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Poirot sul Nilo (Death on the Nile)

Sintesi: Romanzo appartenente alla cosiddetta trilogia del Medio Oriente, che include anche Non c’è più scampo (1936) e La domatrice (1938), e che fa riferimento ai viaggi compiuti da Agatha Christie in quei luoghi. La giovane e ricca Linnet Ridgeway ha appena portato via il futuro marito alla sua migliore amica, Jacqueline de Bellefort. Qualcuno, però, non gradisce molto questo suo comportamento e decide di risolvere il problema assassinandola. Hercule Poirot, che ogni volta che si trova in vacanza attira i delitti come le calamite, riuscirà a uscirne vivo nonostante le fastidiose mosche e i bambini dei mercati arabi che tentano in tutti i modi di vendergli collanine.
Si tratta di un romanzo meraviglioso non tanto per la trama gialla quanto per la descrizione dei paesaggi, dei battelli sul Nilo e della variegata umanità che vi si incontra.

 

Death on the NileRiferimenti intertestuali:

1) Riferimento alla parabola dell’uomo ricco e dell’uomo povero, 2 Samuele 12, 1-14:
“Certo che tutta questa faccenda è stata molto spiacevole! Ma sono cose che capitano, Monsieur Poirot”.
“Ah! Sì, capitano, madame”. Fece una pausa. “Sbaglio o voi appartenete alla Chiesa anglicana?”.
“Sì”. Linnet sembrò vagamente stupita.
“Di conseguenza avrete sentito più di una volta leggere ad alta voce in qualche chiesa qualche brano della Bibbia. E avrete sentito parlare del re Davide e dell’uomo ricco che aveva molte greggi e molti armenti e dell’uomo povero che possedeva soltanto una pecora… e come andò che l’uomo ricco tolse all’uomo povero anche quella sua unica pecora. Anche questa è una delle cose che capitano, madame”.
Linnet si raddrizzò sulla persona e i suoi occhi ebbero un lampo di collera.
(pag. 68, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori, 1939)

 

2) Riferimento a Alice nel Paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carroll (1832 – 1898):
Poirot sorrise: “Un delitto molto semplice… una vera e propria scorciatoia verso l’obiettivo che gli interessa. Nessuna sottigliezza”.
“Quindi, si potrebbe scoprire molto facilmente?”.
“Sì, perché manca di ingegnosità”.
“Linnet?”
“Nel suo caso sarebbe un po’ come quando la Regina, nel vostro famoso libro Alice nel Paese delle meraviglie, ordina: “Tagliatele la testa!””.
“Certo! Il diritto divino di ogni monarca!”.
(pag. 97, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori, 1939)

 

3) Riferimento a un poema del poeta belga Léon Montenaeken:

“Be’, certo che la pietà in se stessa, è un sentimento molto nobile”, disse Poirot.
La guardò con un’espressione che in parte era beffarda e in parte commossa.
E prese a mormorare sottovoce le parole di una canzoncina francese:
La vie est vaine
Un peu d’amour
Un peu de haine,
Et puis bonjour.
La vie est brève
Un peu d’espoir
Un peu de rêve
Et puis bonsoir.
(pag. 276, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori, 1939)

 

4) Riferimento indiretto al romanzo L’isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson (1850-1894) attraverso la canzone piratesca più celebre della storia della letteratura:
“Ho pagato il mio biglietto”, disse il signor Ferguson. “Nessuno può buttarmi fuori da una sala pubblica. Ma cercherò di accontentarla”. Cominciò a canticchiare: “Yo, oh, oh, e una bottiglia di rum…”. Si alzò e si avviò con aria disinvolta e indifferente verso la porta. Infine uscì.
(pag. 297, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori, 1939)

 

5) Riferimento indiretto a Don Chisciotte della Mancia (1605) di Miguel de Cervantes Saavedra (1547-1616):

“Davvero un tipo bizzarro”, disse Poirot. “Ma sono quasi tutti così nella sua famiglia. Viziato da morire, naturalmente. Sempre pronto a combattere contro i mulini a vento”. Poi aggiunse, in tono noncurante: “Lo avete riconosciuto, immagino!”.
(pag. 297, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori, 1939)

 

6) Riferimento storico al crollo della Borsa di Wall Street del 1929:
“Voi non capite”, mormorò Pennington. “In realtà è tutto molto semplice. La colpa è stata di quel maledettissimo crack… Wall Street sembrava impazzita. Ma io ho già studiato il modo di riguadagnare tutto ciò che è stato perduto. Con un po’ di fortuna le cose dovrebbero essere sistemate per la metà di giugno”.
(pag. 311, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori, 1939)

 

Imparai presto che non c’è posto al mondo in cui l’apparenza inganni quanto nel Medio Oriente. Ogni nostro criterio di giudizio sulla vita e sui comportamenti umani dev’essere rovesciato e riadattato alla situazione. Quando si vede un uomo che ci fa energicamente cenno di andarcene è probabile che in realtà ci stia invitando ad avvicinarci. Mentre se ci indica il contrario, faremo meglio ad allontanarci. Vedendo due uomini che si apostrofano con violenza da una parte all’altra di un campo, potremo pensare che si stiano reciprocamente minacciando di morte, invece no, sono due fratelli che conversano amichevolmente, troppo pigri per muoversi.
(Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone, Mondadori, 1978, pag. 442)

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Categorie: Agatha Christie, Hercule Poirot, riferimenti letterari | Tag: , , , , | Lascia un commento

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