Corpi al sole (Evil under the Sun)

Sintesi: Uno dei romanzi più noti di Agatha Christie, forse anche per la trasposizione cinematografica del 1982 dove Peter Ustinov non disdegna di andarsene in giro in ciabatte e cuffia da bagno. Hercule Poirot è in vacanza a Smuggler’s Island al largo di Leathercombe Bay dove, con molta arguzia, adotta il metodo da gatto, che consiste nel farsi gli affari propri e ignorare gli altri al punto da indurli ad andare da lui a raccontargli i fatti loro. Il metodo funziona talmente bene che la più antipatica e snob del gruppo viene uccisa. Poirot sarà costretto a richiamare dalle ferie le sue celluline grigie e ad affrontare una messinscena in perfetto stile shakespeariano.

 

Corpi al sole (Evil under the Sun)Riferimenti intertestuali:

1) Riferimento alla Jolly Roger, la nave di Capitan Uncino in Peter Pan o il bambino che non voleva crescere (1904) di James M. Barrie (1860-1937), che qui diventa il nome dell’albergo:
Un personaggio molto importante – almeno secondo la propria opinione – era ospite al Jolly Roger. Era Hercule Poirot il quale, tutto vestito di bianco, con un panama sugli occhi e i baffi egregiamente arricciati, se ne stava su una sedia a sdraio e osservava la spiaggia.
(pag. 8, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori, 1947)

 

2) Riferimento indiretto a un romanzo precedente di Agatha Christie, Poirot sul Nilo:
“Vede, signor Poirot, ho sentito parlare di lei da Cornelia Robson. Mio marito e io siamo stati a Badenhof nel maggio scorso. Naturalmente Cornelia ci ha raccontato ciò che accadde in Egitto quando fu uccisa Linnet Ridgeway. Ci ha detto che lei è stato meraviglioso, e io avevo una gran voglia di conoscerla… non è vero, Odell?”.
(pag. 9, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori, 1947)

 

3) Riferimento all’Ecclesiaste (IX, 3), da cui è tratto anche il titolo originale del romanzo Evil under the Sun:
«Mi interessa quello che ha detto un momento fa, signor Poirot, e cioè che il male si annida dovunque sotto il sole. Sembra una citazione dell’Ecclesiaste: “Anche il cuore dei figli degli uomini è pieno di male, e la pazzia è nei loro cuori mentre vivono”». Il suo viso si illuminò di una luce quasi fanatica. «Mi ha fatto piacere la sua frase. Al giorno d’oggi, nessuno crede più al male. Lo si considera, se mai, come una negazione del bene. Il male, dice la gente, è commesso da coloro che non sanno quello che fanno… da gente più da compiangere che da biasimare. Ma il male è reale, signor Poirot! È concreto! Io credo nel male come credo in Dio. Esiste. È potente, e si insinua dappertutto…»
(pag. 15, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori, 1947)

 

4) Riferimento letterario al romanzo Le quattro piume (1902) di Alfred Edward Woodley Mason (1865-1948):
Linda Marshall si trovava nell’unico emporio di Leathercombe. Un lato del negozio era tutto occupato da scaffali per i libri che potevano essere presi a prestito pagando due pence. Il più recente di quei libri aveva dieci anni, ma alcuni avevano anche più di vent’anni.
Linda ne prese uno, poi un altro con aria dubbiosa. Concluse che non poteva leggere Le quattro piume e trasse dallo scaffale un volumetto rilegato in pelle marrone.
(pag. 39, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori, 1947)

 

5) Riferimento letterario a diversi autori e testi amati da Agatha Christie. Da notare che il personaggio a cui appartengono i volumi è una ragazza di sedici anni che odia la matrigna:
Hercule Poirot si rialzò lentamente e si guardò attorno. C’era sul suo viso un’espressione del tutto nuova. Un’espressione grave e severa.
Alla sinistra del camino vide uno scaffale con alcuni libri: una Bibbia, una copia molto sciupata delle Commedie di Shakespeare, Il matrimonio di William Ashe della signora Humphry Ward, La giovane matrigna di Charlotte Yonge, L’assassinio nella cattedrale di Eliot, Santa Giovanna di Shaw, Via col vento di Margaret Mitchell e La fiamma e la morte di Dickson Carr.
(pag. 122, traduzione di Alberto Tedeschi, Mondadori, 1947)

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