È troppo facile (Murder Is Easy)

Sintesi: Luke Fitzwilliam, ex ufficiale di polizia in India, durante un viaggio di ritorno a Londra incontra sul treno l’anziana Lavinia Pinkerton che non perde occasione per raccontargli di come nel suo villaggio, Wychwood-under-Ashe, si stiano verificando degli strani decessi. Essendo lei convinta che si tratti di una serie di delitti perpetrati dalla stessa persona, informa l’uomo della sua intenzione di recarsi a Scotland Yard per comunicare a chi di dovere i propri sospetti. Luke Fitzwilliam non la prende molto sul serio finché, alcuni giorni dopo, non scopre che la donna è morta investita da un’automobile poco prima di arrivare alla sua destinazione. In seguito, l’uomo nota sul giornale un necrologio indicante la morte di uno degli abitanti del villaggio che l’anziana riteneva essere in pericolo di vita. Deciso a scoprire la verità, egli si reca quindi a Wychwood-under-Ashe spacciandosi per un esperto di stregoneria e folklore locale.

Curiosità:
1) Nella versione televisiva del 1982, il ruolo di Lavinia è interpretato dall’attrice Helen Hayes che l’anno successivo sarebbe passata a quello di Miss Marple.
2) Nell’episodio della serie tv del 2008 incentrata sul personaggio di Miss Marple, che non compare nel romanzo, il ruolo di Luke Fitzwilliam è interpretato dal futuro Sherlock Holmes Benedict Cumberbatch.
3) Assieme a Un cavallo per la strega e Un messaggio dagli spiriti, È troppo facile è un altro romanzo di Agatha Christie che affronta la questione della stregoneria e della superstizione. A questo riguardo si rivela interessante anche la raccolta di racconti contenuta nel volume Il segugio della morte.

Riferimenti intertestuali:

Murder Is Easy1) Riferimento all’artista Christopher R. W. Nevinson (1889-1946) e al suo quadro An Inexperienced Witch:
In quell’istante, da dietro l’angolo della casa, comparve una ragazza.
Coi capelli neri scompigliati dal vento, ricordò a Luke il quadro di Nevinson intitolato La strega. Quel viso pallido, delicato, quei capelli così lunghi che parevano arrivare fino alle stelle… se la immaginò a cavallo di un manico di scopa che volava verso la luna.
(p. 28, traduzione di Giovanna Gianotti Soncelli per Mondadori, 1982)

2) Riferimento all’episodio di Giona narrato nel libro omonimo della Bibbia:
“Insomma, è stato un periodo decisamente sfortunato”.
“A volte”, disse Luke, “un periodo è sfortunato a causa di una certa persona, così almeno dicono”.
“Sì, sì, la vecchia storia di Giona. Ma non credo siano venuti qui dei forestieri, a parte i venditori ambulanti, e non ho sentito dire che nessuno di loro fosse dotato del funesto privilegio di gettare il malocchio…”.
(p. 43, traduzione di Giovanna Gianotti Soncelli per Mondadori, 1982)

3) Riferimento alla storia della pitonessa di Endor, negromante in grado di evocare lo spirito dei morti, narrata nel primo libro di Samule 28:3-25:
“Mio caro signore, le notizie corrono veloci in un posto come questo. Gli argomenti di conversazione qui scarseggiano. E, di conseguenza, si arriva a delle esagerazioni. Tra un po’ vi racconteranno che evoco i fantasmi del luogo e che cerco di emulare la pitonessa di Endor!”.
“Strano che diciate questo!”.
“Perché?”.
“Perché già corre voce che abbiate evocato il fantasma di Tommy Pierce”.
(p. 76, traduzione di Giovanna Gianotti Soncelli per Mondadori, 1982)

4) Riferimento alla poesia To a Fat Lady Seen From the Train (1910) di Frances Darwin Cornford (1866-1960). Il testo originale è il seguente: O why do you walk through the fields in gloves, / Missing so much and so much? / O fat white woman whom nobody loves, / Why do you walk through the fields in gloves, / When the grass is soft as the breast of doves / And shivering-sweet to the touch? / O why do you walk through the fields in gloves, / Missing so much and so much? :
Bridget annuì senza rispondere. Si appoggiò al fusto di un albero, chiudendo gli occhi. Le vennero in mente dei versi di una poesia: “Perché cammini per i campi con i guanti alle mani, grassa donna bianca che nessuno ama?”. No, non era il caso della Signorina Waynflete. Grassa non la si poteva proprio definire.
(p. 209, traduzione di Giovanna Gianotti Soncelli per Mondadori, 1982)

5) Riferimento alla battuta Hell Has No Fury Like a Woman Scorned, in origine Heav’n has no Rage, like Love to Hatred turn’d, Nor Hell a Fury, like a Woman scorn’d, contenuta nella pièce del 1697 The Mourning Bride (atto terzo, scena seconda) di William Congreve (1670-1729):
“Pare una capra, Dio, una capra… la capra è sempre stata un simbolo del male! Adesso capisco! Avevo ragione… non era un’idea strampalata la mia… “L’inferno non è nulla in confronto a una donna innamorata e respinta”… Ecco l’inizio della tragedia. Da lì è cominciato tutto!”.
(p. 211, traduzione di Giovanna Gianotti Soncelli per Mondadori, 1982)

Easy to Kill6) Riferimento a un verso (He travels the fastest who travels alone) contenuto nel poema di Rudyard Kipling (1865-1936) The Winners, pubblicato per la prima volta nel 1888 con il titolo L’Envoi nel volume The Story of the Gadsbys edito dalla Indian Railway Library:
“In fondo, però, è un bene che sia andata così perché, come dice Kipling, chi viaggia da solo va più in fretta. Il mio destino è di viaggiare da solo. È la vita”. Allargò le braccia. “Ho delle responsabilità enormi e devo portarne il peso da solo. A me non è concessa una compagna che mi alleggerisca di questo fardello… devo procedere solo, finché non cadrò stremato sulla mia strada”.
(p. 232, traduzione di Giovanna Gianotti Soncelli per Mondadori, 1982)

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