Il mistero del Treno Azzurro (The Mystery of the Blue Train)

Sintesi: Forse una delle indagini di Hercule Poirot più apprezzate dai lettori e dai critici e meno amate da Agatha Christie. La trama ricorda in parte quello che, in seguito, diventerà Assassinio sull’Orient Express, con viaggio in treno con omicidio. In questo caso, però, il morto non è un uomo ma una donna e l’intero romanzo non si svolge unicamente sul treno ma si sviluppa in ambienti diversi a seconda del personaggio posto al centro della narrazione. Il personaggio di Katherine Grey, sorta di investigatrice in erba suo malgrado, ruba un po’ la scena a Hercule Poirot, al punto da indurre il lettore a credere che l’investigatore belga abbia solo una funzione di contorno. In certi suoi atteggiamenti, Katherine Grey ricorda un po’ Cordelia Gray, noto personaggio di P.D. James creato nel 1972; tuttavia, meglio non cercare di individuare gli elementi che accomunano le due giovani poiché Phillys Dorothy James si offende a morte ogni volta cha la paragonano ad Agatha Christie.

 

Il mistero del Treno AzzurroRiferimenti intertestuali:

1) Riferimento a Peer Gynt (1867), dramma di Henrik Ibsen (1828-1906) da cui fu tratta l’omonima opera lirica musicata da Edvard Grieg e rappresentata per la prima volta nel 1876:
Kettering fece un distratto cenno d’assenso. Non gliene importava assolutamente nulla di Claude Ambrose e della sua trasposizione in opera lirica del Peer Gynt di Ibsen. Anche Mirelle, del resto, confinava il proprio interesse solo al fatto che l’allestimento dello spettacolo le avrebbe offerto l’occasione irripetibile di interpretare il personaggio di Anitra.
(pag. 46, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

2) Riferimento a St. Mary Mead, villaggio che in seguito diventerà il luogo d’origine del personaggio di Miss Marple:
“Non ce ne sono molte come lei” disse Alice tra i singhiozzi, quando infine il treno fu partito. “Quando Charlie mi tradì con quella ragazza del caseificio, nessuno avrebbe potuto essere più gentile e comprensivo della signorina Grey, e anche se era un po’ pignola riguardo all’argenteria e alla polvere, era sempre pronta a lodarmi se vedeva che avevo fatto qualcosa in più. Ero pronta a farmi in quattro per lei, ogni giorno. Una vera signora, ecco cos’era”.
E questa fu la partenza di Katherine da St. Mary Mead.
(pag. 62, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

3) Riferimento a Gladys Cooper (1888-1971) che all’epoca del romanzo era un’attrice di cinema muto molto nota. In seguito, divenne celebre anche per le sue interpretazioni accanto ad attori come Audrey Hepburn e Rex Harrison. Da notare che la pellicola Palm Trees in Egypt non esiste ma è un’invenzione di Agatha Christie:
“È presentabile” stava dicendo Lady Tamplin. “Sicuramente presentabile. Veste con molta proprietà. Quel vestito grigio è proprio uguale al modello che indossava Gladys Cooper nel film Palm Trees in Egypt”.
(pag. 111, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

4) Riferimento a una serie di piatti tipici francesi che Agatha Christie stessa ebbe modo di assaggiare:
“Ha una macchia d’unto sul panciotto” obiettò Poirot. “È successo giovedì scorso, al Ritz, mentre consumavo un delizioso filet de sole à la Jeannette”.

Il conte de la Roche aveva appena finito il suo pranzo, consistente in una omelette fines herbes, una entrecôte Béarnais e un Savarin au Rhum.
(pag. 147 e 161, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

5) Riferimento al proverbio inglese you must definitely take time to grieve and get past your last love before starting a new one:
“Perdonerete a un vecchio come me un’osservazione che può apparire impertinente, monsieur. Voi inglesi avete un proverbio che dice: “È meglio aver sepolto il vecchio amore, prima di cominciare con uno nuovo”.
(pag. 206, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

6) Riferimento metaforico a Re Salomone e alle ricchezze che, secondo la Bibbia, avrebbe posseduto:
“Una notte sono arrivati i ladri e, naturalmente, il primo posto dove sono andati fu la cassaforte! Del resto c’era da aspettarselo, visto che mio padre non faceva altro che andare a vantarsi della sua cassaforte per tutto il villaggio, neanche ci custodisse dentro il tesoro del re Salomone”.

(pag. 273, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

7) Riferimento alla locuzione idiomatica cat on hot bricks poi sostituita dalla più nota cat on a hot tin roof in seguito alla rappresentazione, nel 1954, del dramma di Tennessee Williams La gatta sul tetto che scotta:
“Ho i nervi tesi” confessò Poirot. “Sono come un gatto su un tetto che scotta. Ogni rumore mi fa sobbalzare”.
(pag. 298, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

8) Riferimento a William Shakespeare e a un verso della canzone del clown de La Dodicesima notte, Atto secondo, scena terza: Journeys End in Lovers Meeting
“I viaggi finiscono nell’abbraccio degli innamorati”, citò Lenox con una risata. “Ma per me non sarà così.
“Sì… è vero. Ma voi siete giovane, più giovane ancora di quanto voi stessa non sappiate. Abbiate fiducia nel treno, mademoiselle, perché è le bon Dieu che lo guida”.
(pag. 315, traduzione di Giuseppe Settanni, Mondadori, 1940)

 

Opinione di Agatha Christie sul romanzo Il mistero del Treno Azzurro: Una giovane giornalista indiana che un giorno mi stava intervistando, rivolgendomi tra l’altro un mucchio di domande sciocche, a un certo punto mi aveva chiesto: “Ha mai pubblicato un libro che considera veramente brutto?”. Replicai indignata che non era mai accaduto. Nessun libro era proprio come avrei voluto che fosse e di nessuno ero mai completamente soddisfatta, ma se avessi ritenuto che un libro era veramente brutto, mi sarei rifiutata di pubblicarlo.
Ci sono andata vicina, comunque, con
Il mistero del Treno Azzurro. Ogni volta che lo rileggo, lo trovo pieno di luoghi comuni e di ovvietà e persino la vicenda mi pare tutt’altro che interessante. Purtroppo a molta gente è piaciuto. Si dice che ogni scrittore sia pessimo giudice dei suoi libri.
(Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone, Mondadori, 1978, pag. 610)

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Categorie: Agatha Christie, Hercule Poirot, riferimenti letterari, riferimenti teatrali | Tag: , , , , | Lascia un commento

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