Agatha Christie sotto pseudonimo: Una figlia per sempre (A Daughter’s A Daughter)

A Daughter's A DaughterLa quarantenne Ann Prantice, donna bonaria e vedova, è stata educata in base al principio “le figlie esistono per dare una mano ai genitori, non il contrario” e ha quindi avuto con la madre un rapporto molto distaccato. Di conseguenza, educa la figlia in modo diametralmente opposto, assecondandone i capricci e deresponsabilizzandola, nella convinzione di creare così con lei un legame più affettuoso e profondo. La diciannovenne Sarah, in effetti, adora sua madre, ma è convinta che esista solo per soddisfare lei e non come essere umano con proprie aspirazioni e desideri.
Durante una vacanza in Svizzera di Sarah, Ann conosce Richard Cauldfield e se ne innamora al punto di decidere di sposarlo a breve. Quando Sarah viene a conoscenza delle sue intenzioni, la situazione precipita. La ragazza fa di tutto per screditare l’uomo agli occhi della madre e alla fine lo allontana ripristinando la “quiete” familiare ma distruggendo l’equilibrio mentale della donna. Ann, da tranquilla che era, inizia a frequentare feste e a diventare sempre più superficiale, scivolando progressivamente nella depressione per non riuscire ad ammettere di aver rinunciato all’amore per il suo essere succube della figlia; Sarah, in compenso, si sposa con un uomo pluridivorziato, abituato a trattare le donne come trofei, e diventa cocainomane nella convinzione che la madre desideri la sua infelicità ma inconsapevole dell’origine di un simile odio. Nel momento in cui le due donne si chiariranno si accenderà un barlume di speranza per entrambe.

Agatha Christie, sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, traccia il ritratto di una madre e una figlia opposte per carattere che rischiano di distruggersi per la loro incapacità di vedersi come esseri umani indipendenti autorizzati a prendere decisioni autonome. La figlia è di una possessività estrema ma è anche vero che la madre non ha mai messo in discussione questo suo tratto caratteriale facendole capire quanto fosse sbagliato. L’autrice descrive con efficacia questo rapporto malato e grazie all’introduzione del personaggio di Dame Laura Whitstable offre al lettore la visione distaccata di chi, non essendo della famiglia, capisce le dinamiche della faccenda e cerca di fungere da voce della coscienza di madre e figlia.

Curiosità:

1) Il titolo originale, A Daughter’s A Daughter, è tratto dal detto A son is a son until he takes a wife. A daughter is a daughter all of her life (Un figlio è un figlio finché si sposerà, ma una figlia è una figlia per l’eternità).

2) Dal romanzo, risalente al 1952, fu tratta l’omonima pièce rappresentata nel 1956 a Bath. Di recente il testo teatrale è stato riallestito nel West End grazie al fatto che la morte della figlia di Agatha Christie, Rosalind, che ne deteneva i diritti, ha permesso al nipote di concedere l’autorizzazione. Rosalind, riconoscendosi nel personaggio di Sarah, aveva sempre rifiutato di riportare sul palco quel conflitto madre/figlia che in parte rispecchiava la realtà.

Il testo presenta diversi passaggi che, per come sono formulati, meriterebbero di entrare nel novero delle citazioni letterarie:

Bisogna ammettere che a questo mondo c’è una sola persona che ci accompagna dalla culla alla tomba, e siamo noi stessi. E allora bisogna restare in buoni rapporti con questa persona, imparare a vivere con se stessi.

Dai venti ai quarant’anni le donne sono assorbite da mille cose. È biologico, ed è giusto che sia così. Si danno da fare e si prendono cura dei figli, dei mariti, degli amanti, delle loro relazioni personali. […] Ma la seconda fioritura è quella della mente e dello spirito, e si compie con la mezza età. Invecchiando, le donne si dedicano di più ad altri aspetti, meno personali. Lo spettro degli interessi degli uomini si restringe sempre più, quello delle donne invece si fa sempre più ampio. Un sessantenne di solito non fa che ripetere sempre le stesse cose come un grammofono. Una donna, invece, se ha almeno un briciolo di personalità, è una persona interessante.

Questo è l’inconveniente di essere amati. Prima o poi ognuno se ne rende conto. Meno gente ti vuole bene, meno ragioni hai per soffrire. Io sono fortunata perché la maggior parte della gente mi detesta cordialmente, e gli altri mi ignorano in allegria.

Dio salvi l’uomo che sposa la madre di una figlia unica.

I problemi della vita nascono per una buona metà dalla presunzione di essere più belli e più buoni di quanto si sia in realtà.

A Daughter's A DaughterRiferimenti intertestuali:

1) Riferimento al serial killer George Joseph Smith che assassinava le mogli nella vasca da bagno per intascarne il denaro:
“Lawrence si è sposato un sacco di volte”. Si intromise malignamente Sarah.
“Solo tre volte”.
“Santo cielo!”, sbottò Dame Laura. “Spero che lei non sia l’uomo che annegava le proprie mogli nella vasca”.
(Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2012, traduzione di Lorenzo Flabbi)

2) Riferimento alla canzone Sometimes I Feel Like a Motherless Child, uno spiritual divenuto celebre nella versione di Paul Robeson:
Il disco era ormai arrivato alla fine. La voce profonda e malinconica stava ripetendo per l’ultima volta il ritornello: “A volte mi sento come un bimbo senza la mamma… così lontano da casa…”.
(Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2012, traduzione di Lorenzo Flabbi)

3) Riferimento all’opera The Immortal Hour di Rutland Boughton:
“Per caso hai visto l’opera The Immortal Hour o l’hai letta? Ricordi queste parole: C’è un’ora in cui un uomo proverebbe la felicità di una vita intera, se riuscisse a coglierla? Una volta ci sei andata vicina non è vero?”.
(Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2012, traduzione di Lorenzo Flabbi)

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L’adattamento giapponese di Assassinio sull’Orient-Express

Orient-Express GiapponeAmbientata nel 1933 a Shimonoseki, questa versione televisiva giapponese di Assassinio sull’Orient-Express di Agatha Christie è andata in onda in Giappone nel 2015 ed è suddivisa in due episodi di oltre due ore.

La sceneggiatura è di Kōki Mitani, specializzato nella slapstick comedy e noto per aver realizzato, nel 1991, con la compagnia teatrale Tokyo Sunshine Boys, la parodia Twelve Gentle Japanese basata su La parola ai giurati di Reginald Rose (in questa versione i giurati, all’inizio, votano tutti “innocente” tranne uno). Il protagonista, per ovvi motivi, non si chiama più Hercule Poirot ma Suguro Takeru, anche se non mancano i classici baffi. L’Orient-Express diventa Touyou Express e gli altri personaggi hanno nomi giapponesi, anche se si è comunque cercato di mantenere un’affinità con quelli originali, per esempio Boku invece di Bouc, Hirude al posto di Hildegarde.

La trama riprende fedelmente il celebre romanzo adattandolo al contesto giapponese, ma non si limita a questo. Se il primo episodio, infatti, sembra quasi un remake del film del 1974 di Sidney Lumet, il secondo ribalta la prospettiva e narra la medesima storia dal punto di vista degli assassini, partendo dal movente e passando per la preparazione dell’omicidio e la sua esecuzione, in un lungo flashback mentre sono sempre a bordo del treno bloccati dalla neve e dopo essere stati smascherati dall’investigatore. In questo secondo episodio si sente di più la mano dello sceneggiatore, per cui il dietro le quinte di un omicidio è materiale di interesse visto che dal 1994 al 2006 ha sceneggiato la serie televisiva Furuhata Ninzaburō, versione giapponese di Colombo, in cui però gli spettatori, prima della fine, erano invitati a indovinare gli indizi che avevano suggerito al poliziotto l’identità del colpevole, la modalità di esecuzione e la trappola da utilizzare per stanarlo.

La versione giapponese di Assassinio sull’Orient-Express è visibile online, purtroppo senza sottotitoli italiani o inglesi, suddivisa in sei parti, tre per la prima puntata e tre per la seconda. Non poter capire quello che dicono non aiuta, ma avendo letto il libro, visto uno dei film più noti o conoscendo già la storia credo sia comunque una visione godibile, anche per fare un confronto su come gli occidentali hanno trasposto il romanzo in film e lo stile giapponese, che pur calcando quella storia è comunque radicalmente diverso. Di sicuro il secondo episodio è più complicato da seguire visto che narra sì una storia già nota ma non c’è un precedente né narrativo né visivo. Malgrado questo, credo si possa provare ugualmente a guardarlo sempre per quanto detto sopra in riferimento al confronto fra culture.

Orient-Express Giappone

(Le informazioni qui sopra riportate sono in parte tratte dal blog specializzato ho-lingnojikenbo)

Questi i link alle diverse parti della versione televisiva:

oriento kyuko satsujin jiken episodio uno prima parte

oriento kyuko satsujin jiken episodio uno seconda parte

oriento kyuko satsujin jiken episodio uno terza parte

oriento kyuko satsujin jiken episodio due prima parte

oriento kyuko satsujin jiken episodio due seconda parte

oriento kyuko satsujin jiken episodio due terza parte

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Agatha Christie: radiodrammi

Iris gialliIris gialli (The Yellow Iris): Protagonisti: Pauline Weatherby, Lola Valdez, Hercule Poirot, Luigi, Anthony Chappell, Barton Russell, Stephen Carter. Messa in onda: Presentato per la prima volta da BBC National Programme il 2 novembre 1937 (testi delle canzoni di Christopher Hassall, musiche di Michael Sayer e arrangiamenti di Jack Beaver)
Trama: Hercule Poirot riceve una misteriosa telefonata da una donna che gli dice di essere in pericolo di vita e gli raccomanda di recarsi al più presto al Jardin des Cygnes al tavolo con gli iris gialli. Più incuriosito che altro, Poirot arriva sul posto dove incontra il suo amico Anthony Chappell, perdutamente innamorato della ricca Pauline Weatherby presente in sala. A loro si uniscono anche Stephen Carter e Barton Russell che racconta la storia della tragica morte della moglie Iris, avvenuta quattro anni prima durante una cena in un ristorante e causata dall’ingestione di cianuro di potassio. Nel corso della serata, dopo aver assistito all’esecuzione della stessa canzone che, anni prima, accompagnò la morte della moglie di Russell, Pauline muore.
Frase memorabile: Il luogo più sicuro per commettere un omicidio è in mezzo a una folla.
Curiosità:
1) (paragrafo tratto dal sito ufficiale di Agatha Christie, traduzione mia):
Pubblicato come racconto nel 1937, Iris gialli è ambientato in un ristorante e la location ovviamente suscitò l’interesse dei produttori della BBC che commissionarono un adattamento di un’ora per il programma nazionale. Iris gialli andò in onda quello stesso anno, ma incontrò recensioni contrastanti perché l’azione/dialogo era intervallata dalle esibizioni degli artisti di cabaret che si supponeva fossero in cartellone al ristorante (il presentatore era Cyril Fletcher e gli artisti erano Hugh French, Janet Lind, il gruppo vocale The Three Admirals e Inga Anderson). Per quanto i numeri fossero divertenti, rendevano difficile seguire la trama. Ha segnato il debutto di Poirot alla radio, interpretato da Anthony Holles.
2) Il racconto Iris gialli è comparso per la prima volta in volume nella raccolta The regatta mystery and other stories (1939), in italiano In tre contro il delitto.
3) Nel 1945 Agatha Christie rielaborò nuovamente la storia e ne trasse il romanzo Giorno dei morti, in cui però Hercule Poirot non compare.

Topolini ciechiTre topolini ciechi (Three Blind Mice): Protagonisti: Maureen Lyon, Molly Davis, Giles Davis, Signora Boyle, Signor Paravicini, Maggiore Metcalf, Sergente Trotter, Christopher Wren. Messa in onda: Presentato per la prima volta da BBC Light Programme il 30 maggio 1947.
Trama: Maureen Lyon viene strangolata da un uomo misterioso che fischietta Three Blind Mice e che, nel fuggire, perde un taccuino con alcuni indirizzi. Due giorni dopo alla pensione Monkswell Manor, gestita da Molly e Giles Davis e isolata dalla neve, giunge una telefonata che annuncia l’arrivo sul posto del Sergente Trotter per una questione importante. In effetti, il sergente si palesa con gli sci ai piedi per poi interrogare i proprietari sulla morte della Signora Lyon e su un caso di maltrattamenti a minori risalente ad anni prima. Mentre i presenti manifestano il loro disagio per le domande del poliziotto, l’assassino colpisce ancora e il motivetto Three Blind Mice diventa un macabro ritornello che passa di bocca in bocca aumentando la rosa dei sospettati.
Frase memorabile: Pago sette ghinee la settimana, e non certo per congelarmi.
Curiosità:
1) (paragrafo tratto dal sito ufficiale di Agatha Christie, traduzione mia):
Composto in occasione dell’ottantesimo compleanno della Regina Mary, che aveva chiesto una nuova storia della sua autrice preferita, l’idea del radiodramma fu tratta da un fatto di cronaca reale del 1945 riguardante due fratelli maltrattati in affidamento, uno dei quali morì. L’episodio sconvolse la nazione e portò, un paio di anni dopo, alla modifica delle leggi sull’affidamento. Il radiodramma di trenta minuti fu trasmesso per la prima volta dalla BBC nel 1947. Nel 1948 Agatha Christie lo adattò in un racconto. La versione narrativa non fu mai pubblicata nel Regno Unito poiché Agatha Christie insistette sul fatto che non doveva entrare in conflitto con l’adattamento teatrale del 1952, Trappola per topi.
2) La nota pièce Trappola per topi vede l’introduzione del personaggio della sorella dell’assassino, assente nella versione radiofonica e in quella narrativa, e di conseguenza di un secondo colpo di scena con un ulteriore coinvolgimento emotivo del pubblico.

Coppa da principiBurro in una coppa da principi (Butter in a Lordly Dish): Protagonisti: Florrie, Signora Petter, Julia Keene, Hayward, Susan Warren, Sir Luke Enderby, Lady Marion Enderby. Messa in onda: Presentato per la prima volta da BBC Light Programme il 13 gennaio 1948.
Trama: L’ambientazione è a Londra subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. La giovane Florrie, figlia della Signora Petter, è insospettita dal comportamento di una pensionante della madre, Julia Keene, e teme si tratti di una ladra. Nel frattempo, sui giornali londinesi si discute di un caso seguito dall’avvocato Sir Luke Enderby, specializzato nel far condannare chiunque. L’azione si sposta dalla pensione alla casa dell’avvocato e si scopre che quest’ultimo è un donnaiolo accanito benché la moglie ne sia consapevole e assecondi i suoi tradimenti. La nuova amante dell’avvocato è proprio Julia Keene, che lo attira in una casetta di campagna e gli fa fare una fine raccapricciante.
Frase memorabile: Tu appendi la gente e Marion appende i quadri.
Curiosità:
Il titolo si riferisce all’episodio biblico di Giaele e Sisara, narrato nel Libro dei Giudici (5:25) dell’Antico Testamento: Giaele attira il generale Sisara nella sua tenda e dopo avergli servito burro in una coppa da principi gli fracassa il cranio con un picchetto.

Chiamata personaleChiamata personale (Personal Call). Personaggi: Signora Lamb, James Brent, Pam Brent, Fay, Evan Curtis, Mary Curtis, Signor Enderby, Ispettore Narracott. Messa in onda: Presentato per la prima volta da BBC Light Programme il 31 maggio 1954.
Trama: Durante un cocktail party, James Brent riceve una chiamata dall’oltretomba dalla defunta moglie Fay che dichiara di aspettarlo alla stazione di Newton Abbot dove morì un anno prima investita accidentalmente da un treno. L’uomo resta profondamente scosso e ignora la chiamata, pensando si tratti di un macabro scherzo. Nei giorni seguenti, però, Fay torna a farsi sentire e per un breve istante riesce a parlare anche con la nuova moglie di lui, Pam, suggerendole di non compiere assolutamente viaggi in treno con il marito. Per chiarire la faccenda, James e Pam decidono di recarsi sul luogo dell’incidente. Frase memorabile: Supponiamo che il suo spirito sia lì, in quella stazione ferroviaria… e ti aspetti…
Curiosità:
(Paragrafo tratto dal sito ufficiale di Agatha Christie, traduzione mia):
Scritto dopo il ritorno dall’annuale viaggio archeologico dei Mallowan, questo radiodramma valse ad Agatha Christie la lode del produttore per aver incluso tutte le moderne tecniche radiofoniche. La trama si rifà a molte delle opere soprannaturali più cupe di Agatha Christie, tra cui Nella mia fine è il mio principio e il racconto Il villino degli usignoli. Inoltre, reintroduce il personaggio dell’ispettore Narracott, presente in Un messaggio dagli spiriti.

I quattro radiodrammi sono stati pubblicati in italiano come singoli ebook e all’interno del cofanetto Tutto il teatro di Agatha Christie.

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Dieci piccoli indiani: confronto tra i dialoghi di due versioni teatrali italiane

Agatha Christie - teatroIl breve confronto qui di seguito realizzato prende come esempio alcune battute del primo atto della versione teatrale di Dieci piccoli indiani per proporre una piccola riflessione su un diverso approccio traduttivo. Le versioni italiane prese in esame sono quella della scrittrice e traduttrice Laura Grimaldi, pubblicata nel 1984 e poi riedita nel 2004 all’interno dei volumi Tutto il teatro di Agatha Christie, dove la traduzione delle pièces era ad opera di diversi traduttori, e quella di Edoardo Erba, drammaturgo e regista teatrale, pubblicata nel 2014 sempre all’interno dei volumi Tutto il teatro di Agatha Christie questa volta affidati interamente alla sua curatela.
Il punto che voglio evidenziare è la netta differenza tra la resa di un’esperta traduttrice letteraria che non operava in ambito teatrale e quella di un esperto teatrale che non fa il traduttore di mestiere. Partiamo dal fatto che la pièce è ambientata negli anni Quaranta nel contesto di un’isola deserta e che entrambe le traduzioni mantengono il riferimento temporale e l’ambientazione, quindi non si tratta in alcun modo di trasposizioni ambientate in epoche o paesi diversi né di adattamenti. Di conseguenza, la resa italiana non dovrebbe avvalersi di un linguaggio che stona rispetto al contesto né, tuttavia, trattandosi di testo teatrale destinato alla recitazione, ricorrere all’uso di espressioni tipiche della letteratura ma assolutamente fuori luogo nel parlato. Prima di ogni esempio fornisco una breve analisi.

Esempio 1:
In questo caso specifico il personaggio è la moglie del domestico chiamato sull’isola per accogliere gli ospiti. Il marito è sulla cinquantina, come si evince dalla didascalia iniziale dell’opera, e anche la moglie sembra avere più o meno quell’età. Nella versione inglese, la donna non storpia la lingua e non fa uso di espressioni colloquiali, tuttavia, Edoardo Erba sente l’esigenza di conferire al personaggio una parlata più familiare che però stride con il tono del testo originale. Sentire la Signora Rogers esclamare “Ommadonna” personalmente mi fa rabbrividire, e anche l’uso del vocabolo “trincare” al posto dello standard “bere” dà l’idea di trovarsi in un’osteria più che in una lussuosa villa. Al contrario, Laura Grimaldi non calca la mano ma si attiene al testo di partenza:
La signora Rogers, moglie del domestico, è preoccupata perché gli ospiti stanno già arrivando sull’isola e si lamenta:
Oh, dear, already? […] No maids till the morning, and all these guests arriving today. […] Making that steep climb an excuse for a drink, I suppose. Like some others I know.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Oh, santo cielo, già? […] Fino a domani mattina, niente domestica, e tutti quegli ospiti che arrivano in giornata! […] E dopo aver fatto quella salita, troveranno la scusa buona per bere. Come fa qualcuno di mia conoscenza.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
Ommadonna, di già? […] Neanche una donna che mi aiuta fino a domani mattina, e tutta ‘sta gente che arriva. […] La salita… sarà una bella scusa per cominciare a trincare, vedrai. Come fa qualcun altro, non faccio nomi…

Agatha Christie (teatro)Esempio 2:
Qui il problema è dato dall’espressione “old girl” che il marito rivolge alla moglie. Considerato che entrambi hanno superato la cinquantina, definire la signora Rogers “ragazzaccia” (espressione che peraltro Edoardo Erba riprende per tutto l’arco della pièce) ha evidentemente un significato ironico che però, come nel caso precedente, sembra fuori contesto (è verosimile che negli anni Quaranta un domestico chiami la moglie “ragazzaccia”?).
Rogers, alla moglie, dopo aver ricevuto l’elenco degli ospiti:
Thanks, old girl.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Grazie, vecchia mia.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
Grazie, ragazzaccia.

Esempio 3:
Vera Claythorne è un’istitutrice, sveglia e intelligente. Edoardo Erba rende il vocabolo “silly” con “cretinata” ma, considerato il grado d’istruzione della donna, ne smorza l’effetto aggiungendo subito dopo un educato “scusi”. Gli conveniva tradurre semplicemente con “stupidaggine” o “sciocchezza”.
La venticinquenne Vera Claythorne commenta la distribuzione degli ospiti sulle barche:
It seems silly to have brought only us in the first boat and all the rest in the second.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Che stupidaggine, portare solo noi due sulla prima barca e tutti gli altri sulla seconda.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
Però è una cretinata, scusi: la prima barca solo per noi e tutti gli altri sulla seconda?

Agatha Christie (teatro)Esempio 4:
Il personaggio di Antony Marston è una testa calda. Mentre Laura Grimaldi preserva l’atmosfera anni Quaranta facendogli esclamare “Gran bel posticino”, anche se poi la soluzione “prendere per il bavero” è troppo letteraria e poco adeguata al parlato, Edoardo Erba punta sull’effetto e lo fa parlare come un giovanotto dei giorni nostri. Una scelta un po’ troppo azzardata.
Arriva Anthony Marston, ventitré anni, e si guarda in giro ammirando la bellezza del posto per poi scoprire di essere stato trascinato là con l’inganno:
Wizard place you’ve got here. […] The dirty old double-crosser! He’s let me down.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Gran bel posticino. […] Vecchio imbroglione! E così, mi ha preso per il bavero.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
‘Sto posto è una bomba. […] Vecchio figlio di buona donna! Mi ha fregato.

Esempio 5:
Il personaggio è lo stesso ed Edoardo Erba decide, con una certa coerenza, di fargli mantenere il tono colloquiale dello sbruffone anni 2000 (ma siamo nel 1940) eliminando, però, la distinzione tra “beastly bad luck” e “beastly nuisance” e convertendo entrambi in “iella”. Ma l’originale parla giustamente di “nuisance” in quanto la sospensione della patente è una seccatura più che una iella. Corretta la scelta di “bambini” anziché “ragazzi” per cui aveva optato in precedenza la Grimaldi.
Anthony Marston reagisce male alle accuse sollevate nei suoi confronti e poi cerca di giustificare il delitto di cui lo si accusa:
Don’t know what the damned fool was getting at… […] I’ve just been thinking… John and Lucy Combes. Must have been a couple of kids I ran over near Cambridge. Beastly bad luck. […] I had my license suspended for a year. Beastly nuisance.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Non riesco a capire dove voleva arrivare, quel maledetto idiota… […] Stavo pensando… John e Lucy Combe. Dovevano essere due ragazzi che investii con la macchina vicino a Cambridge. Una sfortuna incredibile. […] Mi fu ritirata la patente per un anno. Una seccatura terribile.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
Non capisco dove vuole arrivare ‘sto idiota malefico… […] Stavo pensando: John e Lucy Combe. Devono essere i due bambini che ho investito con la macchina vicino a Cambridge. Iella nera. […] Mi hanno sospeso la patente per un anno. Iella bestiale.

Agatha Christie (teatro)Esempio 6:
Qui la Grimaldi opta per una resa corretta ma troppo lunga per una battuta teatrale. Forse una soluzione migliore sarebbe stata: “La legalità è in calo. Il crimine ha tutto il mio appoggio”. Edoardo Erba, sempre alle prese con il personaggio a cui ha attribuito una parlata moderna, resta fino in fondo coerente al suo principio anche se il risultato può essere discutibile.
Sempre Marston, dopo che ognuno ha cercato di giustificare i propri crimini:

The legal life’s narrowing. I’m all for crime.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Il rispetto per la legalità diminuisce ogni giorno di più. Io faccio il tifo per il crimine.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
La legalità si sta squagliando. Io sto col crimine.

Esempio 7:
Nella scena, il personaggio svuota un bicchiere in un sorso per poi morire. Laura Grimaldi opta per il più letterario “spirare” anziché “morire”, mentre Edoardo Erba sente l’esigenza di esplicitare che prima è avvenuto l’“ingozzamento” e poi il “soffocamento”. In pratica il ragazzo si è strozzato.
7) Commenti alla morte di Marston:
Dead? D’you mean the fellow just choked and… died?
You can call it choking if you like. He died of asphyxiation, right enough.
Versione italiana di Laura Grimaldi (2004):
Morto? Vuol dire che quel tizio si è… come strangolato ed è… spirato?
Può dire che si è strangolato, se le piace. In fin dei conti è morto per asfissia.
Versione italiana di Edoardo Erba (2014):
Morto? Vuol dire che il ragazzo si è ingozzato, è soffocato ed è… morto?
Sì, può anche chiamarlo soffocamento. In fin dei conti è morto asfissiato.

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Sintesi dei racconti di Agatha Christie (V)

Il segugio della morte (The Hound of Death and Other Stories, 1933):

In questa raccolta di dodici racconti, Agatha Christie si cimenta con il soprannaturale – già trattato nel romanzo Un messaggio dagli spiriti del 1931 e poi ripreso, almeno in parte, in opere quali È troppo facile e Un cavallo per la strega – e con l’horror. In ognuna delle storie, tranne Testimone d’accusa, l’autrice tratta un particolare “fenomeno”, reale o fittizio, che finisce per sconvolgere la vita dei personaggi e sollevare dubbi nel lettore. L’elenco dei fenomeni descritti in ogni storia è tratto dall’analisi effettuata da Giuseppe Lippi e riportata nella postfazione all’edizione italiana del Segugio della morte del 2014.

Contiene:
The Hound of DeathIl segugio della morte (The Hound of Death): Protagonisti: il Signor Anstruther, il dottor Rose, Suor Marie Angelique Tipo di fenomeno: Chiaroveggenza nel tempo e nello spazio, retrocognizione. Narratore: il Signor Anstruther in prima persona. Trama: il Signor Anstruther, parlando con un amico, viene a conoscenza della storia di un convento, in Belgio, esploso in modo insolito quando, durante la prima guerra mondiale, l’esercito tedesco lo minacciò. Su una delle pareti rimaste in piedi si scorgeva un marchio, simile alla zampa di un cane, chiamato il Segugio della Morte. La suora apparentemente responsabile dell’esplosione fu ospitata in Cornovaglia, in una casa di accoglienza per profughi gestita proprio dalla sorella di Anstruther. Quest’ultimo torna nel paese della sorella e scopre che la suora è ancora nel villaggio, ospite del Dottor Rose che la assiste con un’infermiera. Le intenzioni del medico, però, sono tutt’altro che benevole in quanto, con l’ipnosi, cerca di carpire alla suora informazioni che gli permetterebbero di acquisire un terribile potere di morte. Frase memorabile: Per un uomo amante del potere, che dono immenso sarebbe! Tenere la vita di ogni essere umano nell’incavo della propria mano! Riferimenti: 1) Riferimento alla leggenda degli angeli di Mons, nata per spiegare la miracolosa ritirata dell’esercito britannico nelle Fiandre nel 1914 e la successiva mancata occupazione della Francia da parte dei tedeschi (N.B. Nella versione italiana del racconto la frase riferita agli Angeli di Mons viene sostituita da una frase sugli angeli di monsignor Bene che però non ha alcun significato). 2) Il titolo originale si rifà a The Hound of the Baskervilles di Sir Arthur Conan Doyle.

Il segnale rosso (The Red Signal) Protagonisti: Claire Trent, Jack Trent, Violet Eversleigh, Alington West, Dermot West. Tipo di fenomeno: Incorporazione, premonizione. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Durante una cena in casa Trent, che prevede in seguito una seduta spiritica, i commensali iniziano a parlare di premonizione, intuizione e sesto senso. Dermot West inizia a raccontare la sua esperienza personale legata a una sensazione di pericolo, che si manifesta attraverso un segnale rosso, da lui provata diverse volte nella vita e che gliel’ha sempre salvata. La sensazione si manifesta anche durante la cena, benché egli non ne informi gli altri ospiti, e lo porta a intuire che il discorso di suo zio Alington riferito alla pazzia riguarda in realtà uno dei commensali. Anche la medium che organizza la seduta percepisce il pericolo, ma la sensazione provata da Dermot è in parte collegata a un’errata interpretazione dei fatti. Frase memorabile: Stammi a sentire, il tuo miglior amico muore in un disastro ferroviario. Poco dopo tu ricordi di aver sognato un gatto nero giovedì scorso. Magnifico, no?

The Fourth ManIl quarto uomo (The Fourth Man) Protagonisti: Parfitt, George Durand, Campbell Clark, Raoul Letardeau. Tipo di fenomeno: Personalità alternanti, possessione. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il canonico Parfitt, l’avvocato Durand e il dottor Clark si incontrano nello scompartimento di un treno, durante un viaggio notturno, con un quarto uomo che inizialmente li ignora. I tre si mettono a conversare di corpo, anima e spirito, e di personalità multiple. In particolare, citano il caso di tale Felicie Bault, contadina brettone che ebbe ben quattro personalità diverse prima di suicidarsi. A quel punto, nella conversazione interviene anche il quarto uomo, Raoul Letardeau, che conosceva Felicie e sapeva dell’odioso rapporto che aveva con un’altra ragazza morta poi di tisi, Annette Ravel. Il giovane inizia a insinuare che la personalità di Felicie sia mutata dopo la morte di quest’ultima, legatissima alla vita e intenzionata a non mollarla a costo di entrare nel corpo di qualcun altro. Frase memorabile: È proprio sicuro di essere l’unico occupante di questa carcassa, di questa confortevole residenza che le è stata affidata per sette o settant’anni? Per il tempo che le è stato concesso lei ne è il padrone, nessuno ne dubita, ma non le capita mai di avvertire altre presenze sotto il suo tetto?

La zingara (The Gipsy) Protagonisti: Dickie Carpenter, Macfarlane, Rachel Lawes, Esther Lawes, Alistair Haworth. Tipo di fenomeno: Precognizione. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Il giovane Dickie Carpenter, ex marinaio, si confida con l’amico Macfarlane dopo essersi lasciato con la fidanzata Esther, sorella maggiore della fidanzata di Macfarlane, Rachel. Durante la conversazione, gli racconta di nutrire un’avversione per gli zingari a causa di una serie di incubi che lo hanno tormentato da bambino e che implicavano la presenza di una zingara. In seguito, dopo aver conosciuto Alistair Haworth, che sembra assomigliare alla donna degli incubi, ha ricevuto da lei diversi avvertimenti il cui mancato rispetto gli ha causato numerose tragedie. Poco tempo dopo, Dickie si sottopone a un’operazione di routine, contravvenendo alla raccomandazione di una donna da lui scambiata per la Haworth, e muore in seguito all’intervento. Macfarlane scopre così che la faccenda è legata a una leggenda riguardante un marinaio e una zingara. Frase memorabile: Strana fatalità di un dono che aveva portato distruzione là dove avrebbe dovuto portare la salvezza.

The LampLa lanterna (The Lamp) Protagonisti: La Signora Lancaster, Geoffrey Lancaster, il Signor Winburn. Tipo di fenomeno: Infestazione, fantasmi. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: La Signora Lancaster prende in affitto a un prezzo irrisorio una casa infestata poiché non crede in simili sciocchezze. Nella dimora, infatti, vivrebbe il fantasma di un bambino morto anni prima di inedia perché il padre, durante un breve viaggio a Londra, fu identificato come responsabile di un crimine e in conseguenza di questo si sparò abbandonando il bimbo a se stesso. L’anziano padre della Signora Lancaster, trasferitosi nella casa assieme al figlio di lei, Geoffrey, inizia a percepire il pianto e i passi di un bambino. Anche la servitù e Geoffrey stesso si accorgono degli strani fenomeni, mentre la signora è l’unica a non sentire nulla. Un giorno, all’improvviso, Geoffrey si ammala gravemente di polmonite e finisce per morirne. Nell’accudirlo, la Signora Lancaster inizia ad avvertire la presenza dell’altro bambino che finalmente ha trovato compagnia. Frase memorabile: Geoffrey ce l’ha… un sesto senso, come tutti i bambini. È solo quando cresciamo che perdiamo questa facoltà. A volte, da vecchi, ne scorgiamo di nuovo il bagliore, ma è nell’infanzia che la Lanterna brilla più intensamente. Riferimenti: Il titolo è tratto dal poema persiano Rubʿayyāt di ʿUmar Khayyām e viene citato dal personaggio del Signor Winburn: Quale lanterna diede il destino ai suoi bambini sperduti nel buio? Un sesto senso, il Cielo rispose.

La radio (Wireless) Protagonisti: Mary Harter, Charles Ridgeway, Patrick Harter, Dottor Meynell. Tipo di fenomeno: Falsa psicofonia. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: L’anziana Mary Harter, debole di cuore, su consiglio del nipote Charles si fa installare in casa una radio. Il medico, infatti, le ha suggerito di non focalizzarsi sulla sua malattia e di stare sempre di buon umore, e il nipote ritiene che una radio sia la soluzione ottimale. Dopo un po’ di tempo, tuttavia, quando il nipote non è presente, le trasmissioni iniziano a essere interrotte dalla voce del defunto marito di Mary che la informa che presto andrà a trovarla. Interpretandola come un presagio di morte, Mary si occupa di tutta la burocrazia necessaria per lasciare quasi l’intero patrimonio all’amato nipote. La sua morte avverrà all’ora stabilita dalla voce udita alla radio, ma un imprevisto manderà in fumo i piani del vero responsabile. Frase memorabile: Se io dovessi morire quel giorno e a quell’ora, vorrei che questa testimonianza fosse resa nota, quale prova inconfutabile della possibilità di comunicare con il mondo degli spiriti.

The Witness for the ProsecutionTestimone d’accusa (The Witness for the Prosecution) Protagonisti: Avvocato Mayherne, Leonard Vole, Romaine Heilger, Miss Emily French, Janet McKenzie. Tipo di fenomeno: nessuno. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: L’avvocato Mayherne, incaricato di difendere Leonard Vole dall’accusa di omicidio di un’anziana ricca signora per personale interesse economico, cerca di trovare le prove per dimostrare l’innocenza del suo assistito. Nel fare questo si trova a interagire con Romaine Heilger, donna ambigua che Leonard sostiene essere sua moglie, anche se in realtà non sono sposati, e che sembra odiare l’uomo a morte. Romaine, infatti, pensa bene di fungere da testimone d’accusa per far incriminare Leonard. Mayherne, tuttavia, riesce a vanificare il piano di Romaine e a dimostrare l’innocenza di Leonard, anche se gli sarebbe convenuto non farlo. Frase memorabile: È proprio vero che le donne diventano diavoli, quando ci si mettono. Curiosità: Tra i racconti brevi di Agatha Christie è quello più noto. La versione teatrale, per volontà della stessa autrice, prevede un finale diverso in cui il singolo colpo di scena del racconto si converte in un doppio colpo di scena che riequilibra le cose.

Il mistero del vaso azzurro (The Mystery of the Blue Jar) Protagonisti: Jack Hartington, Dottor Ambrose Lavington, Felise Marchaud. Tipo di fenomeno: Pseudoinfestazione. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Jack Hartington, giovane appassionato di golf, mentre è intento a giocare sente il grido di una donna che esclama: “Assassinio! Aiuto, assassinio!”. Tenta di identificare la provenienza del grido, ma l’unica ragazza che trova in un cottage vicino dichiara di non aver sentito nulla. Il fenomeno si ripete nei giorni successivi, ma il mistero continua a restare irrisolto e il giovane inizia così a pensare di soffrire di problemi mentali. Nell’albergo in cui alloggia è ospite anche un medico, il Dottor Lavington. Jack pensa di coinvolgere l’uomo nella faccenda per capire davvero come stanno le cose, e viene così a sapere che il cottage lì vicino sembra essere infestato. La giovane incontrata in precedenza dichiara di aver iniziato a sognare una donna con in mano un vaso azzurro che grida aiuto, Jack scopre che il vaso in questione è un Ming di inestimabile valore posseduto da suo zio ed è intenzionato a utilizzarlo per venire a capo della questione. Frase memorabile: Bisogna fare i conti con l’anima, mio giovane amico, perché non è un termine religioso inventato dal clero. Curiosità: Una delle migliori truffe che siano mai state concepite in ambito narrativo.

The Strange Case of Sir Arthur CarmichaelLo strano caso di Sir Arthur Carmichael (The Stange Case of Sir Arthur Carmichael) Protagonisti: Edward Carstairs, Dottor Settle, Arthur Carmichael, Lady Carmichael, Phyllis Patterson. Tipo di fenomeno: Fantasma di animale. Animali umani. Narratore: Edward Carstairs in prima persona. Trama: Edward Carstairs viene chiamato dall’amico Settle nella dimora di Arthur Carmichael poiché il giovane, da qualche tempo, ha assunto uno strano comportamento: dopo essersi svegliato una mattina ha iniziato a vagabondare dando segno di non riconoscere più nessuno dei suoi cari. Carstairs, appena giunto sul posto, scorge la presenza di un misterioso gatto grigio il cui atteggiamento è altrettanto insolito di quello di Arthur e che tutti cercano di ignorare. Allo stesso tempo, Arthur si comporta in tutto e per tutto come fosse un gatto. A poco a poco, Carstairs scopre che dietro c’è una maledizione che determina la metamorfosi degli esseri umani in animali. Frase memorabile: Presto il latte finì e Arthur Carmichael si stiracchiò di nuovo; poi, a passettini silenziosi, guadagnò la poltrona e vi si acciambellò ammiccando. Riferimenti: Il titolo si riallaccia allo Strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di Robert Louis Stevenson e anche l’impostazione del testo, gli appunti di uno psicologo, richiama un passaggio di quel racconto. Curiosità: Un racconto degno del miglior Edgar Allan Poe.

Il Richiamo delle Ali (The Call of Wings) Protagonisti: Silas Hamer, Richard Borrow, Bernard Seldon. Tipo di fenomeno: Viaggi in astrale. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Dopo una cena presso Bernard Seldon, specialista di malattie nervose, il ricco Silas Hamer e il parroco Richard Borrow riflettono sul fatto di essere le uniche due persone felici ad aver presenziato a quella cena. Silas Hamer, un tempo povero, è un felice materialista soddisfatto di potersi comprare tutto ciò che desidera; Richard Borrow è circondato dalla miseria ma è sostenuto dalla Visione ed è quindi felice spiritualmente. I due si separano, Silas assiste all’investimento di un senza tetto e inizia a riflettere sulla morte. Dopo un po’, si imbatte in un uomo senza gambe intento a suonare una melodia con il flauto, e la musica gli dà un senso di gioia. Rientrato a casa e messosi a letto, risente di nuovo la melodia spingerlo verso l’alto, come se stesse volando, finché qualcosa di opprimente e di terribile non finisce per schiacciarlo verso il basso riportandolo a terra. Decide così di chiedere consiglio a Bernard Seldon che gli suggerisce di parlare con l’uomo misterioso in modo che l’incantesimo si interrompa. Quest’ultimo si rivela essere il dio Pan e Hamer inizia a capire che la vera ricchezza è avere la terra sotto, il cielo sopra e il mondo per vagabondare. Frase memorabile: E finalmente la paura venne meno. Il mondo materiale non lo teneva più, era libero dalle sue pastoie. Riferimenti: Riferimento all’Ouverture del Rienzi di Richard Wagner.

The Last SéanceL’ultima seduta (The Last Seance) Protagonisti: Raoul Daubreuil, Simone, Elise, Madame Exe, Amelie Exe. Tipo di fenomeno: Ectoplasma, materializzazione, fantasma medianico. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: La medium Simone, spossata nel fisico e nell’anima, viene indotta dal fidanzato Raoul a tenere un’ultima seduta spiritica per Madame Exe, donna ossessionata dalla morte della figlia. Simone raccomanda a Madame Exe di non toccare la materializzazione della bambina altrimenti la vita della stessa Simone sarebbe in pericolo. Madame Exe, per tutelarsi contro un’eventuale truffa, lega Raoul durante la seduta impedendogli così di intervenire in caso di problemi. Quando la piccola Amelie si materializza, Madame Exe non riesce a trattenersi e dimostrando disprezzo per la vita di Simone ne determina la morte. Frase memorabile: L’amore di una madre per la sua creatura è forte come nient’altro al mondo. Non ubbidisce alla legge, sorvola sulla pietà, infrange tutti gli ostacoli, se è il caso. Schiaccia senza rimorso tutto ciò che si frappone al suo cammino.

SOS (SOS) Protagonisti: Signor Dinsmead, Signora Dinsmead, Johnnie Dinsmead, Charlotte Dinsmead, Magdalen Dinsmead, Mortimer Cleveland. Tipo di fenomeno: Impregnazione psichica. Narratore: Onnisciente in terza persona. Trama: Mortimer Cleveland, a causa di una doppia foratura, bussa alla porta del cottage dei Dinsmead. Essendo un esperto dell’inconscio, Cleveland intuisce che c’è qualcosa che non va e i suoi sospetti vengono confermati quando trova la scritta SOS sul tavolino impolverato della stanza che lo ospiterà per la notte. A quel punto inizia a indagare per capire quali segreti celi la misteriosa dimora. Frase memorabile: Io credo nell’atmosfera di questa casa.

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Agatha Christie: radio, video e audiolibri

Si segnalano qui di seguito programmi radiofonici, video di Raiplay, audiolibri di Youtube incentrati su Agatha Christie e i suoi romanzi.

Programmi radiofonici:

Agatha Christie RadioLa grande radio. Agatha Christie. Ritratto di Signora in giallo.
Data del programma: 21/12/2015
Interventi di Orio Caldiron, Renato Olivieri, Renè Reggiani, Lia Volpatti.
Durata: 45 minuti.
https://www.raiplayradio.it/audio/2015/12/La-grande-radio-Agatha-Christie-Ritratto-di-signora-in-giallo-de8d8de2-36ca-4aa4-86e7-f984002fd5f4.html

Wikiradio, puntata dedicata ad Agatha Christie nell’anniversario della sua morte
Data del programma: 12/01/2016
Voce di Gianluca Favetto.
Durata: 30 minuti.
Frammenti di repertorio presenti nella trasmissione:
1) Frammento tratto da La storia in giallo: Agatha Christie – Archivio Radio3 RAI;
2) Frammento tratto da La sparizione del signor Davenheim – La grande radio – Archivio Radio3 RAI;
3) Frammento tratto da Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express, film del 1974 diretto da Sidney Lumet, tratto dall’omonimo romanzo di Agatha Christie). Il protagonista (Poirot) è interpretato da Albert Finney;
4) Frammento tratto dalla serie televisiva britannica Miss Marple (Agatha Christie’s Marple). Nella serie Miss Marple è stata interpretata dall’attrice Geraldine McEwan – puntata C’è un cadavere in biblioteca – Archivio RAI;
5) Frammento con la voce di Agatha Christie tratta da Donne straordinarie: Agatha Christie – documentario realizzato da WMR in associazione con BBC Worldwide – Archivio Rai Storia.
https://www.raiplayradio.it/audio/2016/01/Agatha-Christie—Wikiradio-del-12012016-33260e5e-4e3c-424b-bd1d-d7a741a5ad81.html

Gettoni di letteratura, Agatha Christie
Data del programma: settembre 2019
Episodi di cinque minuti l’uno incentrati su diversi argomenti riguardanti l’autrice.
1) Il primo Poirot;
2) Agatha fa surf;
3) Sparita nel nulla;
4) Vita da archeologa;
5) La signora dei veleni.
https://www.raiplayradio.it/playlist/2019/09/Gettoni-di-letteratura-Agatha-Christie-ef26a9cc-7141-4428-a323-c53d8c360949.html

Agatha Christie locandinaRaiplay video (accessibili collegandosi con il proprio account Facebook):

Agatha Christie vs. Hercule Poirot
Data del programma: gennaio 2019.
Dopo un’introduzione sulla vita dell’autrice, Pierre Bayard parla della sua decostruzione del romanzo di Agatha Christie L’assassinio di Roger Ackroyd.
Durata: 57 minuti.
https://www.raiplay.it/video/2019/01/Agatha-Christie-vs-Hercule-Poirot-33f56549-b014-44d3-ad7e-33ec4a5afe36.html

Punto di svolta
Data del programma: marzo 2019
Episodio incentrato sulla vita e i romanzi della scrittrice.
Durata: 49 minuti.
https://www.raiplay.it/video/2019/03/Punto-di-svolta-Agatha-Christie—E3-333d19ff-e7c9-4f92-b208-9f44b98e7d2d.html

Canale Youtube:

Radio Cicap, Che fine ha fatto Agatha Christie?
Data del programma: 05/12/2019
Conversazione incentrata sulla celebre sparizione di Agatha Christie.
Durata: 75 minuti.
Il video è disponibile qui.

Assassinio sull'Orient-ExpressAudiolibri in italiano e inglese
Sempre su Youtube è possibile ascoltare diversi audiolibri completi delle opere dell’autrice, sia in italiano che in inglese. Tra i titoli disponibili: Assassinio sull’Orient-Express (letto da Massimo Popolizio); Hercule Poirot indaga: La disavventura del nobile italiano; Evil under the Sun; Dieci piccoli indiani (letto da Andrea Arcoraci); Testimone d’accusa; One, Two, Buckle my Shoe; Death on the Nile; Passenger to Frankfurt; Dead Man’s Folly; A Caribbean Mystery; The Mystery of the Blue Train; The Hollow; The Secret Adversary; The Thirteen Problems; Hallowe’en Party; Dead Man’s Mirror; Mrs. McGinty’s Dead; Cat among the Pigeons; The Murder of Roger Ackoyd; The Murder on the Links; Sad Cypress.

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Agatha Christie: Amnesia

Riporto qui di seguito un racconto breve di Stuart M. Kaminsky, tradotto da Gilberto Sacerdoti, ispirato al periodo in cui Agatha Christie scomparve e pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 27 giugno 1990.

Agatha ChristieLe sette di sera di lunedì 13 dicembre 1926 nella Palm Court Room dell’Hydropathic Hotel di Harrogate, North Yorkshire, Inghilterra. Stava facendo un cruciverba, quando il giornale le cadde sul tavolo, davanti agli occhi. Spinse via il giornale e chiese: “Conoscete una parola di sette lettere per perdita di memoria?”.
“Amnesia”, rispose lui, e lei sorrise con gratitudine all’uomo, che aveva riconosciuto come uno dei musicisti della Harry Codd Hydro Dance Band. Aveva pensato subito che fosse lui, quello che suonava la tromba, quello coi capelli scuri e la scriminatura nel mezzo, il cui colletto sembrava sempre un attimo troppo stretto. Aveva circa cinquant’anni, forse un po’ più giovane, e anche quando suonava canzoni allegre come Yes We Have No Bananas e Don’t Bring Lulu, nei suoi occhi azzurri c’era una melanconia che suggeriva ricordi al di là della musica.
“Grazie”, disse, scrivendo qualcosa sul cruciverba con la matita ben temperata.
“Posso sedermi un momento? Stiamo facendo una pausa”.
La donna non lo guardò. Con la mano indicò la sedia di fronte, ed egli si mise a sedere, mentre lei sorseggiava la tazza di tè che le stava davanti.
“Non state scrivendo amnesia”, disse lui. A un tavolo vicino una madre e una figlia sgranocchiavano fette di pane tostato e bevevano succo di pompelmo. La figlia aveva almeno sessant’anni. La madre un’età da lungo tempo obliata.
“Non è di queste parole incrociate”, disse la donna posando la matita e guardando fisso i tristi occhi azzurri dell’uomo che le stava di fronte.
“Mi chiamo Clark, Burt Clark”, disse lui. “Lavoro all’ufficio postale durante il giorno. La sera suono la tromba”.
“Vi rimane poco tempo per la famiglia”, disse lei.
“Mia moglie è morta. Mia figlia è sposata. Vive nel Surrey. Due bambini. Una è piccola”.
“Anch’io ho una bambina piccola”, disse la donna con dolcezza.
“Lo so”, disse Burt Clark. “Elizabeth, la cameriera del turno di giorno, dice che ha visto la fotografia di una bambina sul vostro tavolino. Elizabeth è la figlia di mio fratello Herb. Voi siete….”.
“La signora Neele, Teresa”, disse la donna abbassando gli occhi sul giornale che Burt aveva lasciato cadere sul tavolo.
“È da quando siete arrivata qualche giorno fa che vi osservo, signora Neele”, disse. “Ve ne state qua seduta a far le parole incrociate e ad ascoltarci”.
Agatha Christie“E pensate che ho l’aspetto triste e che ho bisogno che mi si tiri un po’ su? Ieri sera ho ballato, come ricorderete, dal momento che mi osservate”.
“Avete ballato nel modo in cui io suono”, disse lui, dando un’occhiata a una coppia che entrava nella stanza in quel momento, il marito un po’ alticcio. “Senza metterci il cuore. Per questo sono un postino e non un musicista con la sua banda, magari a Londra”.
“Suppongo vi sia qualcosa che mi volete far vedere, in questo giornale”, chiese lei. Burt Clark prese il giornale, estrasse di tasca un paio di occhiali da lettura, cercò di aggiustarsi col pollice il colletto troppo stretto e lesse: “È scomparsa da casa sua, The Styles, Sunningdale, Berkshire, la signora Agatha Mary Clarissa Christie, età 35 anni; altezza 5 piedi e sette pollici; capelli rossi tagliati corti con sfumature grigie; carnagione chiara, corporatura esile; vestita di grigio….”. Si fermò, la guardò di sopra gli occhiali e continuò: “Qui c’è la foto. Vi assomiglia”.
“È un’osservazione che hanno fatto in diversi, in questi ultimi giorni, signor Clark”, disse lei, sorridendo gentilmente.
“Certi pensano che sia morta, questa scrittrice che vi assomiglia. Altri dicono che è stata assassinata. E altri che se ne va in giro con una parola di sette lettere che significa perdita di memoria”. Si chinò in avanti, si tolse gli occhiali, se li rimise in tasca e disse a voce bassa: “Quella sua figlia e suo marito devono essere preoccupati. Mi immagino come mi sarei sentito io e come si sarebbe sentita mia figlia, se mia moglie, Costance si chiamava, fosse sparita”.
“Eravate un marito fedele, signor Clark? Scusate. È una domanda sciocca, una domanda indiscreta e conosco la risposta. Lo eravate”.
“Lo ero”, ammise lui. “E dal momento che sono stato indiscreto e voi siete stata così gentile da starmi ad ascoltare, potete essere indiscreta anche voi”.
“C’è una ricompensa di cento sterline da parte di questo stesso giornale per chi trova la signora Christie”, disse la donna.
“Penso che se non vuole che la si trovi, ne ha il diritto”, disse lui. “Quel denaro io non lo toccherei. Però mi preoccuperei per il marito e la figlia”. I membri della banda stavano tornando lentamente alla loro piccola pedana dietro le palme in vaso. Burt si girò a guardarli.
“Signor Clark, io ho una mia teoria sulla signora Christie. Vi piacerebbe ascoltarla?”.
Agatha Christie“Molto”, disse lui. “Ho sentito dire che il marito ha una… una donna giovane, una donna che si chiama Nancy Neele. Una vostra parente, signora Neele?”.
“Una coincidenza, signor Clark. La signora Christie non vuole perdere suo marito, non vuole che sua figlia perda suo padre. La mia teoria è che la signora Christie sia scomparsa per richiamare l’attenzione su questa situazione, sull’esistenza e la minaccia della signorina Neele, nella speranza che quando verrà trovata la stampa abbia scoperto questa liaison, e che di fronte allo scandalo pubblico la signorina Neele si ritiri di scena e il signor Christie, di fronte all’angoscia della moglie, ritorni da lei e il matrimonio continui”.
“Burt”, sussurrò una voce dalla pedana della banda, “cinque minuti”. “Capito”, sussurrò di rimando Burt.
“Una buona teoria”, disse, tornando a rivolgersi alla donna. “Ma non credo che le gioverà. Ho visto una fotografia del colonnello Christie, e ho sentito un po’ di cose su di lui. Se lo vuol sapere non mi sembra un uomo da passare il resto della vita come marito della famosa Miss Agatha. Se la vostra teoria è giusta, credo che alla fine non funzionerà”. Burt si alzò.
“Allo stesso tempo”, disse la donna, “credo anche che la signora Christie possa avere un’amnesia”.
“Bisogna stare attenti con queste cose”, disse lui, raccogliendo il giornale. “Avevo un amico, Tony Williams, che lavorava all’ufficio postale. Faceva finta di essere un po’ pazzo, così, tanto per fare. Tanto per ridere, intendiamoci. Io gli dissi, sta’ attento Tony. Ma lui diceva che era solo un gioco, una fantasia, e rideva. Be’, la fantasia è continuata e ha vinto. Capite, non sapeva più dove finiva il gioco e dove cominciava la realtà”.
“E che ne è stato di Tony?”, chiese la donna.
“Una sera uscì in strada e cominciò a dirigere il traffico completamente nudo. L’ha preso la polizia. La fantasia aveva vinto, capite. Devo tornare per gli ultimi pezzi. È il momento dei valzer”.
“Grazie, signor Clark”.
“Il piacere è mio, signora Neele”.
“Signor Clark”, aggiunse la donna, mentre lui faceva per andarsene. “Arriva un momento in cui anche le fantasie sono reali. Sono convinta che la signora Christie verrà trovata molto presto, che vuole essere trovata, vuole essere salvata dalla sua…”
“Amnesia”, suggerì lui con un sorriso triste.
“Amnesia”, convenne lei.
Mentre la Harry Codd Hydro Dance Band suonava Il Danubio azzurro e la vecchia madre con la figlia parlavano sottovoce fuori dalla stanza, la donna nota come signorina Teresa Neele cercò di finire il suo cruciverba. Per la prima volta nella vita scoprì di esserne incapace, lo lasciò perdere, e si mise a guardar fisso gli occhi azzurri di Burt Clark, il trombettista postino.

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Agatha Christie, io ti assolvo

Articolo tratto da L’Unità, 04 luglio 1984. L’autore è Giuseppe Petronio.

Agatha ChristieIl “processo alla regina”, cioè ad Agatha Christie, tenutosi a Cattolica i giorni scorsi, è stato, nella forma, un gioco: un gioco di società per intellettuali, con un giudice, la pubblica accusa, la difesa, i testimoni a carico e a discarico, i periti. Un gioco che poteva essere divertente, ma in cui pareva essere implicito il rischio di una mondanità tutta epidermica, da salotto “intellettuale” d’estate.

Invece, è stato assai più, ed è diventato un dibattito che dalla Christie si è allargato a discutere del “giallo”, di questi generi che non si sanno come chiamare e che perciò si chiamano in cento modi, della letteratura e della critica. E gran parte del merito va agli organizzatori, che avevano coinvolto nel “processo” persone di tutte le professioni e le arti, diversissime per temperamento e cultura. Presidente era chi scrive questa nota; per pubblico accusatore Renée Reggiani, avvocato difensore Rosellina Balbi, cancelliere Giorgio Gosetti; tra i testimoni e i periti c’erano critici (Guido Almansi, Alfredo Giuliani, James Barnett), rappresentanti di case editrici (Gian Franco Orsi, Lia Volpatti), scrittori (Corrado Augias, Christianna Brand), esperti della televisione e del cinema (Christ Steinbrunner, Claudio Fava), giornalisti televisivi (Vieri Razzini, Alvise Sapori), biografi della scrittrice, persone che l’hanno conosciuta. E c’era quell’Oreste Del Buono il cui nome è tutt’uno con la storia del “giallo” in Italia. E già questo impianto è interessante, perché mi pare che configuri il profilo dei convegni o congressi a venire, in questa età dei mezzi di comunicazione di massa: un incontro e incrocio di esperienze diverse, una collaborazione di tutti gli strumenti possibili, un intrecciarsi di ricerca e di informazione, e dunque uno sfaccettamento del tema per esaminarlo da tutti i punti di vista.

Animato da tante voci diverse il dibattito pareva, qualche momento, disperdersi, ma non è stato difficile ricondurre interventi e battute ad alcuni temi centrali. E così, nelle due sedute, si sono sentite ribadire le accuse e le difese che si ripetono da decenni su questi temi in generale, sulla Christie in particolare. Per comodità, le raggrupperò, come in un bilancio, su due colonne.
Accusa: i libri della Christie e di tanti altri giallisti non sono realistici; i cadaveri non sanguinano, non puzzano, non fanno impressione, manca il brivido.
Difesa: ma perché dovrebbero far rabbrividire, perché dovrebbero essere realistici, offrire atmosfere e caratteri, se essi sono stati (da Conan Doyle a tutti gli anni Venti) un gioco intellettuale, una partita a scacchi, in cui il criminale sfida l’acume dell’indagatore, e lo scrittore quello del lettore?

Agatha Christie

Accusa: la Christie scrive male, non ha “stile”, altera la storia e la geografia, crea una società di maniera che non esiste e che forse non è esistita mai.
Difesa: e perché, in libri che non sono né vogliono essere realistici, non si potrebbe alterare, qualche volta, la storia e la geografia? Non lo faceva anche Shakespeare? E se la sua è una maniera, non lo è anche di quel Simenon e Chandler che alcuni le opponevano polemicamente? E che cosa significa “avere uno stile”, “scrivere bene o male”? E non è vero che il suo stile è funzionale al suo modo di raccontare e al suo mondo? Non è vero (vi hanno insistito soprattutto Robert Barnard e Christianna Brand: due inglesi e scrittori, per giunta!) che quella scrittura è tutt’uno con quel raccontare? E non c’è in quei libri (lo ha osservato con finezza Corrado Augias) un profumo di vecchia Inghilterra, di Old England, di una Inghilterra vittoriana che non vuole morire?

Accusa: ha mille difetti.
Difesa: ha milioni di lettori; ventiquattromilioni di volumi venduti in Italia, centinaia di milioni nel mondo.

Accusa: non è letteratura.
Difesa: ma che cos’è la letteratura?

Ed eccoci così al dunque, al nocciolo della questione, al punto obbligato in cui si arriva sempre, da anni, ogni volta che dibattiamo di queste cose. Da una parte una concezione della letteratura non dirò limitata, ma certo snobistica, pseudo aristocratica (pseudo, perché non è più l’espressione di una reale aristocrazia, come era una volta), che giudica e assolve o condanna (più spesso condanna!) in nome di alcuni elementi o valori che essa promuove a soli valori assoluti; dall’altra, una concezione che si sforza di cogliere tutti i valori, quali e dovunque essi siano, e che, soprattutto, piuttosto che assolvere o condannare, vuole capire.

Agatha Christie

Sono più di cento anni che il “giallo” esiste, ed è un fenomeno di massa, e ha entusiasmato ed entusiasma milioni, centinaia di milioni di uomini di tutti i paesi, e ha dato libri adattati in riduzioni cinematografiche e televisive di alto valore. E ha dato all’immaginario collettivo, di noi tutti, personaggi (Sherlock Holmes, Poirot, Miss Marple, Maigret, Marlowe) che sono vivi nelle fantasie e nei ricordi come quelli degli scrittori più grandi o diffusi (Amleto, Otello, Pinocchio) o dei più grandi registi (Charlot). Si possono condannare quei libri solo perché – è stato detto – “io non riesco a leggerli”, perché la loro prosa è lutulenta, la loro scrittura goffa, perché la Christie, nel caso specifico, non ha una poetica, è non una “scrittrice” ma una “scrivente”? Cioè, traduciamo, perché non è di quegli scrittori per i quali scrivere significa innovare, o tentare di innovare, stilisticamente?

A battersi in questa ridotta erano, soprattutto, Guido Almansi e Alfredo Giuliani; dalla parte opposta, un po’ tutti; specialmente, a gradi diversi di consapevolezza teorica e di precisione espressiva, Oreste Del Buono, Robert Barnard, Rosellina Balbi, Corrado Augias, il sottoscritto. E anche qui, per brevità e comodità, raccolgo e schematizzo le tesi. Il “giallo”, il fenomeno del “giallo”, non va accettato o respinto in nome di gusti personali (“non riesco a leggerlo”, “mi diverte”) o di una concezione preconcetta dello “stile” e della “letteratura”. È un fenomeno sociale e letterario (è narrazione, racconto, invenzione, dunque è letteratura), ma va studiato e analizzato, con un pizzico, anche, di umiltà: se qualcosa non piace a me, ma piace a milioni di persone, vorrò avere il sospetto, almeno il sospetto, che sono io a sbagliare?

Il “giallo” – seconda tesi – astrattamente non esiste. Esistono i “gialli”. Cioè, il “giallo” è un genere letterario, con una sua storia ormai centenaria, con tante correnti (e dunque poetiche!) al suo interno, con uno svolgimento che accompagna a capello lo svolgimento di tutta la letteratura occidentale dal 1850 a oggi, e quindi, di tutta la nostra società occidentale. E paragonare la Christie a Simenon è tanto assurdo quanto paragonare Zola a Proust, Verga a Svevo: sono due mondi, e non solo letterari.

Agatha ChristieLa letterarietà del “giallo” (terza tesi) non va riportata, allora, a un’astratta letterarietà, elaborata da questa o quella scuola di critica, ma alle sue motivazioni interne, diverse di fase in fase, alle sue ragioni di poetica, agli effetti che voleva, di volta in volta, raggiungere.

Il che significa poi (quarta tesi) che infiniti “gialli” sono rozzi, volgari, ripetitivi, non problematici, ecc… ecc…, come in tutte le migliori famiglie, come anche nei generi “alti”. E ce ne sono altri invece (ma per trovarli bisogna leggerli!) seri, interessanti, vivi, problematici, ecc… ecc… come in tutti gli altri generi.

“Elementare, Watson, elementare”, diceva Sherlock Holmes. O no?

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Agatha Christie in versione natalizia

La stella di Betlemme (Star Over Bethlehem, 1965):


La stella di BetlemmeLa stella di Betlemme
, pubblicato con il nome di Agatha Christie Mallowan – esattamente come accaduto nel caso di Viaggiare è il mio peccato del 1946 – è una raccolta di racconti brevi, se non brevissimi, intervallati da poesie della stessa autrice che vanno a integrare quanto narrato in ogni singola storia.

Le tematiche centrali sono il Natale, la fede in Dio, la bontà e la santità, che Agatha Christie affronta mantenendo, per quanto possibile in questo contesto, una certa dose di suspense e riservando ai lettori anche qualche colpo di scena. Malgrado sia stato a volte definito “un libro per bambini”, gli argomenti trattati vanno a esplorare situazioni in cui è più facile che si identifichino gli adulti.

Il racconto che dà il titolo alla raccolta, La stella nel cielo di Betlemme, è stato pubblicato, singolarmente, nel dicembre 1946 sul Woman’s Journal. La traduzione italiana risale al 1996 ed è a cura di Anna Luisa Zazo. Il libro è dedicato a Hydie.

Poesie: Augurio (A Greeting); Ghirlanda di Natale (A Wreath for Christmas); Oro, incenso e mirra (Gold, Frankincense and Myrrh); Jenny presso il cielo (Jenny by the Sky); I santi di Dio (The Saints of God).

Racconti:
La stella nel cielo di Betlemme (Star Over Bethlehem)
Mentre Maria è da sola nella mangiatoia con il bambino, un angelo del Signore si palesa a lei per mostrarle il futuro della sua creatura e farle decidere se vale la pena che il piccolo sopporti tutte le sofferenze a cui Dio sembra averlo destinato. Maria, nella sua purezza e ingenuità, saprà agire nel migliore dei modi.
Frase memorabile: Un segno di Dio? Dio non ha bisogno di segni e meraviglie. È più probabile sia un segno di Satana. Io credo che se Dio dovesse venire tra noi, verrebbe in silenzio…

L’asinello dispettoso (The Naughty Donkey)
Un asinello dispettoso si ritrova, per casualità, nella mangiatoia dove è nato Gesù. Se inizialmente prova totale indifferenza per il bambino, in seguito, appena questi gli afferra un’orecchia, si sente legato a lui da profondo affetto. L’animale avrà un ruolo fondamentale nel proteggere il piccolo da Erode.
Frase memorabile: Il primo dono era giallo e duro e non aveva gusto, il secondo fece starnutire l’asinello, e quando leccò il terzo, sentì un sapore amaro e sgradevole.

La stella di BetlemmeIl traghetto (The Water Bus)
La Signora Hargreaves, vedova con due figli adulti, detesta i contatti umani e, pur facendo tanta beneficienza, non prova alcuna empatia e non riesce a essere pienamente soddisfatta di se stessa. La quotidianità è per lei un incubo e non sopporta proprio le persone e il loro continuo bisogno di sfogare le frustrazioni. Nel tentativo di trovare un po’ di tranquillità, sale su un traghetto che attraversa il Tamigi e nota a prua un uomo dall’aspetto straniero vestito di una tunica. Dopo averla toccata, la Signora Hargreaves capirà, finalmente, per davvero i sentimenti delle persone.
Frase memorabile: Viaggiare in metropolitana o in autobus, pigiata nella folla sudaticcia, era senza dubbio la sua idea dell’inferno in terra.

Al crepuscolo (In the Cool of the Evening)
Rodney e Janet Grierson hanno un figlio di tredici anni mentalmente ritardato. Mentre lui sembra aver accettato la cosa, lei prega accanitamente Dio affinché lo faccia guarire perché trova inconcepibile l’idea di avere un figlio stupido. Nel giardino di casa, però, il bambino si è già fatto un nuovo amico in grado di capirlo meglio di chiunque altro.
Frase memorabile: Deve essere possibile fare qualcosa! Fisicamente è perfetto. Deve trattarsi di una ghiandola… di una cosa semplicissima. I dottori un giorno o l’altro lo capiranno. Deve esserci qualcosa: iniezioni, ipnotismo.

Promozione nell’alto dei cieli (Promotion in the Highest)
Il primo gennaio dell’anno 2000, un uomo, dopo essersi ubriacato la notte precedente presso una locanda del suo villaggio, vede passare una strana processione di quattordici persone. Sono santi che si presentano presso il Tribunale divino per chiedere la possibilità di tornare sulla Terra e fare di più di quello che hanno fatto in vita. A loro è legata un’antica transenna, ormai irrestaurabile, che li raffigura.
Frase memorabile: Qualche volta non riesco a non provare un po’ di pena per Lucifero. Dover essere di rango inferiore a Adamo lo ha terribilmente turbato. Adamo non era poi un granché.

La stella di BetlemmeL’isola (The Island)
In un’isola arida, le donne lavorano sodo e si occupano dei bambini mentre gli uomini vanno a pesca. Tra queste donne c’è Maria, una donna che le altre compiangono per aver avuto un figlio criminale che è stato giustiziato. A casa, ad attenderla, c’è un secondo figlio, spesso preda di visioni e di convulsioni. Un giorno, sull’isola, approda una barca di stranieri alla ricerca della Regina del Cielo, ma non è detto che siano in grado di riconoscerla.
Frase memorabile: La vera bellezza è sotto la pelle. È nelle ossa. Già, e ancora sotto le ossa: nel cuore.

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Assassinio allo specchio adattato per il teatro

The Mirror CrackedIl presente articolo è tratto dal quotidiano The Guardian, 04 marzo 2019. L’autrice è Arifa Akbar. La traduzione è mia. Courtesy of Guardian News & Media Ltd.

In una stanza vuota, una donna anziana dorme su una poltrona, la caviglia distorta distesa su un poggiapiedi. Potrebbe essere un’istantanea della Gran Bretagna solitaria di epoca moderna. Ma la donna è Jane Marple e, mentre le luci si alzano, questo giallo di Agatha Christie del 1962 ambientato in un villaggio esplode in una vicenda ad alto numero di ottani praticamente inarrestabile.

La drammaturga Rachel Wagstaff e la regista Melly Still hanno dovuto compiere scelte temerarie in questo adattamento di alto concetto che in alcuni passaggi sembra un reboot della serie tv su Miss Marple.

Marina Gregg, starlet di Hollywood, si trasferisce a St Mary Mead e una paesana muore avvelenata durante un suo cocktail party. Mentre Miss Marple (Susie Blake) e l’Ispettore capo Dermot Craddock (Simon Shepherd) si mettono a fare le loro indagini, sul palcoscenico si ricorre a ogni tropo cinematografico: il cast riproduce l’istante dell’avvelenamento e replica altre scene cardine in slow motion, in modalità avanzamento veloce o con il replay. Il passato è raffigurato in istantanee con incluse esplosioni smorzate di musica al cardiopalma. La scenografia di Richard Kent presenta una parete di fondo trasparente che mostra altri avvenimenti drammatici attraverso silhouette o sequenze filmiche.

L’effetto generato è di incessante movimento, con gli attori che sembrano automi mentre prendono vita per poi ricadere o bloccarsi nell’immobilità. All’inizio, un personaggio chiede: “Sapete già chi è il colpevole?”. È difficile capire se la produzione vuole essere un omaggio ai gialli sullo schermo o farne la parodia attraverso un pastiche stilizzato.

Il finale mostra un delitto scaturito da una celata sofferenza, maternità e perdita, ma è privo di quella valuta emotiva di cui ha bisogno (e che il film del 1980 con Elizabeth Taylor e Angela Lansbury possedeva). Questo perché si ha l’impressione che gli attori siano stati diretti come ingranaggi del macchinario drammaturgico.

The Mirror Cracked (una scena)

La pièce presenta un’intelligente analisi delle donne di Agatha Christie, dalle madri anticonformiste alle figlie orfane di madre; accanto alle vulnerabilità della stessa Jane Marple nel suo essere un’anziana “zitella”. La Gran Bretagna in rapida evoluzione è ben colta nelle reazioni snob e scioviniste degli abitanti del villaggio ai nuovi complessi residenziali, al cameriere italiano di Hollywood e alla vista delle donne in pantaloni. Purtroppo, queste tematiche sono attenuate dal costante movimento. La conseguenza è una produzione frustrante, anche se non priva di audacia visiva e in grado, a volte, di stupire.

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