano due delle molteplici strategie narrative adottate da Agatha Christie nel suo romanzo allo scopo di allontanare i sospetti del lettore e creare una sorta di onesta facciata rielaborata dalla responsabilità di Sheppard in quanto io narrante e personaggio.

La scelta di Agatha Christie di rappresentare l’io narrante come un personaggio estremamente affidabile per poi lasciar scoprire al lettore che era proprio lui a trarlo in inganno, fa sì che L’assassinio di Roger Ackroyd possa essere considerata a giusto titolo un’opera originale e innovativa. Questo, infatti, sovverte l’artificio narrativo, in voga fino a quell’epoca, secondo il quale il narratore è la voce onnipresente che, desiderosa di scoprire la verità, ha sempre ragione e “prende il lettore per mano fin dalla prima pagina per poi accompagnarlo attraverso confortanti ambienti inglesi in cui tutte le persone sembrano incapaci di fare del male agli altri” (Gutkowski E. 2011, An Investigation in Pragmatics: Agatha Christie’s The Murder of Roger Ackroyd. In Clues: A Journal of Detection (McFarland & Company). 29: 51-60).

L’immagine della slide è tratta dal sito:
http://www.deviantart.com/art/Poirot-with-Hastings-141435227

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Agatha Christie in lingua originale

Assassinio sul Nilo (Death on the Nile)Chiunque abbia studiato sia pure affrettatamente, a scuola o per conto proprio, una qualsiasi Grammatica elementare della lingua inglese, è già in saldo possesso d’un certo numero di “parole basiche” come le seguenti:

The aunt = la zia; the garden = il giardino; the table = il tavolo; the cupboard = l’armadio; the penknife = il temperino; the straw hat = il cappello di paglia.

Ma bastano dei sostantivi di questo genere – con l’aggiunta degli aggettivi e dei verbi più usitati – ad affrontare la lettura di romanzi inglesi nella versione originale?

Bastano e avanzano se i romanzi sono quelli di Agatha Mary Clarissa Christie (1891-1976), perché questa scrittrice senza eguali parte sempre da situazioni semplicissime, della vita di tutti i giorni, quali per l’appunto: “Il temperino è sul tavolo. La zia è in giardino. Il suo cappello di paglia è nell’armadio”.

Poi subentrano enigmatiche complicazioni, ma il linguaggio resta chiaro, fattuale, preciso. “La zia e il temperino sono nell’armadio”, veniamo per esempio a sapere più avanti.

O magari abbiamo capito male? Forse vittime di un qualche tranello dell’inglese? No, nessun tranello. La zia si trova effettivamente nell’armadio e col temperino (del robusto tipo svizzero, con lama affilatissima) fermamente piantato tra le costole. Ce ne dà conferma nelle pagine seguenti l’ispettore Dobson, della polizia di Chelmsford (Essex), chiamato dalla domestica Gladys che ha rinvenuto il cadavere.

Solo che in casi del genere, com’è noto, questi ispettori inglesi di provincia tirano a invocare le cause accidentali pur di lavarsene le mani. Per cui secondo Dobson (a quanto con un po’ di pazienza e buona volontà finiamo per appurare) la zia era venuta a prendere il temperino sul tavolo e l’aveva aperto per servirsene in giardino, ma addentrandosi poi nell’armadio per cercarvi il cappello era caduta, trafiggendosi accidentalmente da sé.

Resterebbe l’ipotesi del suicidio, che però i familiari – e in particolare la nipote Janet – escludono tassativamente. Ed eccoci pertanto all’arrivo di Poirot, chiamato dalla suddetta nipote. Che cosa ne pensa, che cosa ne dice, il supremo detective?

L’attesa è spasmodica sia tra i familiari che tra gli inglesisti principianti, cui il silenzio prolungato e l’espressione impenetrabile dell’indagatore fanno temere una dichiarazione troppo difficile da capire in versione originale.

Gli elefanti hanno buona memoria (Elephants can remember)Ma la Christie non tradisce mai i suoi fedeli. E terminato il paragrafo, andando a capo, una sola riga le basta per illuminarci tutti.

“Murder!” said Poirot.

Dopodiché, soltanto un vile potrebbe tirarsi indietro e ricorrere a una traduzione per andare avanti. Gli altri, di pagina in pagina, impareranno invece a districarsi sempre meglio fino alla scoperta del vero assassino (che non era il nipote Jeremy) e alla chiusa sacramentale THE END = (la) FINE.

Buon proseguimento!

Il presente articolo è tratto dalla prefazione, a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, al catalogo della mostra Una sola parola: Murder! Il “giallo” in lingua inglese al Gabinetto Vieusseux, Firenze, Tipografia editrice POLISTAMPA, 1996.

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Due mesi dopo (Dumb Witness)

Sintesi: L’anziana signora Emily Arundell, poco prima di morire, invia una lettera a Poirot, che egli riceve due mesi dopo, in cui gli confessa di provare una certa inquietudine per degli strani episodi verificatisi negli ultimi tempi, tra cui quello della “palla del cane”. Hercule Poirot, non capendo bene il senso della lettera, decide di recarsi, insieme ad Hastings, nella tenuta di campagna della signora per indagare sulla questione. Scoprirà, così, che la signora è deceduta, apparentemente di vecchiaia, e che il suo cane di sei anni, Bob, sa molte più cose di quanto non sembri.

Due mesi dopo (Dumb Witness)

Curiosità:
1)
Il romanzo è dedicato al “Caro Peter, il più fedele degli amici e il più caro dei compagni: un cane unico nel suo genere”.
2) È l’unico libro di Agatha Christie in cui il testimone del delitto è un cane – dotato anche di una certa parlantina visto che l’autrice dà modo al lettore di sentire i suoi pensieri – .

3) È uno degli otto romanzi di Agatha Christie aventi per oggetto un delitto retrospettivo; gli altri sette sono: Il ritratto di Elsa Greer, Giorno dei morti, Le due verità, La strage degli innocenti, Miss Marple: Nemesi, Gli elefanti hanno buona memoria e Addio, Miss Marple.
4) La medesima trama, eccezion fatta per la presenza del cane, la si ritrova in un racconto breve dell’autrice intitolato Come va il vostro giardino? (How does your garden grow?) pubblicato nella raccolta I primi casi di Poirot.

Lo stesso affetto che Agatha Christie nutriva per il suo cane io lo provai nei confronti del terrier presente sul set di Testimone silenzioso. Mi ammaliò fin dal primo istante in cui posai gli occhi su di lui. Quel piccolo attore a quattro zampe, il cui vero nome era Snubby, divenne un mio caro amico e riuscì a conquistare anche il cuore di Poirot – compito non facile visto che l’investigatore belga riteneva che i cani fossero degli animali un po’ sporchi e puzzolenti – .
(David Suchet, Poirot and me, Headline Publishing Group, London 2013, pp. 196-197, traduzione mia)

Due mesi dopo (Dumb Witness)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento ai personaggi di Sherlock Holmes e Watson creati da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930):
Girando la testa, dissi con un sorriso: “Poirot, io…, umile Watson, posso arrischiare una deduzione?”.
“Vi ascolterò con estremo piacere, amico mio. Di che si tratta?”.
Assumendo l’atteggiamento pomposo che mi pareva più adatto, dichiarai: “Stamattina avete ricevuto una lettera di particolare interesse!”.
“Ma voi non siete Watson bensì Sherlock Holmes! Infatti, avete pienamente ragione”.
(pag. 52, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1938)

2) Riferimento al Pericolo giallo, termine molto diffuso nei primi decenni del Novecento per indicare il sentimento di avversione nei confronti dei popoli asiatici, in particolare i cinesi. All’epoca molti romanzi polizieschi britannici contenevano personaggi di questo tipo la cui unica ambizione sembrava essere distruggere l’Occidente. Agatha Christie fa un uso parodistico del termine per riferirsi a una persona affetta da itterizia:
“A quell’epoca, poi, era stata molto male… era stata colpita dall’itterizia. Con l’itterizia diventano tutti gialli in faccia e anche nel bianco degli occhi”.
“Ah, infatti, certamente… (A questo punto si inserì nella conversazione un’altra storia di Poirot, relativa a un cugino che, a quanto sembrava, doveva essere stato il Pericolo Giallo in persona).
(pag. 88, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1938)

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