Quinta colonna (N or M)

Sintesi: Tommy e Tuppence, già visti in Avversario segreto, hanno ora superato i quarant’anni d’età e, oltre a essere sposati, hanno anche due gemelli: Derek e Deborah. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, la loro situazione lavorativa è peggiorata; nessuno, infatti, sembra disposto ad assumere due quarantenni né per attività investigative né per assistenza ai feriti; le uniche proposte che gli vengono fatte riguardano noiosissimi lavori alla scrivania dove passare le giornate a compilare scartoffie. Un giorno, tuttavia, Mr Grant si presenta a casa loro e chiede a Tommy di prendere il posto di un agente britannico deceduto che, prima di morire, ha pronunciato la frase: “N. o M. Song Susie”. N ed M sono le iniziali di due agenti tedeschi, un uomo e una donna, che lavorano per Hitler; Tommy deve dunque recarsi nella pensione Sans Souci, che l’agente aveva storpiato in Song Susie, dell’immaginaria cittadina di Leahampton per cercare di individuare una delle due spie o almeno qualcuno che sia a loro collegato. Tuppence, che viene lasciata fuori dal caso, finirà per impicciarsi comunque arrivando sul posto addirittura prima del marito.
Curiosità:
1)
Uno dei personaggi del romanzo si chiama maggiore Bletchley e questo indusse il Security Service del Regno Unito a credere che Agatha Christie avesse una spia all’interno di Bletchley Park, che all’epoca era la sede dell’unità di crittoanalisi, in grado di raccontarle le attività che si svolgevano al suo interno. In realtà, il fatto che il personaggio si chiamasse così, era solo una coincidenza.
2) Nella prefazione di Laura Grimaldi all’edizione italiana si fa un errato riferimento a Graham Greene e Ernest Hemingway:

La nuova avventura di Tommy e Tuppence si chiamerà, appunto, Quinta colonna. L’omonimia con i due romanzi di Graham Greene e di Ernest Hemingway è veramente, puramente casuale. Diversi gli intendimenti, diversa l’impostazione. Quello della Christie voleva essere, ed è, un “intrattenimento politico” di buon livello. Niente di più. E anche se Greene ha definito, appunto, “intrattenimenti” i suoi romanzi di questo tipo, l’intenzione originale resta diversa.
(Laura Grimaldi, nella prefazione a Quinta Colonna, Mondadori Editore, 1961, p. VII)

In realtà, non vi può essere alcuna omonimia tra il romanzo della Christie e le opere dei due autori citati perché oltre ai titoli originali completamente diversi (N or M di Agatha Christie, The Ministry of Fear di Graham Greene e The Fifth Column di Ernest Hemingway) il romanzo di Graham Greene fu scritto nel 1943, e cioè due anni dopo quello di Agatha Christie, mentre il testo di Hemingway, pur essendo stato composto nel 1938, non è un romanzo ma è l’unica pièce che l’autore abbia mai scritto.

Avevo deciso di scrivere due libri alla volta, per evitare il rischio che gli scrittori a volte corrono, che il libro gli si avvizzisca tra le mani. […] Il risultato di questa decisione fu: C’è un cadavere in biblioteca, che già meditavo da parecchio, e Quinta colonna, una sorta di seguito del mio secondo romanzo Avversario segreto, con gli stessi protagonisti, Tommy e Tuppence. Ora che erano diventati genitori di un figlio e di una figlia adulti, Tommy e Tuppence erano irritati di notare che nessuno si occupava più di loro. Facevano una magnifica rentrée in veste di coppia matura a caccia di spie sempre sorretti dal loro antico entusiasmo.
A differenza di altri, il fatto di scrivere in tempo di guerra non mi ha mai procurato particolari difficoltà, forse perché riuscivo a isolarmi in un’altra dimensione. Io vivevo tra i miei personaggi, borbottavo le loro conversazioni e li vedevo passeggiare nei luoghi che avevo inventato per loro. […] Mi mettevo un cuscino sul viso per proteggermi dalle scheggie di vetro e disponevo, su una sedia che tenevo sempre accanto, le uniche due cose preziose che possedevo: la pelliccia e la borsa dell’acqua calda, una di quelle di gomma, che allora rappresentava un insostituibile tesoro. Così equipaggiata, ero pronta per qualsiasi evenienza
(Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone, Mondadori, 1978, pp. 573-574)

Quinta colonna (N or M)Riferimenti intertestuali
1) Riferimento alla nursery rhyme, risalente al 1784, Goosey goosey gander (Goosey, goosey gander, whiter will you wander? Up stairs, down stairs, in my lady’s chamber):
La piccola Betty si era molto affezionata a Tuppence. Quella mattina si arrampicò sul letto e piazzò un libro tutto sgualcito sotto il naso della sua amica, ordinandole: “Leggi!”.
Ubbidiente, Tuppence cominciò a leggere.
“Papero, papero, dove vai? Su, giù, in camera della mia dama…”.
Betty si agitava allegramente, ripetendo: “Su e giù… su e giù…”, e accompagnava le parole con grandi balzi su e giù dal letto.
(Agatha Christie, Quinta colonna, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori Editore 1961, pp. 59 – 60)

2) Riferimento alle nursery rhymes, del 1725 e del 1794, Little Jack Horner (Little Jack Horner / Sat in the corner, / Eating a Christmas pie; / He put in his thumb, / And pulled out a plum, / And said ‘What a good boy am I!’) e There Was an Old Woman Who Lived in a Shoe (There was an old woman / Who lived in a shoe, / She had so many children, / And loved them all, too. / She said, “Thank you Lord Jesus, / For sending them bread.” / Then kissed them all gladly / and sent them to bed):
Tuppence trasse un libro piuttosto malconcio dalla libreria a mensola, ma fu interrotta da uno strillo di Betty.
“No, no… brutto… cattivo!”.
Tuppence la fissò stupita, poi guardò il libro, che era una versione a colori del Piccolo Jack Horner.
“Era un bambino cattivo, Jack?”, domandò. “Forse perché ha fatto un capitombolo?”.
“Cattivo!”, ripeté Betty, e con uno sforzo terribile: “Sporco!”.
[…]
Tuppence, cresciuta semplicemente, senza esagerazioni, disapprovava l’igiene eccessiva, e aveva allevato i suoi ragazzi lasciandoli assimilare ciò che lei chiamava “una ragionevole quantità di polvere”. Comunque, prese la copia pulita di Jack Horner, e lesse la storiella alla bambina che commentava a modo suo tanto le parole quanto le illustrazioni. Poi proseguirono con “Papero, papero, dove vai?” e “La vecchietta che abitava in una scarpa”.
(Agatha Christie, Quinta colonna, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori Editore 1961, p. 73)

There Was an Old Woman3) Riferimento alla leggenda del Menestrello errante (The Wandering Minstrel) che trovò dov’era tenuto prigioniero Re Riccardo Cuor di Leone (Agatha Christie non fa un esplicito riferimento alla leggenda ma la cita attraverso un immaginario film a essa ispirato):
Il gioco proseguì per altri cinque minuti, senza ulteriori interruzioni, poi rientrò il maggiore Bletchley. Era stato al cinema, e prese a raccontare alle signore la trama particolareggiata del film Menestrello Errante, che si svolgeva all’epoca di Riccardo I.
[…]
Quella settimana Albert era stato al cinema, a vedere Il Menestrello Errante, ed era rimasto fortemente impressionato dal soggetto. Com’era romantico! Non poteva, adesso, non venir colpito dall’affinità della situazione. Lui, come l’eroe del film, era un fedele Blondel alla ricerca del suo capo imprigionato. Come Blondel, aveva combattuto a fianco del suo capo, nei giorni passati.
(Agatha Christie, Quinta colonna, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori Editore 1961, p. 111 e p. 131)

4) Riferimento alla canzone popolare di Nate D. Ayer, su testo di Clifford Grey, If You Were the Only Girl in the World (1916) (If you were the only girl in the world / and I were the only boy / Nothing else would matter in the world today / We could go on loving in the same old way):
Albert sospirò, rammentando i versi commoventi di “O Richard, mio re” che il fedele trovatore aveva cantato errando di castello in castello. Peccato che lui non potesse cantare quel motivo. Era difficile, per lui, intonarlo giusto. Atteggiò le labbra in un tentativo di fischiare. Ed ecco scaturire un motivo ben noto: “Se tu fossi sola al mondo, ed io fossi solo al mondo…”.
(Agatha Christie, Quinta colonna, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori Editore 1961, p. p. 131)

Quinta colonna (N or M)5) Riferimento a The Story of Johnny Head di Heinrich Hoffmann (1809-1894) e alla nursery rhyme There Was a Little Man and He Had a Little Gun (1916):
“C’era tutto, nella copia malconcia dei libri di Betty”.
“Quelli che Betty chiamava cattivi?”, domandò Tuppence.
[…]
Johnny Head conteneva notizie sull’aviazione e i piani militari erano appropriatamente racchiusi in C’era una volta un omino che aveva un fucile”.
(Agatha Christie, Quinta colonna, traduzione di Grazia Maria Griffini, Mondadori Editore 1961, p. p. 154)

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