Carte in tavola (Cards on the Table)

Sintesi: L’eccentrico Signor Shaitana, collezionista di “assassini che l’hanno fatta franca”, incontra Poirot durante un’esposizione di tabacchiere e lo invita a trascorrere una serata a casa sua in modo da fargli conoscere il suo campionario umano. Poirot accetta con riluttanza e così si ritrova, assieme ad Ariadne Oliver, al Colonnello Race e al Sovrintendente Battle a giocare a bridge con quattro presunti assassini: il Dottor Roberts, il Maggiore Despard, la Signorina Meredith e la Signora Lorrimer. Mentre tutti sono impegnati a giocare a carte, il Signor Shaitana viene ucciso in poltrona. La psicologia aiuterà Hercule Poirot a capire chi è riuscito a commettere un delitto sotto gli occhi di otto persone.

Curiosità:
1) Nel libro compaiono ben tre personaggi presenti in romanzi sia precedenti che successivi di Agatha Christie: il Sovrintendente Battle (Il segreto di Chimneys (1925), I sette quadranti (1929), È troppo facile (1939), Verso l’ora zero (1944)); il Colonnello Race (L’uomo vestito di marrone (1924), Poirot sul Nilo (1937), Giorno dei morti (1945)) e Ariadne Oliver (Fermate il boia (1952), La sagra del delitto (1956), Un cavallo per la strega (1961), Sono un’assassina? (1966), Poirot e la strage degli innocenti (1969), Gli elefanti hanno buona memoria (1972).
2) Rhoda Dawes è la cugina di Mark Easterbrook, protagonista di Un cavallo per la strega.
3) Nel romanzo La serie infernale (1936), Poirot racconta a Hastings un ipotetico caso che rispecchia perfettamente la trama di Carte in tavola:

“Supponiamo” mormorò ancora Poirot con la sua voce suadente “che quattro persone siano sedute intorno a un tavolo. Giocano a bridge. C’è una quinta persona, il “morto” di quella partita, che è andato a sedersi in poltrona accanto al fuoco. Alla fine della serata l’uomo viene trovato cadavere. Uno dei quattro, mentre lui non giocava e faceva il “morto”, gli si è avvicinato e lo ha ucciso. Gli altri tre non se ne sono accorti perché erano troppo intenti alla mano che stavano giocando. Ah, ecco il tipo di delitto che ci vorrebbe! Quale di quelle quattro persone è l’assassino?”.
(pag. 17, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1937)

Carte in tavola (Cards on the Table)Riferimenti intertestuali:

1) Riferimento al romanzo La serie infernale (1936) e alla risoluzione del caso da parte di Poirot:
“E voi?”.
“E io?”.
“So tutto di voi, signor Poirot. Siete stato voi a risolvere il mistero dei delitti dell’ABC.”.
“Signorina, mi fate confondere…”
(pag. 19, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1983)

2) Riferimento a The Body in the Library (1942), qui attribuito al personaggio di Ariadne Oliver, destinato a diventare un romanzo di Agatha Christie con protagonista Miss Marple:
“Quella sarebbe la signora Oliver, la scrittrice?”.
[…]
“Sì, è la signora Oliver”.
“Quella che ha scritto Un cadavere in biblioteca?”.
“Proprio lei”.
(pag. 18, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1983)

3) Riferimento implicito al racconto La scatola di cioccolatini, contenuto nella raccolta I primi casi di Poirot, in cui l’investigatore belga confessa a Hastings l’unico fallimento della sua carriera (lo stesso riferimento è presente anche nel romanzo Tragedia in tre atti in cui Poirot ha uno scambio di battute quasi identico con Mr. Satterthwaite):
Despard lo guardò attentamente, ebbe un lieve sorriso, e domandò: “Vi è mai capitato di prendere una cantonata, signor Poirot?”.
“L’ultima volta successe ventotto anni fa” disse Poirot in tono pieno di dignità. “E anche allora, le circostanze erano tali che… ma non importa”.
(pag. 141, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1983)

4) Riferimento, con storpiatura da parte di Poirot, al poema To Lucasta, Going to the Warres (1649) di Richard Lovelace, il cui ultimo verso dice: I could not love thee, dear, so much, Loved I not honor more. Il verso pronunciato da Poirot è invece il seguente: I could not love thee, dear, so much, Loved I not cricket more.
“È giusto”, mormorò Poirot, “bisogna sapere stare al gioco. E, come ha detto con molta finezza uno dei vostri poeti: “Non potevo amare te, cara, fino a quel punto perché amavo di più il cricket”.
“L’onore” corresse la signora Luxmore, aggrottando lievemente le sopracciglia.
“Naturalmente… naturalmente… l’onore”.
(pag. 196, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1983)

5) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes creato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930):
“Secondo te, questo Poirot è un uomo intelligente?”.
“Beh non si direbbe proprio che abbia l’aria di uno Sherlock Holmes”, osservò Rhoda. “Però immagino che ai suoi tempi sia stato molto in gamba. Adesso, naturalmente, deve essere un po’ rimbambito. Avrà sessant’anni, come minimo”.
(pag. 210, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1983)

Carte in tavola (Cards on the Table)6) Riferimento implicito al romanzo Assassinio sull’Orient-Express (1934):
“Quanto a voi, signorina, ho una cosetta molto interessante da mostrarvi… Anche se ho l’impressione che non interesserebbe affatto voi, signorina Meredith!”.
“Di che si tratta?”, chiese Rhoda.
Poirot abbassò la voce.
“Di un pugnale, signorina, con il quale, una volta, dodici persone hanno trafitto un uomo. Mi è stato dato come ricordo dalla Compagnie Internationale des Wagons Lits”.
(pagg. 214-215, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1983)

Categorie: Agatha Christie, Hercule Poirot | Tag: , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Carte in tavola (Cards on the Table)

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