riferimenti letterari

La mitologia greca nelle storie di Agatha Christie

Il presente articolo è una sintesi, su mia traduzione, del saggio The Intertextual Use of Greek Mythology in Agatha Christie’s Detective Fiction scritto da Tatiana V. Ternopol sulla rivista English Studies at NBU, 2020, Volume 6, Issue 2, pp. 321-331.

The Labours of HerculesAnche se Agatha Christie non era una scrittrice di stampo modernista, si avvaleva di alcune tecniche letterarie tipiche del modernismo (vedesi il flusso di coscienza in Dieci piccoli indiani). I romanzi da lei redatti basati su riferimenti all’antichità possono essere suddivisi in due gruppi. Il primo comprende le storie brevi del primo periodo, Il villino degli usignoli, Il volto di Elena, L’oracolo di Delfi, e i racconti brevi della raccolta Le fatiche di Hercule (tutti scritti e pubblicati tra il 1924 e il 1947); il secondo, il romanzo scritto in età più matura: Miss Marple: Nemesi.

Le prime opere sono meno drammatiche; i crimini non sono gravi (furto, ricatto) e in alcuni casi è l’intervento di un detective privato a prevenirli. […] Agatha Christie sembra assumere un atteggiamento alquanto ironico nei confronti dei personaggi da lei paragonati a eroi della mitologia greca. La descrizione che fa di Hercule Poirot ne è un brillante esempio:

Eccolo qui un Ercole moderno… diversissimo dallo sgradevole ritratto di una figura nuda con i muscoli prominenti, che brandiva una mazza nodosa. Al suo posto, invece, un personale asciutto, vestito correttamente da città con un paio di baffi.

Nelle prime storie dell’autrice, il paragone tra gli antichi eroi e i personaggi da lei creati avviene in base al loro aspetto fisico e alla loro funzione. Una bella ragazza a teatro ricorda al Signor Satterthwaite Elena di Troia:

“La bellezza!”, disse tra sé il Signor Satterthwaite. “È qualcosa che esiste. Non fascino, non attrazione, non magnetismo, né alcuna delle cose di cui parliamo con tanta disinvoltura, pura e semplice bellezza. La forma di un viso, la linea di un sopracciglio, la curva di una guancia”. Citò sottovoce tra sé: “Un volto che ha fatto mettere in mare un migliaio di navi”. E per la prima volta comprese il significato di quelle parole.

Gillian West viene descritta senza ironia e la sua bellezza (al pari di quella di Elena) è la sua maledizione. La tendenza della gente comune ad assomigliare agli eroi greci è un’altra delle caratteristiche osservate da Hercule Poirot; descrive Ted Williamson, un meccanico, definendolo “un dio Greco… un giovane pastore d’Arcadia”.

Nelle altre storie, l’aspetto dei personaggi presenta peculiari caratteristiche associate a un determinato eroe mitologico. Questo elemento spicca soprattutto in Le fatiche di Hercule dove gli esseri umani hanno caratteristiche in comune con i mostri ctoni uccisi o catturati da Ercole. Per esempio, i capelli di una ragazza “parevano d’oro – voltati all’insù ai lati, che sembravano due ali – e aveva un modo così leggiadro di muoversi camminando”. La ragazza ricorda la cerva di Cerinea con le sue corna d’oro e ha anche danzato nel ruolo di una cerva in un balletto. Un giovane ufficiale della marina viene descritto come segue: “alto, proporzionato, un fisico stupendo, petto e spalle poderosi, una gran testa di capelli fulvi: dalla sua persona emanava una tremenda sensazione di forza e virilità”. Hercule Poirot non può evitare di paragonarlo al “giovane toro… il toro dedicato a Poseidone” com’era stato il toro di Creta.

Parker PyneA volte i personaggi hanno un aspetto sgradevole. Il giovane politico Harold Waring incontra sul Lago Stempka due donne che “avevano il naso lungo a becco, come uccelli, e le loro facce, molto simili, avevano una strana fissità. Portavano sulle spalle un mantello sciolto che si gonfiava al vento allargandosi, come le ali di due grandi uccelli”. Il lago non è lo Stinfalo, ma il suo nome risulta significativo quanto l’aspetto delle due donne che induce il personaggio a considerarle portatrici di malaugurio.

Gli esseri umani non sono gli unici a essere paragonati ai mostri ctoni. A volte Agatha Christie è ancora più ironica e le terribili bestie della mitologia greca diventano simpatici animali domestici. I cani, un piccolo pechinese e un enorme segugio nero, rappresentano sia il leone nemeo che Cerbero. Il segugio si rivela così fedele e obbediente da essere utilizzato dal padrone per trasportare pacchetti sigillati di cocaina.

Di conseguenza, è ovvio che i personaggi dell’autrice non solo assomigliano ai loro prototipi antichi nell’aspetto esteriore, ma condividono anche i loro caratteri e svolgono funzioni a essi associate. […]

Nei miti di Troia, Elena è sinonimo di donna il cui fascino irresistibile è fonte di guai per gli uomini. Nel Volto di Elena, Gillian, il personaggio principale, è vittima di molti episodi “spiacevoli”:

Il Signor Satterthwaite riuscì a farsi illuminare sui vari avvenimenti che Burns aveva classificato in modo vago sotto la formula di “cose spiacevoli”. Il giovanotto che si era tirato un colpo di pistola, l’incredibile modo di comportarsi di un direttore di banca (che era sposato!), lo straniero focoso (che doveva essere matto!), il contegno stravagante di un anziano artista. Una scia di violenza e di tragedia che Gillian West si era lasciata dietro, snocciolata nei toni banali della voce di Charlie Burns.

Tuttavia, il modo in cui Agatha Christie affronta le allusioni alle funzioni mitologiche non è identico in tutte le opere. Spesso se ne avvale per ingannare il lettore che cerca di risolvere il caso. […] A volte, un personaggio si riallaccia a personaggi mitologici allo scopo di far credere agli altri personaggi che lui o lei può svolgere determinate funzioni. In L’oracolo di Delfi, la Signora Peters, il cui figlio è stato rapito, chiede aiuto a un uomo che si pubblicizza come un nuovo oracolo. Uno che afferma di poter dare consigli alle persone su come risolvere i loro problemi. Per l’appunto, l’oracolo è il criminale che ha organizzato il rapimento. […]

Nel Villino degli usignoli, la scrittrice adatta un mito meno conosciuto su due sorelle: Filomela e Procne. Il marito di Procne, Tereo, violenta e mutila Filomela tenendola prigioniera in un capanno nel bosco. Lei realizza un bellissimo ricamo raffigurante la sua storia e lo invia alla sorella. Per vendicarsi, Procne uccide Iti, il figlio avuto da Tereo. Agatha Christie riprende numerosi temi del mito, come ad esempio un marito violento (il marito di Alix Martin ha ucciso diverse donne che ha sposato per denaro); la prigionia e l’abuso su una donna (il marito nasconde la protagonista in un cottage lontano e si prepara a sbarazzarsene); un astuto piano elaborato dalla vittima (Alix riesce ad avvertire l’ex fidanzato che la salva); una vendetta (il criminale muore di paura perché pensa di essere stato avvelenato da Alix). […]

Villino usignoli

Nelle opere successive, Agatha Christie si dedica al folklore e alle allusioni letterarie e torna alla mitologia greca solo negli anni Settanta, nel suo ultimo romanzo su Miss Marple. Il libro si intitola Miss Marple: Nemesi, in linea con l’intenzione dell’autrice di indicare chiaramente l’ipotesto di cui si avvale. Tuttavia, non sono solo vent’anni a separare il romanzo dai suoi precedenti racconti. Anche la formula che utilizza è nuova.

In primo luogo, non ci sono storie note su Nemesi nella mitologia greca. Era onorata come dea del castigo e talvolta citata come madre di Elena di Troia, ma non esistono miti direttamente associati a lei. Secondo Mesomede di Creta, il suo aspetto non presentava caratteristiche degne di nota, a parte le ali. Era parente di Cloto, Lachesi e Atropo, le Moire che tessevano e tagliavano il filo della vita per ogni mortale. I greci ritenevano fossero sorelle e di solito le ritraevano come donne anziane vestite di bianco. […]

In Miss Marple: Nemesi, le allusioni alle creature mitologiche sono chiare, perché Miss Marple viene chiamata Nemesi dal milionario defunto Jason Rafiel che la vuole per risolvere il caso di un vecchio omicidio. Le principali sospettate sono tre anziane sorelle dai nomi notevoli: Clotilde (la maggiore), Lavinia e Anthea (la più giovane). I nomi sono allusioni alle Moire, così come il fatto che le tre sono sorelle e vivono insieme. Clotilde ricorda a Miss Marple Clitennestra, mentre Anthea ricorda Ofelia.

La Christie sperimenta un nuovo modo di creare allusioni agli eroi mitologici dando ai suoi personaggi nomi parlanti, anche se non così ovvi come Hercule o Atlante in Le fatiche di Hercule. Allo stesso tempo, l’aspetto del personaggio diventa meno significativo; Miss Marple e le Bradbury-Scott sono descritte come donne anziane senza alcuna peculiarità dei loro prototipi.

Miss Marple: NemesiLe tre sorelle Bradbury-Scott non svolgono le funzioni delle Moire perché non amano filare o fare alcun lavoro di cucito (è Miss Marple quella che si diverte a lavorare a maglia), ma una di loro è sicuramente colpevole di diversi omicidi, ed è compito di Miss Marple smascherarla.

Nel romanzo, l’autrice non usa la trama di nessun mito greco; infatti, la tragica storia di Verity Hunt e Michael Rafiel si basa su Romeo e Giulietta con Miss Temple come infermiera e l’arcidiacono Brabazon come frate Lorenzo. Le immagini di dee ed eroi antichi vengono usate per fuorviare i lettori alla ricerca di allusioni alla mitologia greca.

Nota:
I racconti brevi citati sono stati pubblicati in italiano nelle seguenti raccolte:
Il volto di Elena nella raccolta Il misterioso Signor Quin;
L’oracolo di Delfi
nella raccolta Parker Pyne indaga;
Il villino degli usignoli nella raccolta Testimone d’accusa e altre storie.

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Sintesi dei racconti di Agatha Christie (III)

 

Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr Quin, 1930):

 

La quantità della mia produzione negli anni che vanno dal 1929 al 1932 è di tutto rispetto; oltre ai romanzi, infatti, ho pubblicato due raccolte di racconti, in una delle quali compariva il personaggio del Signor Quin. Questi racconti erano quelli che preferivo; non li scrivevo spesso, anzi, tra l’uno e l’altro passavano anche tre o quattro mesi, se non di più. […] Il personaggio del Signor Quin rientrava nello stesso filone delle mie poesie giovanili su Arlecchino e Colombina.
La sua presenza in una storia aveva unicamente una funzione catalizzatrice e influenzava le azioni degli altri personaggi. Da un piccolo fatto, da una frase irrilevante, si intuiva la sua vera natura; una figura d’uomo che si stagliava nella luce variopinta di una finestra, un essere che appariva o spariva improvvisamente. Il Signor Quin arrivava a difendere l’amore, dove era già stata la morte. Anche il Signor Satterthwaite, che era in un certo senso il suo emissario, diventò uno dei miei personaggi preferiti. (Cfr. Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, Milano 1978, pp. 507-508).

Nota: Come affermato dalla stessa Agatha Christie, le storie di questa serie di racconti si contraddistinguono per una trama primaria incentrata sulla risoluzione di un omicidio e una trama secondaria riguardante la storia d’amore tormentata di uno dei personaggi. La comparsa del Signor Quin si verifica sempre quando il Signor Satterthwaite si trova a gestire una situazione drammatica o a riflettere su di essa; in un certo senso è come se rappresentasse la voce della sua coscienza e lo inducesse a porre attenzione a dettagli che altrimenti gli sfuggirebbero.

Curiosità: Il personaggio del Signor Satterthwaite entrerà in contatto con Hercule Poirot nel romanzo Tragedia in tre atti.
Nei primi racconti della raccolta, Satterthwaite dichiara di avere sessantadue anni mentre verso la fine ne ha sessantanove.

Contiene:
Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr. Quin)È arrivato il Signor Quin (The Coming of Mr Quin)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Tom Evesham, Lady Laura Keene, Sir Richard Conway, Eleanor Portal. Tipo di crimine: Suicidio in seguito a omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: La sera di San Silvestro, il Signor Satterthwaite, ospite in casa di amici, partecipa a una conversazione in cui si parla del Signor Derek Capel, defunto ex proprietario della dimora, morto alcuni anni prima per suicidio. Mentre Satterthwaite e gli amici conversano, si presenta alla porta tale Harley Quin affermando di essere rimasto vittima di un guasto alla macchina. Il nuovo ospite, con il suo atteggiamento, indurrà i presenti a riflettere sui dettagli di quel misterioso suicidio fino a spingerli a risolvere l’enigma. Curiosità: Il personaggio di Harley Quin, sia nel nome che nell’atteggiamento, richiama quello di Arlecchino. Frase memorabile: Molte donne brune si tingono i capelli per diventare bionde, ma non gli era mai capitato di vedere una donna bionda che li tingeva di nero. Riferimenti: Riferimento al detto Autres temps, autres moeurs (altri tempi, altre usanze) e alla canzone tradizionale scozzese Auld Lang Syne (Old long since).

L’ombra sul vetro (The Shadow on the glass)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Lady Cynthia Drage, Richard e Moira Scott, Jimmy Allenson, John Porter. Tipo di crimine: Omicidio plurimo. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Satterthwaite si trova a Greenways House con persone di varia estrazione sociale. Mentre conversa con loro, inizia a raccontare una storia legata al fantasma il cui volto si vede riflesso su un vetro della finestra della dimora. In seguito, si odono degli spari e, nel giardino privato, vengono rinvenuti i corpi di due degli ospiti assassinati mentre una terza ha la pistola in mano. A chiarire la faccenda ci penserà Harley Quin che farà la sua comparsa con la scusa di dover acquistare un quadro. Frase memorabile: “Gli Unkerton hanno un fantasma di famiglia?”.“Non è un fantasma degli Unkerton, ma un fantasma di Greenways. L’hanno comprato con la casa”. Riferimenti: Riferimento al musical edoardiano del 1903 The Orchid da cui è tratta la strofa Great big bears and tigers, We will have some tea, Tea for two, dear! citata parzialmente da Lady Drage: “Precisamente, grandi e grossi orsi e tigri…, come dice la canzone. Certo, attualmente è una gran celebrità, e gli Unkerton impazzirebbero per averlo tra loro, lui e la moglie!”.

Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr. Quin)All’insegna del Giullare (At the “Bells and Motley”)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Masters, William Jones, George Foster, Eleanor Le Coteau, Stephen Grant. Tipo di crimine: Scomparsa di un novello sposo. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Satterthwaite si sta recando a Marswick Manor da Sir George Foster ma, a causa di un guasto alla macchina, è costretto a fermarsi per qualche ora a Kirtlington Mallet. Mentre l’autista, Masters, cerca di risolvere la situazione con l’aiuto del meccanico, Satterthwaite entra nella locanda del Giullare dove incontra Harley Quin. I due cercheranno di risolvere il mistero di Richard Harwell, scomparso misteriosamente dopo il rientro dal viaggio di nozze con Eleanor Le Coteau. Frase memorabile: “Crede nel passato e non nel presente, perché?”. “Nel presente non c’è atmosfera”. Riferimenti: Riferimento al detto risalente al XVI secolo Happy’s the wooing that is not long doing (felice il fidanzamento che non dura a lungo).

La nube fatale (The Sign in the Sky)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Martin Wylde, Sir George Barnaby, Vivien Barnaby. Tipo di crimine: Omicidio a colpi di fucile. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Satterthwaite ha appena assistito a un processo per omicidio il cui imputato è stato giudicato colpevole. Riflettendo su quanto avvenuto, si dirige verso Soho ed entra in un ristorante chiamato Arlecchino. Con stupore, scopre che il suo tavolo preferito è già occupato dal Signor Quin e decide di raccontargli la storia dell’omicidio e di manifestargli i suoi dubbi riguardo alla colpevolezza del condannato. Avendo acquisito maggior certezza sulla probabile innocenza del giovane, Satterthwaite si lascia convincere da Quin a recarsi in Canada per interrogare una delle domestiche della vittima. Curiosità: Il titolo originale si riferisce a un “segno nel cielo” visto dalla domestica e da lei scambiato per la mano di Dio. Frase memorabile: “Lei ha assistito da spettatore ai drammi di altre persone. Non ha mai pensato di salire sul palcoscenico e di recitare una parte? Non si è mai visto nelle vesti dell’arbitro dei destini altrui, al centro del palcoscenico, con la vita e la morte nelle sue mani?”. 

Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr. Quin)Anche i croupier amano (The Soul of the Croupier)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Contessa Czarnova, Franklin Rudge, Elizabeth Martin. Tipo di crimine: Truffa. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Satterthwaite si trova a Montecarlo e inizia a osservare il comportamento della variegata umanità che incontra sul posto. In particolare rimane colpito dalla graziosa Elizabeth Martin, americana in viaggio in Europa con Franklin Rudge, che manifesta una certa gelosia per il legame tra quest’ultimo e la non più giovane Contessa Czarnova. Durante una puntata al Casinò, Satterthwaite incontra il Signor Quin che decide di organizzare un appuntamento al buio a sei per fare chiarezza sui sentimenti di ognuno. Frase memorabile: La vita si vive più o meno allo stesso modo ovunque, indossa semplicemente abiti differenti, ecco tutto. Riferimenti: Nel testo originale, il Signor Quin organizza un Hedges and Highways party, tradotto in italiano con Incontro alla cieca; in realtà il riferimento è probabilmente legato alla Bibbia, Luca 14:23: E il signore disse al servitore: Va’ fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena.

Alla Fine del Mondo (The World’s End)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Duchessa di Leith, Naomi Carlton-Smith, Signor Tomlinson. Tipo di crimine: Innocente condannato per furto. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Durante una gita in Corsica, organizzata dietro suggerimento della Duchessa di Leith, il Signor Satterthwaite si trova nella località di Coti-Chiavari; la signorina Naomi Carlton-Smith, che viaggia con loro, chiama quel posto La fine del mondo. Su un masso roccioso, Satterthwaite nota la presenza del Signor Quin, che si unisce al gruppo. Frattanto inizia a nevicare e tutti trovano riparo presso una vecchia locanda dove ci sono già tre persone coinvolte in passato in un episodio di furto che riguarda anche Naomi Carlton-Smith. Frase memorabile: Suppongo che in un posto come questo si venga una volta soltanto nella vita… un posto dal quale non si può più proseguire.

Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr. Quin)Una voce nel buio (The Voice in the Dark)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Lady Barbara Stranleigh, Beatrice Barron, Margery Gale. Tipo di crimine: Omicidio per annegamento in vasca da bagno e collasso cardiaco. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre il Signor Satterthwaite si trova a Cannes incontra Lady Barbara Stanleigh che gli esprime la sua preoccupazione per la figlia Margery. La giovane, ultimamente, sente delle voci che le ordinano di restituire quello che ha rubato e Lady Barbara, sapendo che Satterthwaite conosce persone specializzate in ricerca psichica, gli chiede di dare un’occhiata a Margery al suo rientro a Londra. Sul treno, Satterthwaite si imbatte in Harley Quin a cui in seguito chiede consigli sul da farsi. Frase memorabile: Io avere messaggio per tutti voi, gente. Vita qui essere allegra e bella. Noi tutti lavorare molto sodo. Aiutare chi non essere passato ancora in Aldilà.

Il volto di Elena (The Face of Helen)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Gillian West, Philip Eastney, Charlie Burns. Tipo di crimine: Omicidio programmato con gas inodore. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Satterthwaite si trova al Covent Garden per assistere a una rappresentazione dei Pagliacci. Qui, mentre cerca qualche graziosa dama con cui poter condividere il palco privato, incontra il Signor Quin. Prima della rappresentazione, Satterthwaite nota in platea una giovane dai capelli d’oro che paragona a Elena ed è contesa da due uomini. Il tragico triangolo amoroso spingerà uno dei corteggiatori a compiere un gesto estremo che però Satterthwaite riuscirà a prevedere. Frase memorabile: Pensò a Elena di Troia e si chiese se fosse stata una donna comune, benedetta, o maledetta, da un volto stupendo. Riferimenti: Oltre alla Cavalleria Rusticana e ai Pagliacci, il racconto contiene riferimenti al Faust di Christopher Marlowe e alla canzone folcloristica The Shepherd’s Song.

Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr. Quin)“L’Arlecchino morto” (The Dead Harlequin)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Frank Bristow, Lord Charnley, Colonnello Monkton. Tipo di crimine: Omicidio mascherato da suicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Satterthwaite visita una mostra alle Harchester Galleries. Qui è esposto un quadro intitolato L’Arlecchino morto che lo lascia sconvolto per la somiglianza del modello con il Signor Quin. L’uomo decide quindi di acquistare la tela e invitare a cena il pittore, Frank Bristow. Nel corso della serata, altri ospiti faranno la loro comparsa, tra cui il Signor Quin, e la conversazione si sposterà su un presunto suicidio avvenuto tempo prima con cui il quadro sembra avere molto a che fare. Curiosità: Dal racconto è stata tratta la pièce Someone at the Window, mai rappresentata né pubblicata. Frase memorabile: Se uno non si può permettere una Rolls Royce, deve andare in pullman.

L’uccello con l’ala spezzata (The Bird with the Broken Wing)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Madge Keeley, Roger Graham, David Keeley, Mabelle Annesley. Tipo di crimine: Impiccagione simulata per nascondere uno strangolamento. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre il Signor Satterthwaite si trova a un party nella piovosa campagna, il Signor Quin, tramite una seduta spiritica, lo induce ad accettare un invito nella dimora dei Keeley, dove pare rischi di consumarsi un dramma. Satterthwaite si reca sul posto e finisce coinvolto in un inaspettato caso di suicidio per impiccagione. Frase memorabile: Forse la morte non è il male peggiore. Riferimenti: Riferimento a En Svane (Un cigno) di Edvard Grieg (1843-1907).

Il misterioso Signor Quin (The Mysterious Mr. Quin)L’uomo venuto dal mare (The Man from the Sea)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, Manuel, Anthony Cosden, donna senza nome. Tipo di crimine: Tentato suicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Satterthwaite è in vacanza su un’isola spagnola dove finisce per incrociare Anthony Cosden, che sta meditando il suicidio a causa di un male incurabile, e una donna che desidera compiere il medesimo gesto per evitare di coinvolgere il figlio in uno scandalo. Grazie alla presenza, quasi soprannaturale, del Signor Quin, Satterthwaite riuscirà a salvare le vite di entrambi. Frase memorabile: Ho l’impressione che abbia recitato la parte della Provvidenza ancora una volta, a giudicare dalla sua faccia. Riferimenti: Riferimento a Tristano e Isotta.

Il sentiero di Arlecchino (Harlequin’s Lane)
Protagonisti: Signor Satterthwaite, Harley Quin, John e Anna Denman, Sergius Oranoff, Molly Stanwell. Tipo di crimine: Morte imminente per mano del destino. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Satterthwaite accetta di partecipare a un party in casa dei coniugi Denman da lui ritenuti persone grossolane. Sul posto, lungo un sentiero del giardino chiamato Il sentiero di Arlecchino che sbocca in un immondezzaio, Satterthwaite ritrova il Signor Quin la cui presenza, questa volta, non è determinata dal desiderio di salvare qualcuno ma da quello di portarselo via. Un ballo mascherato con Colombina e Arlecchino farà da sfondo alla vicenda. Frase memorabile: Tutte le donne sono uguali, non possono sopportare di sentir lodare un’altra donna. Riferimenti: In un passaggio Agatha Christie cita una “vecchia ballata irlandese” il cui titolo è Dark Sheila e che in realtà è una poesia scritta da lei e contenuta nella raccolta autopubblicata The Road of Dreams del 1924.

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Agatha Christie sotto pseudonimo: Nell e Jane o Il pane del gigante

Basta romanzi polizieschi, volevo cambiare genere. Così, con qualche senso di colpa e una buona dose di compiacimento, mi accinsi a scrivere un romanzo che intitolai Giant’s Bread. La musica era il tema del libro, e questo faceva affiorare a tratti la mia scarsa conoscenza specialistica nel campo. Comunque fu accolto favorevolmente dalla critica e, per essere un’opera prima, perché tale risultava, ebbe un certo successo di vendita. Lo firmai col nome di Mary Westmacott e per quindici anni riuscii a tenere nascosta la mia identità.
(Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, Milano 1978, p. 551)

Sintesi: Sebastian Levinne, proprietario del Teatro nazionale dell’opera di Londra, di origini ebraiche, allestisce per la serata inaugurale Il gigante, del compositore Boris Groen. Dopo la rappresentazione, l’anziano ed esperto critico Carl Bowerman scambia alcune parole con lui e gli confessa di aver riconosciuto in Groen lo stile compositivo degli inglesi. Questo spinge Levinne a ricordare, ma non a rivelare, la storia del musicista Vernon Deyre, dall’infanzia all’età adulta, del suo odio per la musica destinato a trasformarsi in amore viscerale e delle donne che hanno segnato la sua vita, in particolare Josephine, Nell e Jane.

Nell e Jane (Giant's Bread)Curiosità:
1)
Il titolo originale è tratto dalla prima quartina della nota fiaba inglese Jack and the Beanstalk (Jack e la pianta di fagioli o anche Jack e il fagiolo magico): Fee-fi-fo-fum,/I smell the blood of an Englishman,/Be he alive, or be he dead/I’ll grind his bones to make my bread. In italiano, nella versione di Bruno Oddera, è stata resa nel modo seguente: Imi, ami, emi, ane/dell’uomo mortale il sangue io fiuto,/sia egli vivo, oppure deceduto/ne macinerò le ossa per farmi il pane. La versione italiana più nota è invece quella che recita: Ucci, ucci, sento odor di cristianucci./Che sia grande oppur piccino, io mi faccio un bel panino.
2) Il volume è dedicato alla madre di Agatha Christie: To the memory of my best and truest friend, my mother.
3) In questo romanzo Agatha Christie rende molto più esplicito l’atteggiamento antisemita degli inglesi nei confronti degli ebrei. Vedesi ad esempio il passaggio seguente: Da qualsiasi parte ci si voltasse, si finiva con l’imbattersi nell’opulenza e nella generosità dei Levinne. La gente cominciò a dire: “Sì, certo, sono impossibili, però la signora Levinne è straordinariamente gentile”. […] “Oh, naturalmente sono ebrei! Ma è forse assurdo avere dei pregiudizi. Vi sono state alcune ottime persone tra gli ebrei”. Correva voce che il Vicario avesse detto, in risposta: “Come Gesù Cristo”. Ma nessuno ci credeva sul serio.
(pag. 96, traduzione di Bruno Oddera per Mondadori, Milano 2012)

Riferimenti intertestuali:

1) Riferimento ai noti compositori britannici Gustav Holst (1874-1934), Ralph Vaughan-Williams (1872-1958) e Arnold Bax (1883-1953):
Vi sono stati pionieri prima di lui, persone che hanno tentato, sperimentalmente, le cose compiute da lui. Abbiamo avuto una nostra scuola inglese, Holst, Vaughan-Williams, Arnold Bax. In tutto il mondo i musicisti si sono avvicinati al nuovo ideale. L’assoluto nella musica. Quest’uomo è il diretto successore del ragazzo che perdette la vita in guerra, come si chiamava? Deyre…
(pag. 12, traduzione di Bruno Oddera per Mondadori, Milano 2012)

2) Riferimento all’opera del romanziere George Meredith (1828-1909) The Tale of Chloe, An Episode in the History of Beau Beamish, in cui compare il personaggio di Susan, lattaia diventata duchessa di Dewlap dopo aver sposato un anziano duca:
Nella camera dei bambini dilagarono il silenzio e la tranquillità. Susan emise un sospiro di sollievo. Tolse da un cassetto un libro in brochure intitolato Il duca e la lattaia.
(pag. 37, traduzione di Bruno Oddera per Mondadori, Milano 2012)

3) Riferimento al personaggio di Robinson Crusoe di Daniel Defoe (1660-1731):
Accanto a lui, visibilissimo nella sua immaginazione, v’era Barboncino, vestito come Robinson Crusoe nel libro illustrato.
(pag. 39, traduzione di Bruno Oddera per Mondadori, Milano 2012)

4) Riferimento alla canzone Occhi d’agoni intonata dal Cavaliere bianco in Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll (1832-1898). Uno dei versi, Come, tell me how you live!, diventerà il titolo della breve autobiografia di Agatha Christie incentrata sui viaggi da lei compiuti. In italiano, Viaggiare è il mio peccato:
“Ho sistemato tutto, Jane”, fece. “Radmaager verrà qui da te, domani. A quanto pare preferisce regolarsi così”.
“Suvvia, ditemi come vivete, esclamò lui” citò Jane. “Beh, vivo molto onestamente e rispettabilmente, del tutto sola! Ti va di mangiare un boccone, Sebastian?”.
(pag. 193, traduzione di Bruno Oddera per Mondadori, Milano 2012)

Nell e Jane (Giant's Bread)5) Riferimento a due passaggi del capitolo Il grande inquisitore del romanzo I fratelli Karamazov di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881): Primo passaggio: The flock will collect again and submit once more, and then it will be forever, forever. We will give them a quiet modest happiness.
Secondo passaggio: And we alone, we who guard the mystery, we alone shall be unhappy. There will be thousands of millions of happy children and only a hundred thousand martyrs who have taken on themselves the curse of good and evil.
La vita sta diventando troppo difficile, troppo pericolosa per l’individuo. Che cosa dice Dostoevskij, in uno dei suoi libri?
“Il gregge si formerà di nuovo e si sottometterà una volta di più, e poi continuerà a sottomettersi per sempre e per sempre. Gli daremo una tranquilla, modesta felicità”. […]
Ho trovato l’altro brano di Dostoevskij. Credo sia quello al quale ti riferisci tu.
“E noi soli, noi che custodiamo il mistero, noi soli saremo infelici. Esisteranno migliaia di milioni di fanciulli felici e soltanto centomila martiri che si saranno assunti la maledizione del bene e del male”.
(pag. 374, traduzione di Bruno Oddera per Mondadori, Milano 2012)

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L’uomo vestito di marrone (The man in the brown suit)

Sintesi: La giovane Ann Beddingfeld, figlia di uno dei più emeriti studiosi di storia delle origini dell’uomo e orfana di madre, si ritrova improvvisamente sola quando il padre muore di polmonite doppia lasciandola con un misero patrimonio di ottanta sterline e spiccioli. L’avvocato di famiglia, Henry Flemming, invita Ann a trasferirsi a Londra, da lui e dalla moglie, nella speranza di aiutarla a trovare un lavoro. Qualche tempo dopo, mentre si trova alla stazione della metropolitana, Ann viene attratta da un uomo, il cui cappotto puzza di naftalina, che in seguito finisce lungo disteso sui binari. A soccorrerlo, arriva una seconda persona che si spaccia per medico e che, una volta constatato il decesso, fugge via perdendo un biglietto contenente data e ora di partenza di un piroscafo. Il giorno seguente, il giornale riporta la notizia del rinvenimento, in una villa disabitata di proprietà di Sir Eustace Pedler, del cadavere di una donna che sembra essere in qualche modo collegata al morto della metropolitana. Ann, improvvisandosi detective, decide di salire sul piroscafo citato nel biglietto nel tentativo di svelare l’enigma.
È un romanzo di spionaggio narrato con una buona dose di ironia.

L'uomo vestito di marroneCuriosità e notizie storiche:
1)
La narrazione in prima persona da parte della protagonista si alterna con gli estratti del diario di Sir Eustace Pedler, anch’essi narrati in prima persona, creando un interessante gioco a incastro. Il prologo, invece, è raccontato da un narratore onnisciente in terza persona.
2) Agatha Christie stessa, nel volume La mia vita, spiega l’origine del libro: “Una sera, che eravamo a cena da Belcher, prima di partire per il nostro viaggio, questi aveva insistito perché ambientassi un romanzo in casa sua. La casa, situata a Dorney, si chiamava Mill House. “Il mistero della Mill House”, aveva detto. “Niente male come titolo, vero?”. […] Gli promisi che ci avrei pensato. Durante il viaggio Belcher era tornato più volte sull’argomento. “Ricordati, però, che se lo scrivi, voglio che tu metta dentro anche me”. […] Durante il soggiorno sudafricano avevo abbozzato la trama del libro, che vedevo più simile a un thriller che a un vero e proprio romanzo poliziesco, e di cui molte scene erano ambientate in Sudafrica. […] Dopo aver buttato giù un paio di capitoli, mi accorsi che il personaggio di Belcher non riusciva a prender vita. […] Poi, d’un tratto, mi venne un’idea; avrei scritto il libro in prima persona, facendo parlare alternamente l’eroina, Ann, e il malvagio, Belcher. […] Seguendo il consiglio di Archie, battezzai il personaggio Sir Eustace Pedler e mi resi conto che se scrivevo il romanzo in prima persona questi diventava credibile e vivo. (Agatha Christie, La mia vita, Mondadori, Milano 1978, traduzione di Maria Giulia Castagnone, pp. 364-365).
3) Il romanzo, dapprima intitolato Il mistero della Mill House, fu pubblicato a puntate sul The Evening News. Il titolo fu modificato in Anna the Adventuress, e anche se Agatha Christie lo trovava insulso, non oppose alcuna obiezione poiché glielo pagarono cinquecento sterline (Cfr. Agatha Christie, op. cit., p. 375).
4) Secondo lo studioso Julius Green, che ha avuto la possibilità di visionare l’archivio dell’autrice, nel periodo di composizione del libro Agatha Christie stava realizzando un adattamento per il teatro (mai andato in scena) del romanzo The Exploits of Elaine di Arthur B. Reeve. L’adattamento era intitolato The Clutching Hand e narrava la storia di una giovane eroina impegnata a sgominare una banda di criminali. È quindi probabile che la stesura de L’uomo vestito di marrone sia stata influenzata anche da questi elementi oltre che dal suggerimento datole dall’amico Belcher (Cfr. Julius Green, Curtain Up, Agatha Christie: A Life in the Theatre, HarperCollins, London 2015, pp. 62-64).
5) L’eroina uscita dalla penna di Agatha Christie è una fan di The Perils of Pamela, riferimento, neanche tanto implicito, a un serial in venti episodi del 1914 intitolato The Perils of Pauline la cui protagonista è una ragazza desiderosa di condurre una vita avventurosa (nella versione italiana il riferimento viene omesso, come molti passaggi riguardanti l’Italia e gli italiani)
6) È il primo romanzo in cui compare il Colonnello Race, gli altri sono Carte in tavola (1936), Poirot sul Nilo (1937) e Giorno dei morti (1945). Il personaggio viene ricordato per l’interpretazione che ne diede David Niven nella pellicola Assassinio sul Nilo del 1978.
7) Una fan di Agatha Christie, di origine polacca, un giorno le scrisse una lettera in cui le spiegava l’importanza che aveva avuto per lei la lettura de L’uomo vestito di marrone. Durante la guerra, fu portata in un campo di lavoro tedesco dove scambiò un pezzo di candela con il libro, donatole da una sua compagna di prigionia di origine jugoslava. Per sette mesi, lesse solo quello imparandolo a memoria, ma ignorando il nome dell’autore perché mancavano le prime pagine. Quel libro fu per lei il suo unico contatto con un mondo normale.

Lettera fan Agatha Christie

Il copyright della lettera appartiene alla Agatha Christie Ltd.

Altre lettere indirizzate ad Agatha Christie dai lettori, o a cui lei rispose, sono visionabili qui (solo in inglese): https://www.culture24.org.uk/history-and-heritage/literary-history/art520349-family-of-agatha-christie-reveal-fan-letters-author-replied-to-in-author-125th-birthday-year

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Destinazione ignota (Destination Unknown)

Sintesi: Hilary Craven provata da un matrimonio fallito e dalla perdita della giovane figlia, morta di meningite, è in viaggio per il Marocco. L’unica cosa che vorrebbe è morire, ma il destino sembra divertirsi a prendersi gioco di lei. L’aereo per Casablanca sul quale doveva imbarcarsi, infatti, si schianta al suolo senza che lei sia riuscita a salirvi. Intenzionata più che mai a farla finita, pensa quindi di suicidarsi inghiottendo una forte dose di sonnifero. Poco prima di compiere l’insano gesto, però, viene fermata da tale Jessop che le propone di prendere il posto di una donna, Olive Betterton, moglie di uno scienziato nucleare, rimasta coinvolta nell’incidente aereo di cui sopra, e di aiutarlo a portare a termine una missione. Data l’incredibile somiglianza fisica tra le due donne, e non avendo nulla da perdere, Hilary Craven accetta e trova così una nuova ragione di vita.

Curiosità:
1) Non è il classico romanzo giallo ma piuttosto uno dei pochi thriller in cui Agatha Christie si è cimentata nel corso della sua carriera (tra gli altri, Quinta colonna e Passeggero per Francoforte). Anche la critica lo riconobbe come tale anche se alcuni, come F. E. Pardoe del Birmingham Daily Post (16 novembre 1954), gli avrebbero preferito un giallo di prim’ordine: “In “Destinazione ignota” Agatha Christie si prende una vacanza dai romanzi gialli e la trascorre in Nord Africa. Infatti, ha scritto un romanzo incentrato su scienziati scomparsi. Si tratta senza dubbio di un eccellente thriller ma non si può fare a meno di rammaricarsi del fatto che sarebbe potuto essere anche un eccellente giallo”.
2) Come afferma la studiosa Josephine Phay Choong Siew in The Centre Cannot Hold: Identity and Language in the Postmodern Fiction of Chandler, Highsmith and Christie (p.115) il romanzo contiene molti riferimenti al tema del viaggio, tanto caro ad Agatha Christie, e anche a quello del sogno: “Era come un sogno, pensava Hilary, un sogno fatto di bianchi corridoi lungo i quali passava e ripassava senza riuscire a trovarne lo sbocco”; “È come un sogno. Dimmi, provi anche tu quello che provo io?” “Sì, è proprio come un sogno essere qui con te. Finalmente! non sembra vero Tom”; “Sembrava sempre un sogno, ma, al momento, era presente in lei la sensazione che quel sogno potesse durare molto tempo ancora, forse per sempre…”.
3) La struttura del romanzo richiama le opere di Ian Fleming (erano da poco stati pubblicati Casino Royale e Vivi e lascia morire) e Graham Greene, anche se la trama di Agatha Christie è decisamente più debole. L’idea dello scienziato rapito, invece, sarà ampiamente sfruttata, in seguito, da Isaac Asimov.
4) A differenza di altre opere dell’autrice, dove le donne assumono un ruolo attivo (come la serie di romanzi e racconti incentrati su Tommy e Tuppence e il romanzo L’uomo vestito di marrone), la protagonista di Destinazione ignota sembra lasciare che sia la vita a decidere per lei e non cerca di opporsi agli eventi in cui finisce, suo malgrado, coinvolta. Questo la rende più simile alle figure femminili a cui la Christie darà vita sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott.
5) Hercule Poirot non c’è ma il personaggio di Leblanc fa in modo che il lettore non senta la mancanza delle classiche esclamazioni in francese tipiche del noto investigatore belga.

Riferimenti intertestuali:

Destinazione ignota (Destination Unknown)1) Riferimento implicito al caso dello scienziato Bruno Pontecorvo che nel 1950 scomparve improvvisamente senza avvisare amici e parenti per fuggire, in realtà, a Dubna:

“Avrà certo letto, più d’una volta, della scomparsa di vari scienziati. Circa un anno fa si trattò di un italiano, e circa due mesi fa fu la volta di un giovane fisico: Thomas Betterton”.
(pag. 29, traduzione di Magda Tincani per Mondadori, 1955)

2) Riferimento all’attrice svedese Greta Garbo (1905-1990):
“Ce monsieur là, è un grosso magnate dell’industria svedese. Molto importante e molto ricco, e la signora con lui è una stella del cinema. Un’altra Garbo, dicono. Ma sapesse che storie gli fa! Nulla le piace”.
(pag. 48, traduzione di Magda Tincani per Mondadori, 1955)

3) Riferimento all’aria Où va la jeune Hindoue? tratta dall’atto secondo dell’opera Lakmé, ambientata in India durante la dominazione inglese, di Léo Delibes (1836-1891):
Mentre scendeva verso la terrazza sottostante, canticchiava un pezzo d’opera: Le long des lauriers roses, revant des douces choses.
(pag. 48, traduzione di Magda Tincani per Mondadori, 1955)

4) Riferimento implicito alla Ballade des dames du temps jadis (1460-1461) di François Villon (1431-1463), e nello specifico al verso Où sont-elles, Vierge souveraine? Mais où sont les neiges d’antan?:
Voltò il biglietto e le sembrò di scorgere dei leggeri segni di matita, come se ci fosse stato scritto qualcosa, e poi cancellato. Cercò di decifrare, ma riuscì soltanto a leggere où sont. Seguiva qualcosa che non si capiva, e infine le parole d’antan.
(pag. 48, traduzione di Magda Tincani per Mondadori, 1955)

5) Riferimento al Canto III dell’Inferno di Dante:
Nessuna possibilità di tornarsene fuori, mai più. Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate. Senza dubbio una gabbia confortevole.
(pag. 87, traduzione di Magda Tincani per Mondadori, 1955)

Destinazione ignota (Destination Unknown)6) Riferimento implicito alla Dodicesima notte di William Shakespeare (journeys end in lovers meeting, atto secondo, scena terza):
“Quei due”, rispose Jessop. “Offrii alla signora Craven un viaggio verso una destinazione ignota, ma direi che la meta del suo viaggio è stata quella di sempre, dopo tutto”.
Leblanc lo guardò per un momento, con l’aria di non capire, poi esclamò: “Ah! Già! Il vostro Shakespeare!”.
“Voi francesi siete molto istruiti” ribatté Jessop.
(pag. 193, traduzione di Magda Tincani per Mondadori, 1955)

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Il segreto di Chimneys (The Secret of Chimneys)

Sintesi: Anthony Cade riceve da un caro amico l’incarico di portare a Londra un manoscritto, da consegnare a una casa editrice, e una serie di lettere da restituire a una donna. L’autore del manoscritto è il conte Stylptitch originario dell’Herzoslovacchia (o Herzoslovakia), attualmente in tumulto. Nel frattempo, nella residenza di Chimneys si tiene una festa che coinvolge varie importanti personalità tra cui alcuni politici provenienti proprio dalla Herzoslovacchia. Durante l’evento, il principe Michael, futuro erede al trono del paese di cui sopra, che si trovava a Chimneys in incognito, viene trovato assassinato. All’esterno, vengono trovate proprio le impronte di Anthony Cade che farà non poca fatica per convincere il Sovrintendente Battle della sua innocenza per poi condurre un’indagine in parallelo con quest’ultimo.

Curiosità:
Il segreto di Chimneys (The Secret of Chimneys)1)
La Herzoslovacchia, paese dei Balcani “composto per la maggior parte di briganti che hanno la piacevole abitudine di assassinare i loro re e di fare delle piccole rivoluzioni”, è la nazione immaginaria più nota dei romanzi di Agatha Christie. Compare anche nel racconto Gli uccelli stinfali, contenuto nella raccolta Le fatiche di Hercule (1947), in cui è lo stesso Poirot a recarsi sul posto.
Secondo lo studioso K. E. Fleming, autore del saggio Orientalism, The Balkans, and Balkans Historiography (The American Historical Review, Vol. 105, No. 4 (Oct., 2000), pp. 1218-1233), la nazione immaginaria creata da Agatha Christie rappresenta il classico stereotipo secondo il quale tutti i paesi dell’Europa dell’Est si assomigliano, sia nel nome che nell’atteggiamento degli abitanti, e hanno tutti un passato storico e politico più o meno identico.
Diverso, invece, il punto di vista degli studiosi Graham St. John Stott e Aysar Yaseen, che, nel saggio The Balkan Theme in The Secret of Chimneys (in [sic] – a journal of literature, culture and literary translation, Liminal Balkans, No. 2 – Year 6, 06/2016), dimostrano come Agatha Christie utilizzi la Herzoslovacchia per criticare la condotta del governo britannico.
2) La dimora di Chimneys ricorda da vicino il Castello di Blandings dove è ambientato il ciclo di romanzi umoristici di P. G. Wodehouse.
3) Agatha Christie, nell’autobiografica La mia vita, spiega quanto sia stato facile per lei scrivere Il Segreto di Chimneys in quanto romanzo appartenente a un genere leggero.
4) I personaggi di Bill Eversleigh, Lord Caterham, Lady Eileen Brent, George Lomax e Tredwell saranno presenti anche ne I sette quadranti (1929).
5) La versione italiana, tuttora edita, presenta numerosi tagli nei dialoghi tra i personaggi e diverse modifiche per quanto riguarda gli appellativi dispregiativi rivolti soprattutto agli stranieri. In particolare il termine “dago” che spesso viene reso semplicemente con “tipo”, “tale”, mentre in realtà è un vero e proprio insulto. Nell’edizione italiana vengono anche omessi i titoli dei capitoli attribuiti dall’autrice e la dedica iniziale: “To my nephew. In memory of an inscription at Compton Castle and a day at the zoo”.
6) Nella versione originale l’Hotel Ritz di Londra viene parodiato in Hotel Blitz. Nella versione italiana l’albergo viene chiamato con il suo vero nome.

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al poema di Lord Alfred Tennyson (1809-1892) Lady Clara Vere de Vere, il cui verso più noto dice Kind hearts are more than coronets, and simple faith than Norman blood:
“E noi siamo tutti concordi nel giudicarvi un gentiluomo in tutta l’estensione della parola”.
“Mi lusingate!”.
“Vi garantisco che lo penso veramente”.
“Un buon cuore vale più di una corona”, dichiarò Anthony, senza sapere troppo bene che cosa volesse dire con quella frase.
(pag. 5, traduzione di Alberto Tedeschi per Mondadori, 1949)

2) Riferimento, omesso nella traduzione italiana, al poema Casabianca di Felicia Hemans (1793-1835): The boy stood on the burning deck, Whence all but he had fled; The flame that lit the battle’s wreck, Shone round him o’er the dead.
Le battute di dialogo presenti nella versione originale di Agatha Christie sono le seguenti:
“[…] Do you know much poetry, Mr Cade?”.
“I might recite ‘The boy stood on the burning deck” at a pinch. ‘The boy stood on the burning deck, whence all but he had fled’. That’s all I know, but I can do that bit with action if you like. ‘The boy stood on the burning deck”, – whoosh – whoosh – whoosh – (the flames, you see) ‘Whence all but he had fled’ – for that bit I run to and fro like a dog”.
(Agatha Christie, The Secret of Chimneys, The Bodley Head, London 1925, p. 5)

Il segreto di Chimneys (The Secret of Chimneys)3) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930):
“Perché siete rimasta tanto sorpresa, ieri, quando ho pronunciato il nome di Jimmy McGrath? L’avevate già sentito?”.
“Sì, signor Sherlock Holmes; l’avevo già sentito. George, mio cugino George Lomax che già conoscete, era venuto il giorno prima a farmi una proposta sciocca, come solo lui è capace di immaginare”.
(p. 90, traduzione di Alberto Tedeschi per Mondadori, 1949)

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Un messaggio dagli spiriti (The Sittaford Mystery)

Sintesi: A Sittaford House, durante una seduta spiritica organizzata per gioco, uno “spirito” informa i partecipanti che il Capitano Trevelyan, proprietario della dimora, è appena stato assassinato. Il Maggiore Burnaby, amico del Capitano, temendo per l’incolumità dell’uomo, decide di recarsi nella sua attuale residenza, poco distante da lì, per verificare che sia ancora vivo. Al suo arrivo, scopre che l’uomo è stato assassinato proprio come diceva lo “spirito”. Poiché nel testamento l’uomo lasciava tutto in eredità alla sorella e ai nipoti, e solo uno dei nipoti, James Pearson, si trovava sul posto al momento del crimine, la polizia arresta immediatamente quest’ultimo. La sua fidanzata, Emily Trefusis, decisa a dimostrarne l’innocenza, si mette a indagare.

Un messaggio dagli spiritiCuriosità:
1) È il primo romanzo di Agatha Christie a occuparsi di eventi apparentemente sovrannaturali. A esso farà seguito la serie di racconti del 1933 Il segugio della morte in cui, a parte in Testimone d’accusa, l’autrice si divertirà ad approfondire ulteriormente la tematica con storie incentrate su chiaroveggenza, premonizione, possessione, precognizione, fantasmi, psicofonia, pseudoinfestazione e viaggi in astrale. La stregoneria farà, invece, capolino nei romanzi È troppo facile, del 1939, e Un cavallo per la strega, del 1961.
2) L’opera presenta una struttura che, per ambientazione e personaggi, sembra in parte ricordare Il mastino dei Baskerville (1902) di Sir Arthur Conan Doyle.
3) Il romanzo è narrato in terza persona. I primi dieci capitoli sono incentrati soprattutto sulle indagini dell’ispettore Narracott, mentre dal capitolo undici in poi è quasi sempre Emily Trefusis a indagare coadiuvata da Charles Enderby. Emily e Charles sono anche gli unici personaggi di cui, a volte, è possibile udire i pensieri.
4) Quando nel dicembre 1926 la scrittrice scomparve, fu proprio Sir Arthur Conan Doyle a portare uno dei suoi guanti da una medium nella speranza che potesse fornire informazioni in merito. Poiché Un messaggio dagli spiriti è del 1931, è probabile che l’episodio ne abbia in qualche modo influenzato la stesura.

Per approfondire il rapporto di Agatha Christie con il paranormale può essere interessante leggere il volume Testimoni del mistero, di Pier Carpi, pubblicato da Rusconi nel 1979.

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento a Sir Oliver Lodge (1851-1940), esperto conoscitore delle onde elettromagnetiche e parapsicologo, e a Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), noto anche per la sua passione per lo spiritismo:
“Anche la faccenda della seduta spiritica è strana”, aggiunse poi. “Stavo pensando di scrivere qualcosa a questo proposito per il giornale. Per esempio potrei sentire cosa ne pensano Sir Oliver Lodge e Sir Arthur Conan Doyle o magari qualche attrice o qualche altra persona”.
(pag. 83, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

2) Riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carroll (1832-1898) e nello specifico ai personaggi dei gemelli Tweedledum e Tweedledee che in realtà compaiono in Alice attraverso lo specchio (1871):
Completati i preparativi del proprio abbigliamento, che lo faceva assomigliare stranamente a uno dei due tondi e paffuti gemelli di Alice nel paese delle meraviglie, uscì di nascosto dalla villetta.
(pag. 168, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

Un messaggio dagli spiriti3) Riferimento al dramma musicale Tristano e Isotta (1865) di Richard Wagner (1813-1883):
Robert Gardner era sdraiato su un divano vicino alla finestra in una grande stanza del primo piano. Era un uomo alto e robusto, con gli occhi azzurri e i capelli biondi.
A Emily sembrò che somigliasse a Tristano, come si presenta nel terzo atto del Tristano e Isotta ma… certo che nessun tenore wagneriano aveva mai avuto un aspetto così bello!
(pag. 193, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

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Non c’è più scampo (Murder in Mesopotamia)

Sintesi: In Iraq, l’infermiera Amy Leatheran (io narrante del libro) viene assunta dall’archeologo Eric Leidner per occuparsi della moglie Louise. Poco tempo dopo, la moglie di Leidner viene trovata morta in seguito a un colpo alla testa. Il Capitano Maitland, coadiuvato dal Dottor Reilly, cerca di capire come può essere stato perpetrato l’omicidio e arriva alla conclusione che il responsabile dev’essere qualcuno all’interno della casa perché la finestra era chiusa; tuttavia, poiché Hercule Poirot, amico di Reilly, si trova in Iraq, quest’ultimo decide di chiedere il suo intervento. Si viene così a sapere che la signora Leidner aveva contratto un primo matrimonio con un uomo che era stato una spia tedesca e che tutti davano per morto dopo un incidente ferroviario. La certezza della sua morte, però, non è mai stata appurata. Partendo da questo, Poirot arriverà alla soluzione.

Curiosità:
1) Alla fine del romanzo, Poirot lascia la Mesopotamia giusto in tempo per trovarsi implicato in Assassinio sull’Orient Express. Anche se Non c’è più scampo è successivo, infatti, gli eventi in esso narrati sono precedenti a quell’avventura.
2) Poiché Agatha Christie era una grande appassionata di delitti in stanze chiuse, questo romanzo replica in parte la struttura del Mistero della camera gialla (1907) di Gaston Leroux. Lo stesso testo è stato fonte di ispirazione anche per il romanzo Aiuto, Poirot! (1923) (vedesi, a questo proposito, Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, pag. 330).
3) Il titolo italiano si riferisce a una frase contenuta nelle lettere minatorie ricevute dalla Signora Leidner prima di essere assassinata.

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes creato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). In questo caso, Agatha Christie coglie l’occasione per un paragone, ben poco lusinghiero, tra lui e Hercule Poirot:
Non so come me lo fossi immaginato… qualcosa sul tipo di Sherlock Holmes, credo; alto, snello, con la faccia acuta e intelligente. Invece! Quando me lo sono trovato davanti per poco non scoppiavo a ridergli in faccia. Sembrava una macchietta. Alto poco più di un metro e mezzo, grassoccio, anziano, con un enorme paio di baffi e una testa d’uovo! Un parrucchiere da farsa, ecco!
(pag. 76, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

2) Riferimento a una serie di opere letterarie reali (Agatha Christie ama molto citare titoli di libri all’interno dei suoi romanzi o racconti e, spesso, inventarseli di sana pianta. Cosa che in questo caso non avviene). Who Were the Greeks? (1930) è un testo dell’archeologo britannico Sir John Linton Myres; Life of Lady Hester Stanhope si riferisce all’opera The life and letters of Lady Hester Stanhope pubblicata nel 1914 e composta da Catherine Lucy Wilhelmina Powlett Cleveland; Back to Methuselah è un testo scritto dal drammaturgo George Bernard Shaw tra il 1918 e il 1920 e composto da una prefazione e cinque pièces; Linda Condon è un romanzo dell’americano Joseph Hergesheimer risalente al 1919; Crewe Train è un romanzo del 1926 di Rose Macaulay. Da notare che tutte queste opere hanno a che fare con l’archeologia o con eroine atipiche, esattamente come il personaggio di Louise Leidner protagonista del romanzo della Christie:
Rimise a posto il ritratto e osservò il servizio da toeletta, semplice ma bello, in tartaruga. Poi guardò una fila di volumi fra due reggilibri, e ne lesse forte i titoli: Chi erano i greci?, Introduzione al relativismo, Vita di Lady Hester Stanhope, Torniamo a Matusalemme, Linda Condon, Il convoglio.
(pag. 107, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)3) Riferimento al personaggio di Jago dell’Otello di William Shakespeare:
“Per questo la odio: perché lei si divertiva ad aizzare la gente, a suscitare passioni e liti ma senza mai esservi coinvolta. Una specie di Jago femmina, una maligna spettatrice. Capite quel che voglio dire?”.
(pag. 117, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

4) Riferimento alla ballata di John Keats La Belle Dame sans Merci (1819):
“Naturalmente le seccava che una donna, anziana secondo il suo punto di vista e che già aveva pescato due mariti, venisse a cacciare nella sua riserva. Sheila è una ragazza attraente e piena di salute, ma la signora Leidner era qualcosa fuori dell’ordinario, aveva un fascino un po’ misterioso… una specie di Belle dame sans merci!
(pag. 121, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

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Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)

Sintesi: Nel collegio di Meadowbank, frequentato da ragazze appartenenti all’alta borghesia inglese e non solo, l’anno scolastico procede nel migliore dei modi finché non viene rinvenuto il cadavere di un’insegnante di sport. A questo omicidio ne segue ben presto un altro, riguardante una seconda insegnante, mentre una delle ragazze viene misteriosamente rapita. Julia Upjohn, allieva della scuola, decide di recarsi da Poirot per spiegargli l’accaduto e per mostrargli anche le pietre preziose che ha rinvenuto in una racchetta. L’investigatore, incuriosito dal caso e piacevolmente sorpreso dall’intraprendenza della ragazzina, aiuterà l’ispettore Kelsey a individuare il responsabile.

Curiosità:
1) Il titolo originale si riferisce alla locuzione idiomatica inglese to throw/to set/to put a cat among the pigeons, ovvero scatenare un putiferio come quello che si crea quando si mette un gatto in una colombaia.
2) L’immaginario collegio di Meadowbank richiama il collegio Caledonia a Bexhill-on-Sea, a suo tempo frequentato dalla figlia di Agatha Christie, Rosalind.
3) Il libro presenta la classica struttura con narratore onnisciente in terza persona eccezion fatta per il capitolo 5 che assume la forma del romanzo epistolare.
4) Nel capitolo 13 del romanzo originale, durante uno scambio di battute tra le protagoniste, viene citata l’attrice inglese Joyce Grenfell nota per aver interpretato la serie di film ambientata nella scuola di St Trinian (The Belles of St Trinian’s (1954), Blue Murder at St Trinian’s (1957), The Pure Hell of St Trinian’s (1960)) a cui Agatha Christie si sarebbe in parte ispirata. Nella traduzione italiana, le battute, che riporto qui di seguito, vengono completamente omesse.

‘Look at Vansittart doing her stuff.’
‘Terribly gracious, isn’t she?’ said Jennifer.
‘I don’t know why,’ said Julia, ‘but somehow it makes me want to laugh. It’s a sort of copy of Miss Bulstrode, isn’t it? Quite a good copy, but it’s rather like Joyce Grenfell or someone doing an imitation.’
‘There’s Pam’s mother,’ said Jennifer. ‘She’s brought the little boys. How they can all get into that tiny Morris Minor I don’t know.’
‘They’re going to have a picnic,’ said Julia. ‘Look at all the baskets.’

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)Riferimenti intertestuali:
1)
Riferimento ai personaggi di Giulietta e di Desdemona di Romeo e Giulietta e Otello di Shakespeare:
“Può una buona qualità essere portata all’eccesso?”. Io non sapevo cosa dire. Il tema della prossima settimana sarà: “Fate un paragone tra il carattere di Giulietta e quello di Desdemona”. Anche questo mi sembra sciocco.
(pag. 58, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

2) Riferimento al Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij:
L’ho chiesto alla signorina Chadwick (non avrei mai osato chiederlo alla signorina Bulstrode!) e lei mi ha risposto con molta durezza. Mi ha detto che non era affatto vero e che non dovevo dare retta ai pettegolezzi.
Siamo state al balletto, martedì, Il lago dei cigni. Un sogno indescrivibile!
(pag. 59, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

3) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Fermate il boia (1952) attraverso il personaggio di Maureen Summerhayes che qui risulta essere una cara amica della madre della giovane che chiede aiuto a Poirot:
“Piacere, Signor Poirot, sono Julia Upjohn. Credo che conosciate una grande amica della mia mamma: la Signora Summerhayes. Siamo state da lei l’estate scorsa e ci ha parlato molto di voi”.
“La Signora Summerhayes…”. La mente di Poirot riandò a una casetta arrampicata sulla sommità di una collina, a un simpatico viso lentigginoso, a un divano con le molle rotte, a una quantità di cani e a molte altre cose piacevoli e spiacevoli.
(pag. 154, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)4) Riferimento alla Bibbia (Proverbi 31:10): Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore (la traduzione italiana parla, appunto, di perle e non di rubini):
“Ma, vedete, lui e io… lui era musulmano, eppure ogni tanto mi chiedeva di leggergli qualche brano della Bibbia. E leggemmo quel punto in cui si parla di una donna che valeva di più di qualsiasi rubino. E perciò… non terrò nessun gioiello. Preferisco di no”.
(pag. 216, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

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Sintesi dei racconti di Agatha Christie (II)

 

Tommy e Tuppence: in due s’indaga meglio (1929):

 

Non è propriamente una raccolta di racconti gialli, ma una raccolta di racconti che parodiano il genere giallo. Nel corso degli ultimi anni, il libro è stato ripubblicato poche volte – forse anche perché Tommy e Tuppence non godono della stessa fama di Hercule Poirot e Miss Marple – eppure meriterebbe una riscoperta. Non solo è divertente ma contiene molti riferimenti ai personaggi e agli autori della letteratura gialla in un vero e proprio gioco di rimandi.

Contiene:
Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglio
Una fata in salotto (A Fairy in the Flat)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Signor Carter, Albert. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Dopo sei anni di matrimonio, Tommy e Tuppence, i detective improvvisati protagonisti del romanzo Avversario segreto, iniziano a manifestare una certa noia nei confronti della loro routine quotidiana. Tuppence, in particolare, vorrebbe avere l’occasione di lanciarsi in nuove avventure. Neanche a farlo apposta, poco dopo questa sua affermazione si presenta da loro il Signor Carter che gli chiede di assumere la direzione dell’Agenzia Investigativa Internazionale, in precedenza diretta da Theodore Blunt, ora “ospite” delle patrie galere. Il Signor Carter raccomanda a Tommy e Tuppence di prestare attenzione ad alcune lettere azzurre con francobollo russo e a tutti coloro che dovessero fare riferimento al numero sedici, cifra nascosta sotto i francobolli delle buste e visibile quando li si inumidisce. Curiosità: Il titolo si riferisce a una macchiolina bianca presente su una foto scattata da Tommy che ricorda la forma di una fata. Frase memorabile: “Pensa che bellezza… Sentiamo battere furiosamente alla porta, andiamo ad aprire e un morto entra barcollando”. “Tuppence, i morti non barcollano. Stanno fermi”. Riferimenti: Il racconto riprende lo stile dei racconti di Herbert G. Jenkins aventi per protagonista Malcolm Sage e contenuti nella raccolta Malcolm Sage, detective (1921).

La teiera (A Pot of Tea)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Lawrence St. Vincent. Tipo di crimine: Sparizione di una giovane. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence prendono possesso dell’Agenzia Investigativa. Lui inizia a spacciarsi per Theodore Blunt, mentre Tuppence dichiara di essere la Signorina Robinson, sua segretaria. I primi casi che gli vengono affidati riguardano solo donne gelose che temono che il marito le tradisca, poi, un giorno, si presenta tale Lawrence St. Vincent che chiede loro di ritrovare una giovane scomparsa. Curiosità: Come il racconto precedente, lo scopo di questa storia è introdurre il “gioco” a cui in seguito si presteranno Tommy e Tuppence, e cioè indossare di volta in volta i panni di qualche celebre detective letterario. Frase memorabile: “È strano che ci siano così poche persone che si chiamano davvero Smith. Io non ne conosco neanche una. Eppure, su dieci persone che non vogliono dire chi sono, nove dicono di chiamarsi Smith. Sto scrivendo una monografia su questo argomento”. Riferimenti: Anche questo racconto riprende il Malcolm Sage di Herbert G. Jenkins.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa perla rosa (The Affair of the Pink Pearl):
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Signorina Kingstone Bruce. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence ricevono in agenzia la visita della Signorina Kingstone Bruce. Siccome la sera prima, durante una cena, una delle ospiti della sua famiglia ha perso una perla preziosa, la giovane, su consiglio di Lawrence St. Vincent, ha deciso di rivolgersi a loro. I due detective si recano nella dimora della famiglia Kingstone Bruce nel tentativo di scoprire chi poteva avere interesse a rubare la perla. Frase memorabile: “E ora, mon ami, usa le tue piccole cellule grigie, come direbbe Hercule Poirot, e dimmi che cosa ti suggeriscono quegli oggetti”. Riferimenti: Tommy e Tuppence qui recitano la parte del Dottor John Thorndyke e di Polton, suo assistente; entrambi sono personaggi creati da Richard Austin Freeman.

Un cliente sospetto (The Adventure of the Sinister Stranger)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Charles Bower. Tipo di crimine: Tentato furto di documenti. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il dottor Charles Bower si reca all’Agenzia Investigativa per sottoporre a Tommy e Tuppence un caso insolito: già due volte è stato contattato per casi urgenti per poi scoprire che le telefonate erano false e che, in sua assenza, i documenti dello studio erano stati messi sottosopra. Poiché il dottore è stato contattato una terza volta, ma è riuscito a scoprire l’inganno, chiede ai due detective di approfittare dell’occasione per smascherare il colpevole. Nel frattempo, nella sede dell’Agenzia arriva una delle lettere azzurre a cui il Signor Carter, nel primo racconto, aveva raccomandato di fare attenzione. Frase memorabile: “Ma che brutto carattere, lasciatemi finire di parlare. Vi sto spiegando che non posso scrivere perché ho le mani legate. Non sono uno di quei mostri che sanno scrivere col naso o coi gomiti”. Riferimenti: Tommy e Tuppence diventano Desmond e Francis Okewood, i fratelli detective protagonisti dei romanzi di Valentine Williams.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioIl signore vestito di carta (The Gentleman Dressed in Newspaper):
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Sir Arthur Merivale, Ispettore Marriot. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence, in seguito a un insolito annuncio apparso sul giornale, decidono di recarsi a un ballo mascherato. Qui notano una donna e un uomo vestiti rispettivamente da Regina di Cuori e Signore vestito di carta. Poco dopo, Tuppence scopre che la Regina di Cuori è stata pugnalata; un attimo prima di morire, la donna riesce a dire alla giovane detective: “È stato Bingo…”. Con l’aiuto dell’Ispettore Marriot, Tommy e Tuppence iniziano un’indagine per scoprire il colpevole. Frase memorabile: “Mi avevano insegnato che gli uomini, soprattutto i mariti, sono creature corrotte che pensano solo a bere, a ballare e far tardi la sera e che solo qualche moglie di eccezionale bellezza e intelligenza può vantarsi di aver sfatato questa leggenda. In realtà mi sono resa conto che tutte le mogli che conosco vorrebbero andare a ballare e hanno un marito che va a letto alle nove e mezzo”. Riferimenti: Durante il ballo mascherato, Tommy e Tuppence si travestono da McCarty e Riordan, investigatori nati dalla penna di Isabel Ostrander.

L’introvabile Signora Gordon (The Case of the Missing Lady)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Gabriel Stavansson. Tipo di crimine: Scomparsa di una donna. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Gabriel Stavansson, noto esploratore, chiede a Tommy e Tuppence di aiutarlo a rintracciare la sua fidanzata, Hermione Gordon, di cui ha perso le tracce dopo essere rientrato dall’ennesimo viaggio. La zia di lei, Lady Susan Clonray, gli ha detto che la donna aveva intrapreso una serie di viaggi e gli ha fornito una lista di indirizzi dove trovarla, ma nessuna delle persone residenti in quei posti l’ha mai vista. I due detective si mettono all’opera per rintracciare Lady Gordon. Frase memorabile: “Se vuoi fare lo Sherlock Holmes ti do una dose di cocaina, piuttosto, ma lascia stare quel violino. Non ti rendi conto che non riesci a ingannare nessuno?”. Riferimenti: La storia ricalca in parte la trama del racconto La scomparsa di Lady Frances Carfax di Sir Arthur Conan Doyle.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioA moscacieca (Blindman’s Buff)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Il duca di Blairgowrie. Tipo di crimine: Sequestro di persona. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre Tuppence e Tommy si trovano in un ristorante, in cui quest’ultimo sta sperimentando, con una mascherina sugli occhi, quanto possa essere difficile non possedere la vista, vengono avvicinati da tale Duca di Blairgowrie che asserisce di essere in pensiero per la figlia rapita e di avere bisogno del loro aiuto. In realtà, è una trappola legata alle misteriose lettere azzurre di cui si è già accennato nel primo racconto. Frase memorabile: “Non puoi aspettarti un omicidio o una rapina tutti i giorni, sii ragionevole. Piuttosto penso che quando il lavoro langue dovremmo approfittarne per allenarci un po’ in casa tutte le mattine. Ci farebbe bene alla salute”. “Cento piegamenti sulle ginocchia davanti alla finestra aperta?”. Riferimenti: Tommy interpreta il ruolo di Thornley Colton, investigatore cieco creato da Clinton H. Stagg, mentre Tuppence entra nei panni dell’assistente.

Un uomo nella nebbia (The Man in the Mist)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Marvyn Estcourt (detto Maciste), Gilda Glen Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence si trovano poco lontano da Londra dopo aver fallito una missione. Tommy è vestito da prete. Mentre sono in un bar, in attesa del treno per Londra, incontrano Maciste, vecchio amico di Tommy, che gli dice che per recarsi in stazione devono passare da Morgan Avenue, strada lungo la quale, verso sera, sembra passare un poliziotto fantasma. I due detective imboccano la via e in effetti, odono dei passi, ma nel frattempo, in una casa proprio lì vicino, è stata assassinata una donna. Frase memorabile: “Altro che Padre Brown”, brontolò, “E pensare che avevo anche l’ombrello giusto”. Riferimenti: Tommy veste i panni di Padre Brown, frutto della fantasia di G. K. Chesterton.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioI fringuelli (The Crackler)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Ispettore Marriot, Maggiore Laidlaw. Tipo di crimine: Falsificazione di banconote. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: L’ispettore Marriot chiede a Tommy e Tuppence di smascherare una banda di falsari. Poiché l’ispettore ritiene che i signori Laidlaw fungano da veicolo per lo spaccio di banconote, i due detective entrano nella loro cerchia di amici e iniziano la caccia ai “fringuelli”, i falsari appunto. Frase memorabile: “Mentre segnavo la porta con una croce, e voi eravate tanto occupato a divertirvi alle mie spalle, ho rovesciato a terra una bottiglietta di valeriana. Ha un cattivo odore, ma ai gatti piace, e quando Albert è arrivato con la polizia, una folla di gatti gli ha indicato qual era la porta giusta”. Riferimenti: La storia segue lo stile dei racconti polizieschi di Edgar Wallace.

Il mistero del campo di golf (The Sunningdale Mystery)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Capitano Sessle, Doris Evans. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre Tommy e Tuppence stanno facendo colazione in un bar, decidono di discutere di un omicidio avvenuto di recente: il mistero di Sunningdale. Il capitano Sessle è stato trovato cadavere su un campo da golf, trafitto dallo spillone di un cappello. Analizzando tutti i dettagli del caso e le dichiarazioni dei testimoni, i due si renderanno conto che le apparenze ingannano. Frase memorabile: “Gli uomini sono sempre indietro di anni con la moda, ragionano secondo schemi fissi, non hanno elasticità, per loro spilloni e forcine sono “armi femminili”. Può darsi che sia stato così tanto tempo fa, ma adesso no. Io, per esempio, non ho mai usato né spilloni né forcine”. Riferimenti: Tuppence veste i panni di Polly Burton e Tommy quelli del vecchio nell’angolo, protagonisti della serie di racconti Il vecchio nell’angolo. Dodici misteri della Baronessa Orczy. Esattamente come nella raccolta, i due risolvono il mistero senza muoversi dal tavolino del bar.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa morte è di casa (The House of Lurking Death)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Lois Hargreaves. Tipo di crimine: Tentativo di avvelenamento con arsenico. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Lois Hargreaves si reca all’Agenzia Investigativa per informare Tommy e Tuppence di un evento spiacevole accaduto a casa sua. La giovane ha ricevuto una scatola di cioccolatini ma, dopo averli distribuiti agli ospiti, tutti si sono sentiti male. Dalle analisi è risultato che i cioccolatini contenevano arsenico. Episodi di questo tipo si erano già verificati nella zona in cui la giovane risiede ma, stavolta, teme che sia stato qualcuno all’interno della sua stessa casa a compiere il gesto. Tommy e Tuppence iniziano un’indagine tra i parenti più stretti. Frase memorabile: Il tempo scorre veloce. Inseguirò i miei nemici, li raggiungerò e non mi volterò indietro finché non li avrò distrutti. È scritto: la parola del Signore è scesa su di me. Io sono il flagello di Dio!”. “Matta come una cavalla”, bisbigliò Tommy. Riferimenti: La storia è strutturata come un racconto di Alfred Edward Woodley Mason avente per protagonista l’ispettore Hanaud.

Un alibi perfetto (The Unbreakable Alibi)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Montgomery Jones, Una Drake. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Montgomery Jones si è follemente innamorato di tale Una Drake e ha scommesso con lei di riuscire a smontare l’alibi perfetto che si è creata. Se vincerà, potrà chiederle qualsiasi cosa anche di sposarla. Siccome l’uomo non spicca per intelligenza, pensa bene di chiedere a Tommy e Tuppence di aiutarlo. Secondo l’alibi, la giovane, lo stesso martedì sera, era presente in due posti diversi, a chilometri di distanza, ed è stata vista da numerosi testimoni. Sarà Tuppence a svelare l’enigma. Frase memorabile: “Si fa così: mostriamo quattro o cinque foto ai camerieri dei ristoranti e degli alberghi, e loro scelgono quella giusta”. “Sei sicura che scelgano quella giusta?”. “Nei libri capita sempre così”. Riferimenti: Racconto che segue lo stile di Freeman Wills Crofts, noto per aver creato il detective Joseph French e per le storie incentrate sugli alibi perfetti.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa Casa Rossa (The Red House)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Monica Deane, Dottor O’Neill. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Monica Deane, giovane con madre invalida, ha da poco ereditato una casa. Poiché la dimora ha molte più stanze della loro attuale residenza, lei e la madre vorrebbero trasformarla in una pensioncina per ricavarci qualche guadagno. Nella casa, però, hanno iniziato a verificarsi strani fenomeni che si presumono essere attribuibili a qualche poltergeist. Tale Dottor O’Neill si è offerto di risolvere il problema previo acquisto della dimora e Monica sospetta che in realtà l’uomo sia solo interessato ad appropriarsene. Tommy e Tuppence si recano sul posto e iniziano a indagare. Pian piano si rendono conto che, molto probabilmente, l’ex proprietaria della casa vi aveva nascosto all’interno una fortuna che tutti vogliono. Frase memorabile: “Natale viene una volta all’anno. Lo dicevano le nostre nonne, e qualcosa di vero c’è”. Riferimenti: La trama riprende le storie narrate da Anthony Berkeley Cox, con protagonista il detective Roger Sherringham.

Gli stivali dell’ambasciatore (The Ambassador’s Boots)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Randolph Wilmott. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Randolph Wilmott, ambasciatore americano in Gran Bretagna, è appena rientrato da un viaggio nel suo paese. Durante il ritorno, una delle sue sacche è stata scambiata con quella di Ralph Westerham, senatore. Quest’ultimo, accortosi dell’errore, ha mandato il suo domestico in casa Wilmott in modo da rimettere le cose a posto. Il problema è che il giorno seguente, quando l’ambasciatore ha incontrato per caso il senatore, è venuto fuori che non c’era mai stato alcuno scambio di sacche e che Westerham non aveva mai mandato il suo domestico in casa Wilmott. Di conseguenza, l’ambasciatore decide di contattare Tommy e Tuppence per capire cosa si nasconde dietro questo insolito evento. Frase memorabile: “Per essere come lui dovresti passare la giornata in mezzo a cadaveri con la testa fracassata e le membra spezzate”. Riferimenti: Il detective ed esperto di medicina Reginald Fortune, personaggio nato dalla penna di Henry Christopher Bailey, è la fonte d’ispirazione di questo racconto.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioL’uomo numero sedici (The Man Who Was No. 16)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Signor Carter. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Carter informa Tommy e Tuppence di essere molto fiero del loro lavoro, tuttavia, li prega di stare attenti perché un agente russo, Numero Sedici, maestro nell’arte del travestimento, è sulle loro tracce. Lo scopo, adesso, è riuscire a catturarlo. Tornati in agenzia, i due detective scoprono che le pagine del calendario sono state strappate e che ora indica la data di domenica 16. Poco dopo, si presenta da loro il Principe Vladiroffsky, un uomo che possiede tutte le caratteristiche annunciategli da Carter in precedenza. Frase memorabile: Mon ami… ci troviamo in una circostanza estremamente grave. Ricordi l’uomo che veniva indicato con il numero quattro? Quello che schiacciai come un guscio d’uovo sulle Dolomiti… con l’aiuto di un po’ di esplosivo, bien entendu”. Riferimenti: In questo caso Agatha Christie parodia la sua stessa opera prendendo di mira Hercule Poirot e il romanzo Poirot e i quattro.

Categorie: Agatha Christie, riferimenti letterari | Tag: , , , , , | 2 commenti

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