riferimenti letterari

Un messaggio dagli spiriti (The Sittaford Mystery)

Sintesi: A Sittaford House, durante una seduta spiritica organizzata per gioco, uno “spirito” informa i partecipanti che il Capitano Trevelyan, proprietario della dimora, è appena stato assassinato. Il Maggiore Burnaby, amico del Capitano, temendo per l’incolumità dell’uomo, decide di recarsi nella sua attuale residenza, poco distante da lì, per verificare che sia ancora vivo. Al suo arrivo, scopre che l’uomo è stato assassinato proprio come diceva lo “spirito”. Poiché nel testamento l’uomo lasciava tutto in eredità alla sorella e ai nipoti, e solo uno dei nipoti, James Pearson, si trovava sul posto al momento del crimine, la polizia arresta immediatamente quest’ultimo. La sua fidanzata, Emily Trefusis, decisa a dimostrarne l’innocenza, si mette a indagare.

Un messaggio dagli spiritiCuriosità:
1) È il primo romanzo di Agatha Christie a occuparsi di eventi apparentemente sovrannaturali. A esso farà seguito la serie di racconti del 1933 Il segugio della morte in cui, a parte in Testimone d’accusa, l’autrice si divertirà ad approfondire ulteriormente la tematica con storie incentrate su chiaroveggenza, premonizione, possessione, precognizione, fantasmi, psicofonia, pseudoinfestazione e viaggi in astrale. La stregoneria farà, invece, capolino nei romanzi È troppo facile, del 1939, e Un cavallo per la strega, del 1961.
2) L’opera presenta una struttura che, per ambientazione e personaggi, sembra in parte ricordare Il mastino dei Baskerville (1902) di Sir Arthur Conan Doyle.
3) Il romanzo è narrato in terza persona. I primi dieci capitoli sono incentrati soprattutto sulle indagini dell’ispettore Narracott, mentre dal capitolo undici in poi è quasi sempre Emily Trefusis a indagare coadiuvata da Charles Enderby. Emily e Charles sono anche gli unici personaggi di cui, a volte, è possibile udire i pensieri.
4) Quando nel dicembre 1926 la scrittrice scomparve, fu proprio Sir Arthur Conan Doyle a portare uno dei suoi guanti da una medium nella speranza che potesse fornire informazioni in merito. Poiché Un messaggio dagli spiriti è del 1931, è probabile che l’episodio ne abbia in qualche modo influenzato la stesura.

Per approfondire il rapporto di Agatha Christie con il paranormale può essere interessante leggere il volume Testimoni del mistero, di Pier Carpi, pubblicato da Rusconi nel 1979.

Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento a Sir Oliver Lodge (1851-1940), esperto conoscitore delle onde elettromagnetiche e parapsicologo, e a Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), noto anche per la sua passione per lo spiritismo:
“Anche la faccenda della seduta spiritica è strana”, aggiunse poi. “Stavo pensando di scrivere qualcosa a questo proposito per il giornale. Per esempio potrei sentire cosa ne pensano Sir Oliver Lodge e Sir Arthur Conan Doyle o magari qualche attrice o qualche altra persona”.
(pag. 83, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

2) Riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie (1865) di Lewis Carroll (1832-1898) e nello specifico ai personaggi dei gemelli Tweedledum e Tweedledee che in realtà compaiono in Alice attraverso lo specchio (1871):
Completati i preparativi del proprio abbigliamento, che lo faceva assomigliare stranamente a uno dei due tondi e paffuti gemelli di Alice nel paese delle meraviglie, uscì di nascosto dalla villetta.
(pag. 168, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

Un messaggio dagli spiriti3) Riferimento al dramma musicale Tristano e Isotta (1865) di Richard Wagner (1813-1883):
Robert Gardner era sdraiato su un divano vicino alla finestra in una grande stanza del primo piano. Era un uomo alto e robusto, con gli occhi azzurri e i capelli biondi.
A Emily sembrò che somigliasse a Tristano, come si presenta nel terzo atto del Tristano e Isotta ma… certo che nessun tenore wagneriano aveva mai avuto un aspetto così bello!
(pag. 193, traduzione di Grazia Maria Griffini per Mondadori, 1984)

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Non c’è più scampo (Murder in Mesopotamia)

Sintesi: In Iraq, l’infermiera Amy Leatheran (io narrante del libro) viene assunta dall’archeologo Eric Leidner per occuparsi della moglie Louise. Poco tempo dopo, la moglie di Leidner viene trovata morta in seguito a un colpo alla testa. Il Capitano Maitland, coadiuvato dal Dottor Reilly, cerca di capire come può essere stato perpetrato l’omicidio e arriva alla conclusione che il responsabile dev’essere qualcuno all’interno della casa perché la finestra era chiusa; tuttavia, poiché Hercule Poirot, amico di Reilly, si trova in Iraq, quest’ultimo decide di chiedere il suo intervento. Si viene così a sapere che la signora Leidner aveva contratto un primo matrimonio con un uomo che era stato una spia tedesca e che tutti davano per morto dopo un incidente ferroviario. La certezza della sua morte, però, non è mai stata appurata. Partendo da questo, Poirot arriverà alla soluzione.

Curiosità:
1) Alla fine del romanzo, Poirot lascia la Mesopotamia giusto in tempo per trovarsi implicato in Assassinio sull’Orient Express. Anche se Non c’è più scampo è successivo, infatti, gli eventi in esso narrati sono precedenti a quell’avventura.
2) Poiché Agatha Christie era una grande appassionata di delitti in stanze chiuse, questo romanzo replica in parte la struttura del Mistero della camera gialla (1907) di Gaston Leroux. Lo stesso testo è stato fonte di ispirazione anche per il romanzo Aiuto, Poirot! (1923) (vedesi, a questo proposito, Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone per Mondadori, pag. 330).
3) Il titolo italiano si riferisce a una frase contenuta nelle lettere minatorie ricevute dalla Signora Leidner prima di essere assassinata.

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes creato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). In questo caso, Agatha Christie coglie l’occasione per un paragone, ben poco lusinghiero, tra lui e Hercule Poirot:
Non so come me lo fossi immaginato… qualcosa sul tipo di Sherlock Holmes, credo; alto, snello, con la faccia acuta e intelligente. Invece! Quando me lo sono trovato davanti per poco non scoppiavo a ridergli in faccia. Sembrava una macchietta. Alto poco più di un metro e mezzo, grassoccio, anziano, con un enorme paio di baffi e una testa d’uovo! Un parrucchiere da farsa, ecco!
(pag. 76, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

2) Riferimento a una serie di opere letterarie reali (Agatha Christie ama molto citare titoli di libri all’interno dei suoi romanzi o racconti e, spesso, inventarseli di sana pianta. Cosa che in questo caso non avviene). Who Were the Greeks? (1930) è un testo dell’archeologo britannico Sir John Linton Myres; Life of Lady Hester Stanhope si riferisce all’opera The life and letters of Lady Hester Stanhope pubblicata nel 1914 e composta da Catherine Lucy Wilhelmina Powlett Cleveland; Back to Methuselah è un testo scritto dal drammaturgo George Bernard Shaw tra il 1918 e il 1920 e composto da una prefazione e cinque pièces; Linda Condon è un romanzo dell’americano Joseph Hergesheimer risalente al 1919; Crewe Train è un romanzo del 1926 di Rose Macaulay. Da notare che tutte queste opere hanno a che fare con l’archeologia o con eroine atipiche, esattamente come il personaggio di Louise Leidner protagonista del romanzo della Christie:
Rimise a posto il ritratto e osservò il servizio da toeletta, semplice ma bello, in tartaruga. Poi guardò una fila di volumi fra due reggilibri, e ne lesse forte i titoli: Chi erano i greci?, Introduzione al relativismo, Vita di Lady Hester Stanhope, Torniamo a Matusalemme, Linda Condon, Il convoglio.
(pag. 107, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

Non c'è più scampo (Murder in Mesopotamia)3) Riferimento al personaggio di Jago dell’Otello di William Shakespeare:
“Per questo la odio: perché lei si divertiva ad aizzare la gente, a suscitare passioni e liti ma senza mai esservi coinvolta. Una specie di Jago femmina, una maligna spettatrice. Capite quel che voglio dire?”.
(pag. 117, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

4) Riferimento alla ballata di John Keats La Belle Dame sans Merci (1819):
“Naturalmente le seccava che una donna, anziana secondo il suo punto di vista e che già aveva pescato due mariti, venisse a cacciare nella sua riserva. Sheila è una ragazza attraente e piena di salute, ma la signora Leidner era qualcosa fuori dell’ordinario, aveva un fascino un po’ misterioso… una specie di Belle dame sans merci!
(pag. 121, traduzione di Enrico Piceni per Mondadori, 1938)

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Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)

Sintesi: Nel collegio di Meadowbank, frequentato da ragazze appartenenti all’alta borghesia inglese e non solo, l’anno scolastico procede nel migliore dei modi finché non viene rinvenuto il cadavere di un’insegnante di sport. A questo omicidio ne segue ben presto un altro, riguardante una seconda insegnante, mentre una delle ragazze viene misteriosamente rapita. Julia Upjohn, allieva della scuola, decide di recarsi da Poirot per spiegargli l’accaduto e per mostrargli anche le pietre preziose che ha rinvenuto in una racchetta. L’investigatore, incuriosito dal caso e piacevolmente sorpreso dall’intraprendenza della ragazzina, aiuterà l’ispettore Kelsey a individuare il responsabile.

Curiosità:
1) Il titolo originale si riferisce alla locuzione idiomatica inglese to throw/to set/to put a cat among the pigeons, ovvero scatenare un putiferio come quello che si crea quando si mette un gatto in una colombaia.
2) L’immaginario collegio di Meadowbank richiama il collegio Caledonia a Bexhill-on-Sea, a suo tempo frequentato dalla figlia di Agatha Christie, Rosalind.
3) Il libro presenta la classica struttura con narratore onnisciente in terza persona eccezion fatta per il capitolo 5 che assume la forma del romanzo epistolare.
4) Nel capitolo 13 del romanzo originale, durante uno scambio di battute tra le protagoniste, viene citata l’attrice inglese Joyce Grenfell nota per aver interpretato la serie di film ambientata nella scuola di St Trinian (The Belles of St Trinian’s (1954), Blue Murder at St Trinian’s (1957), The Pure Hell of St Trinian’s (1960)) a cui Agatha Christie si sarebbe in parte ispirata. Nella traduzione italiana, le battute, che riporto qui di seguito, vengono completamente omesse.

‘Look at Vansittart doing her stuff.’
‘Terribly gracious, isn’t she?’ said Jennifer.
‘I don’t know why,’ said Julia, ‘but somehow it makes me want to laugh. It’s a sort of copy of Miss Bulstrode, isn’t it? Quite a good copy, but it’s rather like Joyce Grenfell or someone doing an imitation.’
‘There’s Pam’s mother,’ said Jennifer. ‘She’s brought the little boys. How they can all get into that tiny Morris Minor I don’t know.’
‘They’re going to have a picnic,’ said Julia. ‘Look at all the baskets.’

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)Riferimenti intertestuali:
1)
Riferimento ai personaggi di Giulietta e di Desdemona di Romeo e Giulietta e Otello di Shakespeare:
“Può una buona qualità essere portata all’eccesso?”. Io non sapevo cosa dire. Il tema della prossima settimana sarà: “Fate un paragone tra il carattere di Giulietta e quello di Desdemona”. Anche questo mi sembra sciocco.
(pag. 58, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

2) Riferimento al Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij:
L’ho chiesto alla signorina Chadwick (non avrei mai osato chiederlo alla signorina Bulstrode!) e lei mi ha risposto con molta durezza. Mi ha detto che non era affatto vero e che non dovevo dare retta ai pettegolezzi.
Siamo state al balletto, martedì, Il lago dei cigni. Un sogno indescrivibile!
(pag. 59, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

3) Riferimento implicito al romanzo di Agatha Christie Fermate il boia (1952) attraverso il personaggio di Maureen Summerhayes che qui risulta essere una cara amica della madre della giovane che chiede aiuto a Poirot:
“Piacere, Signor Poirot, sono Julia Upjohn. Credo che conosciate una grande amica della mia mamma: la Signora Summerhayes. Siamo state da lei l’estate scorsa e ci ha parlato molto di voi”.
“La Signora Summerhayes…”. La mente di Poirot riandò a una casetta arrampicata sulla sommità di una collina, a un simpatico viso lentigginoso, a un divano con le molle rotte, a una quantità di cani e a molte altre cose piacevoli e spiacevoli.
(pag. 154, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

Macabro quiz (Cat Among the Pigeons)4) Riferimento alla Bibbia (Proverbi 31:10): Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore (la traduzione italiana parla, appunto, di perle e non di rubini):
“Ma, vedete, lui e io… lui era musulmano, eppure ogni tanto mi chiedeva di leggergli qualche brano della Bibbia. E leggemmo quel punto in cui si parla di una donna che valeva di più di qualsiasi rubino. E perciò… non terrò nessun gioiello. Preferisco di no”.
(pag. 216, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1960)

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Sintesi dei racconti di Agatha Christie (II)

 

Tommy e Tuppence: in due s’indaga meglio (1929):

 

Non è propriamente una raccolta di racconti gialli, ma una raccolta di racconti che parodiano il genere giallo. Nel corso degli ultimi anni, il libro è stato ripubblicato poche volte – forse anche perché Tommy e Tuppence non godono della stessa fama di Hercule Poirot e Miss Marple – eppure meriterebbe una riscoperta. Non solo è divertente ma contiene molti riferimenti ai personaggi e agli autori della letteratura gialla in un vero e proprio gioco di rimandi.

Contiene:
Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglio
Una fata in salotto (A Fairy in the Flat)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Signor Carter, Albert. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Dopo sei anni di matrimonio, Tommy e Tuppence, i detective improvvisati protagonisti del romanzo Avversario segreto, iniziano a manifestare una certa noia nei confronti della loro routine quotidiana. Tuppence, in particolare, vorrebbe avere l’occasione di lanciarsi in nuove avventure. Neanche a farlo apposta, poco dopo questa sua affermazione si presenta da loro il Signor Carter che gli chiede di assumere la direzione dell’Agenzia Investigativa Internazionale, in precedenza diretta da Theodore Blunt, ora “ospite” delle patrie galere. Il Signor Carter raccomanda a Tommy e Tuppence di prestare attenzione ad alcune lettere azzurre con francobollo russo e a tutti coloro che dovessero fare riferimento al numero sedici, cifra nascosta sotto i francobolli delle buste e visibile quando li si inumidisce. Curiosità: Il titolo si riferisce a una macchiolina bianca presente su una foto scattata da Tommy che ricorda la forma di una fata. Frase memorabile: “Pensa che bellezza… Sentiamo battere furiosamente alla porta, andiamo ad aprire e un morto entra barcollando”. “Tuppence, i morti non barcollano. Stanno fermi”. Riferimenti: Il racconto riprende lo stile dei racconti di Herbert G. Jenkins aventi per protagonista Malcolm Sage e contenuti nella raccolta Malcolm Sage, detective (1921).

La teiera (A Pot of Tea)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Lawrence St. Vincent. Tipo di crimine: Sparizione di una giovane. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence prendono possesso dell’Agenzia Investigativa. Lui inizia a spacciarsi per Theodore Blunt, mentre Tuppence dichiara di essere la Signorina Robinson, sua segretaria. I primi casi che gli vengono affidati riguardano solo donne gelose che temono che il marito le tradisca, poi, un giorno, si presenta tale Lawrence St. Vincent che chiede loro di ritrovare una giovane scomparsa. Curiosità: Come il racconto precedente, lo scopo di questa storia è introdurre il “gioco” a cui in seguito si presteranno Tommy e Tuppence, e cioè indossare di volta in volta i panni di qualche celebre detective letterario. Frase memorabile: “È strano che ci siano così poche persone che si chiamano davvero Smith. Io non ne conosco neanche una. Eppure, su dieci persone che non vogliono dire chi sono, nove dicono di chiamarsi Smith. Sto scrivendo una monografia su questo argomento”. Riferimenti: Anche questo racconto riprende il Malcolm Sage di Herbert G. Jenkins.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa perla rosa (The Affair of the Pink Pearl):
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Signorina Kingstone Bruce. Tipo di crimine: Furto. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence ricevono in agenzia la visita della Signorina Kingstone Bruce. Siccome la sera prima, durante una cena, una delle ospiti della sua famiglia ha perso una perla preziosa, la giovane, su consiglio di Lawrence St. Vincent, ha deciso di rivolgersi a loro. I due detective si recano nella dimora della famiglia Kingstone Bruce nel tentativo di scoprire chi poteva avere interesse a rubare la perla. Frase memorabile: “E ora, mon ami, usa le tue piccole cellule grigie, come direbbe Hercule Poirot, e dimmi che cosa ti suggeriscono quegli oggetti”. Riferimenti: Tommy e Tuppence qui recitano la parte del Dottor John Thorndyke e di Polton, suo assistente; entrambi sono personaggi creati da Richard Austin Freeman.

Un cliente sospetto (The Adventure of the Sinister Stranger)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Charles Bower. Tipo di crimine: Tentato furto di documenti. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il dottor Charles Bower si reca all’Agenzia Investigativa per sottoporre a Tommy e Tuppence un caso insolito: già due volte è stato contattato per casi urgenti per poi scoprire che le telefonate erano false e che, in sua assenza, i documenti dello studio erano stati messi sottosopra. Poiché il dottore è stato contattato una terza volta, ma è riuscito a scoprire l’inganno, chiede ai due detective di approfittare dell’occasione per smascherare il colpevole. Nel frattempo, nella sede dell’Agenzia arriva una delle lettere azzurre a cui il Signor Carter, nel primo racconto, aveva raccomandato di fare attenzione. Frase memorabile: “Ma che brutto carattere, lasciatemi finire di parlare. Vi sto spiegando che non posso scrivere perché ho le mani legate. Non sono uno di quei mostri che sanno scrivere col naso o coi gomiti”. Riferimenti: Tommy e Tuppence diventano Desmond e Francis Okewood, i fratelli detective protagonisti dei romanzi di Valentine Williams.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioIl signore vestito di carta (The Gentleman Dressed in Newspaper):
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Sir Arthur Merivale, Ispettore Marriot. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence, in seguito a un insolito annuncio apparso sul giornale, decidono di recarsi a un ballo mascherato. Qui notano una donna e un uomo vestiti rispettivamente da Regina di Cuori e Signore vestito di carta. Poco dopo, Tuppence scopre che la Regina di Cuori è stata pugnalata; un attimo prima di morire, la donna riesce a dire alla giovane detective: “È stato Bingo…”. Con l’aiuto dell’Ispettore Marriot, Tommy e Tuppence iniziano un’indagine per scoprire il colpevole. Frase memorabile: “Mi avevano insegnato che gli uomini, soprattutto i mariti, sono creature corrotte che pensano solo a bere, a ballare e far tardi la sera e che solo qualche moglie di eccezionale bellezza e intelligenza può vantarsi di aver sfatato questa leggenda. In realtà mi sono resa conto che tutte le mogli che conosco vorrebbero andare a ballare e hanno un marito che va a letto alle nove e mezzo”. Riferimenti: Durante il ballo mascherato, Tommy e Tuppence si travestono da McCarty e Riordan, investigatori nati dalla penna di Isabel Ostrander.

L’introvabile Signora Gordon (The Case of the Missing Lady)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Gabriel Stavansson. Tipo di crimine: Scomparsa di una donna. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Gabriel Stavansson, noto esploratore, chiede a Tommy e Tuppence di aiutarlo a rintracciare la sua fidanzata, Hermione Gordon, di cui ha perso le tracce dopo essere rientrato dall’ennesimo viaggio. La zia di lei, Lady Susan Clonray, gli ha detto che la donna aveva intrapreso una serie di viaggi e gli ha fornito una lista di indirizzi dove trovarla, ma nessuna delle persone residenti in quei posti l’ha mai vista. I due detective si mettono all’opera per rintracciare Lady Gordon. Frase memorabile: “Se vuoi fare lo Sherlock Holmes ti do una dose di cocaina, piuttosto, ma lascia stare quel violino. Non ti rendi conto che non riesci a ingannare nessuno?”. Riferimenti: La storia ricalca in parte la trama del racconto La scomparsa di Lady Frances Carfax di Sir Arthur Conan Doyle.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioA moscacieca (Blindman’s Buff)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Il duca di Blairgowrie. Tipo di crimine: Sequestro di persona. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre Tuppence e Tommy si trovano in un ristorante, in cui quest’ultimo sta sperimentando, con una mascherina sugli occhi, quanto possa essere difficile non possedere la vista, vengono avvicinati da tale Duca di Blairgowrie che asserisce di essere in pensiero per la figlia rapita e di avere bisogno del loro aiuto. In realtà, è una trappola legata alle misteriose lettere azzurre di cui si è già accennato nel primo racconto. Frase memorabile: “Non puoi aspettarti un omicidio o una rapina tutti i giorni, sii ragionevole. Piuttosto penso che quando il lavoro langue dovremmo approfittarne per allenarci un po’ in casa tutte le mattine. Ci farebbe bene alla salute”. “Cento piegamenti sulle ginocchia davanti alla finestra aperta?”. Riferimenti: Tommy interpreta il ruolo di Thornley Colton, investigatore cieco creato da Clinton H. Stagg, mentre Tuppence entra nei panni dell’assistente.

Un uomo nella nebbia (The Man in the Mist)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Marvyn Estcourt (detto Maciste), Gilda Glen Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Tommy e Tuppence si trovano poco lontano da Londra dopo aver fallito una missione. Tommy è vestito da prete. Mentre sono in un bar, in attesa del treno per Londra, incontrano Maciste, vecchio amico di Tommy, che gli dice che per recarsi in stazione devono passare da Morgan Avenue, strada lungo la quale, verso sera, sembra passare un poliziotto fantasma. I due detective imboccano la via e in effetti, odono dei passi, ma nel frattempo, in una casa proprio lì vicino, è stata assassinata una donna. Frase memorabile: “Altro che Padre Brown”, brontolò, “E pensare che avevo anche l’ombrello giusto”. Riferimenti: Tommy veste i panni di Padre Brown, frutto della fantasia di G. K. Chesterton.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioI fringuelli (The Crackler)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Ispettore Marriot, Maggiore Laidlaw. Tipo di crimine: Falsificazione di banconote. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: L’ispettore Marriot chiede a Tommy e Tuppence di smascherare una banda di falsari. Poiché l’ispettore ritiene che i signori Laidlaw fungano da veicolo per lo spaccio di banconote, i due detective entrano nella loro cerchia di amici e iniziano la caccia ai “fringuelli”, i falsari appunto. Frase memorabile: “Mentre segnavo la porta con una croce, e voi eravate tanto occupato a divertirvi alle mie spalle, ho rovesciato a terra una bottiglietta di valeriana. Ha un cattivo odore, ma ai gatti piace, e quando Albert è arrivato con la polizia, una folla di gatti gli ha indicato qual era la porta giusta”. Riferimenti: La storia segue lo stile dei racconti polizieschi di Edgar Wallace.

Il mistero del campo di golf (The Sunningdale Mystery)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Capitano Sessle, Doris Evans. Tipo di crimine: Omicidio. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mentre Tommy e Tuppence stanno facendo colazione in un bar, decidono di discutere di un omicidio avvenuto di recente: il mistero di Sunningdale. Il capitano Sessle è stato trovato cadavere su un campo da golf, trafitto dallo spillone di un cappello. Analizzando tutti i dettagli del caso e le dichiarazioni dei testimoni, i due si renderanno conto che le apparenze ingannano. Frase memorabile: “Gli uomini sono sempre indietro di anni con la moda, ragionano secondo schemi fissi, non hanno elasticità, per loro spilloni e forcine sono “armi femminili”. Può darsi che sia stato così tanto tempo fa, ma adesso no. Io, per esempio, non ho mai usato né spilloni né forcine”. Riferimenti: Tuppence veste i panni di Polly Burton e Tommy quelli del vecchio nell’angolo, protagonisti della serie di racconti Il vecchio nell’angolo. Dodici misteri della Baronessa Orczy. Esattamente come nella raccolta, i due risolvono il mistero senza muoversi dal tavolino del bar.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa morte è di casa (The House of Lurking Death)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Lois Hargreaves. Tipo di crimine: Tentativo di avvelenamento con arsenico. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Lois Hargreaves si reca all’Agenzia Investigativa per informare Tommy e Tuppence di un evento spiacevole accaduto a casa sua. La giovane ha ricevuto una scatola di cioccolatini ma, dopo averli distribuiti agli ospiti, tutti si sono sentiti male. Dalle analisi è risultato che i cioccolatini contenevano arsenico. Episodi di questo tipo si erano già verificati nella zona in cui la giovane risiede ma, stavolta, teme che sia stato qualcuno all’interno della sua stessa casa a compiere il gesto. Tommy e Tuppence iniziano un’indagine tra i parenti più stretti. Frase memorabile: Il tempo scorre veloce. Inseguirò i miei nemici, li raggiungerò e non mi volterò indietro finché non li avrò distrutti. È scritto: la parola del Signore è scesa su di me. Io sono il flagello di Dio!”. “Matta come una cavalla”, bisbigliò Tommy. Riferimenti: La storia è strutturata come un racconto di Alfred Edward Woodley Mason avente per protagonista l’ispettore Hanaud.

Un alibi perfetto (The Unbreakable Alibi)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Montgomery Jones, Una Drake. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Montgomery Jones si è follemente innamorato di tale Una Drake e ha scommesso con lei di riuscire a smontare l’alibi perfetto che si è creata. Se vincerà, potrà chiederle qualsiasi cosa anche di sposarla. Siccome l’uomo non spicca per intelligenza, pensa bene di chiedere a Tommy e Tuppence di aiutarlo. Secondo l’alibi, la giovane, lo stesso martedì sera, era presente in due posti diversi, a chilometri di distanza, ed è stata vista da numerosi testimoni. Sarà Tuppence a svelare l’enigma. Frase memorabile: “Si fa così: mostriamo quattro o cinque foto ai camerieri dei ristoranti e degli alberghi, e loro scelgono quella giusta”. “Sei sicura che scelgano quella giusta?”. “Nei libri capita sempre così”. Riferimenti: Racconto che segue lo stile di Freeman Wills Crofts, noto per aver creato il detective Joseph French e per le storie incentrate sugli alibi perfetti.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioLa Casa Rossa (The Red House)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Monica Deane, Dottor O’Neill. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Monica Deane, giovane con madre invalida, ha da poco ereditato una casa. Poiché la dimora ha molte più stanze della loro attuale residenza, lei e la madre vorrebbero trasformarla in una pensioncina per ricavarci qualche guadagno. Nella casa, però, hanno iniziato a verificarsi strani fenomeni che si presumono essere attribuibili a qualche poltergeist. Tale Dottor O’Neill si è offerto di risolvere il problema previo acquisto della dimora e Monica sospetta che in realtà l’uomo sia solo interessato ad appropriarsene. Tommy e Tuppence si recano sul posto e iniziano a indagare. Pian piano si rendono conto che, molto probabilmente, l’ex proprietaria della casa vi aveva nascosto all’interno una fortuna che tutti vogliono. Frase memorabile: “Natale viene una volta all’anno. Lo dicevano le nostre nonne, e qualcosa di vero c’è”. Riferimenti: La trama riprende le storie narrate da Anthony Berkeley Cox, con protagonista il detective Roger Sherringham.

Gli stivali dell’ambasciatore (The Ambassador’s Boots)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Randolph Wilmott. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Randolph Wilmott, ambasciatore americano in Gran Bretagna, è appena rientrato da un viaggio nel suo paese. Durante il ritorno, una delle sue sacche è stata scambiata con quella di Ralph Westerham, senatore. Quest’ultimo, accortosi dell’errore, ha mandato il suo domestico in casa Wilmott in modo da rimettere le cose a posto. Il problema è che il giorno seguente, quando l’ambasciatore ha incontrato per caso il senatore, è venuto fuori che non c’era mai stato alcuno scambio di sacche e che Westerham non aveva mai mandato il suo domestico in casa Wilmott. Di conseguenza, l’ambasciatore decide di contattare Tommy e Tuppence per capire cosa si nasconde dietro questo insolito evento. Frase memorabile: “Per essere come lui dovresti passare la giornata in mezzo a cadaveri con la testa fracassata e le membra spezzate”. Riferimenti: Il detective ed esperto di medicina Reginald Fortune, personaggio nato dalla penna di Henry Christopher Bailey, è la fonte d’ispirazione di questo racconto.

Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglioL’uomo numero sedici (The Man Who Was No. 16)
Protagonisti: Tommy e Tuppence Beresford, Albert, Signor Carter. Tipo di crimine: Nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il Signor Carter informa Tommy e Tuppence di essere molto fiero del loro lavoro, tuttavia, li prega di stare attenti perché un agente russo, Numero Sedici, maestro nell’arte del travestimento, è sulle loro tracce. Lo scopo, adesso, è riuscire a catturarlo. Tornati in agenzia, i due detective scoprono che le pagine del calendario sono state strappate e che ora indica la data di domenica 16. Poco dopo, si presenta da loro il Principe Vladiroffsky, un uomo che possiede tutte le caratteristiche annunciategli da Carter in precedenza. Frase memorabile: Mon ami… ci troviamo in una circostanza estremamente grave. Ricordi l’uomo che veniva indicato con il numero quattro? Quello che schiacciai come un guscio d’uovo sulle Dolomiti… con l’aiuto di un po’ di esplosivo, bien entendu”. Riferimenti: In questo caso Agatha Christie parodia la sua stessa opera prendendo di mira Hercule Poirot e il romanzo Poirot e i quattro.

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È un problema (The Crooked House)

Sintesi: Charles Hayward e Sophia Leonides sono innamorati. Un giorno, Charles legge sul giornale della morte del nonno di Sophia, Aristide Leonides, e viene in seguito a sapere che l’uomo è stato avvelenato tramite un’iniezione. Poiché Sophia si rifiuta di sposare Charles finché il colpevole non sarà trovato, il giovane, il cui padre lavora per Scotland Yard, si fa ospitare nella dimora della famiglia Leonides nella speranza di riuscire a carpire qualche segreto.

ATTENZIONE, IL POST CONTIENE UNO SPOILER SUL FINALE DEL LIBRO.

Curiosità: 1) Il titolo originale si riferisce alla nursery rhyme There Was a Crooked Man: There was a crooked man, and he walked a crooked mile. / He found a crooked sixpence upon a crooked stile. / He bought a crooked cat, which caught a crooked mouse, / And they all lived together in a little crooked house (C’era un uomo sbilenco che percorse un miglio sbilenco,/Trovò una moneta sbilenca da sei pence su una scaletta sbilenca./Comprò un gatto sbilenco che catturò un topo sbilenco./E vissero tutti insieme in una piccola casa sbilenca). In questo contesto il suo significato è che i parenti di Aristide Leonides non hanno mai imparato a essere indipendenti da lui e a vivere la loro vita.
2) È un problema è il romanzo poliziesco che, assieme alle Due verità, Agatha Christie dichiarò di apprezzare di più (vedesi Agatha Christie, La mia vita, Arnoldo Mondadori Editore, Segrate 1978, pag. 610, traduzione di Maria Giulia Castagnone).
3) Se nell’Assassinio di Roger Ackroyd Agatha Christie crea un finale spiazzante, in È un problema l’autrice opta per una conclusione abbastanza intuibile ma sconvolgente. Per questa ragione, nel 1949, prima dell’uscita del libro, l’editore le chiese di modificare il finale. Agatha Christie rifiutò sostenendo di non voler tradire la fiducia che i lettori riponevano in lei (vedesi Matthew Bunson, The Complete Christie, An Agatha Christie Encyclopedia, Pocket Books, New York 2000, p. 42).
In effetti, l’idea di attribuire la serie di omicidi a una dodicenne psicopatica e megalomane, che alla fine comunque viene uccisa in un incidente stradale provocato dalla zia che non ci tiene affatto a veder crescere un simile mostro, è insolita per l’epoca e non facile da accettare per gli editori della Christie che cercavano sempre di mantenere un certo buonismo nei confronti dei lettori. L’obiettivo dell’autrice è dimostrare che, purtroppo, il male può nascondersi ovunque, anche nel volto apparentemente angelico di una ragazzina.
4) Di recente, ne è stato tratto il film Mistero a Crooked House (con Terence Stamp nel ruolo dell’Ispettore Taverner e Glenn Close in quello della zia dell’assassina. Attualmente la pellicola è in post-produzione e dovrebbe uscire nel 2018).

È un problema (The Crooked House)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al personaggio biblico di Gezabele la cui storia è narrata nel primo e nel secondo Libro dei Re. In quest’ultimo, 9:30-37, è descritta anche la sua morte atroce e il successivo spregio del suo corpo da parte dei cani:

“[…] Gezabele non era cattiva come nella Bibbia. Era diventata un personaggio patriottico e gentile. Insomma, una noia mortale. Il finale, però, non era male. La buttavano dalla finestra. Ma non veniva sbranata dai cani. Un vero peccato, non credi? La parte in cui i cani la sbranano è la mia preferita. Mamma dice che non si possono portare i cani in scena, ma io non vedo perché. Si potrebbero usare dei cani ammaestrati”. Citò con enfasi: “E la divorarono tutta, eccetto i palmi delle mani”.
(pag. 87, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

2) Riferimento all’opera teatrale Voysey Inheritance (1905) del commediografo britannico Harley Granville-Barker (1877-1946):
“Era la fine di novembre, ti ricordi Philip? Una sera papà ci riunì tutti e ci lesse il testamento”.
Taverner si rivolse a Philip Leonides.
“Conferma, signore?”.
“Sì”.
“Proprio come nell’Eredità dei Voysey”, sospirò platealmente Magda, “C’è sempre qualcosa di così drammatico nei testamenti”.
(pag. 93, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

3) Riferimento alla figura di Lady Macbeth del Macbeth di William Shakespeare:
“Anche Pritchard era un tipo molto socievole” gli ricordò il Vecchio.
“Diciamo allora che hanno agito in complicità”.
“Con Lady Macbeth nel ruolo decisivo” disse mio padre quando Taverner se ne fu andato. “Non credi, Charles?”.
Ricordai la figura snella ed elegante, in piedi vicino alla finestra di quella stanza così austera.
“Non lo so” ammisi. “Lady Macbeth era una donna essenzialmente avida. Non mi sembra che Clemency Leonides lo sia, e non mi sembra particolarmente interessata ai beni materiali”.
(pagg. 102-103, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

Mistero a Crooked House4) Riferimento al testo teatrale Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesselring (1902-1967). Da notare che Vavasour Jones è il nome del protagonista dell’atto unico Welsh Honeymoon (1917) dell’autrice americana Jeannette Augustus Marks (1875-1964):
“[…] Sta leggendo l’ultima opera di Vavasour Jones, si intitola Ci pensa la donna ed è una divertente commedia gialla la cui protagonista è una sorta di Barbablù in gonnella. Secondo me è copiata di sana pianta da Arsenico e vecchi merletti, ma ha una bella parte femminile, una donna con la mania di rimanere vedova”.
(pag. 229, traduzione di Rosalba Buccianti per Mondadori, 2015)

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Assassinio allo specchio (The Mirror Crack’d from Side to Side)

Sintesi: A St Mary Mead, l’attrice Marina Gregg compra la residenza di Gossington Hall e vi si trasferisce con il marito. Durante una festa di beneficenza a favore dell’Ospedale St John, Heather Badcock, donna alquanto egocentrica, muore dopo aver sorbito un cocktail. La signora Dolly Bantry, cara amica di Jane Marple e vedova del Colonnello Bantry, discute della faccenda con lei e la vecchina decide così di intraprendere un’indagine in parallelo con quella dell’Ispettore Capo Craddock.

Curiosità:
1)
Il titolo originale è tratto da un verso del poemetto romantico di Lord Alfred Tennyson (1809-1892) The Lady of Shalott: The mirror crack’d from side to side; / “The curse is come upon me,” cried / The Lady of Shalott (Lo specchio si incrinò da parte a parte; / “Il fato ha già deciso la mia sorte”, / Di Shalott la Signora singhiozzò (traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)). Alla fine del romanzo, il personaggio di Miss Marple ne cita proprio il verso finale: But Lancelot mused a little space; / He said, “She has a lovely face; / God in his mercy lend her grace. / The Lady of Shalott. (Ser Lancillotto la rimira e tace, / E meditabondo pensa: È bella ancora / Che accolga Iddio di Shalott la Signora / Le sue colpe perdoni e le dia pace)
2) Il romanzo è dedicato all’attrice Margaret Rutherford per la quale Agatha Christie nutriva grande ammirazione benché non la trovasse molto adatta per il ruolo di Miss Marple. Allo stesso modo, Margaret Rutherford non si sentiva affatto a suo agio nei panni di un’investigatrice dilettante. I film che la videro protagonista sono quelli che più si allontanano dai romanzi originali della Christie.
3) La storia dell’attrice Marina Gregg, protagonista del romanzo, riprende la storia vera di Gene Tierney (1920-1991), la cui figlia Daria nacque con un grave ritardo mentale e con pesanti disabilità fisiche a causa della rosolia contratta dalla madre in gravidanza e trasmessale da una fan che non aveva rispettato la quarantena durante la malattia. L’episodio è narrato nei dettagli nell’autobiografia dell’attrice, Self-Portrait, pubblicata nel 1979.

Assassinio allo specchioRiferimenti intertestuali:
1) Riferimento al romanzo, avente sempre per protagonista Miss Marple, C’è un cadavere in biblioteca (1942):
Miss Marple spiegò modestamente che si era occupata di cose del genere una volta o due.
“Ho sentito dire che ci sono stati dei delitti proprio qui, in questo villaggio. Ne parlavamo l’altra sera al Bingo Club. Uno fu commesso a Gossington Hall. Io non comprerei mai una casa in cui è stato commesso un assassinio. Sono certa che sarebbe abitata dagli spettri”.
“Il delitto non fu commesso a Gossington Hall. Vi fu soltanto portato un cadavere”.
(pag. 19, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

2) Riferimento al personaggio di Sherlock Holmes, ideato da Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930) e molto apprezzato da Agatha Christie:
Il dottor Haydock si alzò. “Ora devo andare. Quello che ci vorrebbe per lei, adesso, è un bel delitto, con tante complicazioni e misteri da risolvere”.
“Questa è un’offesa!”.
“Davvero? Eppure l’ho sempre considerata alla stregua di Sherlock Holmes. Forse è un po’ superato al giorno d’oggi. Ma non sarà mai dimenticato”.
(pag. 28, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

3) Riferimento alla raccolta di racconti Miss Marple e i tredici problemi (1932) in cui Miss Marple conosce Sir Henry Clithering:
“Dev’essere una di queste persone”, sentenziò. “Mio nonno, Sir Henry Clithering, mi disse che una volta, qui, avevate un circolo. Lo chiamavate il “Circolo del martedì sera”. Pranzavate insieme, a turno, a casa dei vari membri e poi qualcuno raccontava una storia di vita vissuta che terminava con un mistero. Solo la persona che l’aveva raccontata sapeva l’esatta soluzione e ogni volta, così mi disse mio nonno, lei indovinava. Perciò ho pensato di venire qui, stamattina, per vedere se riusciva a darmi una mano a indovinare”.
(pag. 119, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

Assassinio allo specchio4) Riferimento al pittore italiano Jacopo Bellini e a una delle Madonne con bambino da lui dipinte:
Osservò il manto azzurro della Madonna, una Madonna che sorrideva felice al Bambino che teneva sollevato tra le braccia. “La Madonna sorridente di Jacopo Bellini. È un’immagine sacra, ma è anche l’immagine di una madre felice con il suo bambino. Non è così, Signor Rudd?”.
(pag. 223, traduzione di Lidia Ballanti per Mondadori, 1982)

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Dopo le esequie (After the Funeral)

Sintesi: L’anziano Richard Abernethie, di salute precaria, muore improvvisamente. Subito dopo i funerali, durante la lettura del testamento, la sorella Cora dice ai familiari che, secondo lei, hanno fatto bene a mettere tutto a tacere visto che il vecchio è stato ucciso. L’avvocato Entwhistle, stupito dalla sua affermazione, inizia a rifletterci su quando riceve una telefonata che gli comunica che la donna è stata assassinata a colpi di accetta. Subito dopo i funerali, la dama di compagnia di Cora rischia di morire avvelenata ma riesce a salvarsi all’ultimo momento. L’ispettore Morton inizia le indagini coadiuvato da Poirot che si intrufolerà tra i membri della famiglia spacciandosi inizialmente per Monsieur Pontalier.

Assassinio al galoppatoioCuriosità:
1)
Dopo la morte di Cora a colpi di accetta, l’avvocato Entwhistle cita una sadica nursery rhyme che narra la storia di Lizzie Borden (1860-1927), nota per aver assassinato con l’accetta il padre e la matrigna: Lizzie Borden took an axe / And gave her mother forty whacks. / When she saw what she had done, / She gave her father forty-one.
Il romanzo è molto pessimista riguardo alle conseguenze che la guerra ha avuto sulla vita degli esseri umani e sui rapporti sociali.
2) Nel 1963, in contemporanea con l’uscita nelle sale del film Assassinio al galoppatoio, il romanzo fu riedito in Inghilterra con il medesimo titolo. Nella pellicola, però, non compare Hercule Poirot bensì Miss Marple impersonata da Margaret Rutherford.

Il secondo episodio della nuova serie, che girammo nel 2005, fu Dopo le esequie, pubblicato in Inghilterra nel 1953, anno dell’incoronazione della Regina Elisabetta II, e negli Stati Uniti l’anno successivo con il titolo Funerals Are Fatal. In questo romanzo, Agatha Christie traccia il ritratto di una famiglia disfunzionale, dove tutti si comportano come cani e gatti. Tuttavia, i rapporti tra i vari membri della famiglia sono così complessi che l’autrice ritenne opportuno inserire un albero genealogico per aiutare il lettore a capire esattamente chi è chi. […]
Nel romanzo originale, Agatha Christie fornisce ulteriori dettagli sulla complessa personalità di Poirot, in particolare quando gli fa dire: “Le donne non sono mai gentili, anche se a volte sanno essere amorevoli”. Questa non è l’osservazione di un misogino, ma il punto di vista di un uomo che non ha mai provato attrazione sessuale per una donna. Secondo me, Poirot non ha mai manifestato il benché minimo interesse per il sesso, anche se è perfettamente in grado di riconoscere negli altri i sintomi del desiderio.
(David Suchet, Poirot and Me, Headline Publishing Group, London 2013, pp. 265-266, traduzione mia)

Dopo le esequieRiferimenti intertestuali:
1) Riferimento al romanzo, sempre di Agatha Christie, pubblicato nel 1933, Se morisse mio marito (Lord Edgware dies):
“Cosa si può fare con una donna simile?” […] “Nulla”, convenne Poirot pieno di comprensione, “Lo so benissimo. Non dimenticherò mai l’assassinio di Lord Edgware. Quasi ne uscivo sconfitto, da un cervellino di attrice. Le menti molto semplici hanno sovente il genio di commettere un crimine semplice e poi cavarsela. Speriamo che il nostro assassino, se di un caso di assassinio si tratta, sia intelligente, superiore, vanitoso e incapace di resistere alla tentazione di mettersi in mostra”.
(pag. 128, traduzione di Lia Volpatti, Mondadori, 1983)

2) Riferimento al personaggio di Ofelia dell’Amleto di Shakespeare, al Mercante di Venezia e alla frase pronunciata dal personaggio di Jessica nell’atto quinto, scena prima: I am never merry when I hear sweet music.
Poirot trovò Rosamund seduta su una panchina sulle rive di un torrentello che precipitava in una breve cascata e poi riprendeva a fluire tra i rododendri.
“Non vorrei disturbare Ofelia”, esordì Poirot, mettendosi a sedere accanto a lei. “State studiando la parte?”.
“Non ho mai recitato Shakespeare”, rispose Rosamund. “Soltanto una volta ho fatto Jessica nel Mercante di Venezia. Una parte noiosa”.
“Sì, ma non priva di pathos. Non sono mai felice quando ascolto una dolce musica. Che peso doveva sopportare, povera Jessica, la figlia dell’odiato e disprezzato ebreo”.
(pag. 220, traduzione di Lia Volpatti, Mondadori, 1983)

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Nella mia fine è il mio principio (Endless Night)

Sintesi: Michael Rogers racconta la sua storia d’amore con la giovane ereditiera Ellie Guteman e il suo rapporto con tutti coloro che, per interesse o affetto, fanno parte della sua cerchia di conoscenze. Quello che sembra il diario di un giovane innamorato si converte ben presto nella confessione di uno psicopatico.
Insolito e ricco di colpi di scena.

Curiosità: 1) Il romanzo presenta una struttura molto simile a quella de L’assassinio di Roger Ackroyd in quanto l’io narrante è menzognero. Tuttavia, Michael Rogers è molto più perverso e imprevedibile del Dottor Sheppard del romanzo succitato e questo spiazza ulteriormente il lettore.
2) La trama è stata ripresa, quasi identica, nel racconto, pubblicato nel 1979 nella raccolta Il caso della domestica perfetta e altre storie, Le maledizioni della strega (The case of the Caretaker) in cui Miss Marple, costretta a letto da un’influenza, risolve un caso di omicidio che sembra un incidente.
3) Il romanzo è dedicato a Nora Prichard, la nonna paterna del nipote di Agatha Christie, Mathew, che raccontò per la prima volta ad Agatha Christie la leggenda di Campo degli Zingari.
4)
Da questo romanzo, nel 1972, è stato tratto il film Champagne per due dopo il funerale.

Riferimenti intertestuali:
Nella mia fine è il mio principio (Endless Night)1) Il titolo originale è tratto da un verso della poesia di William Blake Auguries of Innocence (Every Night and Every Morn / Some to Misery are Born /
Every Morn and Every Night / Some are Born to sweet delight / Some are Born to sweet delight /Some are Born to Endless Night): Ogni giorno, a tutte l’ore / nasce un uomo che al dolore, / al dolore è destinato. / Ogni giorno, a tutte l’ore / nasce un uomo che al fulgore / della gioia è destinato. / Nasce un uomo a tutte l’ore / per la gioia o il dolore (traduzione di Laura Grimaldi per Mondadori).
Il titolo italiano è invece tratto dalla poesia di Thomas S. Eliot East Coker, citata nel primo capoverso del libro, che inizia con In My Beginning Is My End e si conclude con In My End Is My Beginning.

2) Riferimento al poema di William Blake The Fly (Little Fly / Thy summer’s play, / My thoughtless hand / Has brush’d away. / Am not I / A fly like thee? / Or art not thou / A man like me? / For I dance / And drink and sing / Till some blind hand / Shall brush my wing. / If thought is life / And strength and breath; / And the want / Of thought is death; / Then am I / A happy fly, / If I live, / Or if I die.) in seguito musicato, nel 1965, da Benjamin Britten e inserito nella raccolta Songs and Proverbs of William Blake: Uccellino melodioso / Mentre stavi appollaiato / Su quell’albero frondoso / A cantare a perdifiato / È arrivato un cacciatore / Ed il cuor ti ha trapassato. / Anch’io canto, danzo e rido / Senza un minimo di affanno / Nella sorte mia confido / Danzo e rido tutto l’anno, / Finché un giorno non lontano / Il mio cuore spaccheranno. / Uccellino melodioso / Ci convien quindi cantare / Perché in fondo solo morte / Ci è assegnata come sorte… (traduzione di Laura Grimaldi per Mondadori).

Rassegna stampa:
Nella mia fine è il mio principio (Endless Night)
“La vecchia maestrina (o qualunque sia il femminile di “maestro”) della crime-novel ha estratto dalla sua inesauribile borsa un altro romanzo dal titolo Nella mia fine è il mio principio. Si tratta di un’opera molto diversa da quelle a cui ci ha abituati. È impossibile fornire dettagli sulla trama senza svelare segreti fondamentali; i lettori che credono di trovarsi di fronte a una storia romantica, sono avvisati: si stanno sbagliando di grosso. L’impattante, per non dire terribile, suspense che avvolge il finale è forse la più sconvolgente mai concepita da un’autrice così sorprendente”.
(Francis Iles, The Guardian, 10 novembre 1967)

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Le due verità (Ordeal by Innocence)

Sintesi: Il Dottor Arthur Calgary si reca a casa della famiglia Argyle per comunicare una notizia sconvolgente: Jack Argyle, da tutti considerato da sempre uno squilibrato e condannato all’ergastolo tempo prima per un omicidio di cui si dichiarava innocente, non era affatto colpevole. Il giovane, infatti, aveva sempre dichiarato di aver ricevuto un passaggio, da uno sconosciuto di mezza età, proprio nell’ora in cui si compieva il crimine. La polizia, però, non era mai stata in grado di rintracciare tale persona e, di conseguenza, Jack Argyle era morto di polmonite in carcere poco dopo la condanna. Quella persona è proprio Arthur Calgary che, con l’aiuto del sovrintendente Huish, si mette a indagare per scoprire una volta per tutte il vero colpevole.
È un ottimo esempio di come la giustizia umana, quando sbaglia, possa distruggere la vita delle persone.
Curiosità: Nel 1984 ne è stata tratta una pellicola, in italiano nota con il titolo Prova d’innocenza, con Donald Sutherland nel ruolo di Arthur Calgary e Faye Dunaway e Christopher Plummer nei ruoli della sorella e del fratello di Jack Argyle.

Non è la giustizia ad avere importanza, ma quel che capita a chi è innocente. Il risultato delle mie rivelazioni è stato quello di avervi fatto soffrire tutti. Ma chi è innocente non deve soffrire, ed è per porre fine a questa sofferenza che sono qui, ora.

Le due verità (Ordeal by Innocence)Riferimenti intertestuali:
1) Riferimento al libro di Giobbe, 9, 20.28 (Even if I were innocent, my mouth would condemn me… I still dread all my sufferings, for I know you will not hold me innocent):

Se avessi ragione, la mia bocca mi condannerebbe. Mi spavento per tutti i miei dolori, so bene che non mi dichiarerai innocente.
(esergo del volume, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

2) Riferimento metaforico all’attraversamento del Rubicone inteso come il fatto di prendere una decisione importante:
Un forestiero dopo la chiusura della stagione turistica… che per di più traghettava a un’ora insolita. Troppo tardi per prendere il tè nel bar locale… Senza bagaglio, quindi uno che non contava di fermarsi. (Perché, poi, pensò Calgary, aveva fatto così tardi? Aveva cercato forse inconsciamente di rimandare quel momento? Di ritardare al massimo il momento cruciale?) Attraversare il Rubicone… il fiume… il fiume… La sua mente riandò all’altro fiume, il Tamigi.
(p. 10, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

3) Riferimento al teatro greco e nello specifico alla maschera della tragedia greca (it seemed as though Tragedy herself stood there barring his way. It was a young face; indeed it was in the poignancy of its youth that tragedy had its very essence. The Tragic Mask, he thought, should always be a mask of youth Helpless, foreordained, with doom approaching… from the future):
[…] sembrò che la figura apparsa sulla soglia fosse la personificazione della Tragedia venuta a sbarrargli il passo. Aveva un viso giovane; infatti la Tragedia aveva la sua vera essenza nello strazio della gioventù. La maschera tragica, pensò, dovrebbe sempre essere una maschera giovane… indifesa, predestinata, con la catastrofe che le muove inesorabilmente incontro… dal futuro.
(p. 13, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

4) Riferimento a un proverbio attribuito a Rudyard Kipling (1865-1936) la cui origine, in realtà, è ignota (Nothing is ever settled until it is settled right):
“Di chi è il detto: Nulla può mai dirsi sistemato finché…?”.
Finché non lo è in modo giusto”, finì per lui la signorina Vaughan. “Di Kipling”.
(p. 19, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

5) Riferimento a William Shakespeare e ai suoi personaggi negativi:
“Hester mi ha telefonato quella sera, dopo che questo Calgary era stato là. Finito l’ambulatorio, avevamo in programma di andare a Drymouth a sentire una conferenza sui tipi di criminali che si trovano in Shakespeare”.
“Un tema particolarmente indicato direi”.
(p. 108, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

6) Riferimento all’opera Aspettando Godot (1953) di Samuel Beckett (1906-1989):
“…Aiutò la signorina Lindstrom a lavare le stoviglie del tè, mi pare”.
“Precisamente”, fece Kirsten, “E poi andasti in camera. Dovevi uscire più tardi, se ricordi, per andare a Drymouth, a vedere una rappresentazione di Aspettando Godot allestita da una compagnia di dilettanti”.
(p. 148, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

Le due verità (Ordeal by Innocence)7) Riferimento al poema, in seguito musicato, di Jean Ingelow (1820-1897) Sailing Beyond Seas noto anche con il titolo The Dove on the Mast: (But a dove that perched upon the mast, Did mourn, and mourn, and mourn… My love he stood at my right hand… Ah, maid most dear, I am not here, have no place, no part, No dwelling more by sea or shore, But only in thy heart!):
“Un momento. È qualcosa che conosco. La colomba sul pennone mentre veloci prendevamo il largo, gemeva il suo rimpianto. È questo?”.
“Può darsi”, disse Calgary.
“È una canzone”, spiegò Hester. “Una specie di ninnananna che ci cantava Kirsten. La ricordo solo qua e là. Il mio amore mi stava accanto, e poi… qualcosa d’altro… e infine: O fanciulla adorata, non sono qui né altrove, non vivo in mare o in terra, ma solo nel tuo cuore”.
(p. 254, traduzione di Paola Franceschini per Mondadori, 1958)

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Il terrore viene per posta (The Moving Finger)

Sintesi: Jerry Burton, ex pilota, dopo essere rimasto gravemente ferito in un brutto incidente aereo, si trasferisce, per trascorrere una serena convalescenza, nel villaggio di Lymstock assieme alla sorella. Dopo qualche tempo, inizia a ricevere, come gli altri abitanti del villaggio, alcune lettere anonime contenenti pesanti insinuazioni sul suo conto e composte in modo sgrammaticato. In seguito, la moglie dell’avvocato Symmington viene trovata morta, presumibilmente suicida, e anche la cameriera, Agnes, fa la stessa fine. Scotland Yard invia l’ispettore Nash a fare chiarezza, ma il caso si risolverà solo grazie all’intervento di Miss Marple, ospite della famiglia Calthrop.

Curiosità: Il ruolo di Miss Marple, pur essendo fondamentale per individuare il responsabile dei delitti, è piuttosto marginale. Infatti, entra in scena solo a pag. 139 (su un totale di 197 pagine).
Il titolo originale è tratto da uno dei versi del Rubáiyát of Omar Khayyám tradotto nel 1859 dal poeta Edward FitzGerald (1809-1883): The Moving Finger writes: and, having writ, Moves on: nor all thy Piety nor Wit Shall lure it back to cancel half a Line, Nor all thy Tears wash out a Word of it. (Il dito in movimento scrive; e avendo scritto avanza; né tutta la tua pietà o arguzia lo indurranno a cancellare mezza riga, né tutte le tue lacrime laveranno via una sola parola).

Il terrore viene per postaRiferimenti intertestuali:
1) Riferimento a Elena di Troia, Cleopatra e Afrodite:
La magia s’infranse di colpo, al suono di quella voce piatta, decisamente umana. […] Mi venne spontaneo pensare che cosa sarebbe accaduto se gli dei avessero dato a Elena di Troia quella stessa voce piatta e incolore. Com’era strano che una ragazza potesse turbare a tal punto un uomo finché teneva la bocca chiusa e poi, quando parlava, l’incantesimo potesse svanire di colpo. […]
Una volta mi era capitato esattamente il contrario. Avevo visto una donna bruttina e scialba, che nessun uomo si sarebbe voltato a guardare. A un tratto, aveva parlato, e improvvisamente era nato l’incanto, il fascino di una nuova Cleopatra, capace di ammaliare qualsiasi uomo. […]
“È una bella ragazza, ma mi sembra piuttosto insulsa”. “Lo so”, replicai. “È bella e gentile, ma niente di più. E pensare che in un primo momento l’avevo scambiata per Afrodite”.
(pag. 25, traduzione di Diana Fonticoli, Mondadori, 1952)

2) Riferimento al poema, in seguito musicato, di Jean Ingelow (1820-1897) Sailing Beyond Seas (La medesima strofa è citata anche da Rudyard Kipling nel suo racconto The Dog Hervey (1917)): Oh, maid most dear, I am not here, I have no place, no part, No dwelling more, by sea nor shore, But only in your heart.
Mia nonna, a cui ho voluto molto bene, un tempo mi cantava vecchie canzoni accompagnandosi con la chitarra. Una di queste canzoni, ricordo, terminava così: Oh, mia dolce bambina, or non son più a te vicina, su questa terra strana non ho una casa e nemmeno una tana, non ho più posto, amore, se non lì nel tuo cuore.
(pagg. 55-56, traduzione di Diana Fonticoli, Mondadori, 1952)

3) Riferimento al significato del termine inglese waddle (andatura a papera):
“Oh, le dica che è Agnes, se non le dispiace. Agnes Waddle”.
“Agnes Waddle?”, ripetei, per essere sicuro di aver capito bene il nome.
“Appunto”.
“Qui Paperino”, mi venne voglia di replicare, resistendo a stento alla tentazione.
(pagg. 72-73, traduzione di Diana Fonticoli, Mondadori, 1952)

Il terrore viene per posta4) Riferimento al Sonetto 75 di William Shakespeare: So are you to my thoughts as food to life Or as sweet-season’d showers are to the ground’…
La lettera diceva: Caro Jerry, stavo leggendo uno dei sonetti di Shakespeare che ho imparato a scuola, quello che inizia così: “Tu sei per i miei pensieri come il cibo per la vita o come per la terra le piogge della dolce stagione…” e allora ho capito che sono innamorata di te, mi sembra giusto che tu lo sappia.
(pag. 186, traduzione di Diana Fonticoli, Mondadori, 1952)

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