La parola alla difesa (Sad Cypress)

Sintesi: Elinor Carlisle si trova in tribunale con l’accusa di aver assassinato Mary Gerrard, protetta di sua zia Laura Welman. Tutto è iniziato con una lettera anonima attraverso la quale Elinor veniva informata del fatto che Mary si stava approfittando di sua zia per spillarle quattrini. Poiché Elinor, pur professandosi innocente, sembra comunque provare un profondo senso di colpa che rischia di farla condannare, Peter Lord, profondamente legato a lei, decide di rivolgersi a Poirot per trovare le prove che anche altri avevano interesse nell’assassinare Mary Gerrard. L’astuto investigatore non solo troverà le prove ma riuscirà a dimostrare che tutti, all’interno del tribunale, hanno un’ottima ragione per mentire.

Curiosità:
1) Il titolo originale è tratto dalla canzone del Clown presente ne La dodicesima notte di William Shakespeare, atto secondo, scena quarta: Come away, come away, death, / And in sad cypress let me be laid; / Fly away, fly away, breath; / I am slain by a fair cruel maid. / My shroud of white, stuck all with yew, / O! prepare it. / My part of death, no one so true / Did share it. (Or vieni, morte, or vieni, e fa che sotto un triste cipresso io sia disteso. Una fanciulla crudele e bella mi ha ucciso. Il mio sudario bianco di tasso guarnito, oh, preparate! Alla morte nessun amante di me più fedele si è accostato. Traduzione di Agostino Lombardo per Feltrinelli)
2) Il libro è suddiviso in un prologo e ventisei capitoli; la struttura della storia è la seguente: Prologo, in cui la protagonista si trova già in tribunale ed esprime le sensazioni che prova; sette capitoli in cui si spiega come si è arrivati a quella situazione e perché proprio lei è stata imputata di omicidio; tredici capitoli in cui Poirot viene informato del caso e inizia le indagini; quattro capitoli di dibattimenti in tribunale; due capitoli conclusivi.

Il libro uscì per la prima volta nel 1933, poco dopo che Agatha Christie aveva iniziato una nuova vita, dopo il fallimento del primo matrimonio, e rispecchia un po’ il dolore da lei provato per la separazione dal marito. Nel riserbo di Elinor e nella sua incapacità di parlare o di mostrare l’amore che prova per Roddy, c’è molto di Agatha Christie. […] Nella decisione di Elinor di sbrogliare la situazione personalmente dopo la morte della zia c’è un’eco del ritorno della stessa Agatha alla sua casa nel Devon, dopo la morte della madre adorata, un ritorno che la portò quasi alla follia.
Tutto ciò aggiunge incisività e profondità a questo romanzo.
(Julian Symons nella prefazione a La parola alla difesa, traduzione di Lidia Lax)

La parola alla difesa (Sad Cypress)Riferimenti intertestuali:

1) Riferimento alla figura della Princesse lointaine, tipico personaggio della letteratura medievale nonché protagonista di un dramma in quattro atti di Edmond Rostand composto nel 1895:
“Perché tu mi ami, vero, Elinor?”.
“Sì”. Lo disse con freddezza, quasi con sussiego.
“Sì”, le fece il verso Roddy. “Sei adorabile, Elinor. Questa tua aria così speciale… distante… al di sopra di tutto… la Princesse lointaine. Credo che sia proprio per questa tua caratteristica che ti amo”.
(pag. 17, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

2) Riferimento implicito al racconto Il sogno, della stessa Agatha Christie, pubblicato, tra le altre, nella raccolta Il caso del dolce di Natale e altre storie in cui compare proprio il personaggio di Benedict Farley:
“Monsieur Poirot” disse “siete l’unico uomo al mondo che può aiutarmi. Ho sentito Stillingfleet parlare di voi; mi ha descritto tutto quello che avete fatto nel caso di Benedict Farley. E cioè come tutti, proprio tutti, fossero convinti che si trattava di un caso di suicidio mentre voi siete riuscito a dimostrare che era un assassinio”.
(pag. 111, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

3) Riferimento alla leggenda che vede protagoniste Eleonora d’Aquitania e Rosamund Clifford, secondo la quale Eleonora, sposata con Enrico II d’Inghilterra, decise di avvelenare Rosamund perché era l’amante del marito (N.B. Lo stesso identico riferimento compare anche nel romanzo Giorno dei morti dove si parla sempre di morte per avvelenamento):
Gli occhi azzurri di Elinor ebbero un lampo improvviso.
“Ho pensato alla mia omonima, Eleonora di Aquitania”.
“Capisco perfettamente”, disse Poirot.
“Capite davvero?”.
“Oh, sì. È una storia che conosco Ha offerto alla bella Rosamund, non è vero?, la scelta fra un pugnale o una coppa di veleno. E Rosamund ha scelto il veleno”.
(pag. 194, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

La parola alla difesa (Sad Cypress)4) Riferimento ai Dolori del giovane Werther (1774) di Johann Wolfgang Goethe e, in particolare, alla travagliata storia d’amore tra Werther e Charlotte:
Peter Lord arrossì. “Mi sono comportato come un perfetto idiota. Ecco… avevo sentito dire che era tornata. Così sono andato fino alla casa nella speranza di vederla. Ma non avevo intenzione di parlarle. Volevo… volevo semplicemente… vederla”. […]
“Carlotta e il poeta Werther! Continuate, amico mio”.
“Oh, non c’è altro da dire. Sono sgusciato in mezzo agli arbusti e sono rimasto lì a guardarla fino a quando lei è andata via”.
(pag. 272, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori)

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