Articoli con tag: Agatha Christie

La parola alla difesa (Sad Cypress)

Sintesi: Elinor Carlisle si trova in tribunale con l’accusa di aver assassinato Mary Gerrard, protetta di sua zia Laura Welman. Tutto è iniziato con una lettera anonima attraverso la quale Elinor veniva informata del fatto che Mary si stava approfittando di sua zia per spillarle quattrini. Poiché Elinor, pur professandosi innocente, sembra comunque provare un profondo senso di colpa che rischia di farla condannare, Peter Lord, profondamente legato a lei, decide di rivolgersi a Poirot per trovare le prove che anche altri avevano interesse nell’assassinare Mary Gerrard. L’astuto investigatore non solo troverà le prove ma riuscirà a dimostrare che tutti, all’interno del tribunale, hanno un’ottima ragione per mentire.

Curiosità:
1) Il titolo originale è tratto dalla canzone del Clown presente ne La dodicesima notte di William Shakespeare, atto secondo, scena quarta: Come away, come away, death, / And in sad cypress let me be laid; / Fly away, fly away, breath; / I am slain by a fair cruel maid. / My shroud of white, stuck all with yew, / O! prepare it. / My part of death, no one so true / Did share it. (Or vieni, morte, or vieni, e fa che sotto un triste cipresso io sia disteso. Una fanciulla crudele e bella mi ha ucciso. Il mio sudario bianco di tasso guarnito, oh, preparate! Alla morte nessun amante di me più fedele si è accostato. Traduzione di Agostino Lombardo per Feltrinelli)
2) Il libro è suddiviso in un prologo e ventisei capitoli; la struttura della storia è la seguente: Prologo, in cui la protagonista si trova già in tribunale ed esprime le sensazioni che prova; sette capitoli in cui si spiega come si è arrivati a quella situazione e perché proprio lei è stata imputata di omicidio; tredici capitoli in cui Poirot viene informato del caso e inizia le indagini; quattro capitoli di dibattimenti in tribunale; due capitoli conclusivi.

Il libro uscì per la prima volta nel 1933, poco dopo che Agatha Christie aveva iniziato una nuova vita, dopo il fallimento del primo matrimonio, e rispecchia un po’ il dolore da lei provato per la separazione dal marito. Nel riserbo di Elinor e nella sua incapacità di parlare o di mostrare l’amore che prova per Roddy, c’è molto di Agatha Christie. […] Nella decisione di Elinor di sbrogliare la situazione personalmente dopo la morte della zia c’è un’eco del ritorno della stessa Agatha alla sua casa nel Devon, dopo la morte della madre adorata, un ritorno che la portò quasi alla follia.
Tutto ciò aggiunge incisività e profondità a questo romanzo.
(Julian Symons nella prefazione a La parola alla difesa, traduzione di Lidia Lax)

La parola alla difesa (Sad Cypress)Riferimenti intertestuali:

1) Riferimento alla figura della Princesse lointaine, tipico personaggio della letteratura medievale nonché protagonista di un dramma in quattro atti di Edmond Rostand composto nel 1895:
“Perché tu mi ami, vero, Elinor?”.
“Sì”. Lo disse con freddezza, quasi con sussiego.
“Sì”, le fece il verso Roddy. “Sei adorabile, Elinor. Questa tua aria così speciale… distante… al di sopra di tutto… la Princesse lointaine. Credo che sia proprio per questa tua caratteristica che ti amo”.
(pag. 17, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

2) Riferimento implicito al racconto Il sogno, della stessa Agatha Christie, pubblicato, tra le altre, nella raccolta Il caso del dolce di Natale e altre storie in cui compare proprio il personaggio di Benedict Farley:
“Monsieur Poirot” disse “siete l’unico uomo al mondo che può aiutarmi. Ho sentito Stillingfleet parlare di voi; mi ha descritto tutto quello che avete fatto nel caso di Benedict Farley. E cioè come tutti, proprio tutti, fossero convinti che si trattava di un caso di suicidio mentre voi siete riuscito a dimostrare che era un assassinio”.
(pag. 111, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

3) Riferimento alla leggenda che vede protagoniste Eleonora d’Aquitania e Rosamund Clifford, secondo la quale Eleonora, sposata con Enrico II d’Inghilterra, decise di avvelenare Rosamund perché era l’amante del marito (N.B. Lo stesso identico riferimento compare anche nel romanzo Giorno dei morti dove si parla sempre di morte per avvelenamento):
Gli occhi azzurri di Elinor ebbero un lampo improvviso.
“Ho pensato alla mia omonima, Eleonora di Aquitania”.
“Capisco perfettamente”, disse Poirot.
“Capite davvero?”.
“Oh, sì. È una storia che conosco Ha offerto alla bella Rosamund, non è vero?, la scelta fra un pugnale o una coppa di veleno. E Rosamund ha scelto il veleno”.
(pag. 194, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

La parola alla difesa (Sad Cypress)4) Riferimento ai Dolori del giovane Werther (1774) di Johann Wolfgang Goethe e, in particolare, alla travagliata storia d’amore tra Werther e Charlotte:
Peter Lord arrossì. “Mi sono comportato come un perfetto idiota. Ecco… avevo sentito dire che era tornata. Così sono andato fino alla casa nella speranza di vederla. Ma non avevo intenzione di parlarle. Volevo… volevo semplicemente… vederla”. […]
“Carlotta e il poeta Werther! Continuate, amico mio”.
“Oh, non c’è altro da dire. Sono sgusciato in mezzo agli arbusti e sono rimasto lì a guardarla fino a quando lei è andata via”.
(pag. 272, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

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Agatha Christie a fumetti

Agatha Christie a fumettiAlla fine degli anni Novanta, la casa editrice francese Claude Lefrancq iniziò a pubblicare alcune graphic novel a colori tratte dai romanzi di Agatha Christie. La serie, conclusasi dopo cinque numeri i cui titoli erano Le Crime de l’Orient-Express, L’adversaire secret, Mort sur le Nil, Dix petits nègres e La nuit qui ne finit pas, si basava su sceneggiature di François Rivière – noto critico letterario di Le Figaro nonché autore di romanzi gialli e di un volume sulla scomparsa di Agatha Christie – e su disegni dei noti illustratori Miniac e Lequercq.

Tra il 2002 e il 2013, la Emmanuel Proust Éditions prese in mano questa eredità dando alle stampe 24 graphic novel adattate dai romanzi e racconti di Agatha Christie, tra cui le cinque di cui sopra che, in alcuni casi, cambiarono l’illustratore (passando da Miniac a Solidor), e in altri subirono una modifica del titolo: il già pubblicato L’adversaire secret divenne Mister Brown.

Dal 2007, la serie è stata parzialmente edita in inglese dalla Harper & Collins che finora ne ha tradotti 21 volumi (sono rimasti esclusi Les Oiseaux du lac Stymphale, Le couteau sur la nuque e Rendez-vous avec la mort).

Dal 2009, le italiane Edizioni BD ne hanno pubblicato una piccola parte; per la precisione sette storie suddivise in tre volumi, e in bianco e nero anziché a colori (I grandi casi dell’ispettore Poirot, che contiene: Assassinio sull’Orient-Express, Morte sul Nilo e L’assassinio di Roger Ackroyd; Le curiose indagini di Poirot, che contiene: Il mistero del Treno Azzurro, Aiuto, Poirot! e Assassinio in Mesopotamia; e il volume singolo Dieci piccoli indiani).

Si segnala, che anche la Paquet Éditions divenuta, nel 2014, proprietaria della Emmanuel Proust Éditions, ha pubblicato tre graphic novel tratte dai romanzi di Agatha Christie, con sceneggiature e disegni di autori e illustratori diversi da quelli visti in precedenza. La graphic novel Le Crime de l’Orient-Express è uscita in Italia per Mondadori sulla scia del successo dell’omonimo film di Kenneth Branagh.

Elenco completo degli albi francesi, pubblicati dalla Emmanuel Proust Éditions, in ordine di uscita:

  1. Le secret de Chimneys (dal romanzo Il segreto di Chimneys (1925)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Laurence Suhner.
  2. Mort sur le Nil (dal romanzo Poirot sul Nilo (1937)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Solidor.
  3. Dix petits nègres (dal romanzo Dieci piccoli indiani (1939)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Frank Leclercq.
  4. Le Crime de l’Orient-Express (dal romanzo Assassinio sull’Orient-Express (1934)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Solidor.
  5. Mister Brown (dal romanzo Avversario segreto (1922)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Frank Leclercq.
  6. La nuit qui ne finit pas (dal romanzo Nella mia fine è il mio principio (1967)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Frank Leclercq.
  7. Le Crime du golf (dal romanzo Aiuto, Poirot! (1923)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Marc Piskic.
  8. Le Meurtre de Roger Ackroyd (dal romanzo L’assassinio di Roger Ackroyd (1926)). Sceneggiatura e disegni di Bruno Lachard.
  9. L’affaire Protheroe (dal romanzo La morte nel villaggio (1930)). Sceneggiatura e disegni di Norma.
  10. L’homme au complet marron (dal romanzo L’uomo vestito di marrone (1924)). Sceneggiatura di Hughot. Disegni di Mohamed El Baïri.
  11. Le Train Bleu (dal romanzo Il mistero del treno azzurro (1928)). Sceneggiatura e disegni di Marc Piskic.
  12. Meurtre en Mésopotamie (dal romanzo Non c’è più scampo (1936)). Sceneggiatura di François Rivière. Disegni di Chandre.
  13. Les quatres (dal romanzo Poirot e i quattro (1927)). Sceneggiatura e disegni di Alain Paillou.
  14. Témoin indésirable (dal romanzo Le due verità (1958)). Sceneggiatura e disegni di Chandre.
  15. Le Crime d’Halloween (dal romanzo La strage degli innocenti (1969)). Sceneggiatura e disegni di Chandre.
  16. Cartes sur tables (dal romanzo Carte in tavola (1936)). Sceneggiatura e disegni di Frank Lequercq.
  17. Témoin muet (dal romanzo Due mesi dopo (1937)). Sceneggiatura e disegni di Marek.
  18. Cinq petits cochons (dal romanzo Il ritratto di Elsa Greer (1942)). Sceneggiatura di Miceal O’Griafa. Disegni di David Charrier.
  19. La maison du péril (dal romanzo Il pericolo senza nome (1932)). Sceneggiatura di Didier Quella-Guyot. Disegni di Thierry Jollet.
  20. Les oiseaux du lac Stymphale (dal racconto Gli uccelli stinfali, contenuto nella raccolta Le fatiche di Hercule (1947)). Sceneggiatura e disegni di Marek.
  21. Poirot joue le jeu (dal romanzo La sagra del delitto (1956)). Sceneggiatura e disegni di Marek.
  22. Le couteau sur la nuque (dal romanzo Se morisse mio marito (1933)). Sceneggiatura e disegni di Marek.
  23. Les vacances d’Hercule Poirot (dal romanzo Corpi al sole (1941)). Sceneggiatura di Didier Quella-Guyot. Disegni di Thierry Jollet.
  24. Rendez-vous avec la mort (dal romanzo La domatrice (1938)). Sceneggiatura di Didier Quella-Guyot. Disegni di Marek.

Galleria di copertine dell’edizione francese in cinque volumi:

Galleria di copertine dell’edizione francese in ventiquattro volumi:

Galleria dell’edizione italiana:

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Un messaggio dagli spiriti (The Sittaford Mystery)

Sintesi: A Sittaford House, durante una seduta spiritica organizzata per gioco, uno “spirito” informa i partecipanti che il Capitano Trevelyan, proprietario della dimora, è appena stato assassinato. Il Maggiore Burnaby, amico del Capitano, temendo per l’incolumità dell’uomo, decide di recarsi nella sua attuale residenza, poco distante da lì, per verificare che sia ancora vivo. Al suo arrivo, scopre che l’uomo è stato assassinato proprio come diceva lo “spirito”. Poiché nel testamento l’uomo lasciava tutto in eredità alla sorella e ai nipoti, e solo uno dei nipoti, James Pearson, si trovava sul posto al momento del crimine, la polizia arresta immediatamente quest’ultimo. La sua fidanzata, Emily Trefusis, decisa a dimostrarne l’innocenza, si mette a indagare.

Un messaggio dagli spiritiCuriosità:
1) È il primo romanzo di Agatha Christie a occuparsi di eventi apparentemente sovrannaturali. A esso farà seguito la serie di racconti del 1933 Il segugio della morte in cui, a parte in Testimone d’accusa, l’autrice si divertirà ad approfondire ulteriormente la tematica con storie incentrate su chiaroveggenza, premonizione, possessione, precognizione, fantasmi, psicofonia, pseudoinfestazione e viaggi in astrale. La stregoneria farà, invece, capolino nei romanzi È troppo facile, del 1939, e Un cavallo per la strega, del 1961.
2) L’opera presenta una struttura che, per ambientazione e personaggi, sembra in parte ricordare Il mastino dei Baskerville (1902) di Sir Arthur Conan Doyle.
3) Il romanzo è narrato in terza persona. I primi dieci capitoli sono incentrati soprattutto sulle indagini dell’ispettore Narracott, mentre dal capitolo undici in poi è quasi sempre Emily Trefusis a indagare coadiuvata da Charles Enderby. Emily e Charles sono anche gli unici personaggi di cui, a volte, è possibile udire i pensieri.
4) Quando nel dicembre 1926 la scrittrice scomparve, fu proprio Sir Arthur Conan Doyle a portare uno dei suoi guanti da una medium nella speranza che potesse fornire informazioni in merito. Poiché Un messaggio dagli spiriti è del 1931, è probabile che l’episodio ne abbia in qualche modo influenzato la stesura.

Per approfondire il rapporto di Agatha Christie con il paranormale può essere interessante leggere il volume Testimoni del mistero, di Pier Carpi, pubblicato da Rusconi nel 1979.

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento a Sir Oliver Lodge (1851-1940), esperto conoscitore delle onde elettromagnetiche e parapsicologo, e a Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), noto anche per la sua passione per lo spiritismo:
“Anche la faccenda della seduta spiritica è strana”, aggiunse poi. “Stavo pensando di scrivere qualcosa a questo proposito per il giornale. Per esempio potrei sentire cosa ne pensano Sir Oliver Lodge e Sir Arthur Conan Doyle o magari qualche attrice o qualche altra persona”.
(pag. 83, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

2) Riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carroll (1832-1898) e nello specifico ai personaggi dei gemelli Tweedledum e Tweedledee che in realtà compaiono in Alice attraverso lo specchio (1871):
Completati i preparativi del proprio abbigliamento, che lo faceva assomigliare stranamente a uno dei due tondi e paffuti gemelli di Alice nel paese delle meraviglie, uscì di nascosto dalla villetta.
(pag. 168, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

Un messaggio dagli spiriti3) Riferimento al dramma musicale Tristano e Isotta (1865) di Richard Wagner (1813-1883):
Robert Gardner era sdraiato su un divano vicino alla finestra in una grande stanza del primo piano. Era un uomo alto e robusto, con gli occhi azzurri e i capelli biondi.
A Emily sembrò che somigliasse a Tristano, come si presenta nel terzo atto del Tristano e Isotta ma… certo che nessun tenore wagneriano aveva mai avuto un aspetto così bello!
(pag. 193, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

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Non c’è più scampo (Murder in Mesopotamia)

Sintesi: In Iraq, l’infermiera Amy Leatheran (io narrante del libro) viene assunta dall’archeologo Eric Leidner per occuparsi della moglie Louise. Poco tempo dopo, la moglie di Leidner viene trovata morta in seguito a un colpo alla testa. Il Capitano Maitland, coadiuvato dal Dottor Reilly, cerca di capire come può essere stato perpetrato l’omicidio e arriva alla conclusione che il responsabile dev’essere qualcuno all’interno della casa perché la finestra era chiusa; tuttavia, poiché Hercule Poirot, amico di Reilly, si trova in Iraq, quest’ultimo decide di chiedere il suo intervento. Si viene così a sapere che la signora Leidner aveva contratto un primo matrimonio con un uomo che era stato una spia tedesca e che tutti davano per morto dopo un incidente ferroviario. La certezza della sua morte, però, non è mai stata appurata. Partendo da questo, Poirot arriverà alla soluzione.

Curiosità:
1) Alla fine del romanzo, Poirot lascia la Mesopotamia giusto in tempo per trovarsi implicato in Assassinio sull’Orient Express. Anche se Non c’è più scampo è successivo, infatti, gli eventi in esso narrati sono precedenti a quell’avventura.
2) Poiché Agatha Christie era una grande appassionata di delitti in stanze chiuse, questo romanzo replica in parte la struttura del Mistero della camera gialla (1907) di Gaston Leroux. Lo stesso testo è stato fonte di ispirazione anche per il romanzo Aiuto, Poirot! (1923) (vedesi, a questo proposito, Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, pag. 330).
3) Il titolo italiano si riferisce a una frase contenuta nelle lettere minatorie ricevute dalla Signora Leidner prima di essere assassinata.

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes creato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). In questo caso, Agatha Christie coglie l’occasione per un paragone, ben poco lusinghiero, tra lui e Hercule Poirot:
Non so come me lo fossi immaginato… qualcosa sul tipo di Sherlock Holmes, credo; alto, snello, con la faccia acuta e intelligente. Invece! Quando me lo sono trovato davanti per poco non scoppiavo a ridergli in faccia. Sembrava una macchietta. Alto poco più di un metro e mezzo, grassoccio, anziano, con un enorme paio di baffi e una testa d’uovo! Un parrucchiere da farsa, ecco!
(pag. 76, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

2) Riferimento a una serie di opere letterarie reali (Agatha Christie ama molto citare titoli di libri all’interno dei suoi romanzi o racconti e, spesso, inventarseli di sana pianta. Cosa che in questo caso non avviene). Who Were the Greeks? (1930) è un testo dell’archeologo britannico Sir John Linton Myres; Life of Lady Hester Stanhope si riferisce all’opera The life and letters of Lady Hester Stanhope pubblicata nel 1914 e composta da Catherine Lucy Wilhelmina Powlett Cleveland; Back to Methuselah è un testo scritto dal drammaturgo George Bernard Shaw tra il 1918 e il 1920 e composto da una prefazione e cinque pièces; Linda Condon è un romanzo dell’americano Joseph Hergesheimer risalente al 1919; Crewe Train è un romanzo del 1926 di Rose Macaulay. Da notare che tutte queste opere hanno a che fare con l’archeologia o con eroine atipiche, esattamente come il personaggio di Louise Leidner protagonista del romanzo della Christie:
Rimise a posto il ritratto e osservò il servizio da toeletta, semplice ma bello, in tartaruga. Poi guardò una fila di volumi fra due reggilibri, e ne lesse forte i titoli: Chi erano i greci?, Introduzione al relativismo, Vita di Lady Hester Stanhope, Torniamo a Matusalemme, Linda Condon, Il convoglio.
(pag. 107, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)3) Riferimento al personaggio di Jago dell’Otello di William Shakespeare:
“Per questo la odio: perché lei si divertiva ad aizzare la gente, a suscitare passioni e liti ma senza mai esservi coinvolta. Una specie di Jago femmina, una maligna spettatrice. Capite quel che voglio dire?”.
(pag. 117, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

4) Riferimento alla ballata di John Keats La Belle Dame sans Merci (1819):
“Naturalmente le seccava che una donna, anziana secondo il suo punto di vista e che già aveva pescato due mariti, venisse a cacciare nella sua riserva. Sheila è una ragazza attraente e piena di salute, ma la signora Leidner era qualcosa fuori dell’ordinario, aveva un fascino un po’ misterioso… una specie di Belle dame sans merci!
(pag. 121, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

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Tragedia in tre atti (Three Act Tragedy)

Sintesi: Il celebre attore Charles Cartwright organizza un party, nella sua casa in Cornovaglia, durante il quale il reverendo Babbington muore collassando a terra. Il caso, tuttavia, viene archiviato come morte naturale. Qualche tempo dopo, il Dottor Bartholomew Strange, che aveva partecipato anche al party precedente, organizza a sua volta una festa per poi collassare a terra come il reverendo Babbington. Il caso precedente viene riaperto e si scopre che la causa di entrambi i decessi è avvelenamento da nicotina. Hercule Poirot, coadiuvato dall’amico Charles Cartwright, scoprirà il vero responsabile di quegli omicidi e anche di un terzo che avverrà poco dopo.

Curiosità:
1) Il personaggio di Charles Cartwright si ispira all’attore Gerald du Maurier (1873-1934) – padre di Daphne du Maurier, autrice di Rebecca, la prima moglie, la cui fama sarà poi legata alla trasposizione cinematografica che ne fece Alfred Hitchcock – noto soprattutto per aver ricoperto, a teatro, il doppio ruolo di George Darling e Capitan Uncino in Peter Pan di J.M. Barrie nel 1904.
2) In origine, il romanzo Three Act Tragedy presentava una struttura che riproduceva quella di un programma di sala teatrale ed era organizzato nel modo seguente: First Act: Suspicion, Second Act: Certainty, Third Act: Discovery. L’elenco dei personaggi era così presentato: Directed by: Sir Charles Cartwright, Assistant Directors: Mr. Satterthwaite, Miss Hermione Lytton Gore, Clothes by: Ambrosine Ltd, Illumination by: Hercule Poirot (vedesi, a questo riguardo, il volume The Gentle Art of Murder: The Detective Fiction of Agatha Christie, di Earl F. Bargainnier, Bowling Green University Popular Press, Ohio 1980, p. 170).
3) Il personaggio di Mr. Satterthwaite è il protagonista della serie di racconti, sempre di Agatha Christie, Il misterioso Signor Quin (1930), in cui si trova a interagire con un personaggio insolito che richiama la figura di Arlecchino della Commedia dell’Arte. Mr. Satterthwaite compare anche nel racconto Lo specchio del morto contenuto nella raccolta Quattro casi per Hercule Poirot (1937).

Tragedia in tre atti (Three Act Tragedy)Riferimenti intertestuali:

1) Nel capitolo cinque dell’atto terzo, intitolato Divisione del lavoro, Mr. Satterthwaite chiede a Poirot se gli è mai capitato di “prendere un granchio secco”. Hercule Poirot risponde in modo vago facendo un implicito riferimento al caso della Scatola di cioccolatini, presente nella raccolta I primi casi di Hercule Poirot, in cui racconta a Hastings proprio un episodio del genere:
“Qualche volta mi è accaduto di non cogliere subito nel segno”, ammise Poirot, “mi sono lasciato ingannare dalle apparenze, e questo ha ritardato la soluzione”.
“E ciò che si chiama un granchio secco, non l’avete mai preso?”.
“Una volta… molti e molti anni fa. Ero ancora in Belgio, allora. Ma non è il caso di parlarne”.
(pag. 87, traduzione di Tito N. Sarego per Mondadori, 1937)

2) Nel capitolo uno dell’atto secondo, Hercule Poirot narra a Mr. Satterthwaite la vicenda di cui si è reso protagonista in Poirot a Styles Court:
“Quando sopraggiunse la guerra fui costretto a fuggire all’estero. Stanco, ferito, demoralizzato mi rifugiai in Inghilterra, dove una vecchia signora mi offrì ospitalità. Poi lei morì… fu uccisa. Allora chiamai a raccolta le mie energie, feci funzionare di nuovo le cellule della mia materia grigia e riuscii a scoprire l’assassino. Compresi che non ero ancora un uomo finito e che le mie facoltà investigative erano più sviluppate di prima”.
(pag. 30, traduzione di Tito N. Sarego per Mondadori, 1937)

Tragedia in tre atti (Three Act Tragedy)3) Riferimento al poema Lancelot and Elaine, di Lord Alfred Tennyson (1809-1892), in cui si narra la storia di Elaine morta di dolore per il suo amore non corrisposto nei confronti di Lancillotto:
Satter ripensò a Eliana di Tennyson, morta per amore, e si disse ancora una volta che le ragazze moderne seguivano ben altri sistemi, meno poetici forse, ma indubbiamente assai più pratici e sicuri.
(pag. 23, traduzione di Tito N. Sarego per Mondadori, 1937)

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Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)

Sintesi: Nel collegio di Meadowbank, frequentato da ragazze appartenenti all’alta borghesia inglese e non solo, l’anno scolastico procede nel migliore dei modi finché non viene rinvenuto il cadavere di un’insegnante di sport. A questo omicidio ne segue ben presto un altro, riguardante una seconda insegnante, mentre una delle ragazze viene misteriosamente rapita. Julia Upjohn, allieva della scuola, decide di recarsi da Poirot per spiegargli l’accaduto e per mostrargli anche le pietre preziose che ha rinvenuto in una racchetta. L’investigatore, incuriosito dal caso e piacevolmente sorpreso dall’intraprendenza della ragazzina, aiuterà l’ispettore Kelsey a individuare il responsabile.

Curiosità:
1) Il titolo originale si riferisce alla locuzione idiomatica inglese to throw/to set/to put a cat among the pigeons, ovvero scatenare un putiferio come quello che si crea quando si mette un gatto in una colombaia.
2) L’immaginario collegio di Meadowbank richiama il collegio Caledonia a Bexhill-on-Sea, a suo tempo frequentato dalla figlia di Agatha Christie, Rosalind.
3) Il libro presenta la classica struttura con narratore onnisciente in terza persona eccezion fatta per il capitolo 5 che assume la forma del romanzo epistolare.
4) Nel capitolo 13 del romanzo originale, durante uno scambio di battute tra le protagoniste, viene citata l’attrice inglese Joyce Grenfell nota per aver interpretato la serie di film ambientata nella scuola di St Trinian (The Belles of St Trinian’s (1954), Blue Murder at St Trinian’s (1957), The Pure Hell of St Trinian’s (1960)) a cui Agatha Christie si sarebbe in parte ispirata. Nella traduzione italiana, le battute, che riporto qui di seguito, vengono completamente omesse.

‘Look at Vansittart doing her stuff.’
‘Terribly gracious, isn’t she?’ said Jennifer.
‘I don’t know why,’ said Julia, ‘but somehow it makes me want to laugh. It’s a sort of copy of Miss Bulstrode, isn’t it? Quite a good copy, but it’s rather like Joyce Grenfell or someone doing an imitation.’
‘There’s Pam’s mother,’ said Jennifer. ‘She’s brought the little boys. How they can all get into that tiny Morris Minor I don’t know.’
‘They’re going to have a picnic,’ said Julia. ‘Look at all the baskets.’

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)Riferimenti intertestuali:
1)
Riferimento ai personaggi di Giulietta e di Desdemona di Romeo e Giulietta e Otello di Shakespeare:
“Può una buona qualità essere portata all’eccesso?”. Io non sapevo cosa dire. Il tema della prossima settimana sarà: “Fate un paragone tra il carattere di Giulietta e quello di Desdemona”. Anche questo mi sembra sciocco.
(pag. 58, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

2) Riferimento al Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij:
L’ho chiesto alla signorina Chadwick (non avrei mai osato chiederlo alla signorina Bulstrode!) e lei mi ha risposto con molta durezza. Mi ha detto che non era affatto vero e che non dovevo dare retta ai pettegolezzi.
Siamo state al balletto, martedì, Il lago dei cigni. Un sogno indescrivibile!
(pag. 59, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

3) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Fermate il boia (1952) attraverso il personaggio di Maureen Summerhayes che qui risulta essere una cara amica della madre della giovane che chiede aiuto a Poirot:
“Piacere, Signor Poirot, sono Julia Upjohn. Credo che conosciate una grande amica della mia mamma: la Signora Summerhayes. Siamo state da lei l’estate scorsa e ci ha parlato molto di voi”.
“La Signora Summerhayes…”. La mente di Poirot riandò a una casetta arrampicata sulla sommità di una collina, a un simpatico viso lentigginoso, a un divano con le molle rotte, a una quantità di cani e a molte altre cose piacevoli e spiacevoli.
(pag. 154, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)4) Riferimento alla Bibbia (Proverbi 31:10): Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore (la traduzione italiana parla, appunto, di perle e non di rubini):
“Ma, vedete, lui e io… lui era musulmano, eppure ogni tanto mi chiedeva di leggergli qualche brano della Bibbia. E leggemmo quel punto in cui si parla di una donna che valeva di più di qualsiasi rubino. E perciò… non terrò nessun gioiello. Preferisco di no”.
(pag. 216, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

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Assassinio sull’Orient-Express di Kenneth Branagh: a chi è piaciuto e a chi no (in Italia e nel mondo)

Assassinio sull'Orient-Express (2017)I baffi di Kenneth Branagh assomigliano a una scopa e sono giganteschi, mentre il suo accento è una via di mezzo tra quello di David Suchet e quello di Peter Ustinov, ma non ricorda per niente quello di Albert Finney; nessun attore che si cimenti nel ruolo di Poirot riesce ad assumere un vero accento belga – fa parte del divertimento! – (provate a leggere un qualsiasi romanzo di Agatha Christie e contate quanti punti esclamativi trovate su una singola pagina). Nel suo ruolo di regista, Branagh adotta appieno l’abitudine, quasi farsesca, dell’autrice inglese di collocare nelle sue opere personaggi archetipici sull’orlo di una crisi di nervi. […] In più di un’occasione, il Poirot di Branagh emette una sonora risata mentre sfoglia un romanzo della Christie, come a sottolineare che il regista si è ben guardato dal realizzare un reboot crudamente realistico, e ringraziamo Dio per questo. Le ultime cose che vorrei dall’adattamento di un romanzo di Agatha Christie creato a scopo di evasione sono il sangue e i conflitti.
(April Wolfe, New York, The Village Voice, 09 novembre 2017, traduzione mia)

Gli adattamenti dei romanzi di Agatha Christie sono tornati di moda. Le recenti versioni televisive di Dieci piccoli indiani e Testimone d’accusa erano emozionanti e vivaci, con le storie ben inquadrate nelle loro epoche, moderni movimenti di camera, un’ottima qualità estetica e attori che pronunciavano dialoghi ampollosi come Dio comanda. Sfortunatamente il regista Kenneth Branagh, con il suo Assassinio sull’Orient-Express, è andato nella direzione opposta producendo una pellicola soporifera eccessivamente pomposa, eccessivamente scenografica e recitata molto sopra le righe che in qualche modo riesce persino a risultare più antiquata della versione del 1974.
(C.J. Johnson, Sydney, Radio ABC, 16 novembre 2017, traduzione mia)

Tutti i membri del cast danno prova di un enorme talento, ma nessuno brilla abbastanza. L’interazione si riduce quasi a una serie di conversazioni con Poirot, anche se in realtà una pellicola in cui l’azione si svolge nello stesso luogo comporta molti limiti. Il problema fondamentale, legato al fatto che il protagonista principale è il detective, è che tutto si riduce alla sua intelligenza e alle sue straordinarie doti. Ne consegue che i brevi istanti in cui sono presenti gli altri membri del cast dipendono da ciò che lui dice o fa.
(Carlos Díaz Reyes, Messico, Vanguardia, 16 novembre 2017, traduzione mia)

Kenneth Branagh

E la prossima volta cosa ci aspetta? Il ritorno di Charlie Chan? Assassinio sull’Orient-Express manca di orrore, perfidia e durezza. Branagh si perde in chiacchiere.
Non posso fare un paragone tra questa pellicola e quella del 1974 tratta dal celebre romanzo di Agatha Christie.
Abbiamo davvero bisogno di un franchise costituito da Kenneth Branagh nel ruolo di Poirot? Pensavo che dopo aver diretto e interpretato come non protagonista Jack Ryan – L’iniziazione (2014) non ci sarebbe stato un altro trampolino di lancio per Branagh nel doppio ruolo regista/attore. E invece, l’ultima immagine di Assassinio sull’Orient-Express ci mostra Poirot in partenza per l’Egitto perché c’è stato un… Assassinio sul Nilo.
(Victoria Alexander, Las Vegas, Las Vegas Informer, 19 novembre 2017, traduzione mia)

Il remake di Assassinio sull’Orient-Express, per la regia di Kenneth Branagh, è vittima dell’illusione secondo la quale la qualità cinematografica è aritmetica: Judi Dench e Penélope Cruz sono di nuovo insieme, come lo sono Branagh, Michelle Pfeiffer, Johnny Depp, Daisy Ridley, Josh Gad, Derek Jacobi e Dio solo sa quanti altri che mi stanno saltando in mente. Se un film fosse davvero pura e semplice matematica, questo sarebbe un capolavoro. Ma un film non è fatto di matematica, e quindi questo non lo è.
La nuova versione di Kenneth Branagh di uno dei classici di Agatha Christie è visivamente sontuosa eppure inerte ed è formata da una serie di quelli che si potrebbero definire cammei da parte di attori fin troppo talentuosi per sprecare il loro tempo così. Dovrebbero proporre una legge che impedisca di ingaggiare Judi Dench per un film in cui poi non le viene dato praticamente nulla da fare.
(Christopher Orr, Washington D.C., The Atlantic, 19 novembre 2017, traduzione mia)

Johnny Depp

L’attore-regista Kenneth Branagh mantiene il tono leggero e il ritmo veloce e, esattamente come in Cenerentola del 2015, da lui diretta ma non interpretata, presta la massima attenzione nell’evitare ogni forma di astuzia – il cast e il copione si mantengono fedeli all’originale con impassibile schiettezza – .
Rispetto al romanzo, ci sono un paio di minime modifiche che apportano un tocco più moderno: il personaggio del Colonnello Arbuthnot è interpretato dall’attore di colore Leslie Odom Jr. e quindi vengono brevemente affrontati i comportamenti razzisti degli anni Trenta del Novecento.
La sceneggiatura di Michael Green (Blade Runner 2049, Logan – The Wolverine) accentua i tic ossessivi-compulsivi di Hercule Poirot ed è un peccato, perché la televisione è già strapiena di detective e dottori le cui disabilità si convertono in superpoteri.
(John Lui, Singapore, The Straits Times, 29 novembre 2017, traduzione mia)

Quanto a Branagh, si diverte a impaginare l’avventura in un misto di teatralità e gusto hollywoodiano-retrò, ritagliando un Poirot dai vistosi baffi austroungarici che, pur caratteristicamente compulsivo-ossessivo, esplicita una più palpabile umanità. D’altronde questo è un caso che mette in crisi il suo profondo senso etico, in quanto verità e giustizia per una volta non sembrano coincidere. Molto branaghiana, e al contempo in sintonia con la visione della Christie, questa sottolineatura dell’aspetto morale dà una piccola marcia in più a quello che di base non pretende di essere altro che un godibile spettacolo di intrattenimento.
(Alessandra Levantesi Kezich, Italia, La Stampa, 30 novembre 2017)

Assassinio sull'Orient-Express (2017)Quanta bella e ricca gente nelle eleganti carrozze e che folta schiera di prestigiosi divi chiamati a impersonarli. Da Michelle Pfeiffer a Willem Dafoe, da Judi Dench a Penélope Cruz (nel ruolo, forzatamente spagnolo, che era stato della Bergman). Lo stesso Branagh, con clamorosi baffi posticci, succede ad Albert Finney come Hercule Poirot, il celebre, imbattibile investigatore belga, mentre al sussiegoso Johnny Depp toccano le coltellate mortali che nel ’74 si beccava Richard Widmark. […]
Chi ce l’aveva con quel losco figuro? Molti, anzi troppi, pensa e rivela Poirot, arrivando alla soluzione. Un bel thriller, fatto con il rimpianto, aristocratico vecchio stile, molto ben recitato, che piacerà anche a chi ricorda il sorprendente finale.
(Massimo Bertarelli, Italia, Il Giornale, 01 dicembre 2017)

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Mistero a Crooked House di Gilles Paquet-Brenner

Mistero a Crooked HouseScritto da Agatha Christie nel 1949, e appartenente alla schiera di romanzi non aventi come protagonista principale un investigatore noto al grande pubblico come Hercule Poirot o Miss Marple, Crooked House, tradotto in italiano con il poco convincente È un problema, è in realtà, malgrado la sua fama limitata, uno dei migliori romanzi polizieschi dell’autrice inglese.

Il titolo originale riprende una filastrocca, tra le tante molto amate da Agatha Christie, che sembra riferirsi al rapporto tra inglesi e scozzesi e all’accordo firmato dal Generale scozzese Alexander Leslie durante un periodo di forte tensione tra i due popoli. Questo rispecchia perfettamente anche la situazione di convivenza forzata tra i vari membri della famiglia Leonides, protagonisti del libro, la cui dipendenza finanziaria dal patriarca Aristide, vittima dell’omicidio, è causa di soprusi e di forti contrasti.

La trama alquanto complessa del romanzo, che, con risvolti psicologici ben più complicati di Dieci piccoli indiani, chiama in causa numerosi personaggi dalle multiformi sfaccettature, è sempre stato un grosso ostacolo al progetto di trasporlo sul grande schermo, a differenza di quanto avvenuto con le opere più note di Agatha Christie. Il regista francese Gilles Paquet-Brenner, coadiuvato da Julian Fellowes, reso giustamente celebre dalle sceneggiature di Gosford Park e Downton Abbey, e Tim Rose Price, conosciuto per Il bacio del serpente e Rapa Nui, ha raccolto la sfida attribuendo ai vari membri della famiglia Leonides, e al giovane investigatore Charles Hayward, il volto di una serie di attori di prim’ordine e rendendo la casa in cui è ambientata la storia un elemento tutt’altro che scenografico. Mistero a Crooked House, questo il titolo del film attualmente nelle sale, non delude le aspettative di chi apprezza lo stile letterario di Agatha Christie e si rivela una piacevole sorpresa per coloro che, dell’autrice, non hanno mai conosciuto altro che Poirot e Miss Marple.

Un cast di celebrità non è certo una novità per una pellicola tratta da Agatha Christie, ma solo in rari casi – vedesi ad esempio Testimone d’accusa (1957) di Billy Wilder – una scelta di questo tipo si è rivelata efficace. Il pregio di Mistero a Crooked House è proprio questo: l’abilità degli attori nel mettere in scena un “dramma” corale senza che nessuno cerchi di entrare in competizione con gli altri per superarlo in bravura. Glenn Close, nel ruolo di Lady Edith de Haviland, cognata del defunto, dà un’interpretazione magistrale di una donna scaltra, sfuggente ma consapevole di un declino familiare inarrestabile che ha finito per colpire anche i membri all’apparenza più innocenti e incapaci di concepire la malvagità; è sua, infatti, la battuta: “Questa casa è una serra di repressa passione. È ciò che capita quando la persona che ami di più al mondo, per cui daresti perfino la vita, è anche di fatto la persona che detesti di più”, che ben sintetizza il messaggio che la stessa Agatha Christie voleva trasmettere con il romanzo. Max Irons gestisce bene il ruolo del giovane catapultato in una realtà di cui cerca di mantenere una visione distaccata al fine di non farsi coinvolgere e scoprire chi è il colpevole. Gillian Anderson, che impersona l’attrice Magda West, moglie del figlio del patriarca e madre di Josephine, Sophia e Eustace, assume quei classici atteggiamenti da donna troppo immedesimata nei suoi personaggi per preoccuparsi dell’omicidio avvenuto tra le pareti di casa sua e finisce per suscitare anche una certa simpatia. Terence Stamp, nei panni dell’Ispettore Taverner, non passa affatto inosservato.

Mistero a Crooked House (Glenn Close)

Rispetto al testo originale, in cui la casa sbilenca abitata dai personaggi è metafora dell’influsso e del potere di Aristide sui restanti consanguinei ma in cui dominano soprattutto i dialoghi e la mentalità di una variegata umanità assoggettata a un solo uomo a causa della situazione storica, la pellicola converte la dimora in una sorta di gabbia dorata in cui si consumano tradimenti, gelosie e ripicche. Come anticipato, questo fa sì che l’ambientazione contribuisca in maniera decisiva alla riuscita della trasposizione e permetta allo spettatore di meglio comprendere lo stato di “prigionia psicologica” in cui si muovono i numerosi protagonisti.

Una pellicola che vale la pena vedere.

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Delitto in cielo (Death in the Clouds)

Sintesi: A bordo dell’aereo di linea Prometheus, sul quale viaggia anche Hercule Poirot, madame Giselle, nota usuraia, viene ritrovata morta con un segno di puntura sul collo. Data la presenza di una vespa, tutti, in un primo momento, pensano che la signora sia morta per choc anafilattico. Tuttavia, il ritrovamento, da parte di Poirot, di quello che sembra essere un dardo avvelenato, apre nuove prospettive sul caso, anche se non è detto che vadano nella direzione giusta.

Delitto in cielo (Death in the Clouds)Curiosità:
1) Nel capitolo tredici, viene descritto un episodio che Agatha Christie, nel suo ruolo di moglie, si trovò a vivere in prima persona: “Ecco, immaginate un po’. In un alberghetto della Siria c’era un inglese, e sua moglie si è ammalata. Lui doveva essere in una determinata località dell’Iraq per una data prestabilita. Eh bien, ci credereste? Ha piantato lì la moglie ed è partito in modo da poter “prendere servizio” come doveva, senza ritardi. Non solo, ma sia lui che la moglie hanno considerato tutto ciò assolutamente naturale; lo giudicavano un uomo generoso, pieno di nobili sentimenti. Invece il medico, che non era inglese, lo ha giudicato un barbaro. Una moglie, un essere umano… ecco la cosa che dovrebbe venire prima di tutto il resto”.

2) Nell’episodio sette della quarta stagione della serie televisiva Doctor Who, Un caso per Agatha Christie (in originale The Unicorn and the Wasp), compare una copia del libro e la vespa in esso citata ha un ruolo fondamentale. L’episodio contiene anche molti altri riferimenti ai romanzi o ai racconti dell’autrice (qui di seguito riportati in lingua originale con accanto il titolo italiano a cui si fa riferimento):
– “Hold on, the body in the library?” (C’è un cadavere in biblioteca);
– “Next thing you know, you’ll be telling me it’s like Murder On The Orient Express, and they all did it” (Assassinio sull’Orient-Express);
– “No alibis for any of them. The secret adversary remains hidden” (Avversario segreto);
– “What’s the first letter? N or M?” (Quinta colonna);
– “A murder? That’s put cat among the pigeons and no mistake” (Macabro quiz);
– “A dead man’s folly, nothing more” (La sagra del delitto);
– “It’s a trick. They do it with mirrors” (Giochi di prestigio);
– “She never found me. She had an appointment with death instead” (La domatrice);
– “Heavens’ sake, cards on the table, woman” (Carte in tavola);
– “It’s cyanide, sparkling cyanide” (Giorno dei morti);
– “I’ve called you here on this endless night, because we have a murderer in our midst” (Nella mia fine è il mio principio e Murder in our midst (titolo inglese di una raccolta che comprende i primi tre romanzi con protagonista Miss Marple);
– “This is a crooked house, a house of secrets” (È un problema);
– “The river Jumna rose up and broke its banks. He was taken at the flood” (Alla deriva);
– “The moving finger points at you, Lady Eddison” (Il terrore viene per posta);
– “Death comes as the end, and justice is served” (C’era una volta);
– “It’s unbelievable, but why they didn’t ask Heavens?” (Perché non l’hanno chiesto a Evans?);
– “Murder at the vicar’s rage. Needs a bit of work” (La morte nel villaggio).

Un caso per Agatha Christie (Doctor Who)

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Tragedia in tre atti (1935):
“Supponiamo che”, disse Fournier, “mentre viaggiate in treno vi capiti di passare davanti a una casa in fiamme. Gli occhi di tutti i presenti si rivolgeranno subito al finestrino. L’attenzione di tutti verrà attirata da un determinato elemento. In un momento del genere, chiunque potrebbe estrarre un pugnale e uccidere un uomo, e nessuno lo noterebbe mentre compie quel gesto”.
“È vero”, disse Poirot. “Ricordo un caso nel quale mi sono trovato coinvolto… un caso di avvelenamento, in cui è stato proprio sollevato questo punto. C’era, allora, quello che voi chiamate “momento psicologico”…”.
(pag. 84, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1935)

2) Riferimento alle attrici Greta Garbo (1905-1990) e Katharine Hepburn (1907-2003):
Adoravano i cani e non sopportavano i gatti. Sia l’uno sia l’altra detestavano le ostriche e avevano un debole per il salmone affumicato. Greta Garbo piaceva a entrambi, mentre Katharine Hepburn era odiosa a tutti e due.
(pag. 153, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1935)

Delitto in cielo (Death in the Clouds)3) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Assassinio sull’Orient Express (1935):
“Ho interrogato anche i passeggeri. Non è possibile che raccontino frottole dal primo all’ultimo!”.
“C’è stato un caso di cui mi sono occupato nel quale è successo proprio questo!”.
(pag. 217, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1935)

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Sintesi dei racconti di Agatha Christie (II)

 

Tommy e Tuppence: in due s’indaga meglio (1929):

 

Non è propriamente una raccolta di racconti gialli, ma una raccolta di racconti che parodiano il genere giallo. Nel corso degli ultimi anni, il libro è stato ripubblicato poche volte – forse anche perché Tommy e Tuppence non godono della stessa fama di Hercule Poirot e Miss Marple – eppure meriterebbe una riscoperta. Non solo è divertente ma contiene molti riferimenti ai personaggi e agli autori della letteratura gialla in un vero e proprio gioco di rimandi.

Contiene:
Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglio
Una fata in salotto (A Fairy in the Flat)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Signor Carter, Albert. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Dopo sei anni di matrimonio, Tommy e Tuppence, i detective improvvisati protagonisti del romanzo Avversario segreto, iniziano a manifestare una certa noia nei confronti della loro routine quotidiana. Tuppence, in particolare, vorrebbe avere l’occasione di lanciarsi in nuove avventure. Neanche a farlo apposta, poco dopo questa sua affermazione si presenta da loro il Signor Carter che gli chiede di assumere la direzione dell’Agenzia Investigativa Internazionale, in precedenza diretta da Theodore Blunt, ora “ospite” delle patrie galere. Il Signor Carter raccomanda a Tommy e Tuppence di prestare attenzione ad alcune lettere azzurre con francobollo russo e a tutti coloro che dovessero fare riferimento al numero sedici, cifra nascosta sotto i francobolli delle buste e visibile quando li si inumidisce. Curiosità: Il titolo si riferisce a una macchiolina bianca presente su una foto scattata da Tommy che ricorda la forma di una fata. Frase memorabile: “Pensa che bellezza… Sentiamo battere furiosamente alla porta, andiamo ad aprire e un morto entra barcollando”. “Tuppence, i morti non barcollano. Stanno fermi”. Riferimenti: Il racconto riprende lo stile dei racconti di Herbert G. Jenkins aventi per protagonista Malcolm Sage e contenuti nella raccolta Malcolm Sage, detective (1921).

La teiera (A Pot of Tea)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Lawrence St. Vincent. Tipo di crimine: Sparizione di una giovane. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence prendono possesso dell’Agenzia Investigativa. Lui inizia a spacciarsi per Theodore Blunt, mentre Tuppence dichiara di essere la Signorina Robinson, sua segretaria. I primi casi che gli vengono affidati riguardano solo donne gelose che temono che il marito le tradisca, poi, un giorno, si presenta tale Lawrence St. Vincent che chiede loro di ritrovare una giovane scomparsa. Curiosità: Come il racconto precedente, lo scopo di questa storia è introdurre il “gioco” a cui in seguito si presteranno Tommy e Tuppence, e cioè indossare di volta in volta i panni di qualche celebre detective letterario. Frase memorabile: “È strano che ci siano così poche persone che si chiamano davvero Smith. Io non ne conosco neanche una. Eppure, su dieci persone che non vogliono dire chi sono, nove dicono di chiamarsi Smith. Sto scrivendo una monografia su questo argomento”. Riferimenti: Anche questo racconto riprende il Malcolm Sage di Herbert G. Jenkins.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa perla rosa (The Affair of the Pink Pearl):
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Signorina Kingstone Bruce. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence ricevono in agenzia la visita della Signorina Kingstone Bruce. Siccome la sera prima, durante una cena, una delle ospiti della sua famiglia ha perso una perla preziosa, la giovane, su consiglio di Lawrence St. Vincent, ha deciso di rivolgersi a loro. I due detective si recano nella dimora della famiglia Kingstone Bruce nel tentativo di scoprire chi poteva avere interesse a rubare la perla. Frase memorabile: “E ora, mon ami, usa le tue piccole cellule grigie, come direbbe Hercule Poirot, e dimmi che cosa ti suggeriscono quegli oggetti”. Riferimenti: Tommy e Tuppence qui recitano la parte del Dottor John Thorndyke e di Polton, suo assistente; entrambi sono personaggi creati da Richard Austin Freeman.

Un cliente sospetto (The Adventure of the Sinister Stranger)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Charles Bower. Tipo di crimine: Tentato furto di documenti. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il dottor Charles Bower si reca all’Agenzia Investigativa per sottoporre a Tommy e Tuppence un caso insolito: già due volte è stato contattato per casi urgenti per poi scoprire che le telefonate erano false e che, in sua assenza, i documenti dello studio erano stati messi sottosopra. Poiché il dottore è stato contattato una terza volta, ma è riuscito a scoprire l’inganno, chiede ai due detective di approfittare dell’occasione per smascherare il colpevole. Nel frattempo, nella sede dell’Agenzia arriva una delle lettere azzurre a cui il Signor Carter, nel primo racconto, aveva raccomandato di fare attenzione. Frase memorabile: “Ma che brutto carattere, lasciatemi finire di parlare. Vi sto spiegando che non posso scrivere perché ho le mani legate. Non sono uno di quei mostri che sanno scrivere col naso o coi gomiti”. Riferimenti: Tommy e Tuppence diventano Desmond e Francis Okewood, i fratelli detective protagonisti dei romanzi di Valentine Williams.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioIl signore vestito di carta (The Gentleman Dressed in Newspaper):
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Sir Arthur Merivale, Ispettore Marriot. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence, in seguito a un insolito annuncio apparso sul giornale, decidono di recarsi a un ballo mascherato. Qui notano una donna e un uomo vestiti rispettivamente da Regina di Cuori e Signore vestito di carta. Poco dopo, Tuppence scopre che la Regina di Cuori è stata pugnalata; un attimo prima di morire, la donna riesce a dire alla giovane detective: “È stato Bingo…”. Con l’aiuto dell’Ispettore Marriot, Tommy e Tuppence iniziano un’indagine per scoprire il colpevole. Frase memorabile: “Mi avevano insegnato che gli uomini, soprattutto i mariti, sono creature corrotte che pensano solo a bere, a ballare e far tardi la sera e che solo qualche moglie di eccezionale bellezza e intelligenza può vantarsi di aver sfatato questa leggenda. In realtà mi sono resa conto che tutte le mogli che conosco vorrebbero andare a ballare e hanno un marito che va a letto alle nove e mezzo”. Riferimenti: Durante il ballo mascherato, Tommy e Tuppence si travestono da McCarty e Riordan, investigatori nati dalla penna di Isabel Ostrander.

L’introvabile Signora Gordon (The Case of the Missing Lady)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Gabriel Stavansson. Tipo di crimine: Scomparsa di una donna. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Gabriel Stavansson, noto esploratore, chiede a Tommy e Tuppence di aiutarlo a rintracciare la sua fidanzata, Hermione Gordon, di cui ha perso le tracce dopo essere rientrato dall’ennesimo viaggio. La zia di lei, Lady Susan Clonray, gli ha detto che la donna aveva intrapreso una serie di viaggi e gli ha fornito una lista di indirizzi dove trovarla, ma nessuna delle persone residenti in quei posti l’ha mai vista. I due detective si mettono all’opera per rintracciare Lady Gordon. Frase memorabile: “Se vuoi fare lo Sherlock Holmes ti do una dose di cocaina, piuttosto, ma lascia stare quel violino. Non ti rendi conto che non riesci a ingannare nessuno?”. Riferimenti: La storia ricalca in parte la trama del racconto La scomparsa di Lady Frances Carfax di Sir Arthur Conan Doyle.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioA moscacieca (Blindman’s Buff)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Il duca di Blairgowrie. Tipo di crimine: Sequestro di persona. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre Tuppence e Tommy si trovano in un ristorante, in cui quest’ultimo sta sperimentando, con una mascherina sugli occhi, quanto possa essere difficile non possedere la vista, vengono avvicinati da tale Duca di Blairgowrie che asserisce di essere in pensiero per la figlia rapita e di avere bisogno del loro aiuto. In realtà, è una trappola legata alle misteriose lettere azzurre di cui si è già accennato nel primo racconto. Frase memorabile: “Non puoi aspettarti un omicidio o una rapina tutti i giorni, sii ragionevole. Piuttosto penso che quando il lavoro langue dovremmo approfittarne per allenarci un po’ in casa tutte le mattine. Ci farebbe bene alla salute”. “Cento piegamenti sulle ginocchia davanti alla finestra aperta?”. Riferimenti: Tommy interpreta il ruolo di Thornley Colton, investigatore cieco creato da Clinton H. Stagg, mentre Tuppence entra nei panni dell’assistente.

Un uomo nella nebbia (The Man in the Mist)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Marvyn Estcourt (detto Maciste), Gilda Glen Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence si trovano poco lontano da Londra dopo aver fallito una missione. Tommy è vestito da prete. Mentre sono in un bar, in attesa del treno per Londra, incontrano Maciste, vecchio amico di Tommy, che gli dice che per recarsi in stazione devono passare da Morgan Avenue, strada lungo la quale, verso sera, sembra passare un poliziotto fantasma. I due detective imboccano la via e in effetti, odono dei passi, ma nel frattempo, in una casa proprio lì vicino, è stata assassinata una donna. Frase memorabile: “Altro che Padre Brown”, brontolò, “E pensare che avevo anche l’ombrello giusto”. Riferimenti: Tommy veste i panni di Padre Brown, frutto della fantasia di G. K. Chesterton.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioI fringuelli (The Crackler)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Ispettore Marriot, Maggiore Laidlaw. Tipo di crimine: Falsificazione di banconote. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: L’ispettore Marriot chiede a Tommy e Tuppence di smascherare una banda di falsari. Poiché l’ispettore ritiene che i signori Laidlaw fungano da veicolo per lo spaccio di banconote, i due detective entrano nella loro cerchia di amici e iniziano la caccia ai “fringuelli”, i falsari appunto. Frase memorabile: “Mentre segnavo la porta con una croce, e voi eravate tanto occupato a divertirvi alle mie spalle, ho rovesciato a terra una bottiglietta di valeriana. Ha un cattivo odore, ma ai gatti piace, e quando Albert è arrivato con la polizia, una folla di gatti gli ha indicato qual era la porta giusta”. Riferimenti: La storia segue lo stile dei racconti polizieschi di Edgar Wallace.

Il mistero del campo di golf (The Sunningdale Mystery)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Capitano Sessle, Doris Evans. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre Tommy e Tuppence stanno facendo colazione in un bar, decidono di discutere di un omicidio avvenuto di recente: il mistero di Sunningdale. Il capitano Sessle è stato trovato cadavere su un campo da golf, trafitto dallo spillone di un cappello. Analizzando tutti i dettagli del caso e le dichiarazioni dei testimoni, i due si renderanno conto che le apparenze ingannano. Frase memorabile: “Gli uomini sono sempre indietro di anni con la moda, ragionano secondo schemi fissi, non hanno elasticità, per loro spilloni e forcine sono “armi femminili”. Può darsi che sia stato così tanto tempo fa, ma adesso no. Io, per esempio, non ho mai usato né spilloni né forcine”. Riferimenti: Tuppence veste i panni di Polly Burton e Tommy quelli del vecchio nell’angolo, protagonisti della serie di racconti Il vecchio nell’angolo. Dodici misteri della Baronessa Orczy. Esattamente come nella raccolta, i due risolvono il mistero senza muoversi dal tavolino del bar.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa morte è di casa (The House of Lurking Death)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Lois Hargreaves. Tipo di crimine: Tentativo di avvelenamento con arsenico. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Lois Hargreaves si reca all’Agenzia Investigativa per informare Tommy e Tuppence di un evento spiacevole accaduto a casa sua. La giovane ha ricevuto una scatola di cioccolatini ma, dopo averli distribuiti agli ospiti, tutti si sono sentiti male. Dalle analisi è risultato che i cioccolatini contenevano arsenico. Episodi di questo tipo si erano già verificati nella zona in cui la giovane risiede ma, stavolta, teme che sia stato qualcuno all’interno della sua stessa casa a compiere il gesto. Tommy e Tuppence iniziano un’indagine tra i parenti più stretti. Frase memorabile: Il tempo scorre veloce. Inseguirò i miei nemici, li raggiungerò e non mi volterò indietro finché non li avrò distrutti. È scritto: la parola del Signore è scesa su di me. Io sono il flagello di Dio!”. “Matta come una cavalla”, bisbigliò Tommy. Riferimenti: La storia è strutturata come un racconto di Alfred Edward Woodley Mason avente per protagonista l’ispettore Hanaud.

Un alibi perfetto (The Unbreakable Alibi)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Montgomery Jones, Una Drake. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Montgomery Jones si è follemente innamorato di tale Una Drake e ha scommesso con lei di riuscire a smontare l’alibi perfetto che si è creata. Se vincerà, potrà chiederle qualsiasi cosa anche di sposarla. Siccome l’uomo non spicca per intelligenza, pensa bene di chiedere a Tommy e Tuppence di aiutarlo. Secondo l’alibi, la giovane, lo stesso martedì sera, era presente in due posti diversi, a chilometri di distanza, ed è stata vista da numerosi testimoni. Sarà Tuppence a svelare l’enigma. Frase memorabile: “Si fa così: mostriamo quattro o cinque foto ai camerieri dei ristoranti e degli alberghi, e loro scelgono quella giusta”. “Sei sicura che scelgano quella giusta?”. “Nei libri capita sempre così”. Riferimenti: Racconto che segue lo stile di Freeman Wills Crofts, noto per aver creato il detective Joseph French e per le storie incentrate sugli alibi perfetti.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa Casa Rossa (The Red House)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Monica Deane, Dottor O’Neill. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Monica Deane, giovane con madre invalida, ha da poco ereditato una casa. Poiché la dimora ha molte più stanze della loro attuale residenza, lei e la madre vorrebbero trasformarla in una pensioncina per ricavarci qualche guadagno. Nella casa, però, hanno iniziato a verificarsi strani fenomeni che si presumono essere attribuibili a qualche poltergeist. Tale Dottor O’Neill si è offerto di risolvere il problema previo acquisto della dimora e Monica sospetta che in realtà l’uomo sia solo interessato ad appropriarsene. Tommy e Tuppence si recano sul posto e iniziano a indagare. Pian piano si rendono conto che, molto probabilmente, l’ex proprietaria della casa vi aveva nascosto all’interno una fortuna che tutti vogliono. Frase memorabile: “Natale viene una volta all’anno. Lo dicevano le nostre nonne, e qualcosa di vero c’è”. Riferimenti: La trama riprende le storie narrate da Anthony Berkeley Cox, con protagonista il detective Roger Sherringham.

Gli stivali dell’ambasciatore (The Ambassador’s Boots)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Randolph Wilmott. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Randolph Wilmott, ambasciatore americano in Gran Bretagna, è appena rientrato da un viaggio nel suo paese. Durante il ritorno, una delle sue sacche è stata scambiata con quella di Ralph Westerham, senatore. Quest’ultimo, accortosi dell’errore, ha mandato il suo domestico in casa Wilmott in modo da rimettere le cose a posto. Il problema è che il giorno seguente, quando l’ambasciatore ha incontrato per caso il senatore, è venuto fuori che non c’era mai stato alcuno scambio di sacche e che Westerham non aveva mai mandato il suo domestico in casa Wilmott. Di conseguenza, l’ambasciatore decide di contattare Tommy e Tuppence per capire cosa si nasconde dietro questo insolito evento. Frase memorabile: “Per essere come lui dovresti passare la giornata in mezzo a cadaveri con la testa fracassata e le membra spezzate”. Riferimenti: Il detective ed esperto di medicina Reginald Fortune, personaggio nato dalla penna di Henry Christopher Bailey, è la fonte d’ispirazione di questo racconto.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioL’uomo numero sedici (The Man Who Was No. 16)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Signor Carter. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Carter informa Tommy e Tuppence di essere molto fiero del loro lavoro, tuttavia, li prega di stare attenti perché un agente russo, Numero Sedici, maestro nell’arte del travestimento, è sulle loro tracce. Lo scopo, adesso, è riuscire a catturarlo. Tornati in agenzia, i due detective scoprono che le pagine del calendario sono state strappate e che ora indica la data di domenica 16. Poco dopo, si presenta da loro il Principe Vladiroffsky, un uomo che possiede tutte le caratteristiche annunciategli da Carter in precedenza. Frase memorabile: Mon ami… ci troviamo in una circostanza estremamente grave. Ricordi l’uomo che veniva indicato con il numero quattro? Quello che schiacciai come un guscio d’uovo sulle Dolomiti… con l’aiuto di un po’ di esplosivo, bien entendu”. Riferimenti: In questo caso Agatha Christie parodia la sua stessa opera prendendo di mira Hercule Poirot e il romanzo Poirot e i quattro.

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